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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Rivestimenti e decorazioni dello scudo: FUNZIONI.
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Hector

Centurio Princeps






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MessaggioInviato: Ven Gen 26, 2007 4:00 pm    Oggetto:  Rivestimenti e decorazioni dello scudo: FUNZIONI.
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Quasi sempre nell'antichità gli scudi di legno sono stati decorati o rivestiti con materiale vario. Certamente i disegni, le decorazioni ed altro avevano valore di ornamento estetico, o di appartenenza come la lambda degli Spartani; ma potevano avere altra funzione atta a preservare lo scudo stesso quanto più a lungo possibile durante gli scontri?
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Hector
Marco Lucifredi
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MessaggioInviato: Ven Gen 26, 2007 4:00 pm    Oggetto: Adv






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Rufus

Gladiator





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MessaggioInviato: Ven Gen 26, 2007 6:42 pm    Oggetto:  
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Per alcuni eserciti, come gli spartiati o l'esercito romano l'ornamento sullo scudo era segno di identificazione; per altri un accorgimento volto ad intimorire, proteggere, abbellire od altro.
Ma per tutti, il principale problema dei collanti antichi era l'umidità, contro la quale non vi era altro da fare che cercare di proteggere lo scudo da acqua e condensa tramite uno strato di vernice protettiva che aveva così una doppia funzione. Veniva comunque integrata con grasso ed altri repellenti naturali.
Escluso naturalmente il concetto di vernice come protettivo dai colpi, non è stata inventata nemmeno oggi una vernice che resista ad una pressione forte.
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Hector

Centurio Princeps






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MessaggioInviato: Ven Gen 26, 2007 7:31 pm    Oggetto:  
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A ben pensarci è vero. Non mi ci ero soffermato. Proprio la caratteristica del legno, capace di assorbire umiditià suggeriva la pitturazione.
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Hector
Marco Lucifredi
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Caesar

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MessaggioInviato: Ven Gen 26, 2007 7:52 pm    Oggetto:  
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Credo che la sua funzione fosse di mantenerne la maggiore integrità possibile contro i colpi che riceveva. Ho riflettuto su questo fatto e ne sono convinto anche se qualcuno può ritenerlo azzardato. Ha però una logica ed è legato a nozioni di scienza della tecnica di costruzione.

Uno scudo di legno grezzo permette di vedere l'orientamento delle fibre del legno stesso. Nozioni tecniche che allora erano alla portata di chiunque perchè non c'era la specializzazione del lavoro spinta come ora.

Colpire una superficie lignea trasversalmente alle fibre, può fare un certo danno. Dipende se l'oggetto è di legno, di metallo, se ha il taglio. Ma se il colpo viene inferto colpendo parallelemente alle fibre, il danno è di maggiori entità per ogni colpo.
Questo perchè la disposizione trasversale delle fibre di legno rispetto al colpo, oppone una resistenza. Mentre la disposizione parallela rispetto al colpo non riesce ad esercitare nessuna opposizione.
Scoperto questo, per evitare che gli avversari applicassero queste conoscenze, ecco che si pensò di verniciare o di ricoprire con altro materiale la superficie dello scudo.

Voi cosa ne pensate?

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Caesar
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Rufus

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MessaggioInviato: Lun Gen 29, 2007 9:40 am    Oggetto:  
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Gli scudi antichi erano quasi sempre rivestiti di altro materiale, fosse cuoio, tela, bronzo o altro.
Inoltre vi era sempre un bordo di metallo che rinforzava la tenuta.
Pochi erano i popoli che non rivestivano lo scudo, e comunque l'idea di frantumare uno scudo andando a centrare una venatura fallata è piuttosto difficile, anche perche nel momento in cui un avversario ti si para davanti è difficile concentrare l'attenzione sulla venatura dello scudi, che peraltro, se lo scudo fosse per esempio di faggio, non la vedresti nemmeno.
Secondo me il senso della pittura è compreso tra quelli inseriti nel mio precedente intervento.
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Dr Domus

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gladiatores


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MessaggioInviato: Lun Gen 29, 2007 11:55 pm    Oggetto:  
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Confermo appieno Rufus.
Si tenga presente inoltre che le fibre lignee (oltre a tutte le coperture citate dal ns. Discens Armaturam), erano incrociate, così che lo spessore complessivo dello scudo non avesse alcun allineamento parallelo di fibre.

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Dario Battaglia
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Caesar

Tribunus






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MessaggioInviato: Ven Feb 02, 2007 5:29 pm    Oggetto:  
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Capisco che la recluta non guardava la venatura del legno al suo primo scontro; forse neanche il veterano, ma i falegnami che facevano gli scudi avranno spiegato ai propri questi dettagli tecnici! E' presumibile.


Dunque perchè scartare una simile supposizione?
Quando si incontrava un nemico munito di scudo, lo si combatteva ugualmente e i ripetuti colpi parati dallo scudo finivano per romperlo.
Ora dato che qualsiasi soldato, secondo i modi di ciascun popolo, veniva addestrato, molto facilmente sapeva che gli scudi di legno colpiti in un modo o in un altro perdevano resistenza. Diventava conseguenziale modificare il modo di dare il colpo sullo scudo. A questo punto si sarà pensato di rivestire il legno. Poi, una volta attuato questo accorgimento si è pensato di colpire in modo diverso nel tentativo di rendere inutilizzabile lo scudo. (Insomma se prima si dava un colpo d'ascia perpendicolare senza risultato, poi si dava un colpo orizzontale o obliquo!)
Gli eserciti dovevano vincere la battaglia!
Il fatto che nello scontro non si stia a cercar di guardare la venatura del legno, (dato che si rimedia modificando il modo di colpire) è come quell'obiezione che nega la mutatio perchè sostiene che in quel frangente il nemico può trovare un varco. Oppure come l'obiezione che la mutatio non avveniva perchè gli scudi legionari delle prime file erano tappezzati dei giavellotti nemici e non avrebbero lasciato lo spazio ai mililiti di ruotare per indietreggiare.

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Pietro Silva
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Ven Feb 02, 2007 5:58 pm    Oggetto:  
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Credo che più che essere indirizzato nel senso da te proposto, Caesar, l'addestramento riguardasse come colpire i punti in cui l'avversario non era protetto dallo scudo e come "moltiplicare" questi punti Smile

Dico questo perché mi sembra strano che il colpire lo scudo avversario, fosse considerato qualcosa di normale in un combattimento...

Credo piuttosto che il colpo fosse indirizzato al corpo scoperto e lo scudo veniva colpito nel momento in cui l'avversario lo spostava a guardia del punto lasciato scoperto poco prima Smile

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Flavius Stilicho

Francesco Bindella

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Caesar

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MessaggioInviato: Ven Feb 02, 2007 6:36 pm    Oggetto:  
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Mi spiego meglio.
Certamente lo scopo dello scontro non era danneggiare lo scudo! Si doveva danneggiare lo scudo quando questo era usato con perizia dall'avversario e non c'era altro modo per sopraffarlo. Dunque solo in questo frangente; pertanto il tema del topic deve essere visto come un divenire, una fase circoscritta dello scontro tra due belligeranti delle parti avverse.

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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Ven Feb 02, 2007 6:43 pm    Oggetto:  
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Che l'accuratezza dell'addestramento schermistico Romano arrivasse a tale livello Surprised ?

Non saprei, credo che di difese veramente impenetrabili non ve ne siano... a meno che uno dei due schieramenti non si attesta sulla difensiva e nessuno dei soldati in prima fila tenti un affondo Smile in tal caso credo si usino aggeggini di poco conto come macchine da guerra, tiro incrociato, e aggiramenti di cavalleria Wink

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Flavius Stilicho

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Hector

Centurio Princeps






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MessaggioInviato: Ven Feb 02, 2007 9:51 pm    Oggetto:  
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Ma no, dai. Non si riferisce agli scudi dei Romani che erano fatti di più strati, nè si riferisce alla meticolosità dell'addestramento Smile . Non si riferisce neppure al fatto che la linea avversaria dovesse essere travolta solo con quell'accorgimento perchè come hai ricordato esistevano le artigierie ecc.. Da quello che ho capito sta prendendo in esame un momento cruciale in cui un singolo soldato mette in atto le sue risorse individuali.
Era semplicemente risaputo che il legno resiste meno colpendolo nel verso delle fibre e lì lo colpiva perchè in quel momento non aveva altre risorse. Il topic vuole indagare sulla funzione aggiuntiva della decorazione o del rivestimento e avanza un'ipotesi.
Tutto lì. Un isolato caso nel suo corpo a corpo.
Così ho capito io.

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Rufus

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MessaggioInviato: Sab Feb 03, 2007 11:29 am    Oggetto:  
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Però, Hector, rifletti sul fatto che gli unici scudi non rivestiti erano quelli dei celti, ma non erano gli unici ad essere dipinti.
I romani, i greci, i daci, gli italici etc. avevano scudi stratificati e rivestiti, eppure dipingevano anch'essi gli scudi.
Quindi è molto più semplice supporre che la pittura fosse prima di tutto un protettivo, secondo ma non certamente ultimo il riconoscimento del reparto o dell'appartenenza.
un'altra cosa, siccome gli scudi di ogni tipo erano bordati, come ho già detto, il conficcare un'arma in uno scudo soprattutto nel senso della venatura pregiudicava si lo scudo, ma lasciava facilmente l'arma intrappolata nel medesimo; e questo perchè la bordatura lo teneva comunque assieme.
Stilicho ha inteso molto bene il senso della scherma scutaria. E ormai maturo per entrare nei ranghi Wink
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Alexandros

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MessaggioInviato: Gio Dic 25, 2008 8:30 pm    Oggetto:  
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Mi permetto di spezzare una lancia in favore di Hector (perdonatemi se intervengo in un topic così vecchio...ma l'arcano non è stato risolto...e la discussione mi pare in sospeso) il discorso da lui menzionato è stato effettivamente considerato per una particolare tipologia di scudi dipinti "monostratificati". Proprio per questa particolarità, pare che questi scudi venissero dipinti onde confondere il nemico sulla disposizione delle fibre lignee.
Sto parlando degli scudi rotondi utilizzati dai vichinghi. Ritrovati in drakkar quali quello di Gokstad e simili...
Oltretutto ho visto, in diverse pubblicazioni, che sovente un colpo ben assestato è capace di penetrare lo scudo, oppure tagliare la bordatura metallica e rimanere incastrato (proprio come detto da Rufus) nella struttura, senza però pregiudicarne l'utilizzo.
Alcuni gruppi di rievocazione storica ed archeologia sperimentale hanno dedotto (congiuntamente allo studio dei racconti provenienti dalle saghe) che spesso, quando la lama avversaria rimaneva così intrappolata, lo schermidore aveva un netto vantaggio sull'avversario, che in pratica rimaneva momentaneamente disarmato.


Salute e buon natale.


tuttavia questo discorso non può applicarsi a tipologie di scudi come quelli romani... che presentano le fibre sia in un senso che nell'altro...

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Alexandros-Alessandro Atzeni
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primipilus

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MessaggioInviato: Gio Gen 01, 2009 7:15 pm    Oggetto:  
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Eccellentissimi Rufus e Triarius potreste sinteticamente come era costruito lo scudo romano quadrangolare? La tecnica costruttiva era diversa per quelli ovali o tondi? L'ultimo strato e' di pelle? quanto spessa? Grazie. Question Question
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