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ArsDimicandi Forum

GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Le varie figure di gladiatori
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Gladiatori: ricerca, storia e sperimentazione
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Hector

Centurio Princeps






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MessaggioInviato: Sab Apr 09, 2005 10:56 pm    Oggetto:  
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Seneca, anche se ci conosciamo e so che non ti risentirai, mi sembra che arsdimicandi e qualche altro mi abbiano detto dell'altro su queste figure che tu hai descritto brevemente.
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Hector
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MessaggioInviato: Sab Apr 09, 2005 10:56 pm    Oggetto: Adv






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Seneca

Primipilus






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MessaggioInviato: Sab Apr 09, 2005 11:00 pm    Oggetto:  
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Si, è vero Hector, c'è molto ancora da aggiungere se solo si volesse: ma io mi sono limitato a delle descrizioni sintetiche perchè non so tanto quanto Arsdimicandi.
Certo sull'argomento è in grado di intrattenere a lungo.

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Seneca
Roberto Fanelli
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Caesar

Tribunus






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MessaggioInviato: Sab Apr 09, 2005 11:03 pm    Oggetto:  
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Ottimo allora. Dato che Seneca non si risente, non c'è migliore occasione di questa per chiedere ad arsdimicandi di aggiungere ciò che può arricchire queste notizie. Smile
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Caesar
Pietro Silva
Milovan Gilas scrisse che la memoria tende a modificare i fatti per farli quadrare con le necessità del presente.
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Lun Apr 11, 2005 11:43 pm    Oggetto:  
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Onorevoli membri, avete
Argomenti davvero interessanti, e complessi Confused , dato che l'ottimo Seneca ha portato informazioni sia di carattere arcaico che più recente.
Ebbene...

MIRMILLONI
Nessuna corazza sul petto. Quelli sono i provocatores.
La leggenda del pesce come simbolo dei Mirmilloni deriva da una cattiva interpretazione di Festo, attorno a un reziario che prende in giro un murmillo per il pesce disegnato sul suo elmo. Da qui Ville e altri contemporanei hanno voluto vedere nel termine greco "mourmoros", ossia Mormora, l'abbinamento dei due nomi.
In realta l'etimo di Myrmillo è My (o Mu), non "Mou".
Vocaboli legati a My sono ad esempio Mysterion, Mysticon, che identificano qualcosa di "segreto, celato, nascosto..."
Il Murmillo si identifica piuttosto con la Murena, il serpente marino celato tra gli scogli, pronto ad azzannare la preda quando meno se la aspetta.
Infatti il murmillo è l'unico gladiatore integralmente nascosto dietro il più ampio e concavo scudo gladiatorio che esiste, nonchè una speciale galea (elmo) con tese piatte e circolari che ne fanno da coperchio.
Nascosto, appunto.
Nessuna robusta spada, ma una semplice e leggera sica (un po' più lunga di un pugnale). Ricordiamo qui che "nessun gladiatore legittimo" usi gladi, o spade. Tutti sicae o pugnali.
Inizialmente il murmillo poteva combattere sia col reziario che col thraex. In realtà si intendeva per murmillo quello col "grande scudo", poichè quando questo combatteva col reziario, indossava una galea tonda e con fine cresta (antirete), senza quelle tese circolari destinate a fare da ombrello sui colpi spioventi. Quando invece combatteva col Thraex, cambiava elmo (come detto prima, il coperchio).
SUccessivamente la confusione degli armamenti e dell'unico nome, portò alla ridenominazione delle specialità, dato che anche la "tecnica" contro il reziario e contro il thraex, cambiava moltissimo.
Così da un certo periodo in poi, contro il retiarius vi sarà eclusivamente il contraretiarius, o secutor.
Il murmillo rimarrà l'esclusivo avversario de traci.
Le calzature nella gladiatura non appartengono a particolari classi, ma dipendono dal tipo di suolo. La maggior parte dei gladiatori combatte a piedi nudi.

Parte I
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Mar Apr 12, 2005 12:05 am    Oggetto:  
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THRAEX, THRAECIS

Hanno un origine assai oscura.
Di fatto l'armamento dell'antica etnia trace non c'entra gran che con quello gladiatorio, anche se in epoca ellenistica alcuni elmi con alta cresta metallica, vengono chiamati "traci" e sono attestati nella falange macedone.
Quel che è certo è che Plinio (non il nostro, quello antico Laughing ) afferma che i gladiatori traci hanno sia uno piccolo scudo convesso che uno a forma di scodella. In effetti l'iconografia mostra due tipi di gladiatori estremamente simili: hanno entrambi doppi alti schinieri (ocreas), cosciali (cossalia) e uno scudo piccolo, anche se di diversa forma: il parmula.
Uno però è armato con una sica supina (daga ricurva), mentre l'altro ha una corta lancia e un pugnale dritto.
Il primo ha una cresta a forma di protome di grifone (le piume sono facoltative), mentre l'altro ha un alta cresta rettangolariforme.
Coarelli ad esempio, definisce quest'ultimo con lancia e scudo tondo come l'hoplomachus, in seguito alla seguente teoria. Lo scudo tondo è simile allo scudo tondo dell'oplita greco, e di conseguenza l'assonanza tra Hoplomachus e Hoplites chiude l'equazione.
Ma, ArsDimicandi sostiene contro tutti, e contro questa debole teoria, che anzitutto Plinio afferma che i traci hanno, tra gli altri scudi, quello tondo a forma di scodella (pocula parmula). E dato che alcune opere artistiche abbinano il nome "thraex" anche a quello con la cresta grifonata, la conseguenza razionale è che entrambi siano Traci.
Inoltre sono assai simili, anche se uno ha armi diverso dall'altro.
Ad oggi riteniamo che quello con scudo tondo, che noi chiamiamo trace aequimano (che ha due mani armate), sia il più antico. Questo perchè l'elmo trace in uso presso le falangi macedoni di Alessandro (macedoni, non greche), collega i macedoni con l'armamento di questa categoria: infatti il piccolo scudo tondo è tipico dei macedoni. La lancia anche, sebbene il duello gladiatorio tende a ridurre le misure di tutte le armi che originariamente erano militari (come detto precedentemente nel Murmillo, sui gladi e le sicae).
Probabilmente il trace grifonato è una tipica evoluzione gladiatoria, ossia l'adattamento del trace primigenio al corpo a corpo serrato dettato dal murmillo (originariamente dal Sannita, che è identico al Murmillo).
Da qui la necessità di un arma falcata come la Sica Supina, che serve a scavalcare l'ampia protezione dello scutato murmillo.
Anche in questo caso, subligacolii, perizomi e caligae, sono del tutto irrilevanti per la specifica categoria, come d'altronde tutta l'iconografia dimostra.

Fine parte II
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Mar Apr 12, 2005 12:18 am    Oggetto:  
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SAMNES
Il gladiatore Sannita non ha nulla a che vedere col Reziario, anzi, ne è semmai l'oppositore naturale. Tuttavia, procediamo con calma...
Il Sannita che hai descritto, è quello citato da Cicerone e da altri autori del I a.C. che in realtà descrivono il sannita militare, ossia quello realmente proveniente dai territori del Sannio.
Ma col tempo, l'etnia sannita e l'armamento sannitico, non giungono più necessariamente a corrispondere.
Un iscrizione afferma di un tale Telyphus, di nazionalità trace, che combatte come gladiatore Sannita! Puoi immaginare la confusione tra l'etnia e l'armamento.
E' la stessa confusione che portò necessariamente ad una ridenominazione tra il I a.C e il I d.C, dei nomi gladiatorii.
Il sannita primigenio, divenne il Provocator, il Murmillo e il Secutor.
Queste categorie sono similari, e caratterizzate dal grande scutum. Tuttavia sia la forma dello scutum, alcuni dettagli dell'elmo e del parastinco, si sviluppano per ottimizzare lo scontro con gli avversari tipici di questi tre: un altro Provocator, i Thraecis e il Retiarius.
Quelle poche ma ben distinguibili immagini che ci sono giunte del Samnes, lo mostrano sempre con l'elmo aperto come quelli militari. Ma questo non è un elemento caratterizzante del sannita, ma di tutti i gladiatori dotati di elmo, prima di alcune Leges gladiatorie che istituirono l'obbligatorietà della celata anteriore, per ridurre i rischi ai costosi campioni. Il sannita non si vedrà mai con la celata integrale perchè all'epoca delle nuove norme, si era già trasformato nelle tre specialità, ed era già scomparso dalle testimonianze epigrafiche ed iconografiche.

fine parte III
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Seneca

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MessaggioInviato: Mar Apr 12, 2005 10:00 am    Oggetto:  
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Ho ricordato bene: arsdimicandi sa molto e tra l'altro tanto compiutamente da distinguere le notizie storiche dalle dicerie.
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Caesar

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MessaggioInviato: Mar Apr 12, 2005 10:11 am    Oggetto:  
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Bisogna pure notare l'evoluzione storica cui arsdimicandi ha accenato, i cambiamenti intervenuti, le evoluzioni. Tutto ciò aiuta a comprendere come sia nata la confusione, la sovrapposizione della descrizione delle caratteristiche e la ridondanza dei termini per identificarne le varie figure.
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Caesar
Pietro Silva
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MessaggioInviato: Mar Apr 12, 2005 10:22 am    Oggetto:  
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Qui nasce una incombenza.
Rielaborare gli argomenti trattati rappresentando adeguatamente quanto è notizia storica e quanto è frutto di diceria creatasi attraverso i tempi: quindi bisogna disporli secondo una sequenza cronologica per quanto possibile e contenente le relative informazioni distinte periodo per periodo.

Servirebbe un volontario. So che siete alacri e di buona volontà ma non affollatevi, uno per volta, Wink
(manca l'emoticon per indicare i fuggiaschi e i vigliacchi Very Happy )

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Hector

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MessaggioInviato: Mar Apr 12, 2005 10:26 am    Oggetto:  
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Buoa idea, si avrà una stesura chiara, completa e di riferimento. Anche se sembrerà un piccolo trattato, varrà la pena farlo per la chiarezza con cui il fenomeno gladiatorio verrà esposto.
Vediamo se Tullia ha tempo disponibile.

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Hector
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Claudio

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MessaggioInviato: Mer Giu 15, 2005 12:42 pm    Oggetto:  
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Visto che si parla dei vari tipi dei gladiatori, e chiarita anche di una certa confusione sulla loro tipologia come mi parso di leggere da varie parti e libri tra gli autori moderni , a questo punto avrei una curiosità: nel forum si parla di un certo Telifo che, pur essendo Trace di nazionalità, combatteva come Sannita. A questo punto, esclusi i criteri meramente di nazionalità, visto anche le nuove nazioni che entrarono a far parte dell’Impero, quali erano i canoni di scelta, fisici o psicologici, che si utilizzavano per indirizzare un nuovo arrivato tra i vari tipi di gladiatori? Oppure non c'erano criteri e ognuno sceglieva da sè il tipo di gladiatore che più gli piaceva?
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MessaggioInviato: Mer Giu 15, 2005 9:36 pm    Oggetto:  
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Ave Claudie! Benvenuto.
Non c'è fonte alcuna che attesti il meccanismo di funzionamento dell'indirizzamento delle tipologie psico-fisiche verso una o l'altra categoria gladiatoria. Gli elementi che abbiamo a disposizione per interpretare questo fenomeno sono due: uno documentario, e più particolarmente iconografico. Mosaici, bronzetti, graffiti ed affreschi mostrano i reziarii alti, potenti, longilinei. I Mirmilloni e i secutores piuttosto bassi, tozzi, ma potenti e asciutti. Provocatores asciutti e magri. Etc.
Il secondo elemento è la sperimentazione (quella di ArsDimicandi ovviamente, da circa il 1998): non puoi fare in alcun modo il reziario se non sei alto, potente e veloce. Non puoi fare il secutor se non hai le caratteristiche del cane molosso, inseguitore, massiccio, incassatore, non troppo alto. Non puoi essere provocatore se non sei relativamente piccolo e agile, muscoloso ma asciutto.
Insomma, la sperimentazione conferma appieno quanto ci mostra una iconografia secolare (soprattutto tra il I a.C. e il III d.C).
Ciò non toglie che sono documentati personaggi che si specializzano in più di una specialità (il più famoso, unico invero, Hermes, con 5 specialità). Anche questo è confermato dalla sperimentazione, anche se è davvero difficile avere più di due specializzazioni...
Dubito fortemente (dato il clima da galera di un Ludus) che un Tiro potesse scegliere da sè la sua specialità.
Vale
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Claudio

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MessaggioInviato: Gio Giu 16, 2005 12:26 pm    Oggetto:  
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Valete omnibus

Scusate se continuo ancora con le domande ma l’argomento sulla gladiatura mi interessa molto e avrei bisogno di ricapitolare le cose, anche perché tra i vari libri che ho letto e quello che si è detto sul forum, ho non poca confusione in testa. La prima domanda sorge spontanea:

esattamente come si diventava gladiatori, oltre che come prigionieri di guerra?

Differenze tra condanna ad ludus, ad bestias e ad gladius? Da quanto ho capito solo una delle condanne portava direttamente alla gladiatura, ma si poteva sopravvivere alle altre condanne e diventare gladiatori, come una sorta di commutazione o proseguimento della pena? Mi spiego meglio: ho letto che in non so in quale tipo di condanna i criminali venivano mandati contro i gladiatori: erano delle semplici “vittime” da scannare o gli si dava un’arma e un sommario addestramento per reggere qualche istante di più contro i gladiatori. Nel caso che si riuscisse a sopravvivere (sempre che gli venisse data la possibilità, ossia che fossero armati e sommariamente addestrati), cosa succedeva al sopravvissuto? Si continuava finchè non lo si uccideva, diventava gladiatore o veniva liberato?

Nel forum si dice che per i crimini contro lo Stato si poteva venire condannati alla gladiatura: si può avere un elenco il più possibile esaustivo di tali crimini?

Vi erano altre figure di crimini che prevedevano questa pena?

Grazie a tutti per le risposte

Claudio
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MessaggioInviato: Gio Giu 16, 2005 11:59 pm    Oggetto:  
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Le condanne 'ad bestias' o 'ad gladium' rientrano nell'istituzione dei supplizi, o condanne a morte belle e buone, più o meno spettacolarizzate.
Non sono mai i gladiatori ad ammazzare inermi, ma addetti a questa funzione di Boia.
I gladiatori combattono esclusivamente coi gladiatori secondo regole estremamente rigide, al punto da prevedere che i Tirones combattano esclusivamente coi Tirones, e i Veterani coi Veterani.
Naturalmente qualche 'boia' poteva essere qualche ex-gladiatore tornato allo stato di liberto, che rimaneva nell'ambito dell'anfiteatro per continuare a lavorare.

Il reclutamento dei gladiatori varia di epoca in epoca, ma in linea di massima sono selezionati principalmente dai prigionieri di guerra o tra i criminali che il giudice ritiene possano redimersi. Ciò non toglie che esistano anche molti volontari (gli Auctorati), che intraprendono questa rischiosa carriera per fama, o per necessità di soldi.
Vale sempre il principio che i soggetti fossero "adeguati" a una simile carriera, che sarebbe durata dai 3 ai 5 anni.
Naturalmente è sempre bene distinguere dai gladiatori legittimi, i combattenti destinati a simulazioni di battagle o naumachie, che sovente si suicidavano pur di non svolgere qui combattimenti.
Insomma, lo stato mentale era completamente diverso.
E' ovvio che chi non fosse considerato degno di una seconda possibilità, veniva semplicemente mandato alla pena capitale.
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Claudio

Centurio Hastatus





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MessaggioInviato: Mer Giu 22, 2005 2:08 pm    Oggetto:  
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Perfetto!
Ora, se non vi dispiace, vorrei continuare con le domande, quasi fossi un tirone appena entrato nel Ludus, andando avanti passo passo:

Una volta entrati nel Ludus i nuovi arrivati dovevano sottostare ad una sorta di scala gerarchica che si era creata tra i gladiatori, suppongo in base a requisiti di anzianità e di numero di vittorie. Sul libro dell’Osprey si parla di una sorta scala di valori che riprendeva, in chiave un poco satirica, quella dei legionari e i loro ufficiali, con il gladiatore al vertice che era detto “primus palus” in corrispondenza con il centurio primus pilus dell’esercito, e i nuovi arrivati detti tirones; su libro di Fik Meijer si parla più semplicemente di tirones e poi di 1°, 2°, 3° categoria e così via, con, anche, il loro valore corrispondente. Si potrebbero avere più chiarimenti in proposito? Questa divisione è solo tipica dell’epoca imperiale, oppure è presente fin dagli inizi, quando iniziano a nascere le prime scuole gladiatorie in Campania (o almeno credo siano loro le prime)?

Alimentazione dei gladiatori: su questo punto ho alcuni punti oscuri. In un recente documentario trasmesso sia da History Channel che da Stargate su La7 e confermato anche dal libro di Meijer si dice che l’alimento base dei gladiatori era la zuppa d’orzo, con lo scopo preciso di fare aumentare il peso dei gladiatori e fargli ispessire la pelle a ulteriore protezione contro i colpi (mah? Quasi come si trattasse dei cani. E’ possibile?). Cicerone (se non ricordo male), sempre secondo Meijer, chiamava dispregiativamente i gladiatori “mangiatori d’orzo”. A dire il vero in alcuni mosaici che ho visto in foto vi sono dei gladiatori decisamente “sovrappeso”, e tra questi anche un reziario nell’atto di colpire un secutor con il suo pugio. Eppure non tutti i gladiatori ritratti nelle statuette, nei bassorilievi, nei mosaici e nei graffiti mi sembrano così, anzi, dimostrano di avere dei fisici oserei dire scultorei, che non è possibile ottenere senza un duro allenamento correlato con un’alimentazione attenta e bilanciata. Non mi sembra nemmeno che si possa dire che tali fisici siano invenzioni degli artisti anche perché tali artisti fisici del genere li avranno pur visti dal vero e non credo se li siano immaginati del tutto. Inoltre tale assunto dell’alimentazione a base d’orzo contrasta con quanto mi avete detto su come venissero scelti i vari tipi di gladiatori, con i reziari veloci e potenti, i provocatores asciutti e gli scutarii più massicci e possenti ma non certo sovrappeso. A questo punto la domanda è: vi erano principi di dieta (al limite assunti dietologici quasi “moderni”) che venivano fatti seguire ai gladiatori, magari con differenze anche notevoli da gladiatore a gladiatore in modo da esaltarne le caratteristiche fisiche peculiari oppure no (e se si, a grandi linee quali?)? E il discorso della dieta base d’orzo è valido o solo frutto di un equivoco, magari di un’interpretazione sbagliata delle fonti?

Grazie

Avete atque valete omnibus

Claudio
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