Indice del forum

ArsDimicandi Forum

GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

PortalPortale  blogBlog  AlbumAlbum  Gruppi utentiGruppi utenti  Lista degli utentiLista degli utenti  GBGuestbook  Pannello UtentePannello Utente  RegistratiRegistrati 
 FlashChatFlashChat  FAQFAQ  CercaCerca  Messaggi PrivatiMessaggi Privati  StatisticheStatistiche  LinksLinks  LoginLogin 
 CalendarioCalendario  DownloadsDownloads  Commenti karmaCommenti karma  TopListTopList  Topics recentiTopics recenti  Vota ForumVota Forum

Molossi, lupi e altri legionari a quattro zampe
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno

Vai a pagina 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8  Successivo
 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Cave Canem
PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
Autore Messaggio
Dr Domus

Site Admin


gladiatores


Età: 52
Registrato: 10/03/05 22:31
Messaggi: 1637
Dr Domus is offline 




Sito web: http://www.arsdimicand...

MessaggioInviato: Mer Mag 18, 2005 8:17 pm    Oggetto:  Molossi, lupi e altri legionari a quattro zampe
Descrizione:
Rispondi citando

Eccoci finalmente!
Invito chiunque, a partire da Lupus naturalmente, ad iniziare questa avventura su quattro zampe e un bel po' più di denti!
Come si è comportato il tuo lupo davanti ai celti a Borgoricco?
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Adv



MessaggioInviato: Mer Mag 18, 2005 8:17 pm    Oggetto: Adv






Torna in cima
Anonymous

















MessaggioInviato: Mer Mag 18, 2005 10:26 pm    Oggetto:  Cani da attacco dei Legionari
Descrizione:
Rispondi citando

Ave Arsdimicandi,
inizio nel chiarire la posizione del mio cane Lupo italiano (www.lupoitaliano.it), nell'ambito della rievocazione e della sperimentazione.
Come ho già scritto si tratta di un utilizzo più che altro iconografico, stante la grande somiglianza con il lupus italicus che ancor oggi scorazza sulle montagne appenniniche e che richiama la leggenda della Lupa di Roma.
Peraltro, il mio cane è abilitato al soccorso di persone disperse in superficie (protezione civile) e non ha avuto un addestramento tipico dell'attacco e difesa (che definisce "Lavoro").
Abbiamo potuto però sperimentare come sia utile nella guardia e nella ricerca di eventuali nemici che, nottetempo, si avvicinavano pericolosamente al nostro accampamento per attuare un'incursione.
Il cane, oltre a segnalare la presenza di persone nei paraggi, è stato poi inviato nel buio allo scovo dei malintenzionati e quando è avvenuto il ritrovamento (sotto dei cespugli circostanti), li ha segnalati al suo conduttore (cioè io), con un abbaio continuo e persistente, tenendoli a bada e permettendomi di raggiungere il luogo e di arrestare i nemici.
Certamente sarebbe opportuno sperimentare l'uso del cane anche contro il nemico in battaglia, usando una razza molossoide, come peraltro viene descritto in diversi testi che riferiscono di quanti nemici siano rimasti senza mani.
A tal fine, però, bisognerebbe avere almeno un figurante preparato, che all'occorrenza sia dotato di una manica tipica per far mordere e che possa simulare il morso senza rischiare davvero di rimanere senza braccio. Un morso di un mastino napoletano o di un rott-wailer, esprime una forza distruttiva e qualsiasi approssimazione può diventare pericolosa.
Il mastino napoletano incarna bene il cane dei romani, ma secondo i testi in circolazione, il tipico cane addestrato dai romani per la guerra, poteva assomigliare al mastino del Tibet o, addirittura, al San Bernardo.
Di sicuro i romani sono stati i primi a creare le unità cinofile da combattimento, anticipando di secoli gli austriaci, che nella prima guerra mondiale costituirono le compagnie cinofile, impegnate nelle guardie al campo, al trasporto di messaggi ed allo scovo del nemico. Infatti, lo dico a titolo di curiosità, se ti capitasse di frequentare campi di addestramento cinofilo ( a proposito, con il cane che ti ritrovi devi almeno addestrarlo all'obbedienza), noterai che tutti i cani vengono condotti in addestramento alla sinistra del conduttore. Ecco pur non essendo obbligatorio, ciò deriva proprio dall'addestramento tipico militare, che con la destra portava un'arma (spada, lancia o, arrivando a noi, il fucile).
Ancor oggi, il cane è usato nelle guerre moderne, appositamente addestrato al rintraccio dell'esplosivo, tanto che, un cane ben addestrato, ti può condurre salvo su un campo minato.

Alla prossima, mi addentrerò sull'uso del cane da parte dei romani.
Torna in cima
Anonymous

















MessaggioInviato: Mer Mag 18, 2005 10:27 pm    Oggetto:  Cani da attacco dei Legionari
Descrizione:
Rispondi citando

Ave Arsdimicandi,
inizio nel chiarire la posizione del mio cane Lupo italiano (www.lupoitaliano.it), nell'ambito della rievocazione e della sperimentazione.
Come ho già scritto si tratta di un utilizzo più che altro iconografico, stante la grande somiglianza con il lupus italicus che ancor oggi scorazza sulle montagne appenniniche e che richiama la leggenda della Lupa di Roma.
Peraltro, il mio cane è abilitato al soccorso di persone disperse in superficie (protezione civile) e non ha avuto un addestramento tipico dell'attacco e difesa (che definisce "Lavoro").
Abbiamo potuto però sperimentare come sia utile nella guardia e nella ricerca di eventuali nemici che, nottetempo, si avvicinavano pericolosamente al nostro accampamento per attuare un'incursione.
Il cane, oltre a segnalare la presenza di persone nei paraggi, è stato poi inviato nel buio allo scovo dei malintenzionati e quando è avvenuto il ritrovamento (sotto dei cespugli circostanti), li ha segnalati al suo conduttore (cioè io), con un abbaio continuo e persistente, tenendoli a bada e permettendomi di raggiungere il luogo e di arrestare i nemici.
Certamente sarebbe opportuno sperimentare l'uso del cane anche contro il nemico in battaglia, usando una razza molossoide, come peraltro viene descritto in diversi testi che riferiscono di quanti nemici siano rimasti senza mani.
A tal fine, però, bisognerebbe avere almeno un figurante preparato, che all'occorrenza sia dotato di una manica tipica per far mordere e che possa simulare il morso senza rischiare davvero di rimanere senza braccio. Un morso di un mastino napoletano o di un rott-wailer, esprime una forza distruttiva e qualsiasi approssimazione può diventare pericolosa.
Il mastino napoletano incarna bene il cane dei romani, ma secondo i testi in circolazione, il tipico cane addestrato dai romani per la guerra, poteva assomigliare al mastino del Tibet o, addirittura, al San Bernardo.
Di sicuro i romani sono stati i primi a creare le unità cinofile da combattimento, anticipando di secoli gli austriaci, che nella prima guerra mondiale costituirono le compagnie cinofile, impegnate nelle guardie al campo, al trasporto di messaggi ed allo scovo del nemico. Infatti, lo dico a titolo di curiosità, se ti capitasse di frequentare campi di addestramento cinofilo ( a proposito, con il cane che ti ritrovi devi almeno addestrarlo all'obbedienza), noterai che tutti i cani vengono condotti in addestramento alla sinistra del conduttore. Ecco pur non essendo obbligatorio, ciò deriva proprio dall'addestramento tipico militare, che con la destra portava un'arma (spada, lancia o, arrivando a noi, il fucile).
Ancor oggi, il cane è usato nelle guerre moderne, appositamente addestrato al rintraccio dell'esplosivo, tanto che, un cane ben addestrato, ti può condurre salvo su un campo minato.

Alla prossima, mi addentrerò sull'uso del cane da parte dei romani.
Torna in cima
Lupus

Ospite















MessaggioInviato: Mer Mag 18, 2005 10:33 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Ho fatto qualche pasticcio ed ho duplicato la mia risposta.
Abbiate pietà
Torna in cima
Plinius

Princeps Senatus






Registrato: 11/03/05 05:08
Messaggi: 2186
Plinius is offline 

Località: Panormus/Balarmuh




MessaggioInviato: Gio Mag 19, 2005 12:52 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Il mastino napoletano, come tutti i molossi, San Bernardo, francese (dogue di bordeaux e altri), inglesi (bulmastiff e altri di taglia corrente), spagnolo tedesco, è discendente del "molosso del Tibet" il progenitore lontano di tutti questi poderosi discendenti.
Esistono tracce iconografiche di cultura assira che testimoniano l'uso per lavoro e difesa di questi cani.
Gli Assiri lo conobbero dai loro vicini orientali e lo fecero conoscere ai siriani e ai fenici. Questi infine lo commercializzarono perfino in Britannia.

_________________
Plinius/Ettore Argan

Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

Quanto più volgare è l'uomo politico, tanto più stridente è il linguaggio. (P.C. Tacito)
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email
Seneca

Primipilus






Registrato: 19/03/05 16:29
Messaggi: 440
Seneca is offline 






MessaggioInviato: Gio Mag 19, 2005 12:55 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Plinius ti riferisci sicuramente al bassorilievo assiro del 4000 a.c. dove si vede un soldato che tiene al guinzaglio un mastino enorme alto fin quasi alla vita del soldato e che era usato in guerra contro i guerrieri nemici.
_________________
Seneca
Roberto Fanelli
Qui ad Atene noi facciamo così .... (Pericle)
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Hector

Centurio Princeps






Registrato: 13/03/05 11:22
Messaggi: 394
Hector is offline 






MessaggioInviato: Gio Mag 19, 2005 1:04 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Ancora al tempo di Marco Polo, attraversando quelle terre, lui stesso racconta:
"....vedete in queste province una grande razza di cani, così fieri e coraggiosi che due di loro sono in grado di attaccare un leone. Così ogni uomo che parte in viaggio porta con sé una coppia di questi cani e quando compare un leone i due cani lo attaccano con grandissimo coraggio, e il leone si rivolta contro di loro ma non può far nulla per la loro destrezza a evitare i suoi colpi….”.

_________________
Hector
Marco Lucifredi
O Zeus padre degli Dei, tu che hai abbandonato la mia Ilio, non dimenticarti di me.
Non mancano gli imputati e chi li accusa; lo Stato non manchi di un tribunale (Cicerone)
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Caesar

Tribunus






Registrato: 15/03/05 23:09
Messaggi: 519
Caesar is offline 






MessaggioInviato: Gio Mag 19, 2005 1:08 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Si, i Fenici portarono il molosso in Britannia nel VI secolo a.c. e fu subito apprezzato dagli indigeni anche se avevano conosciuti altri molossi portati dai Celti.
_________________
Caesar
Pietro Silva
Milovan Gilas scrisse che la memoria tende a modificare i fatti per farli quadrare con le necessità del presente.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Plinius

Princeps Senatus






Registrato: 11/03/05 05:08
Messaggi: 2186
Plinius is offline 

Località: Panormus/Balarmuh




MessaggioInviato: Gio Mag 19, 2005 1:18 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

L'uso iniziale dei molossi fatto dai Britannici fu il lavoro con particolare riguardo alla difesa di beni e persone.
Quando Cesare con i suoi legionari sbarcò in Britannia nel 55 a.c., trovò in moltissimi luoghi questi cani che venivano aizzati contro i soldati prima di giungere al corpo a corpo.
I Romani furono impressionati da questi cani che chiamarono "pugnacee britanniae".
Bisogna evidenziare che molto controversa è nell'ambiente cinofilo e scientifico se il molosso britannico sia avo o discendente del mastino napoletano. Entrambi riescono a portare elementi a loro favore lasciando indefinita la questione.

_________________
Plinius/Ettore Argan

Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

Quanto più volgare è l'uomo politico, tanto più stridente è il linguaggio. (P.C. Tacito)
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email
Plinius

Princeps Senatus






Registrato: 11/03/05 05:08
Messaggi: 2186
Plinius is offline 

Località: Panormus/Balarmuh




MessaggioInviato: Gio Mag 19, 2005 1:29 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Caesar, mi riferivo alla terracotta di Nimrud, conservata al British Museum di Londra e risalente al IX secolo a.c. non ad altre e che comunque riporta raffigurazione simile a quella che hai descritto perchè i molossi erano così apprezzati e diffusi che erano entrati anche nella mitologia popolare.

(Completo il messaggio interrotto per un comando errato al pc....)

...e pertanto molte sono le volte in cui vengono raffigurati come li hai descritto.

_________________
Plinius/Ettore Argan

Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

Quanto più volgare è l'uomo politico, tanto più stridente è il linguaggio. (P.C. Tacito)
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email
Lupus

Ospite















MessaggioInviato: Gio Mag 19, 2005 8:42 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Sono tanti i cani che si reputano discendenti dagli antichi molossi.
Uno di questi, forse anche il più bello da vedersi per me, è il cane corso.
Il cane corso è un antico molosso italiano, discendente dall'antico molosso romano (canis pugnax). Il suo nome deriva dal latino "cohors", inteso come guardiano, protettore del cortile. La sua muscolatura è atletica ed il suo aspetto solido, compatto, privo di qualsiasi pesantezza.
Le caratteristiche di equilibrio psichico, la devozione assoluta al padrone e la versatilità ad adattarsi ai più svariati impieghi, sono la ragione del successo della razza. In passato fu utilizzato per la guardia della proprietà e del bestiame, per la caccia alla grossa selvaggina e per la difesa personale.
Torna in cima
Dr Domus

Site Admin


gladiatores


Età: 52
Registrato: 10/03/05 22:31
Messaggi: 1637
Dr Domus is offline 




Sito web: http://www.arsdimicand...

MessaggioInviato: Gio Mag 19, 2005 9:46 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Dunque, la versione ufficiale dell'E.N.C.I (ente cinofilo italiano) è la seguente: dal leggendario molosso del Tibet discende quello assiro-babilonese raffigurato nella situla di Nabeth. Progenitore del molosso d'Epiro, i più potenti e forti del mondo ed esistenti in Macedonia quando questa fu conquistata da Paolo Emilio nella battaglia di Pidna.
Questi molossi sfilarono nel trionfo del console a Roma "dopo i signa e i centurioni, cento molossi seguono il carro del vincitore".
Secondo gli storici questi molossi vanno a rinfoltire le fila dei molossi già esistenti per i legionari, descritti con muso corto e taglia imponente e probabilmente ne deriva un incrocio speciale.
Nel 55 a.C ecco i pugnaces Britanniae arrivare in Italia, per essere mandati alle lotte coi venatori nelle arene.
Il molosso romano che viene consolidandosi tra i legionari e che fu messo a guardia delle ville patrizie, assunse caratteristiche proprie differenziandosi da quello epirota degli altipiani, che aveva pelo lungo, coda ritorta e zampe lunghe (che comunque sopravvisse ancora). Questo romano assunse pelo raso, arti più corti, taglia più contenuta e muso corto con pelle lasca. Era la specializzazione dell'arcaico molosso epirota-mesopotamico in un cane da combattimento.
In Italia nacquaro veri e propri allevamenti lungo le coste tirreniche, da Formia alla penisola salentina (Salerno), con particolare attenzione alle pendici del Vesuvio.
Com la caduta dell'Impero i molossi si estinguono quasi completamente dall'Europa, o si imbastardiscono con altre razze, tranne in Campania, dove lo troviamo a corte sia nel dominio di Aragona che nei Borbone, chiamato dagli spagnoli "perro da presa' e usato anche dai Conquistadores. Le sue caratteristiche rimangono immutatae: la tipicissima testa, la larghezza del cranio e del muso, la potenza dei masseteri e della mandibola dal prognatismo spiccato, oltre all'andatura tipicamente leonina e una articolarità mobilissima simile a quella dei felini, sono caratteri di tipicità che resisteranno nella razza.
Le attestazioni continuano immutabili sino al 1946, quando l'E.N.C.I riconosce il molosso romano DOC (seppure con quache carattere di disomogeineità iniziale nei modelli) nella sola zona Vesuviana, ridenominandolo Mastino Napoletano.
Tra i più vicini al Mastino napoletano, quello Corso, che perde tuttavia alcune caratteristiche nelle misure e nella conformazione cranico-mandibolare.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Proximus

Ospite















MessaggioInviato: Lun Mag 23, 2005 10:10 am    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

arsdimicandi ha scritto:
Dunque, la versione ufficiale dell'E.N.C.I (ente cinofilo italiano) è la seguente: dal leggendario molosso del Tibet discende quello assiro-babilonese raffigurato nella situla di Nabeth. Progenitore del molosso d'Epiro, i più potenti e forti del mondo ed esistenti in Macedonia quando questa fu conquistata da Paolo Emilio nella battaglia di Pidna.
Questi molossi sfilarono nel trionfo del console a Roma "dopo i signa e i centurioni, cento molossi seguono il carro del vincitore".
Secondo gli storici questi molossi vanno a rinfoltire le fila dei molossi già esistenti per i legionari, descritti con muso corto e taglia imponente e probabilmente ne deriva un incrocio speciale.
Nel 55 a.C ecco i pugnaces Britanniae arrivare in Italia, per essere mandati alle lotte coi venatori nelle arene.
Il molosso romano che viene consolidandosi tra i legionari e che fu messo a guardia delle ville patrizie, assunse caratteristiche proprie differenziandosi da quello epirota degli altipiani, che aveva pelo lungo, coda ritorta e zampe lunghe (che comunque sopravvisse ancora). Questo romano assunse pelo raso, arti più corti, taglia più contenuta e muso corto con pelle lasca. Era la specializzazione dell'arcaico molosso epirota-mesopotamico in un cane da combattimento.
In Italia nacquaro veri e propri allevamenti lungo le coste tirreniche, da Formia alla penisola salentina (Salerno), con particolare attenzione alle pendici del Vesuvio.
Com la caduta dell'Impero i molossi si estinguono quasi completamente dall'Europa, o si imbastardiscono con altre razze, tranne in Campania, dove lo troviamo a corte sia nel dominio di Aragona che nei Borbone, chiamato dagli spagnoli "perro da presa' e usato anche dai Conquistadores. Le sue caratteristiche rimangono immutatae: la tipicissima testa, la larghezza del cranio e del muso, la potenza dei masseteri e della mandibola dal prognatismo spiccato, oltre all'andatura tipicamente leonina e una articolarità mobilissima simile a quella dei felini, sono caratteri di tipicità che resisteranno nella razza.
Le attestazioni continuano immutabili sino al 1946, quando l'E.N.C.I riconosce il molosso romano DOC (seppure con quache carattere di disomogeineità iniziale nei modelli) nella sola zona Vesuviana, ridenominandolo Mastino Napoletano.
Tra i più vicini al Mastino napoletano, quello Corso, che perde tuttavia alcune caratteristiche nelle misure e nella conformazione cranico-mandibolare.


Io sono assolutamente daccordo con Lupus nel credere che il molosso dei romani assomigliasse più al Cane Corso che all'odierno Mastino Napoletano.
Non dimentichiamoci infatti che l'E.N.C.I. seleziona le razze secondo canoni esclusivamente estetici e non funzionali, come per forza di cose dovevano fare i Romani o chiunque voglia un cane adatto ad un preciso lavoro e non proporzioni standard (e a volte discutibili) per una mostra canina.
Il Mastino Napoletano, pur indubbiamente avendo anche lui parte dei geni del Canis Pugnax, risulta evidentemente appesantito nell'aspetto e con caratteristiche morfologiche come il famigerato prognatismo, (che contrariamente a quanto si pensa non è che un difetto genetico standardizzato da alcuni selezionatori a giustificazione di strampalate teorie su di una presunta efficienza del morso, e colpevoli in casi come quelli del Boxer o del Bulldog di aver prodotto problemi di respirazione e masticazione) o l'abbondanza delle pliche cutanee assolutamente inadatte e di intralcio in una situazione di guerra.
Il Corso ortognato al contrario è un molosso più "antico", agile e potente allo stesso tempo, privo di quella goffaggine tipica del Napoletano, e la sua forma è sempre stata selezionata dalla funzione e non da un'opinabile senso estetico.
Torna in cima
Dr Domus

Site Admin


gladiatores


Età: 52
Registrato: 10/03/05 22:31
Messaggi: 1637
Dr Domus is offline 




Sito web: http://www.arsdimicand...

MessaggioInviato: Lun Mag 23, 2005 3:36 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Bè, sugli aspetti 'funzionali' di Napoletano e Corso ci vorrebbe qualche informazione in più che, ahimè, no sono in grado di fornire.
Inoltre bisognerebbe che qualcuno ci fornisse la 'storia' del Corso, e vedere la genealogia di questa razza. Io ho trovato solo presso l'E.N.C.I una ricerca approfondita sul Mastino-Molosso, poichè altre fonti mi sono sembrate un po' superficiali.
Non ho idea sinceramente, se la 'storia del Molosso-Mastino' riportata dall'E.N.C.I sia di natura squisitamente estetica, anche se mi sembra che la loro analisi sia mirata prevalentemente alla evoluzione razziale, e non tanto al modello con cui si definisce lo standard (che è un problema che inizia solo dal '46 ad oggi)
Trovo invece molto interessante l'aspetto dei difetti genetici: ma al contrario del ns. ospite, posso tranquillamente affermare che i difetti genetici rappresentano proprio la conseguenza diretta delle specializzazioni 'funzionali' canine, come l'Etologia insegna. La pelle lasca (e relativo problema vascolare) è il corazzamento per eccellenza ai morsi di cani o altri predatori. Un po' come per i lottatori agonisitici, che hanno tutti i piedi a papera e alcuni problemi cronici cervicali. Il difetto cronico-genetico non vuol dire sbagliato, ma specializzato!
Sulla questione della potenza mandibolare, nonchè dell'agilità, sarebbe necessario che il nostro Lanista ci apporti qualche elemento in più, di tipo scientifico come quelli ufficiali dell'E.N.C.I.
Il Mastino-Molosso ad esempio (il Napoletano per intendeci) è notoriamente conosciuto per l'incredibile agilità (sovente nascosta dietro la sua pigrizia e apparente felina mollezza). E' uno dei rarissimi esempi di cani con struttura ossea felina, per l'appunto, capace di salti incredibili e di una accelerazione a dir poco entusiasmante. Caratteristiche dimostrabili in qualsiasi allevamento.
Ora esistono molossoidi ben più impacciati e diseleganti (anch'essi pieni di difetti genetici) come il RotWeiler, il BullDog o il PitBull, ma sulla cui efficacia non vi è molto da dire!
Dunque caro Proxumus, quale sarebbe la relazione tra difetto ed efficacia?
Con quali basi affermi che il Corso, più piccolo e magro del Molosso Excellens (il Napoletano), era il vero cane dei Legionari?
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Anonymous

















MessaggioInviato: Lun Mag 23, 2005 3:47 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Per quanto riguarda la potenza mandibolare è il mio schnauzer (incredibile dictu!) ad esprimerne la maggiore per centimetro quadrato in proporzione al peso!! Very Happy Wink

Vale quam optime AD!
Torna in cima
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Cave Canem Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ore
Vai a pagina 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8  Successivo
Pagina 1 di 8

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi downloadare files da questo forum





ArsDimicandi Forum topic RSS feed 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2008