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Progetto Pietas - Il culto di Ercole Vincitore

Druso - Mar Lug 08, 2008 11:37 pm
Oggetto: Il culto di Ercole Vincitore
Mi sono occupato di questo argomento nel preparare un brevissimo scritto per l'esame di storia sociale del mondo antico,l'interesse nasce ovviamente dallo studio di Tivoli che intrapresi per la mia tesi triennale,siccome lo ritengo un argomenti interessante ve lo propongo:


Ercole, una divinità italica
Il culto di Ercole penetrò, attraverso i contatti con la Magna Grecia, dapprima in Etruria poi nel Latium Vetus e da qui si diffuse al resto d’Italia, ma a differenza dell’ Herakles greco, eroe e semidio accolto nell’Olimpo alla sua morte e l’Herklè etrusco di cui rappresentava una sbiadita copia (1) , l’ Hercules innestatosi sul suolo italico era un dio a pieno titolo (2) , l’identificazione Herakles-Herklè-Hetrcules si presenta solamente in base ad una semplice assonanza, d’altra parte la statua fittile commissionata dai romani a Vulca (3) non poteva rappresentare altro che una figura virile e barbuta tipica dell’iconografia etrusca, in quanto i romani ancora “grezzi contadini” non avevano un’ immagine del loro dio da fornire come “modello” allo scultore veiente, già in età arcaica quindi, appena Ercole cessa di essere una divinità aniconica, si vede attribuita la rappresentazione sbagliata di matrice ellenica.
Divinità protettrice della pastorizia e della transumanza, dei traffici, dei mercati e degli incontri di popolazioni diverse, Ercole rappresentava nel Lazio arcaico, in coppia con Diana, la divinità suprema, il suo culto antico e duraturo tra romani e più in generale tra i latini, rimase radicato nella coscienza popolare anche se durante i secoli a causa dell’identificazione con l’eroe greco perse man mano il proprio ruolo di preminenza (e di cui si era già perso il ricordo agl’albori dell’età storica) a vantaggio di Giove (4).
Sappiamo che le leggende sulle origini di Roma sono fabbricate dalla cultura ellenistica, anzitutto quella che attraverso Enea collegano Roma al ciclo troiano. Della stessa matrice sono anche quelle leggende che non distinguono l’Eracle eroe dall’Ercole dio, anche se come detto, il primo fu un eroe tardivamente divinizzato e il secondo una potente divinità dell’Italia centrale.
Nella storiografia greca Ercole non compare come dio semplicemente perché per gl’ellenici era un eroe e poiché il culto eroico era estraneo alla religione romana fu facile per entrambi, romani e greci, accettare il fatto che l’eroe greco diventi dio a Roma. L’assorbimento del dio da parte dell’eroe ha portato quindi sia antichi che moderni a porsi una domanda: Come mai una divinità straniera era oggetto di culto all’interno del pomerium, quando la religione romana impediva i culti stranieri entro i confini sacri della città (5) ?
La risposta date le premesse ora pare ovvia: Ercole non era una divinità straniera, ma il fatto che Tacito si ponga questa domanda denota come il processo di assimilazione all’eroe greco sia avvenuto in età molto arcaica.

L’Ercole tiburtino
La divinità oggetto del massimo culto tra i tiburtini fu senza dubbio Ercole, prova ne sono le citazioni di Tibur, l’odierna Tivoli, nelle fonti classiche spesso caratterizzate dalla divinità stessa: urbs Herculi sacra (6) , Herculem Tibur (7), herculeos colles (8 ), herculeas Tibur arces (9).
Il culto rimandava alle originarie rotte di transumanza, di cui come abbiamo visto il dio era il protettore, Tivoli infatti, sorgeva in una posizione chiave che le consentì di dominare, fin dai suoi esordi, non solo il medio corso dell’Aniene, ma anche la principale via interna tra il Lazio e l’Apulia (che fungeva anche da via d’accesso secondaria alla Campania), posizione che permetteva altresì di controllare anche uno dei principali percorsi di transumanza tra il Lazio e l’Abruzzo.
Le attestazioni più antiche del culto a di Ercole a Tivoli risalgono al VI sec. a.C. , e l’ epiteto con cui divenne famoso l’Ercole tiburtino fu Victor, si può quindi ipotizzare la priorità del culto tiburtino su quello romano (10) ; sarebbe stato infatti M. Octavius Herennius (o Hersennius), prima tibicen, poi commerciante originario di Tivoli, a introdurre il culto di Ercole a Roma con la costruzione di un tempio presso Porta Trigemina alla fine del II secolo a.C. (11) di un autore omonimo è l’opera “de sacris saliaribus Tiburtium”, di cui purtroppo ci sono giunti pochi frammenti (12).
L’appellativo Victor, che richiama le virtù guerresche della divinità fu adottato a seguito di una vittoriosa battaglia contro i Volsci, e ad officiarne il culto venne creato il collegio dei Salii, Servio infatti riporta che questi: “saltabant autem ritu veteri armati post victoriam Tiburtinorum de Volscis” (13) .
Durante l’età imperiale il culto di Ercole viene associato a quello dell’Imperatore, sono così attestati gl’ Erculanei et Augustales, i Magistri Herculaneorum Augustalium e i Curatores Augustalium (14).
Per quanto riguarda il rituale vero e proprio, disponiamo di notizie alquanto confuse, possiamo basarci però sul passo di Virgilio in cui si descrive l’instaurazione del culto di Ercole all’Ara Maxima a Roma: “Devexo interea propior fit Vesper Olympo, iamque sacerdotes primusque Potitius ibant, pellibus in morem cincti, flammasque ferebant. Instaurant epulas et mensae grata secundae dona ferunt cumulantque oneratis lancibus aras. Tum Salii ad cantus incensa altaria circum populeis adsunt evincti tempora ramis, hic iuvenum chorus, ille senum; qui carmine laudes Herculeas et facta ferunt.” (15)
Ricostruendo così il cerimoniale: i sacerdoti avanzano coperti di pelli ferine recando fiaccole e riempiendo le are di piatti ricolmi, giungono successivamente nei pressi dell’ altare dove arde il fuoco. I Salii con il campo cinto da una corona di pioppo, danzano e cantano intorno alle are divisi in giovani e anziani.
Il passo è tutt’ora oggetto di dibattito tra gli studiosi in quanto ci si chiede se Virgilio abbia riportato il rituale tiburtino o romano, dato che i Salii a Roma erano legati al culto di Marte e portavano corone d’alloro e non di pioppo (proprio a quanto pare del rituale tiburtino).
Un ultimo particolare curioso è un’ epigrafe con una dedica ad Hercules Saxanus (16), difatti quest’epiteto compare in Italia soltanto a Tivoli, mentre altre attestazioni si hanno ad esempio arrivano dai territori della Gallia Belgica (17) in vicinanza di cave, Saxanus verrebbe quindi messo in relazione con i saxa quadrata, cioè le pietre squadrate da costruzione (18 ). Si può quindi pensare che alla fine dell’età repubblicana, Ercole si assuma anche il compito di protettore dei cavatori, questo non striderebbe assolutamente con l’attestazione tiburtina, poiché proprio in zona erano importanti cave di travertino e di tufo.


1) L’Herclè etrusco, rappresenta probabilmente l’anello di congiunzione tra l’eroe greco e il dio italico.
2) La religione arcaica delle genti italiche non recepiva infatti la figura eroica
3) PLIN. N.H. 35 , 157.
4) DIO. HAL. 12, 9 ; LIV. 5, 13, 6.
5)TAC. , Ann. , 12 , 24
6) MART. , VI , 62 , 1 ; PLIN. in SUET. , Calig. 8.
7) PROP. , II , 32 , 5.
8 ) MART. , IV , 57 , 9; VII , 13 , 3.
9) MART. , I , 12 , 1.
10) Ovviamente in riferimento al solo culto di Ercole Vincitore
11) SERV. , Aen. , VIII , 365.
12) MACROB. , III , 12 , 5 .
13) SERV. , Aen. , VIII , 285.
14) C.F.GIULIANI , Tibur I , p. 29.
15) VERG. , Aen ,VIII , 280 ss.
16) CIL XIV 3543.
17) CIL XIII , 4623-4625.
18 ) C.F. GIULIANI , Tibur I , p. 28.

Bibliografia

C.F. GIULIANI , Tiburs pars prima , Roma 1970.
C.F. GIULIANI , Tivoli. Il Santuario di Ercole Vincitore , Tivoli , Tiburis Artistica , 2004.
A. NIBBY , Analisi storico-topografica-antiquaria della carta de’ dintorni di Roma , Roma , 1849.
A.M. REGGIANI , Tivoli. Santuario di Ercole Vincitore , Milano , Electa , 1998.
F. SCIARRETTA , Aspetti di Tivoli in età classica , in «Atti e memorie della società tiburtina di storia e d’arte» , vol. XLIV , 1971 p. 7 ss.
M.A. LEVI , Ercole e Roma , Roma , L’erma di Bretschneider , 1997.
Flavius Stilicho - Mar Lug 08, 2008 11:59 pm
Oggetto:
Mmm... molto interessante, grazie Druso! Very Happy
Non ne sapevo niente di Ercole come protettore dei cavatori, in effetti Tivoli è sempre stata famosa per le sue cave ed è logico che gli dèi più importanti proteggano sempre la maggioranza della popolazione (almeno all'inizio della loro "carriera divina")

Interessante anche l'equivoco tra Ercole eroe ed Ercole dio a causa di una mancanza di senso artistico negli antichi Romani!
GLADIVS - Mer Lug 09, 2008 12:00 pm
Oggetto:
Proprio in questi giorni mi sto dedicando all'interpretazione e alla traduzione di un'epigrafe osca che regola proprio il culto di un tempio di Eracle (sakaraklúm herekleís (antigono gradirà molto queste parole in lingua barbara ) Razz ), inoltre qui nella zona in numerosissime tombe sannite sono state ritrovate statuette votive in bronzo dedicate ad Eracle, insomma era una figura molto presente dalle mie parti!
Silla - Mer Lug 09, 2008 3:39 pm
Oggetto:
GLADIVS ha scritto:
(sakaraklúm herekleís (antigono gradirà molto queste parole in lingua barbara ) Razz )


Forse ti riferisci, o LEMURES, a qualcun altro , suppongo.... Qui di antigoni non ne conosco.........

Mr. Green Mr. Green Mr. Green
GLADIVS - Mer Lug 09, 2008 5:18 pm
Oggetto:
Eh si mi sono confuso con il nome...ma la sostanza non cambia Mr. Green Mr. Green
Silla - Mer Lug 09, 2008 5:21 pm
Oggetto:
Mr. Green Mr. Green
Tvllia - Mer Lug 09, 2008 7:48 pm
Oggetto:
Mr. Green Mr. Green Mr. Green
Razz
Raphael Petreius - Dom Set 21, 2008 6:07 pm
Oggetto:
Visto che ridete tutti rido anche io Mr. Green che significa questo gladius?
Citazione:

sakaraklúm herekleís

GLADIVS - Dom Set 21, 2008 7:25 pm
Oggetto:
Significa tempio di Eracle in Osco
Keltie - Dom Set 21, 2008 7:53 pm
Oggetto:
GLADIVS ha scritto:
Proprio in questi giorni mi sto dedicando all'interpretazione e alla traduzione di un'epigrafe osca


Ti riferisci al cippo di Abellano?


K.
GLADIVS - Dom Set 21, 2008 8:48 pm
Oggetto:
Esatto, l'ho visionato di persona e traslitterato dall'osco Mr. Green
Raphael Petreius - Dom Set 21, 2008 11:33 pm
Oggetto:
Perchè studi osco? Wow!
GLADIVS - Lun Set 22, 2008 12:29 am
Oggetto:
Si, o almeno, ho interrotto momentaneamente, senza una base di greco capisci a metà visto che l'osco ha molte affinità con latino e greco, per il primo ci siamo ma per il secondo ero a 0 quindi sto recuperando.

Il cippo è uno dei testi più completi in osco, e parla proprio di un trattato per l'usufrutto del templio di Eracle che si trovava a confine tra Nuvla ed Abella...(ancora non si sa dove sia questo confine, cosa su cui sto facendo ricerche)
Raphael Petreius - Lun Set 22, 2008 8:51 am
Oggetto:
Davvero ammrevole gladius! Non pensavo nemmeno si potesse studiare osco! Ma lo studi da autodidatta?

Se posso aggiungere una cosa: a Roma io so che il Culto di Ercole era affidato ai Potizii, che si fecero convincere da Appio Claudio ad affidare il culto a persone elette, patrizie (perchè come si sa in questo periodo si cercava di aumentare il numero di cariche in modo da riservare alcune solo ai patrizi, che non volevano abbandonare quel grande prestigio, che era sempre più scemato dopo le leggi Licinie-Sestie). I Potizii, dice Livio, furono sterminati tutti dall'ira degli dei per aver dato via un onore affidato loro da Ercole in persona; Appio diventa cieco sempre per punizione divina, per aver attuato questo misfatto.
GLADIVS - Lun Set 22, 2008 10:42 am
Oggetto:
Ovviamente da autodidatta (insieme al greco), non esistono corsi di osco da nessuna parte...
Raphael Petreius - Lun Set 22, 2008 12:03 pm
Oggetto:
Wow, ti ammiro sempre di più, anche se io non imparerei mai il greco (Scusate Ot)
Silla - Lun Set 22, 2008 6:26 pm
Oggetto:
Raphael Petreius ha scritto:
anche se io non imparerei mai il greco (Scusate Ot)


Quindi rinunceresti alla Storia (dal greco Historia=orao), alla geografia, alla geometria, alla fisica, alla medicina, all'arte (pittura, scultura), all'architettura, al pensiero...

Ne farei a meno anch'io, a dire il vero... Very Happy

E comunque, se vuoi studiare polibio e gli altri storici greci che scrissero sui Romani come studi Livio, dovresti conoscere il greco..... Wink
Raphael Petreius - Lun Set 22, 2008 11:07 pm
Oggetto:
Certo, ma ti ricordo che non e fondamentale, infatti noi conosciamo il greco solo per "trasduzione"(non so se il termine sia corretto), ovvero per associazione delle parole latine alle parole greche del testo corrispondente. Infatti tutti i testi in greco si conoscono per via dei testi latini tradotti da latini e da amanuensi. Quindi polibio lo troverai sicuramente in latino, come plutarco, come senofonte, come Talete, Strabone, Aristotele. Inoltre la scultura e la pittura non hanno bisogno di parole per essere conosciute e il trattato di Architettura più famoso e stato scritto da Marco Vitruvio Pollione, un romano. Per la filosofia, ci sono decine di scrittori latini seguaci di tutte le filosofie greche, che possono benissimo trasmettere. Come vedi il greco non e indispensabile, a meno che tu non stia studiandol'osco, come il nostro leopardiano Gladius
Silla - Mar Set 23, 2008 12:23 am
Oggetto:
Scusami, ma questa è una battuta, spero! Altrimenti scrivi a casaccio

Conosci per caso tutta la tradizione di testi greci in lingua GRECA dei manoscritti bizantini?! Tutta la tradizione papiracea letteraria greca in lingua GRECA? Leggiti per cortesia le parti delle introduzioni ai testi greci dedicate alla tradizione manoscritta e vedrai! Non puoi dire che conosciamo i testi greci da traduzioni latine...dai, neanche la bibbia!
Non mi dire che usi una bella traduzione latina di Polibio? E come fai per i termini tecnici? Ti fidi del latino? come fai senza un riscontro con la lingua originale?
Sminuire così l'importanza del greco nella nostra cultura è un crimine!

Vitruvio si rifà ad una lunga e ricca tradizione tecnica greca, ed è solo un caso che ci sia rimasta solo la sua opera. Anzi, ti svelerò un segreto, tutta il filone tecnico è creazione greca! Ripreo poi dai latini e ampliato!
Plinius - Mar Set 23, 2008 8:33 am
Oggetto:
Raphael,
fermo restando che la digressione si è trasformata in OT, che vi hai trascinato anche Silla e me .... beh, non ti sembra grossa?
Ricordiamoci che lo studio mette ordine nei pensieri.
Raphael Petreius - Mar Set 23, 2008 4:05 pm
Oggetto:
Io non ho voluto certamente dire che la cultura greca non serve, ho detto semplicemente che quasi tutte le opere di maggior rilievo sono state tradotte in latino. La lingua greca non la studio, e personalemnte se posso permettermi, meno male perchè senno avrei vomitato sull'alfabeto greco: con questo non intendo insabbiare il valore della loro cultura, che e stato certamente uno dei maggiori contributi alle conoscenze moderne, se si parla di concetti astratti o scientifici. poi silla io sono ancora relativamente piccolo, ho sedici anni, sono al liceo scienttifico, e le opere io le leggo in italiano; forse tu che stai all'universita le leggi in lingua originale. Per i termini tecnici, adotto quelli in italiano, e sempre mantendendomi sul parere personale, adotto l'italiano, e francament non vorrei certo avvelenare il mio linguaggio con parole greche, anche se sono in piena coscienza che molte parole in ambito scientifico-filosofico-astratto derivano da parole greche. Chiamatemi pure Catoniano, pure Opico (come i greci disprezzavano i romani, ritenendoli degli imbecilli senza cervello; forse per questo non li sopporto), pure Barbaro, perchè per me sono complimenti, visto che i Romani venivano insultati porpio in questo modo. Scusa per l'OT Plini ma Silla ha continuato il discorso e cosi ho dovuto rispondere
Silla - Mar Set 23, 2008 4:39 pm
Oggetto:
Raphael Petreius ha scritto:
poi silla io sono ancora relativamente piccolo, ho sedici anni, sono al liceo scienttifico, e le opere io le leggo in italiano; forse tu che stai all'universita le leggi in lingua originale.


L'hai detto tu, sei piccolo. Quindi le prossime volte che interverrai, ricordati di quanto da te scritto. Si impara sempre, e certe sentenze, scritte senza ponderare le parole, potrebbero metterti in posizioni estreme, che si rivelano errate. Ed è un peccato....

Raphael Petreius ha scritto:

e francament non vorrei certo avvelenare il mio linguaggio con parole greche, anche se sono in piena coscienza che molte parole in ambito scientifico-filosofico-astratto derivano da parole greche.


Il nostro vocabolario in ogni aspetto della nostra esistenza è stracolmo di vocaboli greci, come fai non lo so. Buon per te.


Raphael Petreius ha scritto:

Chiamatemi pure Catoniano, pure Opico (come i greci disprezzavano i romani, ritenendoli degli imbecilli senza cervello; forse per questo non li sopporto), pure Barbaro, perchè per me sono complimenti, visto che i Romani venivano insultati porpio in questo modo.


Non vorrei che Catone deludesse le tue aspettative, ma egli conosceva benissimo il Greco.

Spero che tu capisca che nessuno insulta nessuno, che ognuno è libero di pensarla come vuole ma quando si affermano certe cose non proprio corrette, beh, non si può non intervenire
Raphael Petreius - Mar Set 23, 2008 5:16 pm
Oggetto:
Lo so che Catone conosceva il greco, e so anche che si e corrotto alla fine della sua esistenza, diventando ipocrita. Io ho detto catoniano per dire sostenitore del mos maiorum. Poi io mica ho detto che non uso vocaboli di derivazione greca, ho detto che non amo utilizzare vocaboli greci, che nella nostra lingua non esistono affatto, al contrario di alcune parole latine o varie espressioni. Noi siamo Italiani, il che vuol dire figli di Roma, e non capisco perchè si debba essere filo-ellenici: e come dire implicitamente "Sono insoddisfatto della cultura della mia patria" Addirittura gente che porta i sandali greci e frequenta il ginnasio e si comporta da greco, come Scipione, poi si definisce romana. Ricordo che i censori per un simile atteggiamento ti cacciavano dal senato! Io non sopporto i Greci, tuttavia non sto sostenendo e mai sosterrò che i greci non sono stati i fondatori della cultura mediterranea ed occidentale, ho solo detto che io non imparerò mai il greco, parlando con gladius, e voi avete fatto domande. Io non ho detto che il greco non serve per capire meglio i testi di autori greci, ho detto soltanto che i testi greci erano stati tradotti in latino, quindi alla gente che prima li trascriveva o li traduceva non occorreva conoscere il greco.

Scusa Plini ma mi sembrava educato rispondere
Silla - Mar Set 23, 2008 7:39 pm
Oggetto:
Plinius, ho il permesso di continuare questa interessante discussione? Ci sono alcuni punti da vedere... Ercole capirà... Mr. Green
Plinius - Mar Set 23, 2008 7:55 pm
Oggetto:
Per carità mi sopravvaluti Smile ; ... ma finisci pure, così si chiariranno alcune cose.
Dr Domus - Mer Set 24, 2008 10:59 pm
Oggetto:
Raffaé, Maronna santa e San Giennare!
Come vedi parlo da napoletano, quale il mio luogo natale.
Da quello che ho letto sinora di te, sembri una persona acuta e di profonda intelligenza, soprattutto se commisurata alla tua giovane età.
Lasciati consigliare - e ben venga in questo caso l'OT, frater (e soprattutto Pater) Plinius - che la cultura non può fondarsi su preferenze, le quali, per antonomasia, diventano ideologie, ossia limitazioni al servizio di vantaggi personali (economici, politici, religiosi, psicologici).
ArsDimicandi è, per antonomasia, l'anti-Cristo delle ideologie e degli interessi di parte. Voi che ti informi delle tue probabili componenti di sangue greche? Vuoi sapere in anteprima che la romanissima gladiatura ha origine greca? Opreferisci sapere che il Mos Maiorum ha dovuto inviare più di una volta a Delfi delle delegazioni per scrivere l'esito dell'Urbe?
Cosa significa questo tuo atteggiamento, del tutto paradossale rispetto all'acume e all'apertura sin qui da te mostrata?
Non è necessario, Raphael, amare solo ciò che si conosce. In genere ciò che non si conosce produce paura. Ma chi ha detto che la paura sia una cosa negativa?
Chiedilo al soldato Romano, o a i Romani tutti dopo le Oche del Campidoglio.
Buone oche a te! E' davvero un complimento, e un suggerimento, ottimo Petreius Cool
Raphael Petreius - Gio Set 25, 2008 12:09 am
Oggetto:
Ti ringrazio per il complimento, che francamente non credo di meritare a fondo; mi lusinghi comunque! E mi stupisce la scoperta che tu sia originario di Napoli... Questo dovrebbe fare onore alla città! Io forse sono stato frainteso... Non intendo dire che la cultura greca non debba essere studiata, perchè se leggi sopra, ho più volte detto che quella greca e stata una delle maggiori fonti da cui e partita la cultura moderna. Senza la grecia, forse forse non esisterebbe neanche il computer, e neanche molte cose che ci sono oggi, e noi non staremmo qui a parlare via messaggi elettronici! So benissimo che tante volte i Romani hanno richiesto l'intervento della cultura greca, perchè, come anche il sottoscritto, riconoscevano la superiorità della loro cultura. Oltre all'esempio di Bruto che viene mandato da Tarquinio il Superbo a Delfi, e l'acquisto dei libri Sibillini, vorrei citare l'importazione del dio della medicina Esculapio e della Magna Mater, identificata con Cibele, la dea romana dei campi. Io ho semplicemente affermato che i romani avevano tradotto bene o male tutte le opere greche, e che anche gli amanuensi avevano fatto lo stesso. E ho detto che personalmente io non vorrei imparare il greco, perchè e una lingua che non mi attira. Sono solo pareri personali che m sono stati contestati, non intendevo minimamente sminuire l'importanza della Grecia nella nostra cultura! Inoltre Petreius non l'ho scelto a caso, ho fatto analisi sul mio cognome, che a quanto sembra deriva proprio da questa gens... scusa ma ci tenevo a dirlo. Mr. Green
Keltie - Gio Set 25, 2008 9:23 am
Oggetto:
io avrei un link ad una pagina da passarti abbastanza ben fatta, ma sono indeciso se dartelo... non vorrei che fosse come rivelarti la fine di un libro che stai leggendo... dimmi tu...

K.
Raphael Petreius - Gio Set 25, 2008 3:25 pm
Oggetto:
Se me lo passi, mi fa piacere: comunque mi dici di che parla?
Keltie - Gio Set 25, 2008 4:10 pm
Oggetto:
traduce l'iscrizione...

Wink


K.
Raphael Petreius - Gio Set 25, 2008 4:39 pm
Oggetto:
quale iscrizione?
Keltie - Gio Set 25, 2008 5:08 pm
Oggetto:
quella del cippo di abellano, ma temo di aver fatto un po' di Sconfusione con gli utenti...

io mi rivolgevo a GLAIVS

Very Happy

K.
GLADIVS - Gio Set 25, 2008 6:27 pm
Oggetto:
Keltie ho varie pubblicazioni sul cippo prese nel luogo dove è conservato, una vera sfida sarebbe quella di identificarne il luogo...era un centro molto importante il tempio di Eracle, era anche centro di scambi commerciali e culturali visto che erano presenti sul luogo esponenti della cultura osco-campana e della cultura romana ormai radicata da tempo nel luogo.
Raphael Petreius - Ven Set 26, 2008 3:57 pm
Oggetto:
Interessante, le posti?
GLADIVS - Ven Set 26, 2008 4:43 pm
Oggetto:
Eh devo rielabolarle, ce le ho sui libri non sul pc...
Raphael Petreius - Ven Set 26, 2008 7:41 pm
Oggetto:
ah ok aspetteremo cn ansia
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