ArsDimicandi Forum

Gladiatori: ricerca, storia e sperimentazione - Le varie figure di gladiatori

Plinius - Ven Mar 11, 2005 9:06 pm
Oggetto: Le varie figure di gladiatori
Quali sono le varie figure di gladiatori presenti nella storia? E quali le loro specialità ludiche e i loro equipaggiamenti?
Dr Domus - Dom Mar 13, 2005 12:51 am
Oggetto:
Ave di nuovo Plinie!

Dipende da quale punto di vsta guardiamo ai gladiatori.
Dal punto di vista religioso i primi furono i bustuari!
Non sappiamo quale armamento indossassero e come combattessero. Sappiamo solamente che erano liberi cittadini romani (epoca arcaica con grande influenza etrusca), che combattevani sino anche alla morte davanti al rogo funebre (bustus, appunto) di parenti o personaggi importanti. Probabilmente il loro armamento doveva essere molto simile a quello degli opliti greco-etruschi.
Sui gladiatori invece in qualità di armamenti e specializzazioni, anche qui dipende dal periodo storico. Gallo e sannita sono i primievi, per poi gradualmente vedere la comparsa del mirmillone, del thraex. Sino ad un certo periodo per mirmillone si intende il grande scutato che conbatte indistintamente contro il retiarius e contro il thraex. La grande diversità schermistica porta poi alla suddivisione della specialità, in secutor (o contraretiarius), hoplomachus e murmillo. Ci sono inoltre due tipologie di trace. Quello che a nostro avviso è il più antico (ispirato al falangita macedone) è il Thraex A, dotato di scudo metallico a forma di scodella (Plinius), pugnale e corta hasta. Il Thraex B dotato di sica supina e cresta grifonata. Non dimentichiamoci infine dei provocatores, dotati di piccolo scutum rettangolariforme: i ghigliottinatori!
Questo per quanto ai morituri.
Ci sono poi categorie gladiatorie (ossia schermistiche) che non sono fatte da morituri (ossia i gladiatori legittimi, destinati al sacrificio nel Munera), ma cittadini, liberti o militari alla caccia di fama e denaro (assai disprezzati dai romani): ecco gli equites, i velites o i sagittari.
Poi ci sono i lusiari, con armamenti assai singolari (lazo, lituus, etc) che tuttavia non prevedono combattimenti mortali. E ancora i pegnarii, sorta di globetrotter della gladiatura, grandi atleti che effettuano parodie divertentissime dei più famosi combattimenti tra morituri...

A presto
Plinius - Dom Mar 13, 2005 10:29 am
Oggetto:
Una sintetica carrellata sulle varie figure gladiatorie. E quanti sono! Oltre la metà di quelli che hai citato non li conoscevo.
Ora, visto che volentieri hai risposto, avanzerei la richiesta di analizzare in modo organico figure, ruoli, armamenti.
Very Happy Se mi permetti dell'umorismo direi:
"Non essere avaro di notizie e....parla." Wink
Seneca - Sab Mar 19, 2005 5:02 pm
Oggetto:
Dando un piccolo contributo a questo argomento, farei una breve classificazione tra le varie figure gladiatorie.
Naturalmente poi presenterò parcella Wink per questo lavoro; resta evidente che arsdimicandi potrebbe intervenire per rettificare le inesattezze o per integrare parti mancanti.

Questa classificazione li divideva sulla base del modo di duellare.

1) Traci;
2) Sanniti;
3) Retiarii;
4) Mirmilloni;
5) Oplomachi;
6) Essedarii;
7) Andabati;
Cool Dimacheri;
9) Ventilatori;
10) Sestertiarii;
11) Terziarii;
12) Postulaticii;
13) Carevarii;
14) Meridiani;
15) Laqueatores;
16) Catafratti;
17) Rudiarii;
1Cool Cubicularii;
19) Caesariani;
20) Aulici;
21) Provocatores;
22) Pegmarii;
23) Paegnaria;
24) Nobiles;
25) Foeminae.
Molte di queste specialità sono nate nel corso degli anni dato che alcune di esse perdevano importanza per mancanza d'interesse. Si veniva così incontro al gusto del pubblico che naturalmente cambiava nei vari momenti e che comunque chiedeva sempre nuovi tipi di spettacoli gladiatori (munera).
Seneca - Sab Mar 19, 2005 5:03 pm
Oggetto:
E l'emoticon nella numerazione? Question Question Question Embarassed Embarassed
Tvllia - Lun Mar 21, 2005 8:22 pm
Oggetto:
Caspita quanti sono!!!

Mai mi sarei immaginata l'esistenza di un tal numero di figure gladiatorie!

Già e l'emoticons della numerazione che significa? Surprised

Puoi gentilmente svelare questo misterio? Wink

Valete
Seneca - Lun Mar 21, 2005 8:57 pm
Oggetto:
Non so come si sia inserito l'emoticon sulla numerazione, ma ho notato che è connesso alla cifra 8. E' presente nell'8 e nel 18. Una imprecisione del sito forse.
Passerò presto a descriverli per categoria nell'equipaggiamento e nel tipo di combattimento. Mi serve un po' di tempo. Smile
Dr Domus - Mar Mar 22, 2005 2:08 am
Oggetto:
Ave Seneca!
La parcella te la chiedo io per la bomba atomica che hai lanciato!!!
Spiacente per il Forum, ma sarò estremamente sintetico, dato che mi è impossibile sintetizzare una encicolpedia in un Topic.
Scherzi a parte, le categorie che riporti sono documentate (ne manca un po', come i Supposticii, i Pontarii, gli Scaevae, gli Aequimani, i Lusiarii, i Crupellarii, i Veliti, i Sagittari, gli Spathari, Gregatii, Pillearii, Pinnirapii, Tirones, Tunicati, Scissores, Equites, Contraretiarii, Bustuarii, Hordearii, etc. ma è irrilevante...).
Il punto è che queste categorie appartengono a loro volta a differenti categorie. Alcune sono categorie etniche, altre sono di armamento (tecniche), altre di ceto sociale, altre di programmazione ad spectacula, altre di proprietà di un impresario.
Insomma, secondo la classifica da te stilata potrebbe sebrare che esistano diverse decine di tipi di gladiatori, quando invece non è così.
Faccio un esempio: Carl Lewis è definibile come un "centometrista" (definizione tecnica della specialità), ma anche come un "velocista" (aggettivo-sostantivo della disciplina), un "americano" (appartenenza-nazionalità) e infine un "figlio del vento" (qualità estetico-comunicativa).
Ebbene fino a una certa epoca della gladiatura, Traci, Galli e Sanniti identificarono un'etnia. Parallelamente Traci, Galli e Sanniti rappresentavano un armamento.
Ma non è detto che le due cose (etnia e armamento), corrispondano. Vale una testimonianza per tutte: l'epigrafe CIL VI 10187 afferma come un tale Thelypus, di nazionalità trace, combatta come Sannita..." Dunque Telufo, è insieme trace e sannita. Una come etnia, e una come specialità gladiatoria. Poi magari combatteva nel programma pomediadiano dei giochi, non come matutinus), ma come meridiano. E infine era proprietà di Cesare, dunque un Cesariano.
Allora, rimettiamo un po' di ordine nella classifica dell'ottimo membro Seneca:

Traci: etnia o specialità
Sanniti: etnia o specialità (arcaica)
Retiarii: specialità
Mirmilloni: armamento... o specialità contro Thrax
Oplomachi: armamento... o specialità contro Thraex Aequimanus
Essedarii: specialità coi carri o etnia Britannica
Andabati (che non vedono, o vedono poco): aggettivo dei Secutores
Dimacheri: aggettivo di una doppia arma (Trace Aequimano)
Ventilatori: aggettivo per un gesto (retiarii, con la rete)
Sestertiarii: aggettivo di salario
Terziarii: aggettivo come Supposticio (che combatte con il vincitore dell'ultimo duello)
Postulaticii: incontri gladiatori di gruppo, a tema (deserto, fiumi, etc)
Catervarii: incontri tra squadre di gladiatori (per esempio: più reziari contri più secutores)
Meridiani: collocazione cronologica degli Spectacula anfiteatrali
Laqueatores: specifica categoria di lusiari (combattimenti non mortali) con armamenti incruenti (nella fattispecie, corda e lituus)
Catafratti: specifica categoria di lusiari (combattimenti non mortali) con armamenti incruenti (nella fattispecie, comilitari o cittadini con armamenti militari)
Rudiarii: da Rudis, arma di legno. Combattimenti sportivi in qualità di riscaldamento dei veri combattimenti o dimostrazioni di tirocinanti.
Cubicularii: aggettivo per i gladiatori famosi per le "prestazioni nel letto" con le matrone romane
Caesariani: aggetivo per i gladiatori di proprietà dell'imprasa gladiatoria di proprietà di Giulio Cesare
Aulici: non conosco riferimenti a questo termine (sigh!)
Provocatores: sostantivo di una tecnica/armamento (ivi comprese donne provocatrici)
Pegmarii: non conosco riferimenti a questo termine (sigh!)
Paegnaria: atleti parodisti di teatro, dei combatimenti gladiatori
Nobiles: nobili intrapresi in duello "non gladiatorio" (vedi velites, equites, sagittari, etc)
Foeminae: aggettivo per caratterizzazione di sesso

Insomma, i molteplici nomi si riferisconono comunque a pochissime categorie gladiatorie. Queste categorie si dividono in "morituri e lusiari", a loro volta distinguibili per "proprietà, etnia, armamento, collocazione giornaliera dello spettacolo, etc"

Vale
Plinius - Mar Mar 22, 2005 12:35 pm
Oggetto:
Sono incredibilmente numerosissimi anche se da quanto ho capito hanno una denominazione multipla per i motivi che ci hai spiegato.
Come sempre è un problema di relazione tra la comunicazione e la capacità individuale di comprensione dato che molti anche oggi non vedono che molti termini nascono dalle possibili classificazioni in categorie.
Seneca - Mar Mar 22, 2005 12:48 pm
Oggetto:
Vedendo questo tuo intervento, arsdimicandi, spero che non penserai che mi sia voluto sostituire a te dato che il mio intento era di contribuire.

A tal proposito è bene ammettere apertamente e in libertà mentale, come il mio antico omonimo illustre Wink , che non conoscevo queste pieghe e ti ringrazio per averle illustrate.
Ancora più importante è l'aver spiegato come una stessa figura gladiatoria assumesse più nomi a secondo della categoria in cui veniva collocato per paramentri vari che venivano presi in considerazione nella catalogazione.
Già immagino, come evidenziato da Plinius, la confusione tra i cittadini di allora quando parlavano dei gladiatori e non ne conoscevano i vari riferimenti conoscitivi.
Abbastanza esaustivo. Wink Tanto!...da desiderare di cancellare la richiesta di parcella. Io un neofita rispetto ad arsdimicandi. Embarassed Embarassed Embarassed
Hector - Lun Apr 04, 2005 6:15 pm
Oggetto:
Seneca,
Smile stai ancora preparando sulle varie figure dei gladiatori?
Seneca - Lun Apr 04, 2005 11:05 pm
Oggetto:
I TRACI

Farò una breve descrizioe suscettibile di integrazioni e se opportuno di rettifiche a curadi asrdimicandi migliore conoscitore di me.

Il nome venne dato loro dalla terra di provenienza dove era molto in uso lo scudo piccolo (parma). Altro armamento era costituito da un pugnale corto machaìra , elmo leggero, liscio ornato da penne senza paranuca e senza paragonati. Calzava caligae particolarmente leggere e si proteggeva lo stinco sinistro con uno schiniere (ocrea ).
Indossava una tunichetta corta che copriva il sospensorio (subligaculum) . Tattica del Trace era quella di evitare gli attacchi dell'avversario schivandoli con agili movimenti di corpo e di braccia in modo da annullare le puntate avverse grazie anche alla mobilità delle sue gambe. La loro esibizione avveniva asieme ad altro Trace uguale per armi e forze, o assieme ad un gladiatore Sannita o infine ad un gladiatore di classe pesante.
Questa figura gladiatoria era molto apprezzata riscuotendo simpatia e familiarità tra larghe fasce del pubblico che con trasporto, acclamandoli li soprannominava Thareces (probabilmente con deformazione fonetica popolana) oppure parmularii o ancora parmae .
Seneca - Mar Apr 05, 2005 1:22 pm
Oggetto:
I SANNITI

Erano gladiatori originari del Sannio che si esibivano con un armamento pesante costituito da una piastra di metallo posta sul petto e legata alla schiena con stringhe di cuoio agganciate ai bordi di essa con le altre estremità annodantesi tra le scapole, da una spada (gladius con punta aguzza e entrami i tagli affilati.
Altra dotazione compresa nell'armamento erano lo scudo lungo e pesante ( scutum), l'elmo munito di paranuca e paragonati, una o due schinieri ( ocree ), il balteo spongia ) ( indossato sopra il perizoma) abbondate con pieghe, frange e colorato. Ai piedi calzavano saldali simi alle caligae.
La loro preparazione atletica gli faceva conseguire un fisico robusto, massiccio per ottenere gambe salde e braccia agili da permettere di schivare i colpi avversari, di pararli cono lo scudo e di infliggere i loro colpi.
Sembra che queste due figure abbiano preceduto quella del retiario.
Seneca - Mer Apr 06, 2005 12:15 pm
Oggetto:
I RETIARII

Il nome deriva dall'arma principale e molto insolita con cui svolgevano il loro combattimente: la rete.
L'armamento era studiato in funzione dell'esaltazione dell'agilità, caratteristica che veniva alimentata con tutti gli accorgimenti possibili: la loro preparazione atletica volgeva principalmente a questo scopo e veniva raggiunto permettendo di contare molto sulla prontezza reattiva di tronco e gambe.
Era sempre la loro agilità che gli assicurava la vittoria opponendoli contro avversari dall'armamento pesante
I retiarii avevano pochissime protezioni per risultare liberi al massimo nei movimenti: non avevano corazze o piastre sul tronco, non avevano scudi, non avevano schinieri nelle gambe, nè elmi. Perfino le calzature erano costituite da un solo sandalo al piede destro di suola flessibilissima e simile nella foggia ad una caliga: il piede sinistro era scalzo per consentire un maggiore contatto, e quindi attrito, con la terra o sabbia dell'arena.
La loro unica protezione passiva era costituita da una manica di cuoio ( galerus ) lunga quanto tutto il braccio e terminante sull'omero con una sua ricuirvatura verso l'alto per proteggere il collo e la parte sinistra del viso e indossata sul braccio sinistro.
Il braccio sinistro era armato con un tridente e il destro con la rete; l'altra arma di cui disponevano era un pugnale sospeso nel balteo che ricopriva il sospensorio.
Seneca - Sab Apr 09, 2005 10:53 pm
Oggetto:
I MIRMILLONI

Questi gladiatori avevano, raffigurato sulla corazza a piastra indossata a protezione del petto, l' immagine a rilievo di un pesce che finì per dare il nome alla loro categoria.
Anche la loro corazza era trattenuta da corregge che, da 4 punte dei bordi esterni di essa, cingevano il tronco del gladiatore e si raccoglievano in una fibbia posta dietro tra le spalle.
Altri strumenti che li equipaggiavano pesantemente, facendoli rientrare in questa categoria appunto "pesante", erano uno scudo resistente e di grandi dimensioni, superiore alla "parma" e una robusta spada. L'elmo che indossavano era molto solido, avvolgente perchè fornito di paranuca, paragonati e grilgia anteriore di protezione del viso traforata per permettergli di vedere. La sua calotta era tondeggiante e accuratamente progettata perchè le maglie della rete del Reretiario, contro cui abitualmente combattevano, non vi si impiggliassero impedendogli la libertà di movimento.
Completavano il suop equipaggiamento dei sandali con pianta larga e comoda onde assicurargli una stabilità che gli permetteva di concentrarsi sulla difesa dagli attacchi del Retiario.
Hector - Sab Apr 09, 2005 10:56 pm
Oggetto:
Seneca, anche se ci conosciamo e so che non ti risentirai, mi sembra che arsdimicandi e qualche altro mi abbiano detto dell'altro su queste figure che tu hai descritto brevemente.
Seneca - Sab Apr 09, 2005 11:00 pm
Oggetto:
Si, è vero Hector, c'è molto ancora da aggiungere se solo si volesse: ma io mi sono limitato a delle descrizioni sintetiche perchè non so tanto quanto Arsdimicandi.
Certo sull'argomento è in grado di intrattenere a lungo.
Caesar - Sab Apr 09, 2005 11:03 pm
Oggetto:
Ottimo allora. Dato che Seneca non si risente, non c'è migliore occasione di questa per chiedere ad arsdimicandi di aggiungere ciò che può arricchire queste notizie. Smile
Dr Domus - Lun Apr 11, 2005 11:43 pm
Oggetto:
Onorevoli membri, avete
Argomenti davvero interessanti, e complessi Confused , dato che l'ottimo Seneca ha portato informazioni sia di carattere arcaico che più recente.
Ebbene...

MIRMILLONI
Nessuna corazza sul petto. Quelli sono i provocatores.
La leggenda del pesce come simbolo dei Mirmilloni deriva da una cattiva interpretazione di Festo, attorno a un reziario che prende in giro un murmillo per il pesce disegnato sul suo elmo. Da qui Ville e altri contemporanei hanno voluto vedere nel termine greco "mourmoros", ossia Mormora, l'abbinamento dei due nomi.
In realta l'etimo di Myrmillo è My (o Mu), non "Mou".
Vocaboli legati a My sono ad esempio Mysterion, Mysticon, che identificano qualcosa di "segreto, celato, nascosto..."
Il Murmillo si identifica piuttosto con la Murena, il serpente marino celato tra gli scogli, pronto ad azzannare la preda quando meno se la aspetta.
Infatti il murmillo è l'unico gladiatore integralmente nascosto dietro il più ampio e concavo scudo gladiatorio che esiste, nonchè una speciale galea (elmo) con tese piatte e circolari che ne fanno da coperchio.
Nascosto, appunto.
Nessuna robusta spada, ma una semplice e leggera sica (un po' più lunga di un pugnale). Ricordiamo qui che "nessun gladiatore legittimo" usi gladi, o spade. Tutti sicae o pugnali.
Inizialmente il murmillo poteva combattere sia col reziario che col thraex. In realtà si intendeva per murmillo quello col "grande scudo", poichè quando questo combatteva col reziario, indossava una galea tonda e con fine cresta (antirete), senza quelle tese circolari destinate a fare da ombrello sui colpi spioventi. Quando invece combatteva col Thraex, cambiava elmo (come detto prima, il coperchio).
SUccessivamente la confusione degli armamenti e dell'unico nome, portò alla ridenominazione delle specialità, dato che anche la "tecnica" contro il reziario e contro il thraex, cambiava moltissimo.
Così da un certo periodo in poi, contro il retiarius vi sarà eclusivamente il contraretiarius, o secutor.
Il murmillo rimarrà l'esclusivo avversario de traci.
Le calzature nella gladiatura non appartengono a particolari classi, ma dipendono dal tipo di suolo. La maggior parte dei gladiatori combatte a piedi nudi.

Parte I
Dr Domus - Mar Apr 12, 2005 12:05 am
Oggetto:
THRAEX, THRAECIS

Hanno un origine assai oscura.
Di fatto l'armamento dell'antica etnia trace non c'entra gran che con quello gladiatorio, anche se in epoca ellenistica alcuni elmi con alta cresta metallica, vengono chiamati "traci" e sono attestati nella falange macedone.
Quel che è certo è che Plinio (non il nostro, quello antico Laughing ) afferma che i gladiatori traci hanno sia uno piccolo scudo convesso che uno a forma di scodella. In effetti l'iconografia mostra due tipi di gladiatori estremamente simili: hanno entrambi doppi alti schinieri (ocreas), cosciali (cossalia) e uno scudo piccolo, anche se di diversa forma: il parmula.
Uno però è armato con una sica supina (daga ricurva), mentre l'altro ha una corta lancia e un pugnale dritto.
Il primo ha una cresta a forma di protome di grifone (le piume sono facoltative), mentre l'altro ha un alta cresta rettangolariforme.
Coarelli ad esempio, definisce quest'ultimo con lancia e scudo tondo come l'hoplomachus, in seguito alla seguente teoria. Lo scudo tondo è simile allo scudo tondo dell'oplita greco, e di conseguenza l'assonanza tra Hoplomachus e Hoplites chiude l'equazione.
Ma, ArsDimicandi sostiene contro tutti, e contro questa debole teoria, che anzitutto Plinio afferma che i traci hanno, tra gli altri scudi, quello tondo a forma di scodella (pocula parmula). E dato che alcune opere artistiche abbinano il nome "thraex" anche a quello con la cresta grifonata, la conseguenza razionale è che entrambi siano Traci.
Inoltre sono assai simili, anche se uno ha armi diverso dall'altro.
Ad oggi riteniamo che quello con scudo tondo, che noi chiamiamo trace aequimano (che ha due mani armate), sia il più antico. Questo perchè l'elmo trace in uso presso le falangi macedoni di Alessandro (macedoni, non greche), collega i macedoni con l'armamento di questa categoria: infatti il piccolo scudo tondo è tipico dei macedoni. La lancia anche, sebbene il duello gladiatorio tende a ridurre le misure di tutte le armi che originariamente erano militari (come detto precedentemente nel Murmillo, sui gladi e le sicae).
Probabilmente il trace grifonato è una tipica evoluzione gladiatoria, ossia l'adattamento del trace primigenio al corpo a corpo serrato dettato dal murmillo (originariamente dal Sannita, che è identico al Murmillo).
Da qui la necessità di un arma falcata come la Sica Supina, che serve a scavalcare l'ampia protezione dello scutato murmillo.
Anche in questo caso, subligacolii, perizomi e caligae, sono del tutto irrilevanti per la specifica categoria, come d'altronde tutta l'iconografia dimostra.

Fine parte II
Dr Domus - Mar Apr 12, 2005 12:18 am
Oggetto:
SAMNES
Il gladiatore Sannita non ha nulla a che vedere col Reziario, anzi, ne è semmai l'oppositore naturale. Tuttavia, procediamo con calma...
Il Sannita che hai descritto, è quello citato da Cicerone e da altri autori del I a.C. che in realtà descrivono il sannita militare, ossia quello realmente proveniente dai territori del Sannio.
Ma col tempo, l'etnia sannita e l'armamento sannitico, non giungono più necessariamente a corrispondere.
Un iscrizione afferma di un tale Telyphus, di nazionalità trace, che combatte come gladiatore Sannita! Puoi immaginare la confusione tra l'etnia e l'armamento.
E' la stessa confusione che portò necessariamente ad una ridenominazione tra il I a.C e il I d.C, dei nomi gladiatorii.
Il sannita primigenio, divenne il Provocator, il Murmillo e il Secutor.
Queste categorie sono similari, e caratterizzate dal grande scutum. Tuttavia sia la forma dello scutum, alcuni dettagli dell'elmo e del parastinco, si sviluppano per ottimizzare lo scontro con gli avversari tipici di questi tre: un altro Provocator, i Thraecis e il Retiarius.
Quelle poche ma ben distinguibili immagini che ci sono giunte del Samnes, lo mostrano sempre con l'elmo aperto come quelli militari. Ma questo non è un elemento caratterizzante del sannita, ma di tutti i gladiatori dotati di elmo, prima di alcune Leges gladiatorie che istituirono l'obbligatorietà della celata anteriore, per ridurre i rischi ai costosi campioni. Il sannita non si vedrà mai con la celata integrale perchè all'epoca delle nuove norme, si era già trasformato nelle tre specialità, ed era già scomparso dalle testimonianze epigrafiche ed iconografiche.

fine parte III
Seneca - Mar Apr 12, 2005 10:00 am
Oggetto:
Ho ricordato bene: arsdimicandi sa molto e tra l'altro tanto compiutamente da distinguere le notizie storiche dalle dicerie.
Caesar - Mar Apr 12, 2005 10:11 am
Oggetto:
Bisogna pure notare l'evoluzione storica cui arsdimicandi ha accenato, i cambiamenti intervenuti, le evoluzioni. Tutto ciò aiuta a comprendere come sia nata la confusione, la sovrapposizione della descrizione delle caratteristiche e la ridondanza dei termini per identificarne le varie figure.
Plinius - Mar Apr 12, 2005 10:22 am
Oggetto:
Qui nasce una incombenza.
Rielaborare gli argomenti trattati rappresentando adeguatamente quanto è notizia storica e quanto è frutto di diceria creatasi attraverso i tempi: quindi bisogna disporli secondo una sequenza cronologica per quanto possibile e contenente le relative informazioni distinte periodo per periodo.

Servirebbe un volontario. So che siete alacri e di buona volontà ma non affollatevi, uno per volta, Wink
(manca l'emoticon per indicare i fuggiaschi e i vigliacchi Very Happy )
Hector - Mar Apr 12, 2005 10:26 am
Oggetto:
Buoa idea, si avrà una stesura chiara, completa e di riferimento. Anche se sembrerà un piccolo trattato, varrà la pena farlo per la chiarezza con cui il fenomeno gladiatorio verrà esposto.
Vediamo se Tullia ha tempo disponibile.
Claudio - Mer Giu 15, 2005 12:42 pm
Oggetto:
Visto che si parla dei vari tipi dei gladiatori, e chiarita anche di una certa confusione sulla loro tipologia come mi parso di leggere da varie parti e libri tra gli autori moderni , a questo punto avrei una curiosità: nel forum si parla di un certo Telifo che, pur essendo Trace di nazionalità, combatteva come Sannita. A questo punto, esclusi i criteri meramente di nazionalità, visto anche le nuove nazioni che entrarono a far parte dell’Impero, quali erano i canoni di scelta, fisici o psicologici, che si utilizzavano per indirizzare un nuovo arrivato tra i vari tipi di gladiatori? Oppure non c'erano criteri e ognuno sceglieva da sè il tipo di gladiatore che più gli piaceva?
Dr Domus - Mer Giu 15, 2005 9:36 pm
Oggetto:
Ave Claudie! Benvenuto.
Non c'è fonte alcuna che attesti il meccanismo di funzionamento dell'indirizzamento delle tipologie psico-fisiche verso una o l'altra categoria gladiatoria. Gli elementi che abbiamo a disposizione per interpretare questo fenomeno sono due: uno documentario, e più particolarmente iconografico. Mosaici, bronzetti, graffiti ed affreschi mostrano i reziarii alti, potenti, longilinei. I Mirmilloni e i secutores piuttosto bassi, tozzi, ma potenti e asciutti. Provocatores asciutti e magri. Etc.
Il secondo elemento è la sperimentazione (quella di ArsDimicandi ovviamente, da circa il 1998): non puoi fare in alcun modo il reziario se non sei alto, potente e veloce. Non puoi fare il secutor se non hai le caratteristiche del cane molosso, inseguitore, massiccio, incassatore, non troppo alto. Non puoi essere provocatore se non sei relativamente piccolo e agile, muscoloso ma asciutto.
Insomma, la sperimentazione conferma appieno quanto ci mostra una iconografia secolare (soprattutto tra il I a.C. e il III d.C).
Ciò non toglie che sono documentati personaggi che si specializzano in più di una specialità (il più famoso, unico invero, Hermes, con 5 specialità). Anche questo è confermato dalla sperimentazione, anche se è davvero difficile avere più di due specializzazioni...
Dubito fortemente (dato il clima da galera di un Ludus) che un Tiro potesse scegliere da sè la sua specialità.
Vale
Claudio - Gio Giu 16, 2005 12:26 pm
Oggetto:
Valete omnibus

Scusate se continuo ancora con le domande ma l’argomento sulla gladiatura mi interessa molto e avrei bisogno di ricapitolare le cose, anche perché tra i vari libri che ho letto e quello che si è detto sul forum, ho non poca confusione in testa. La prima domanda sorge spontanea:

esattamente come si diventava gladiatori, oltre che come prigionieri di guerra?

Differenze tra condanna ad ludus, ad bestias e ad gladius? Da quanto ho capito solo una delle condanne portava direttamente alla gladiatura, ma si poteva sopravvivere alle altre condanne e diventare gladiatori, come una sorta di commutazione o proseguimento della pena? Mi spiego meglio: ho letto che in non so in quale tipo di condanna i criminali venivano mandati contro i gladiatori: erano delle semplici “vittime” da scannare o gli si dava un’arma e un sommario addestramento per reggere qualche istante di più contro i gladiatori. Nel caso che si riuscisse a sopravvivere (sempre che gli venisse data la possibilità, ossia che fossero armati e sommariamente addestrati), cosa succedeva al sopravvissuto? Si continuava finchè non lo si uccideva, diventava gladiatore o veniva liberato?

Nel forum si dice che per i crimini contro lo Stato si poteva venire condannati alla gladiatura: si può avere un elenco il più possibile esaustivo di tali crimini?

Vi erano altre figure di crimini che prevedevano questa pena?

Grazie a tutti per le risposte

Claudio
Dr Domus - Gio Giu 16, 2005 11:59 pm
Oggetto:
Le condanne 'ad bestias' o 'ad gladium' rientrano nell'istituzione dei supplizi, o condanne a morte belle e buone, più o meno spettacolarizzate.
Non sono mai i gladiatori ad ammazzare inermi, ma addetti a questa funzione di Boia.
I gladiatori combattono esclusivamente coi gladiatori secondo regole estremamente rigide, al punto da prevedere che i Tirones combattano esclusivamente coi Tirones, e i Veterani coi Veterani.
Naturalmente qualche 'boia' poteva essere qualche ex-gladiatore tornato allo stato di liberto, che rimaneva nell'ambito dell'anfiteatro per continuare a lavorare.

Il reclutamento dei gladiatori varia di epoca in epoca, ma in linea di massima sono selezionati principalmente dai prigionieri di guerra o tra i criminali che il giudice ritiene possano redimersi. Ciò non toglie che esistano anche molti volontari (gli Auctorati), che intraprendono questa rischiosa carriera per fama, o per necessità di soldi.
Vale sempre il principio che i soggetti fossero "adeguati" a una simile carriera, che sarebbe durata dai 3 ai 5 anni.
Naturalmente è sempre bene distinguere dai gladiatori legittimi, i combattenti destinati a simulazioni di battagle o naumachie, che sovente si suicidavano pur di non svolgere qui combattimenti.
Insomma, lo stato mentale era completamente diverso.
E' ovvio che chi non fosse considerato degno di una seconda possibilità, veniva semplicemente mandato alla pena capitale.
Claudio - Mer Giu 22, 2005 2:08 pm
Oggetto:
Perfetto!
Ora, se non vi dispiace, vorrei continuare con le domande, quasi fossi un tirone appena entrato nel Ludus, andando avanti passo passo:

Una volta entrati nel Ludus i nuovi arrivati dovevano sottostare ad una sorta di scala gerarchica che si era creata tra i gladiatori, suppongo in base a requisiti di anzianità e di numero di vittorie. Sul libro dell’Osprey si parla di una sorta scala di valori che riprendeva, in chiave un poco satirica, quella dei legionari e i loro ufficiali, con il gladiatore al vertice che era detto “primus palus” in corrispondenza con il centurio primus pilus dell’esercito, e i nuovi arrivati detti tirones; su libro di Fik Meijer si parla più semplicemente di tirones e poi di 1°, 2°, 3° categoria e così via, con, anche, il loro valore corrispondente. Si potrebbero avere più chiarimenti in proposito? Questa divisione è solo tipica dell’epoca imperiale, oppure è presente fin dagli inizi, quando iniziano a nascere le prime scuole gladiatorie in Campania (o almeno credo siano loro le prime)?

Alimentazione dei gladiatori: su questo punto ho alcuni punti oscuri. In un recente documentario trasmesso sia da History Channel che da Stargate su La7 e confermato anche dal libro di Meijer si dice che l’alimento base dei gladiatori era la zuppa d’orzo, con lo scopo preciso di fare aumentare il peso dei gladiatori e fargli ispessire la pelle a ulteriore protezione contro i colpi (mah? Quasi come si trattasse dei cani. E’ possibile?). Cicerone (se non ricordo male), sempre secondo Meijer, chiamava dispregiativamente i gladiatori “mangiatori d’orzo”. A dire il vero in alcuni mosaici che ho visto in foto vi sono dei gladiatori decisamente “sovrappeso”, e tra questi anche un reziario nell’atto di colpire un secutor con il suo pugio. Eppure non tutti i gladiatori ritratti nelle statuette, nei bassorilievi, nei mosaici e nei graffiti mi sembrano così, anzi, dimostrano di avere dei fisici oserei dire scultorei, che non è possibile ottenere senza un duro allenamento correlato con un’alimentazione attenta e bilanciata. Non mi sembra nemmeno che si possa dire che tali fisici siano invenzioni degli artisti anche perché tali artisti fisici del genere li avranno pur visti dal vero e non credo se li siano immaginati del tutto. Inoltre tale assunto dell’alimentazione a base d’orzo contrasta con quanto mi avete detto su come venissero scelti i vari tipi di gladiatori, con i reziari veloci e potenti, i provocatores asciutti e gli scutarii più massicci e possenti ma non certo sovrappeso. A questo punto la domanda è: vi erano principi di dieta (al limite assunti dietologici quasi “moderni”) che venivano fatti seguire ai gladiatori, magari con differenze anche notevoli da gladiatore a gladiatore in modo da esaltarne le caratteristiche fisiche peculiari oppure no (e se si, a grandi linee quali?)? E il discorso della dieta base d’orzo è valido o solo frutto di un equivoco, magari di un’interpretazione sbagliata delle fonti?

Grazie

Avete atque valete omnibus

Claudio
Dr Domus - Gio Giu 23, 2005 1:35 am
Oggetto:
Ave Claude!
La miscellanea, a base di orzo e altri cereali, sarebbe stata la soluzione preferita anche dai legionari, che ahinoi, non potevano permettersi così facilmente zuppe e condimenti ogni giorno.
E' una questione di apporto energetico, che indubbiamente è prerogativa di cereali e farinacei, meno (ma non escluso) di proteine.
Ricordiamoci la famosa Caena Libera il giorno prima dei combattimenti, in cui ai gladiatori era servito un vero e proprio banchetto degno di un imperatore, con carni, pesci, uova, pane ,verdure, vino e dolci (e donne, parenti e quant'altro...).
Il perchè è facilmente spiegabile, se pensi al fatto che la vita in un Ludus non è altro che la vita di un carcerato, costretto tuttavia ad allenarsi tutto il giorno. Un po' come per il legionario, la priorità è quella dei carboidrati e degli amidi.
DIrei che la quasi totalità delle immagini dell'iconografia rappresenta tipi atletici, di diversa corporatura ma atletici. Mi sembra una mera stupidaggine l'ispessimento della pelle di fronte ad una lama affilatissima come la sica gladiatoria, o dei denti del tridente.
A volte certi studiosi dovrebbero fare qualche mezz'ora di addestramento anzichè cercare le novità che fanno vendere i libri Wink
Sul parallelo dei gradi gladiatori con quelli militari, vi sono poche informazioni. Quartus o Tertius Palus, definizioni di quello o quell'altro gladiatore su steli funerarie, non corrispondono in nulla ai gradi militari (nella fattispecie il parallelo potrebbe essere esclusivamente coi centurioni, poichè il Primpilus è tale!)
Semmai il maximus centurio, il Primus Pilus, prende il nome dall'ambito gladiatorio, giacchè l'esercito prende a piene mani dalla gladiatura, sin dalle battaglie sannitiche.
Si ritiene che il grado gladiatorio corrisponda al numero di combattimenti mortali che gli rimangono, a partire dai circa 12 iniziali (come le fatiche di Ercole, divinità gladiatoria).
Così che un quartus palus è colui a cui mancano tre combattimenti alla libertà! Non vi è ulteriore senso nell'attribuzione dei gradi nei gladiatori, giacchè non era una scuola di arti marziali dove si andava a imparare il combattimento, ma una vera e propria galera che per 4-5 anni costringeva gli uomini ad un esperienza 'infera' la cui fine era la vita o la morte!
Claudio - Mar Lug 12, 2005 5:20 pm
Oggetto:
Avete omnibus
Vorrei fare una domanda su un punto che non è molto trattato sul mondo dei gladiatori e che non salta molto all’attenzione, ossia la religione e il sentimento religioso nel ludus.
I gladiatori avevano un qualche culto o un qualche dio a cui erano più devoti in particolari, un po’ sulla falsa riga del culto di Mitra presso i legionari, oppure continuavano tranquillamente a seguire il culto a cui erano devoti anche prima di entrare nel ludus?

Nel libro “Reziario contro Secutor” scritto da ArsDimicandi, nel capitolo finale, e ribadito anche in questo forum, si parla di un’interessante “identificazione” tra questi due tipi di gladiatori con le figure di Nettuno e di Vulcano. Questo parallelo, utilizzando altre figure, ovviamente, era valido anche per tutte le altre coppie di gladiatori, e se si con quale altre figure mitiche si fa il parallelo? (A proposito, a quando l'uscita degli altri libri sulla tecnica degli altri gladiatori e dei legionari? Aspetto impaziente di avere notizie, tenendo conto che mirmilloni e traci sono i miei preferiti....)


P.S: complimenti, anche se in ritardo, per Trigallia e la battaglia contro i Celti. Veramente entusiasmante!
Dr Domus - Mer Lug 13, 2005 12:24 am
Oggetto:
Ave Claude!
Il Munera gladiatorio è un ricettacolo di culti antichissimi e nuovi.
Retiarius e Secutor affondano le loro antichissime radici nel Puteal etrusco-romano (rito Nettunale e Volcanale), ma altri duelli trascinano tradizioni traciche e samotraciche... eccetera.
Il tutto confluisce negli spectacula, che nell'insieme seguono una tradizione meno etnica e rappresentano lo sforzo per piegare un fenomeno "non romano" (la gladiatura) al Mos romanus. Ecco dunque i due culti principali: Ercules per i gladiatori e Nemesis per il pubblico, con una terza divinità di 'interfaccia' il cui nome è Hermes Psicopompo (insomma... Mercurio).
Spiegare il pragmatismo rituale di questa originale trinità è difficile, soprattutto perchè argomento che sfugge al Logos e alla parola scritta.
Ne sa molto, molto di più un gladiatore... Wink
Claudio - Mer Ago 31, 2005 6:32 pm
Oggetto:
Avete omnibus!
Prima di tutto bentornati da Treviri e dintorni. Aspetto con ansia il servizio sulla manifestazione (e anche video, foto e quant'altro).

Scrivo qui perchè non so dove altro scrivere.

Comunicazione di servizio rivolta specialmente ad ArsDimicandi e a chi vuole. Avrei un paio di disegni da sottoporre alla vostra attenzione, per avere un vostro parere, obiezioni, critiche costruttive e, se le merito, qualche lode. Vista la "grandezza" dei file (non eccessiva, però), certi "soggetti" (sempre nell'ambito gladiatorio) e la lunga spiegazione scritta che li accompagna, necessaria per inquadrare meglio certe mie scelte e decisioni (le quali possono esser tutte messe in discussione), preferirei spedirli privatamente a chi vuole e può darmi consigli.
Come faccio? A quale indirizzo? Spiegatemi tutto passo per passso, anche per allegare i files, perchè fra me e questo "instrumentum diaboli" del Forum non corre buon sangue.

Vale
Plinius - Mer Ago 31, 2005 8:31 pm
Oggetto:
Ave Claudie,
purtroppo non so soccorrerti: ho conseguito a pieni voti laurea, master e dottorato di ricerca in "ignoranza informatica. Laughing
Sicuramente troveremo qualcuno che ci potrà dare le indicazioni adatte. Però non sarebbe forse meglio postarlo sul forum, adeguatamente confortati dalle idonee nozioni?
Claudio - Gio Set 01, 2005 11:08 am
Oggetto:
Ave Plinie,
E' che i disegni, tenuto conto che sono ancora bozzetti a matita, per essere comprensibili sono un po' grandi come dimensioni e la spiegazione di essi e del progetto in generale viene parecchio lunga e non vorrei intasare il forum. Inoltre alcuni presentano "nudità" parziali (non eccessive e/o volgari, credo) e non vorrei urtare la sensibilità di chi frequenta il forum. E' vero che si è tutti adulti e che non sono cose oscene o irriguardose, ma non si sa mai. E' per questo che preferisco passare, prima per un giudizio, per così dire, "privato". In realtà, sarebbe la cosa migliore, per me, "postare" sul forum, in quanto più giudizi e critiche ci sono, meglio è, soprattutto per migliorarmi e evitare errori marchiani. Ma per le ragioni dette prima, secondo me, sarebbe meglio fare così.
A meno che gli amministratori non mi dicano il contrario e mi diano "via libera", magari creando un topic apposta.
Fatemi sapere!

Vale
Plinius - Gio Set 01, 2005 4:00 pm
Oggetto:
Grazie per il riguardo dimostrato Claudio. Apprezzatissimo!
Chiederò soccorso e vedremo. A dopo. Smile
Dr Domus - Ven Set 02, 2005 2:02 am
Oggetto:
Occasione!
Sabato prossimo (3 sett) sarò a Villadose per tenere un convegno sull'Esercito Romano.
Hai possibilità Claudio di esserci, e così non intasare il Forum?
In caso contrario temo dovrai fare copie in formato ridotto (Photoshop o similari) e allegarle al Topic o inviarle alla mail del sito di AD.
Claudio - Lun Set 05, 2005 7:56 pm
Oggetto:
Purtroppo sono appena tornato dalla Provenza dove, proprio in questi giorni, ho partecipato ad una rievocazione-gemelleggio tra il mio gruppo, la "Mansio Templi Parmensis", e il gruppo francese dei Beaux Manteaux. Se non fosse stato per questo bellissimo evento sarei venuto a Villadose, anche perchè il programma mi interessava moltissimo. Purtroppo.....
Le immagini, di formato jpg, non superano le 300 k e le spiegazioni non dovrebbero essere di grande ingombro. Magari sono un po' lunghe. Niente che una dsl non possa sopportare, penso.
Attendo indicazioni.... volendo si possono restringere ma penso a scapito della qualità e visibilità.
Valete omnibus.
Claudio - Lun Set 05, 2005 8:41 pm
Oggetto:
..... Ah! Le immagini sono 3-4. Non più di 1 mega in totale di allegati.....
Claudio - Mar Set 06, 2005 8:40 pm
Oggetto:
Spero di aver spedito al'indirizzo giusto il tutto! E, soprattutto, spero di non aver creato "casini informatici" o problemi di ingolfamento! Basta che non mi fustighiate!!
Valete
Dr Domus - Mer Set 07, 2005 2:28 am
Oggetto:
Riesco finalmente ad allegare il testo e le immagini inviatemi da Claudio. Ora potrò rispondere in modo pubblico.
Ecce!
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Claudio: avevo detto che la spiegazione era lunga..... in realtà è lunghissima. Scusate

ecco i primi quattro disegni che ho disegnato, riguardanti il mondo della gladiatura. Ovviamente, essendo i primi bozzetti, sono pieni di errori e cose da mettere a posto, ed è proprio per questo che ho deciso di spedirli, per evitare di fare errori marchiani in sede di composizione finale.

Prima, però, dovrei fare un paio di considerazioni, sia sul fumetto sia su alcune mie scelte.

La storia prende spunto dal famoso rilievo del British Musem proveniente da Alicarnasso raffigurante due gladiatrici, Achillia e Amazonia, e vuole ricreare il mondo dei gladiatori in particolare e di Roma in generale, partendo da queste due protagoniste. In realtà, sia le due protagoniste, sia i vari co-protagonisti che si presenteranno, non sono altro che un “mezzo” per raccontare tutto ciò che era il mondo romano del primo Impero. Non ci si limiterà solamente al mondo del ludus o delle legioni, non sarà solo un fumetto “marziale”, ma si spazierà dal giallo all’epico, dal thriller all’erotico, dal mistery, al fantasy e via dicendo, dove il mondo classico, romano e non, fa contemporaneamente da sfondo e da protagonista. Cercheremo di rendere i protagonisti il più possibile consoni al periodo, con le superstizioni, credenze e mentalità tipiche del periodo, anche se possono stridere con la mentalità moderna. E’ chiaro che il compito che ci si presenta è difficile e vasto, anche perché, come detto prima, non ci limitiamo solo all’ambito militare e gladiatorio, ma anche a tutto il mondo civile. Già è difficile riuscire a riprodurre con precisione gli armamenti corretti, e voi dell’ArsDimicandi lo dimostrate ampiamente, figuriamoci tutto il mondo classico, quello delle province così diverse tra di loro, delle città, delle campagne, di Roma, degli abiti di varie fogge e dei templi di varie divinità e via discorrendo.

E’ chiaro che non abbiamo nessuna pretesa di ricostruzioni filologicamente corrette al millesimo, sia per i nostri limiti di conoscenza, sia per le necessarie licenze che ci dovremmo prendere per rendere le storie accattivanti per tutti, non solo gli appassionati, e sia per la vastità dell’argomento. Il nostro obbiettivo è di evitare gli errori e il pressappochismo tipici di opere, letterarie e non solo, riguardanti il mondo romano, onde evitare cose come “Il Gladiatore”, con gli elmi del periodo sassone-vichingo, le armature fantasiose e tutto il corredo di errori di quel film, e, contemporaneamente, cercare di fare le cose il più correttamente possibile.
E’ un compito vasto e difficile, ma, proprio per questo, affascinante e stimolante.

Parlando dei disegni, dovrei fare alcune precisazioni.

In quello intitolato “Britanna-2”, il primo in ordine temporale che ho disegnato, come si potrà vedere balzano subito all'occhio alcune "licenze creative" ed errori. La prima licenza riguarda l'elmo, che io ho raffigurato come quello dei mirmilloni ma senza maschera. All'inizio l'avevo fatto perchè credevo che ci fossero modelli senza maschera, ma poi, guardando meglio alcune foto, ho scoperto gli attacchi per la maschera. In realtà servirebbe un elmo senza la maschera, in modo da lasciare il viso scoperto delle due protagoniste. Proviamo ad immaginare la gladiatrice con l'elmo completo di maschera e poi con l'elmo aperto; nel primo caso si avrà una figura fredda, alienata, distante quasi, mentre se ce la si immagina con il volto ben visibile, secondo me cambia tutto. Anche l'altra gladiatrice (di cui non c’è il disegno), dovrebbe avere il volto scoperto. Quello che chiedo è se questa "licenza" è plausibile, sia in un qualche modo giustificabile e non appaia una forzatura eccessiva. In caso contrario, se ci sono dei suggerimenti, ne sarei molto grato.

L’altra “licenza” riguarda la totale nudità della protagonista o della coprotagonista (vedere il disegno “Reziaria”): a dire il vero, essendo prigioniere di guerra o schiave, comunque delle moriture, dovrebbero combattere a seno scoperto (come da rilievo e come testimoniato da vari commenti, anche di autori autorevoli), per cui la nudità integrale, di almeno una delle protagoniste, o coprotagoniste, potrebbe essere, forse, "plausibile", forse. Per le altre ci si limiterà agli scontri "privati" dove l'aspetto erotico potrebbe prevalere su quello marziale, con conseguente reazioni negative o, al contrario, esibizioniste delle protagoniste costrette a mostrarsi in tal guisa (è vero che l'antichità aveva un concetto totalmente diverso riguardo la nudità ma non so fino a che punto). Potrebbe essere un buono spunto o meno, si vedrà.

In realtà, la nudità serve come "esca" per quei potenziali lettori che si avvicinano al fumetto senza essere appassionati del periodo. Perchè un personaggio femminile abbia presa, considerato che la maggior parte dei lettori di questo tipo di fumetti sono uomini, bisogna che abbiano caratteristiche "maschili" (ed essendo gladiatrici, non ci sono problemi) e, contemporaneamente, abbiano una forte carica erotica (vedi Druna o altre eroine). Chiaramente la nudità ci sarebbe in quei momenti tipici della gladiatura, come gli allenamenti e i giochi, pubblici o privati, oltre nei momenti in cui è più giustificata, ad esempio nelle terme. In progetto ci sarebbe da rappresentare nuda integralmente la reziaria (probabilmente etiope o nubiana). Per le altre ci sarà il subligaculum, anche se più succinto del solito (vedere “Murmilla vs Traex”). Nessun problema per i gladiatori.

E’ un discorso molto intricato, direi, sul filo del rasoio e non è facile mostrare determinate cose, bilanciandosi tra esigenze di “mercato” e la necessità di non esagerare.

Ritornando al primo bozzetto, è una prima stesura giusto per avere un'idea dell'apparenza e del carattere del personaggio. Sono già evidenti i vari errori: la manica di metallo, il gladio invece della sica lunga, la nudità integrale (su questo ne ho già parlato sopra), l’elmo senza maschera e i lunghi capelli sciolti. Quando combatterà avrà i capelli acconciati in maniera da poter combattere senza impacci o altro. Ho visto una foto su un libro della serie Osprey dedicato ai gladiatori su come si riteneva fossero intrecciati i capelli delle gladiatrici e pensavo di rifarmi a quella acconciatura, anche per le altre gladiatrici. Non so se ci sono altre immagini o idee sull'argomento. A dire il vero, nel disegno “Murmilla vs Traex”, la protagonista ha i capelli sciolti e, secondo me, danno movimento e dinamismo alla scena. Dico questo perché, avendo preso spunto da alcune vostre foto, ho dovuto esagerare il movimento e aggiungere i capelli così altrimenti la scena risultava troppo statica. E’ una delle tante cose che sto imparando su come si fa i fumetti.

Per quanto riguarda il disegno “Reziaria”, a parte alcuni errori che ho già visto (manca la protezione alla mano e la cintura) non dovrei aver fatto grosse inesattezze. In questo caso la sua nudità potrebbe essere più “giustificata”, dato che la nudità reziaria era una caratteristica fondamentale del reziario, una sorta di esca per attirare il secutor ( il libro “Reziario vs Secutor et Scissor” docet), e che ho visto un paio di mosaici che ritraggono dei reziari, in azione, nudi (visti posteriormente) o comunque con un subligaculum ridottissimo. L'idea originaria era che fosse una venatrix (se mi passi il termine) e una reziaria. La doppia specializzazione non è scelta a caso, in quanto si vorrebbe raffigurare una gladiatrice tecnicamente eccezionale, nonostante sia una figura che stia un po' più in secondo piano rispetto alle altre due. Vorrei fare anche un altro gladiatore con una specializzazione multipla, da mostrare come figura straordinaria, un vero campione dell'arena. Potrebbe andare l'accoppiata venatrix-reziaria? Tra le altre cose mi permetterebbe di mostrare più spesso le venationes. Come erano armati i venatores? Ci sono immagini che potete mandarmi ?

Non so se i capelli siano acconciati alla maniera corretta, ma non stanno male, anzi, per cui penso che vadano bene. O no?

Non ho altro da aggiungere per gli altri due: “Gregatim” e “Murmilla vs Traex”.

Per quanto riguarda il discorso della credibilità del fumetto, con i fisici delle protagoniste più simili alle eroine Marvel o alle modelle americane siliconate, ci si addentra in un argomento delicato perchè qui ci si viene a scontrare con alcune caratteristiche del fumetto e con i gusti del pubblico. Mi spiego meglio: se prendiamo "Dago", fumetto a cui mi ispiro, sono evidenti varie incongruenze storiche e non solo. Gli uomini, Dago per primo, sono troppo alti, l'età media della gente in cui si svolgono le avventure è troppo alta (almeno stando alle nostre conoscenze attuali), il taglio di capelli dei Dago è un po' troppo moderno, per non parlare della marea di conquiste galanti del protagonista, di quante volte sia stato sul punto di morire, di quante battaglie abbia affrontato, alcune grandiose come Pavia o il sacco di Roma, in quanti posti sia stato, dall'Africa del nord al tutta l'Europa per arrivare a girare tutte le Americhe del centro sud e pure quelle del Nord. Non solo, ma ha anche conosciuto tutti i personaggi più potenti del tempo, dal Barbarossa al Frundsberg, da Francesco I re di Francia a Nostradamus, da Pizarro e Cortés a Carlo d'Asburgo e via dicendo. E' stato inquisito e torturato, è stato schiavo, ufficiale dell'esercito spagnolo, rinnegato e "amico" del Barbarossa, emissario del sultano, ha combattuto con i lanzichenecchi, con gli Scozzesi, con i Conquistadores e i Francesi. A me non basterebbero 10 vite per fare tutto quello che ha fatto lui, sempre che io riesca a soppravvivere al primo pericolo, mentre lui sembra essere neanche sulla quarantina. Ovvio che tutto questo è eccezionale e quasi improbabile proprio a livello di credibilità. Quello che voglio dire è che, da quello che sto imparando su come fare fumetti, mi sembra quasi impossibile sfuggire da certe "eccezioni" e improbabilità, che non sia pensabile non fare qualche piccola forzatura o prendersi delle "licenze creative". Facciamo l'esempio dei capelli: troppo moderni ed elaborati. Ma qui i capelli assumono una valenza diversa, servono a sottolineare o a delineare il carattere del personaggio, a "scrivere" pagine e pagine senza il bisogno di scriverle materialmente. Proviamo ad immaginarla con i capelli più ordinati e così come li ho disegnati: non so cosa sia meglio ma sicuramente cambia tutto. In realtà le altre gladiatrici avranno i capelli più curati, più rispondenti all'epoca, soprattutto la greca, mentre per la britanna mi serviva una capigliatura che desse un tocco al suo carattere. Senza contare che non credo che anche le donne celtiche usassero capigliature elaborate, ho sempre saputo diversamente o perlomeno non ho mai letto niente a riguardo che mi facesse pensare diversamente. Sicuramente posso sbagliarmi, ma se si pensa che basta un ricciolo o un capello fuori posto per dare una vena di ribellione ad un volto composto, si può capire cosa intendo. Idem per il discorso del fisico. La protagonista servirebbe come una sorta di esca, di Cavallo di Troia. Chiaramente, se la cosa dovesse, proseguire e avere successo, spero di riuscire a ridurre certe "licenze" ed eccezionalità, ma all'inizio non credo di potere fare diversamente.

Nonostante la lunghezza di tutto ciò che ho detto, ci sono moltissime cose da dire e da spiegare e mi piacerebbe molto ricevere commenti, critiche costruttive, appunti e quant’altro mi possa servire per migliorami e non fare errori. Per me è una fonte preziosissima, perché mi serve per crescere e confrontarmi con gli altri. E se poi ci scappa anche una lode, non me ne dolgo di certo.

Grazie di tutto e Valete omnibus
Claudio
Dr Domus - Mer Set 07, 2005 3:58 am
Oggetto:
Claude!
Anzitutto mi sono innamorato della Britanna! Ma da pazzi!
Se creerai un episodio d'amore tra un certo retiarius 'Darius' e la murmilla in questione, non ti invierò mai la parcella della consulenza Wink .
Scherzi a parte (i disegni sono comunque forti e veramente efficaci, come un esca reziaria), comprendo a pieno le tue spiegazioni e i tuoi compromessi storico-commerciali.
Tieni presente che da novembre 2004 ad agosto 2005, solo in Italia ho venduto 40.000 copie de "il Grande Gladiatore" (Piemme-Mondadori).
Non puoi immaginarti i compromessi a cui sono stato costretto per farne un romanzo di penetrazione!
Inoltre, come Historical Military Advisor del film Rome (HBO), che la settimana scorsa secondo La Repubblica e i TG italiani, ha avuto un successo straordinario negli U.S.A., ho dovuto capire e accettare ulteriori compromessi. Il primo film dal 1906 ad oggi in cui si vedono i Legionari non fare lama contro lama alla "Il Gladiatore" ma usare gli scudi come arma principale e il gladio come elemento risolutore.
Sono stato il primo e per ora l'unico. Ti immagini la soddisfazione?
Tuttavia, quanti compromessi ed errori scelti a tavolino per ottenere un efficacia televisiva? Quali i compromessi per una diffusione internazionale finalmente autorevole, ma non veramente filologica? Io lo so!
Non sono il Don Quichotte delle Legioni romane e dei Gladiatori, e (a diffferenza di altri) , non mi interessa esserlo. Credo, anzi crediamo si sapere molto, e al contempo non abbastanza.
Veniamo alle tue superbe tavole.
Metti la galea (elmo) della mia innamorata Britanna senza celata? Non ha senso, neanche in epoca repubblicana prima delle leges gladiatorie che obbligarono a passare da elmi con semplici guanciali (paragnatidi) a maschere integrali per proteggere il viso dei gladiatori.
Ma al pubblico non interessa. Loro devono innamorarsi come me (e penso che tu sia stato il primo ad innamorarti di Britanna). Esattamente come io mi sono innamorato di ArsDimicandi e di tutti i miei fantastici uomini e donne. C'è un altro modo di vivere se non innamorandosi?
Hai messo sui gladiatori maniche di ferro che sono rigidamente in dotazione agli artiglieri militari romani, e non sui gladiatori. Hai messo un nudo integrale assolutamente "detestato" dai romani, persino nell'arena.
Pensa che i romani, nonostante dodici secoli di atletica pesante greca all'insegna della nudità integrale, mettono pugili e lottatori col perizoma!
Metti un gladio al posto di sicae e pugii. E allora?
Non sei tu che pubblichi libri scientifici sui gladiatori (quella è una mia competenza). Tu non hai questa responsabilità.
Tuttavia, caro Claudio, sarei un ipocrita se affermassi che buona parte degli storici degli ultimi 60 anni, non campi oggi sulle scelte coraggiose di chi, facendo impresa, ha permesso un re-interessamento mondiale verso testi scientifici e siti archeologici.
Credo però ci sia una grande differenza tra la tua "licenza" artistica, così attenta agli abbinamenti gladiatorii, agli armamenti e persino alla distinzione tra i duelli e i gregatim, con la fantasia totale di altri artisti.
Il tuo prodotto rappresenta uno dei compromessi meglio congegnati che abbia mai visto in vita mia!
Non posso che farti i miei complimenti. Naturalmente troverai molti Savonarola che assurgono a custodi universali della verità gladiatoria! Peccato che questi declinino sistematicamente il nostro vivo desiderio di confronto in arena.

PS
Ricordati di Darius e Britanna Laughing
Nel caso lo ricordassi, ti regalerò con dedica il secondo romanzo che uscirà a Dicembre 2005. Nel caso che tu non lo ricordassi, ambienterò a mio piacimento un momento "intimo" tra questi due personaggi nell'ultimo romanzo della trilogia che stò scrivendo Laughing Laughing Laughing
Claudio - Gio Set 08, 2005 1:40 pm
Oggetto:
Ave ArsDimicandi!
Bhè, che dire? Prima di tutto che mi fa molto piacere il fatto che ti siano piaciute le tavole, soprattutto una in particolare. E in secondo luogo, siccome ne hai già avuta esperienza, il fatto che comprendi appieno le mie difficoltà nel muoversi con circospezione tra le esigenze di adesione alla realtà storica e quelle per accattivarsi il pubblico in genere. Devo dire, anche, che ne sono sollevato perchè vedendo la precisione e l'accuratezza dei vostri lavori pensavo diversamente. Ma, come hai detto, sai bene quali sono le difficoltà in cui ci si muove per questo genere di opere, per cui....
A dire il vero non mi dispiace affatto che mi si faccia notare gli errori che ho commesso. Anzi! Più riesco ad essere preciso, meglio è per me. Mi spiego meglio: il motivo per cui, io e mia sorella insieme ad altri, abbiamo intrapreso questo progetto era quello di unire ad una storia accattivante e interessante la più corretta visione del mondo di Roma del primo periodo dell'Impero. Ovviamente nei limiti del possibile. E' chiaro che poi si devono fare delle scelte. Non mi costa nulla disegnare pugii e sicae invece dei gladi in mano ai gladiatori, o le manicae di cuoio invece di quelle metalliche. Tanto alla gente non interessa più di tanto. Non è un problema disegnare la giusta tecnica dei gladiatori, quando la so, invece di vedere grandi fendenti e colpi di gladio alla maniera dei cavalieri medioevali, tanto al pubblico interessa di più che le tavole siano dinamiche e incalzanti. E gli esempi si possono sprecare, a partire dall'uso dello scudo da parte dei legionari, agli abbinamenti gladiatori corretti (ho visto parecchie tavole in giro di reziarii contro traci o mirmilloni) e via dicendo. Però la precisione, quando è possibile, interessa a me. Sbagliare senza saperlo è un conto ma facendolo sapendo di errare non mi garba per nulla. Anzi. E' per questo che da quando mi sono iscritto al vostro Forum ho cominciato a fare un sacco di domande, forse anche stupide e prive di interesse, ma che a me a mia sorella (che cura la sceneggiatura) servono parecchio. Ed è anche per questo che ho cominciato a muovere i primi passi nel reenactment romano con gli amici della Legio I Italica, con cui ho già fatto alcune uscite e prevedo di farne altre. A dire il vero ho usato la scusa del fumetto per "andare a fare il Romano" (come mi dicono in dialetto di Parma) senza che brontolassero troppo in casa, però, intanto, ne approfitto per vedere la tecnica di combattimento dei legionari, la disciplina, cosa vuol dire essere un legionario, ecc. ecc. Così come sono venuto a Trigallia per vedervi combattere contro i Galli.
Certo, alcuni errori li farò sapendo di farli: l'esempio più lampante è la mancanza della maschera nell'elmo della Britanna (di cui mi ero già accorto l'assurdità) o la nudità integrale delle gladiatrici; magari ci saranno delle armature più elaborate e meno storiche per determinati personaggi (prendendo spunto da quella meno scorrette de "Il gladiatore" ad es.), ma su questo si è già detto.
Britanna
Come darti torto? E' il primo disegno che ho fatto in assoluto, quello con più errori che ho riconosciuto, eppure ogni volta che lo riguardo mi complimento con me stesso, ed è cosa rara perchè tendo ad essere molto critico verso i miei disegni (essendo autodidatta è l'unico modo per migliorarmi).
Una storia con un "certo reziario Darius"? Mi cogli in contropiede! In genere non disegno personaggi tratti da persone che si possono riconoscere, per questioni di privacy o di possibili offese. Cerco sempre di cambiare le foto a cui mi ispiro. Guarda "Gregatim": la reziaria e il secutor sono copiati da una foto sul vostro sito, lo scissor e il reziario dal libro "Reziario vs secutor e scissor", ma al reziario ho cambiato i connotati aggiungendovi barba e capelli lunghi. Certo che la richiesta è parecchio appassionata, per cui penso che non ci possano essere problemi in tal senso (l'ultima parola spetta alla sceneggiatrice! ma...).
L'unica cosa che ti prego è di non anticipare troppo del personaggio nella tua trilogia, se vuoi inserirlo, giusto per non "bruciare" uno dei personaggi principali del fumetto. Eventualmente se ne può parlare più approfonditamente per coordinare meglio le cose, magari, visto che sono di Parma, sono disponibile a parlarne anche in altre sedi oltre che sul Forum, se si preferisce. Basta farmelo sapere per tempo (ad es. questo mese sono occupatissimo con la Mansio Templi Parmensis e la Legio Italica). Come preferisci.

Gratias tibi et ave atque vale
Claudius

P.S. attenzione che il regalo del libro lo prendo come impegno! Very Happy
P.P.S.: Ah..... attenzione che ho sentito dire che le reziarie numide diventano molto cattive e agguerrite contro i loro "rivali" Very Happy Very Happy
Claudio - Gio Set 08, 2005 1:51 pm
Oggetto:
Ave ArsDimicandi!
Bhè, che dire? Prima di tutto che mi fa molto piacere il fatto che ti siano piaciute le tavole, soprattutto una in particolare. E in secondo luogo, siccome ne hai già avuta esperienza, il fatto che comprendi appieno le mie difficoltà nel muoversi con circospezione tra le esigenze di adesione alla realtà storica e quelle per accattivarsi il pubblico in genere. Devo dire, anche, che ne sono sollevato perchè vedendo la precisione e l'accuratezza dei vostri lavori pensavo diversamente. Ma, come hai detto, sai bene quali sono le difficoltà in cui ci si muove per questo genere di opere, per cui....
A dire il vero non mi dispiace affatto che mi si faccia notare gli errori che ho commesso. Anzi! Più riesco ad essere preciso, meglio è per me. Mi spiego meglio: il motivo per cui, io e mia sorella insieme ad altri, abbiamo intrapreso questo progetto era quello di unire ad una storia accattivante e interessante la più corretta visione del mondo di Roma del primo periodo dell'Impero. Ovviamente nei limiti del possibile. E' chiaro che poi si devono fare delle scelte. Non mi costa nulla disegnare pugii e sicae invece dei gladi in mano ai gladiatori, o le manicae di cuoio invece di quelle metalliche. Tanto alla gente non interessa più di tanto. Non è un problema disegnare la giusta tecnica dei gladiatori, quando la so, invece di vedere grandi fendenti e colpi di gladio alla maniera dei cavalieri medioevali, tanto al pubblico interessa di più che le tavole siano dinamiche e incalzanti. E gli esempi si possono sprecare, a partire dall'uso dello scudo da parte dei legionari, agli abbinamenti gladiatori corretti (ho visto parecchie tavole in giro di reziarii contro traci o mirmilloni) e via dicendo. Però la precisione, quando è possibile, interessa a me. Sbagliare senza saperlo è un conto ma facendolo sapendo di errare non mi garba per nulla. Anzi. E' per questo che da quando mi sono iscritto al vostro Forum ho cominciato a fare un sacco di domande, forse anche stupide e prive di interesse, ma che a me a mia sorella (che cura la sceneggiatura) servono parecchio. Ed è anche per questo che ho cominciato a muovere i primi passi nel reenactment romano con gli amici della Legio I Italica, con cui ho già fatto alcune uscite e prevedo di farne altre. A dire il vero ho usato la scusa del fumetto per "andare a fare il Romano" (come mi dicono in dialetto di Parma) senza che brontolassero troppo in casa, però, intanto, ne approfitto per vedere la tecnica di combattimento dei legionari, la disciplina, cosa vuol dire essere un legionario, ecc. ecc. Così come sono venuto a Trigallia per vedervi combattere contro i Galli.
Certo, alcuni errori li farò sapendo di farli: l'esempio più lampante è la mancanza della maschera nell'elmo della Britanna (di cui mi ero già accorto l'assurdità) o la nudità integrale delle gladiatrici; magari ci saranno delle armature più elaborate e meno storiche per determinati personaggi (prendendo spunto da quella meno scorrette de "Il gladiatore" ad es.), ma su questo si è già detto.
Britanna
Come darti torto? E' il primo disegno che ho fatto in assoluto, quello con più errori che ho riconosciuto, eppure ogni volta che lo riguardo mi complimento con me stesso, ed è cosa rara perchè tendo ad essere molto critico verso i miei disegni (essendo autodidatta è l'unico modo per migliorarmi).
Una storia con un "certo reziario Darius"? Mi cogli in contropiede! In genere non disegno personaggi tratti da persone che si possono riconoscere, per questioni di privacy o di possibili offese. Cerco sempre di cambiare le foto a cui mi ispiro. Guarda "Gregatim": la reziaria e il secutor sono copiati da una foto sul vostro sito, lo scissor e il reziario dal libro "Reziario vs secutor e scissor", ma al reziario ho cambiato i connotati aggiungendovi barba e capelli lunghi. Certo che la richiesta è parecchio appassionata, per cui penso che non ci possano essere problemi in tal senso (l'ultima parola spetta alla sceneggiatrice! ma...).
L'unica cosa che ti prego è di non anticipare troppo del personaggio nella tua trilogia, se vuoi inserirlo, giusto per non "bruciare" uno dei personaggi principali del fumetto. Eventualmente se ne può parlare più approfonditamente per coordinare meglio le cose, magari, visto che sono di Parma, sono disponibile a parlarne anche in altre sedi oltre che sul Forum, se si preferisce. Basta farmelo sapere per tempo (ad es. questo mese sono occupatissimo con la Mansio Templi Parmensis e la Legio Italica). Come preferisci.

Gratias tibi et ave atque vale
Claudius

P.S. attenzione che il regalo del libro lo prendo come impegno! Very Happy
P.P.S.: Ah..... attenzione che ho sentito dire che le reziarie numide diventano molto cattive e agguerrite contro i loro "rivali" Very Happy Very Happy
Dr Domus - Gio Set 08, 2005 4:42 pm
Oggetto:
Molto bene Cludio. Mi fa molto piacere che al di là del bellissimo progetto (il fumetto) vi sia un interesse genuino per l'esperienza legionaria, sebbene non tutti i gruppi Romani hanno il medesimo concetto di esperienza.
Apprezzo moltissimo il desiderio che hai di conoscere (assieme a tua sorella) i dettagli della gladiatura, a prescindere dai compromessi artistico-commerciali.
Sappi che puoi chiedere a piacimento e qui ti sarà dato volentieri.
Sulla Britanna nel mio terzo romanzo scherzavo Smile . Certo che sarei lunsingato di un Dareios (o Darìus) legato alla gladiatrice. Ma chi tra i miei gladiatori non lo sarebbe?
Claudio - Gio Ott 06, 2005 9:47 am
Oggetto:
Valete omnibus,
Ho appena finito di leggere con attenzione la presentazione del gregatim tra mirmilloni e traci a Treviri e devo ammettere che mi ha fatto sorgere un bel dubbio. In che senso il mirmillone, una volta che si trova ad affrontare il trace aequimanus, deve "trasformarsi" in Hoplomacus? Ho sempre pensato che l'Hoplomacus fosse un particolare tipo di gladiatore, anche se non molto ben definito come ammettevano in molti, e invece.... Oppure ho capito male?

Ave atque vale
Claudio - Gio Ott 06, 2005 5:29 pm
Oggetto:
Mi ricollego alla risposta datami sul problema del surriscaldamento delle armature e degli elmi.
Tutte le armi difensive dei gladiatori erano di bronzo o solo gli elmi? Schinieri e lo spallaccio del reziario (non mi ricordo se si chiama galerus o galeus) potevano essere anche di altro materiale?
Valete
Dr Domus - Gio Ott 06, 2005 8:26 pm
Oggetto:
Dopo il I secolo d.C. la terminologia gladiatoria si stabilizza. Non vi sarà più confusione tra "armamenti" ed "etnie" come al contrario avveniva in epoca repubblicana, dove il trace o il sannita potevano essere indistintamente un armatura o una nazionalità.
Da questo momento ogni iscrizione a noi pervenuta attesta senza dubbio una specializzazione. Nelle iscrizioni l'hopolomachus è attestato contemporaneamente al murmillo e ai traci. Ma, hai ragione, non esiste alcuna indicazione certa della sua tecnica-armamento.
Poichè sappiamo per certo quali sono le categorie gladiatorie appartenenti ai morituri, i loro nomi e i loro soprannomi (vedi aequimanus per un certo tipo di trace, o contraretiarius per il secutor), per l'Hoplomachus non rimane altra associazione che al fante pesante con armamento simile al mirmillo, ma specializzato contro il Trace di tipo A.
L'ipotesi, sostenuta da ArsDimicandi sin dal '98, parte dal fatto che quest'ultimo trace (l'Aequimanus) è incredibilmente simile al falangita macedone (lancia, piccolo parmula tondo, doppio parastinco alto). L'associazione tra il macedone e il fante con nome greco, l'Hoplomachus, è una possibilità estremamente concreta nell'allegorico mondo degli spettacoli romani. Tieni presente che allo stesso modo, il trace B (con elmo grifonato e sica adunca come il becco dell'aquila), è razionalmente associato al murmillo-murena, che antrambi traggono l'etimo da MY-MU che in greco significa "nascosto, celato", esattamente come la Murena tra gli scogli, esattamente come il murmillo col suo peculiare armamento. Unico modo per tirar fuori il serpente marino è quello del becco del rapace.
Insomma, l'armamento di Murmillo e Hoplomachis sono praticamente identici, ma la loro tecnica cambia drasticamente in funzione del fatto che l'avversario sia dotato di una sica supina, o di una lancia.

PS
L'armamento metallico dei gladiatori è quasi esclusivamente di bronzo, e contempla ocreas (parastinchi), galeae (elmi) e galerii reziari. Il mosaico da Tusculum (Villa Borghese) e uno degli elmi da Secutor nei magazzini del Museo archeologico di Napoli, attestano l'uso (raro) del ferro.
Claudio - Mer Ott 26, 2005 4:06 pm
Oggetto:
Per quanto riguarda i combattimenti e gli assedi nell'arena, fino a quanto si spingeva l'esasperazione in queste battaglie?
Nulla quaestio quando venivano impiegati i gladiatori, in quanto per la maggior parte morituri, ma cosa succedeva quando scendevano in arena i legionari?
Erano delle simulazioni con armi inoffensive oppure combattevano veramente, con tanto di feriti e di morti?
E in questo secondo caso, qual'era la disposizione d'animo dei legionari che rishiavano di morire non sul campo di battaglia ma in arena?
Per tutto il resto, regole, ambiente e quant'altro è meglio aspettare il prossimo articolo sul sito?

Avete
Dr Domus - Mer Ott 26, 2005 7:42 pm
Oggetto:
Ave Claude.
Ahimè non vi sono testimonianze sullo stato d'animo dei legionari nelle Sportule.
E nemmeno di quello dei gladiatori, tanto nelle medesime Sporulae che nei duelli del Munera vero e proprio.
Sappiamo per esempio che Claudio fece presidiare tutta la circonferenza del lago Fucino da truppe Pretoriane, per evitare che gli schiavi messi ai remi tentassero di fuggire. Il resto della naumachia (dice Tacito) era formata da soldati di marina e gladiatori.
Per i rematori, incatenati alle triremi e quadriremi testimoniate dallo storico, l'animo non doveva essere molto gaio. Le navi che sarebbero affondate si sarebbero portate dietro anche loro. Per i gladiatori non credo che la differenza tra una Sportula e un duello potesse cambiare così tanto le cose.
Ritengo tuttavia che lo spirito dei gladiatori liberti e dei legionari che liberamente si cimentavano in tali attività, fosse quello di coloro che erano alla ricerca della fama o dei soldi.
Lo stesso Claudio comanda le truppe d'assalto in un assedio "sportulario" fatto al Campo Marzio, per celebrare una delle sue epiche vittorie in Britannia.
Non credo sia fattibile che l'imperatore-generale abbia condotto l'assedio attorniato da semplici schiavi costretti (come i rematori) alla condanna. Piuttosto vedo il medesimo entusiasmo di Claudio tra molti nobili e legionari.
Gli autori latini (tra cui l'onnipresente Tacito) racconta di innumerevoli anfiteatri costruiti dai legionari per il godimento dei legionari stessi.
Considerando la grande quantità di militari che (nonostante il disprezzo di alcuni romani) scendevano nell'arena, credo che la partecipazione dei legionari e degli ufficiali a questi incredibili tornei siano da equiparare al Torneo medievale "in steccato" o la classica Lizza dei cavalieri (se così si dice...): una partecipazione entusiastica e il miglior modo per far carriera mostrando il proprio valore e coraggio!
D'altronde l'Ippica Gymnasia era un torneo particolarmente pericoloso tra due squadre di Equites militari. Non credo che qualcuno li costringesse a farlo Wink
In definitiva la sperimentazione di AD sulle Sportulae, apre a un nuovissimo panorama di ricerca. Non tanto sulla gladiatura, quanto sull'esercito romano e su questa singolare forma di Sport Militare (Sportulae, appunto), che tanto hanno il sapore delle competizioni di Micenea memoria tra guerrieri Achei, al di fuori della guerra. Principio agonale che partorirà, a distanza di secoli, i grandi Agoni ellenici come Olympia, Nemea, Corinto e Delfi.

Su dove potesse arrivare l'esasperazioe di tali battaglie non ti saprei dire.
L'esercito romano ha una caratteristica straordinaria (come dice Flavio Giuseppe): "non si capisce se il loro addestramento sia una vera e propria battaglia, sebbene senza spargimento di sangue... o se la battaglia sia un vero e proprio addestramento, tuttavia con spargimento di sangue!"
Sono così equiparate la realisticità della battaglia e dell'addestramento, che potremmo ipotizzare concretamente che queste Spotulae finissero alla ferita (magari anche grave, ma solo ferita). D'altronde la gladiatura già ci permettere di conoscere duelli cruentissimi, che tuttavia non possono e non devono giungere all'uccisione dell'avversario.
Tieni presente però che molte Spotulae e Naumachie prevedono l'uso delle Tormentae (artiglieria pesante), e che quindi dobbiamo anche ipotizzare un rischio notevolissimo, anche laddove le suddette macchine fossero "ridimensionate" ad hoc. Ne più e ne meno come accadeva negli addestramenti militari standard.
Claudio - Ven Gen 13, 2006 1:52 pm
Oggetto:
Valete omnibus.
Rieccomi con le solite domande.
Ultimamente, leggendo vari libri riguardo il mondo dei gladiatori, mi sono sempre più spesso imbattuto in quelle figure rare ed "esotiche" di gladiatori quali essedarii, equites e crupelarii.
Proprio riguardo quest'ultimo mi è sorta una curiosità. Premesso che tutti i testi che ho letto riportano dell'utilizzo in battaglia dei crupelarii (episodio citato pure in questo forum), della loro inefficacia assoluta nella fase offensiva e dell'utilizzo da parte dei legionari di picconi e dolabre per abbatterli (tra l'altro si parla di un contingente nemmeno troppo scarso di numero di questi combattenti, per cui mi immagino lo sforzo economico per equipaggiarli, per avere un risultato così scarso). Ora i vari autori da me letti (se interessa scriverò i nomi, adesso cito a memoria dal lavoro...) concordano nell'affermare che, per quanto rari, i crupellarii erano presenti come categoria gladiatoriale nelle arene. La domande sono due:

tali figure erano presenti in tutte le arene dell'Impero oppure ci si limitava a quelle zone in cui erano stati usati, in modo che fossero immediatamente riconoscibili dal pubblico?

Quale potrebbe essere l'avversario del crupellario? Tenuto conto del perfetto equilibrio tra punti di forza e punti deboli dei vari abbinamenti dei gladiatori, non riesco a trovarne uno adatto tra quelli tipici. In un sito di rievocatori ungheresi si parla di un gladiatore armato di ascia (arma simile, forse, alla dolabra) e scutum, ma non si fa accenno al resto dell'equipaggiamento difensivo. Anche perchè, mi sembra, il crupellario deve esser stato formidabile in difesa, ma pressochè immobile e inefficace in attacco per il peso dell'armatura
E se la sua armatura fosse stata fatta di cuoio e non interamente di metallo? In questo caso avrebbe aquisito notevole mobilità e sarebbe stato un avversario formidabile per molti. Ho visto una ricostruzione al tratto di una statuetta raffigurante un crupellario e, seguendo i vostri ragionamenti per quanto riguarda le maniche e le loriche, potrebbe non essere così campato per aria. O no?

P.S.: è pronto il cd con i filmati e le immagini di ArsDimicandi del 2005, che mi piacerebbe tanto ordinare? Very Happy
Dr Domus - Mer Gen 18, 2006 11:11 pm
Oggetto:
Dal punto di vista documentario, esiste una sola rappresentazione artistica (un bronzetto) che mostra qualcosa di simile a quello che potrebbe identificarsi con un crupellario. A questo propostito la radice greca CRYP (come Krypteia, o Krypta), avvalora l'idea di un armamento che nasconde integralmente il combattente, un catafratto insomma...
Per quanto alle dichiarazioni di storici o gruppi di reenactors gladiatori, devo contravvenire: il crupellario non è per nulla diffuso ed anzi la letteratura lo cita (senza definirlo) una sola volta. Il resto, sono solo ipotesi per tentare di mostrare scoperte che non ci sono (storici come gruppi, ugualmente).
Gli ungheresi di cui parli, sono i carissimi amici della Familia Pannonica (il cuo capo è Janos) o il Collegium Gladiatorium che abbiamo conosciuto a Szombately?
In entrambi i casi, il loro intento è apprezzabile.

Cuoio e metallo.
Anzitutto una corazza a segmenti di cuoio è assai più pesante (seppur più comoda) della lamina di ferro. Vale come prova la dichiarazione di Plutarco (Crasso) che afferma che i cavalieri Partici armati di corazze di cuoio oppure di metallo, erano quasi inamovibili dai loro cavalli, a causa del peso eccezionale delle loro armature.
D'altro canto una corazza a segmenti in cuoio delle nostre, arriva a circa 10 Kg (quelle del modello 2005-Traiana), mentre quelle in lamina di ferro da 1 mm non superano i 5-7 Kg.
Inoltre le corazze degli Edui (citate nel forum) sono un continuum ferreis tegimen, ossia una protezione integrale di ferro.

Non abbiamo sufficienti informazioni documentarie su questa categoria, e meno che meno la sperimentazione si è occupata di essa. Di certo rappresenta una categoria 'esterna' a quelle convenzionali. Forse, al pari di Equites, Sagittari, Velites (tra cittadini e Auxilia romani), Essedari, Crupellarii, etc. (tra i Signori degli Stati cliente), categorie di privati che calcavano l'arena per mettersi in mosta.
Claudio - Gio Gen 19, 2006 1:08 pm
Oggetto:
Il gruppo penso che sia quello della Familia Pannonica, ma non ne sono certo (non riesco a ritrovare il loro sito per colpa dell'instrumentum diaboli Evil or Very Mad ). Li avevo visti dal vivo alla festa di Santa Giulia a Brescia, penso nel 2003 o 2002 e avevo visto in azione un tipo di gladiatore che non avevo mai visto prima, il crupellario appunto. Ho anche scaricato alcuni video dal loro sito che li ritrae in azione. Se non mi sbaglio hanno partecipato a Villadose nel 2005, ma li ho visti solo sui video girati dai ragazzi della Legio I italica. E' nel loro sito che si ipotizza un particolare armamento dell'avversario del crupellario.
Valete omnibus et gratias tibi
Dr Domus - Ven Gen 20, 2006 12:53 am
Oggetto:
Immaginavo... Mr. Green
Janos, il barbuto amico mio a capo della Familia Pannonica, non è un crupellario bensì un Dimachaereus. Ora, quanto dico non è la verità storica, ma ciò che essi stessi definiscono di loro stessi... e in particolare come si presenta Janos stesso.
Tieni presente che ho lavorato con loro per anni, a Tarragona, a Treviri...
Li conosco bene, e sono davvero grandi amici.
L'armamento di Janos è di fantasia, e riprende alla lontana l'ipotesi del Dimachaereus (inaccertata e inaccertabile categoria gladiatoria), con conversioni simpatiche e di convenienza col crupellario, in quanto il suo equipaggiamento assomiglia a quel continuum ferreis tegimen di cui ti parlavo, sebbene limitato al corpo, alla testa e le braccia.
Claudio - Mar Gen 24, 2006 6:31 pm
Oggetto:
Avete omnibus,
scusate se scrivo qui ma non so dove scrivere altrimenti. Eventualmente l'amministratore potrà ridirigerlo dove ritiene più opportuno (senza magari inviarmi a svuotare i bagni per questo....)
Ho trovato questa immagine in un forum su un sito di rievocatori inglesi di gladiatori (Ludus Gladiatorius), e ha sollevato alcune perplessità.
A prima vista mi è sembrata una statuetta rappresentante una normalissima bagnante che tiene in mano quello che sembra essere un semplicissimo strigile. Eppure vi è qualche punto oscuro:

prima di tutto la posa, più adatta ad una sorta di atleta, che di bagnante in un attimo di relax

l'oggetto in mano, potrebbe essere uno strigile, ma perchè tenerlo in alto in mano? Nel forum si ipotizzava un atto di trionfo, simile all'atto del gladiatore vincente, sventolante la palma, nel mosaico di Villa Borghese. In effetti quel gladiatore è spogliato delle armi e del subligaculum come potrebbe essere la ragazza della statua.

Anche per altre ragioni si avanzava timidamente l'idea che fosse una qualche sorta di atleta o gladiatrice ( Shocked ). Ad esempio l'acconciatura che parrebbe simile a quella delle due gladiatrici (queste accertate) del rilievo di Achillia e Amazon al British Museum.
La strana fasciatura al ginocchio, che, a dir la verità, mi ricorda molto i bendaggi che mi facevano al ginocchio, quando giocavo a football americano, per tenermelo stabile.
E infine la somiglianza con la posa e l'abbigliamento (succinto) del gladiatore vincente nel mosaico di Villa Borghese (penso si trattasse di un reziario).

A dire il vero, erano gli stessi frequentatori del Forum ad avanzare forti dubbi su queste loro stesse ipotesi, ma non sono riusciti a darsi una risposta convincente.

E visto che il tarlo del dubbio mi si è insinuato in testa, chiedevo a voi se potevate darmi maggiori chiarimenti.
Grazie e alle prossime

P.S.: a proposito del rilievo del British Museum, che tipo di gladiatrici sono quelle raffigurate sopra. Ho provato a ragionarci sopra ma non sono nemmeno riuscito a capire se erano della categoria degli scutarii o dei parmularii....
Dr Domus - Mar Gen 24, 2006 11:55 pm
Oggetto:
Ave Claude.
Non saprei. Troppo pochi indizi.
La fasciatura sul ginocchio identifica certamente una atleta.
Ma bisognerebbe anzitutto sapere se si tratta di un bronzetto ellenistico, o romano... e in questo caso (forse sarebbe pretendere un po' troppo), sapere il luogo o il contesto del ritrovamento.
L'acconciatura raccolta ai lati non indica nulla in tema di gladiatura. La similitudine col gesto di Astacius nel mosaico da Tusculum, ricalca un gesto sin troppo diffuso nell'arte greco-romana.
Peraltro (come hai ben detto) non è certo che l'oggetto impugnato dalla donna sia una sica supina o uno strigile.
In questo senso mi pongo la seguente domanda: se fosse una sica e identificasse una Trace, mi sembrerebbe davvero poco non aggiungere altri elementi identificativi, quali ad esempio i due alti ocreas.
Tuttavia...
Le gladiatrici sul rilievo di Alicarnasso sono provocatrices, e sono facilmente riconoscibili dai seguenti particolari: un ocrea alto sino al ginocchio sulla gamba sinistra; uno scudo rettangolare di media grandezza; un elmo (collocato in basso ai lati dei nomi), senza cresta.
Claudio - Mar Feb 14, 2006 5:32 pm
Oggetto:
Avete omnibus!
Due veloci domande:

da quanto sto leggendo, fu Augusto a voler diviso per censo o per sesso il pubblico che assisteva ai combattimenti gladiatori. Prima non era così rigidamente diviso. Quindi, se non vado errato, dovrebbero nascere verso questo periodo i termini "imma cavea", "media cavea" e "summa cavea". Oppure nascono solamente con l'edificazione dell'anfiteatro Flavio? Inoltre mi sembra di aver letto che tale rigida (e classista?) divisione veniva fatta rispettare solo a Roma e nei maggiori anfiteatri, mentre già in provincia tale disposizione era molto meno rispettata. Ohibò! Shocked Una legge "imperiale" che non viene rispettata in tutto il territorio romano, in un ambito così importante come quello gladiatorio? Oppure è una cattiva intepretazione delle fonti?

Da quanto ho capito, è con Augusto che ci sono le più importanti leggi di riordino gladiatorio, e che all'incirca in questo periodo vengono definiti più o meno stabilmente le varie figure gladiatorie che tutti conoscono. E poi più nulla? Non dico riorganizzazioni "marginali", ma serie e importanti riforme. Se fosse così, sarebbe veramente singolare, viste le grandi riforme che in quasi tutti i settori della società civile (dal punto di vista politico, economico, sociale) e militare si sono succedute per tutta la durata dell'Impero Romano. Sembra quasi che sia fossilizzato per 300 anni. E se questo fosse vero, come si concilia il ruolo di possibili istruttori dei legionari tenuto dai gladiatori, se quest'ultimi non si evolvono mentre i primi non smettono di mutare, in realzione alle diverse situazioni logistiche, economiche e di nemici da affrontare? Gli "alunni" si evolvono e i "maestri" non si aggiornano?
Gratias e omnia bona
Dr Domus - Mar Feb 14, 2006 6:30 pm
Oggetto:
Se non ricordo male è addirittura dopo l'inaugurazione dell'anfiteatro Flavio (forse con Commodo) che è costruita la quarta cavea con gradinate in legno, destinata alle donne per "evitare lo sguardo indiscreto degli uomini".
Certamente il mondo della gladiatura deve aver subito una innumerevole serie di piccole riforme, legate soprattutto alle nomine politiche che potevano indire i giochi, oppure sull'origine più o meno privata dei finanziamenti. Con Cicerone abbiamo notizia di una Lex Tullia e di una Calpurnia mirate a regolamentare aspetti amministrativi ed economici inerenti i gladiatori.
Nel 200 d.C. circa Settimio Severo proibì i combattimenti gladiatori femminili, a causa dei turbamenti e delle sommosse che provocavano.
Ma è con Augusto, come hai accennato, che abbiamo una sostanziale riforma che ha effetti di tipo tecnico: con le Leges Gladiatorie si introducono ad esempio norme per la tutela dei gladiatori legittimi. Una delle conseguenze evidenti è la comparsa delle celate integrali sugli elmi secolari dei diversi 'numeri'.
Su istruttori provenienti dall'ambito gladiatorio nella scuola militare, credo che ciò non sia mai realmente avvenuto. Il che non significa che quanto afferma Valerio Massimo non sia vero: ossia che dalla fine del II secolo a.C. la 'gladiatura' è definitivamente introdotta nell'esercito romano. Non credo tuttavia che per 'gladiatura' si intendano doctores o gladiatori veri e propri, bensì di metodo di addestramento, il tipo di esercitazione, la differenziazione e la specializzazione schermistica.
Infatti il termine 'gladiatura', al pari di 'armatura' nell'esercito, significa tecnica, metodo di combattimento, scherma...
Claudio - Gio Feb 23, 2006 11:14 am
Oggetto:
Avete omnibus e rieccoci con altre domande:
su un libro di Susanna Shadrake sul mondo della gladiatura si legge un passo di Marziale, tratto dal Liber de Spectaculis (5.24), dove, parlando di un certo Hermes, gladiatore famosissimo e specializzato in più stili di combattimento, si legge la frase "casside languida timendus". Siccome, a volte, la traduzione in inglese di frasi latine non è sempre il massimo della correttezza, ho rispolverato il mio vecchio dizionario e ho provato a dare un senso alla frase. Ma non ci ho ricavato molto. Una delle spiegazioni avanzate dall'autrice riguarderebbe una possibile evoluzione degli elmi gladiatori. Ci sarebbe una sorta di cambiamento sul bordo degli elmi che passa da quello "dritto", tipo l'elmo dei Traci, a quello più "arcuato" come quello dei Mirmilloni. In realtà, come rileva la stessa autrice, il termine "languida" riferito ad un elmo non è che sia del tutto appropriato, ma forse potrebbe rendere l'idea. Opppure vi è un'latra spiegazione per quel "casside languida"?

Leggendo alcuni passi di Giovenale, si potrebbe arguire che la categoria dei reziari fosse dispezzata dagli stessi "addetti ai lavori", tanto da riservare ai reziari una zona a parte del ludus anche per gli armamenti. Eppure, se non vado errato, tra il pubblico i reziari godevano di grande favore (anche se non dagli imperatori). Esagerazione o visione personale di Giovenale, oppure visione corrispondente alla realtà?

Valete e gratias omnibus
Claudius
Claudio - Gio Feb 23, 2006 11:15 am
Oggetto:
Avete omnibus e rieccoci con altre domande:
su un libro di Susanna Shadrake sul mondo della gladiatura si legge un passo di Marziale, tratto dal Liber de Spectaculis (5.24), dove, parlando di un certo Hermes, gladiatore famosissimo e specializzato in più stili di combattimento, si legge la frase "casside languida timendus". Siccome, a volte, la traduzione in inglese di frasi latine non è sempre il massimo della correttezza, ho rispolverato il mio vecchio dizionario e ho provato a dare un senso alla frase. Ma non ci ho ricavato molto. Una delle spiegazioni avanzate dall'autrice riguarderebbe una possibile evoluzione degli elmi gladiatori. Ci sarebbe una sorta di cambiamento sul bordo degli elmi che passa da quello "dritto", tipo l'elmo dei Traci, a quello più "arcuato" come quello dei Mirmilloni. In realtà, come rileva la stessa autrice, il termine "languida" riferito ad un elmo non è che sia del tutto appropriato, ma forse potrebbe rendere l'idea. Opppure vi è un'latra spiegazione per quel "casside languida"?

Leggendo alcuni passi di Giovenale, si potrebbe arguire che la categoria dei reziari fosse dispezzata dagli stessi "addetti ai lavori", tanto da riservare ai reziari una zona a parte del ludus anche per gli armamenti. Eppure, se non vado errato, tra il pubblico i reziari godevano di grande favore (anche se non dagli imperatori). Esagerazione o visione personale di Giovenale, oppure visione corrispondente alla realtà?

Valete e gratias omnibus
Claudius
Dr Domus - Ven Feb 24, 2006 10:24 pm
Oggetto:
Hai centrato due argomenti di altissimo livello contenutistico.
Il primo è stato a lungo dibattuto nel mondo scientifico, e nel 1999 solamente io e Marcus Junkelmann abbiamo concluso che con la definizione 'casside languida timendus', è inteso un terribile 'elmo di cuoio' (possiedo ancora la ns. corrispondeza privata sull'argomento).
Suffragato da una serie di raffigurazioni a colori del Mosaico di Tusculum (oggi presso la Galleria Borghese a Roma), inerente a galee composte da piastre facciali bronzee e calotta di cuoio, la casside languida rappresenta certamente una rarità (come d'altronde le galee bimetalliche in ferro e bronzo presso il Museo Naz. Arch. di Napoli).
Per quanto ai reziarii e ai parmulari in genere, l'antipatia del pubblico tradizionale romano è causata da fatto che costoro sono i naturali oppositori degli scutatii (secutor, murmillo, provocator, hopolomachus), che... in quanto scutati, rappresentano le legioni, e dunque la Cittadinanza romana.
Più che evidente la simpatia degli imperatori per gli scutatii (Commodo addirittura, era Secutor), essendo interpreti diretti del comando militare nel complesso.
E come al solito la sindrome Berlusconiana (già esistente 2000 anni fa') porta con facilità il popolino a simpatizzare per chi non sta al governo: dunque Reziari & C. Laughing
Claudio - Ven Mar 24, 2006 4:14 pm
Oggetto:
Avete omnibus e rieccoci con le domande.

A quando si può far risalire l'utilizzo della sica lunga nella gladiatura? Se non vado errato, nei primi tempi, le varie figure dei gladiatori combattevano secondo le categorie etniche a cui erano destinati, secondo le armi e armature proprie. Devo arguire, e se la memoria non fa difetti riguardo alcuni bossorilievi, che si utilizzassero scudi di foggia diverse (celtici, sanniti e via dicendo), elmi e spade (spathe e gladi).
Poi cambia tutto, spariscono certe "etnie" (gallo, sannita) e si stabiliscono forme e armamenti più o meno definitivi per il resto dei gladitori, alla ricerca di un totale equilibrio fra i vari combattenti. E' in questo senso che compaiono le "sicae lunghe" al posto di altre armi? E in che periodo?

A tal proposito allego l'immagine di un secutor nell'atto di sconfiggere un reziario che mi sembra brandire un gladio. Lo deduco dall'impugnatura e dalla lunghezza. E visto che la figura del secutor è rappresentata con buona precisione, escluderei un'imprecisione dell'artista. Dato che il secutor sembra essere una figura "tarda", vuol dire che vi è stato un periodo di transizione nel passaggio tra gladio e sica lunga?
Claudio - Ven Mar 24, 2006 4:56 pm
Oggetto:
Ehmm.... soliti problemi tecnici mi impediscono di allegare la foto. Sad
Provvederò quanto prima.... spero.

Maledetto instrumentum diaboli!! Evil or Very Mad
Dr Domus - Sab Mar 25, 2006 1:21 am
Oggetto:
Ave Clude.
Per quanto ne so il gladius non appartiene alla gladiatura. Troppo lungo. Si vede solo in combattimenti extra-munerarii, come su Equites ad esempio (ossia faccende militari in Arena).
Non è questione di tradizione o di lenta 'coscienza', bensì di funzionalità: la Sica è l'arma più maneggevole in assoluto in un duello esasperato come quello gladiatorio.
Inoltre la Sica, poichè più corta e leggera, permette al moriturus di controllare meglio i suoi colpi (tu sai che il gladiatore non può ammazzare nemmeno per errore il suo avversario).
Il Gladius al contrario, può ammazzare facilmente, soprattutto se usato di fendente...
Non so di che parli col termine di 'sica longa' Shocked
Rufus - Gio Apr 13, 2006 9:29 am
Oggetto:
Credo che la grande quantità di combattimenti che faremo durante questa stagione ci darà la possibilità di crescere ancora tecnicamente e conseguentemente di capire ancor meglio certi meccanismi tecnici.
Più siamo preparati e motivati, più abbiamo spirito agonistico e più riusciremo a svolgere un lavoro complesso e utile.
Sperimentare la gladiatura è doloroso e faticoso, ma è virile e magico.
Inviterei tutti i collaboratori di questo forum, compatibilmente col loro tempo e possibilità, a seguire qualcuno dei nostri eventi importanti dal vivo; sicuramente qualche nuovo meccanismo si metterà in moto per favorire la comprensione da parte loro di questo mondo straordinario, ed ancor più straordinario in quanto nostro, italico più di ogni altra cosa.
Tvllia - Gio Apr 13, 2006 8:05 pm
Oggetto:
Avete Onorevoli Frequentatori!

Raccogliete, se potete, l'invito del nostro Rufus per tanti motivi tra cui:

1) la visione con i propri occhi di un combattimento gladiatorio di Ad è un'emozione che un video su internet può restituire solo in piccolissima parte.

2) Più occhi attenti guardano e maggiori dettagli, idee, sensazioni posso scaturire da fervide menti che vogliono far progredire il loro sapere e contemporaneamente il lavoro sperimentale di AD.

Io, ovviamente, non mancherò. Ma io non faccio testo.

valete
Flavius Stilicho - Ven Lug 14, 2006 11:21 pm
Oggetto:
So di scrivere con un notevole ritardo e per questo mi scuso Embarassed .
Vorrei innanzitutto farvi i complimenti per la valanga di informazioni che trovo quotidianamente in questo forum, vorrei poi raccogliere l'invito di Rufus ma non sono a conoscenza di date e luoghi sarei quindi grato a chiunque me ne scrivesse un po' Very Happy .

Avrei poi un domanda per Rufus (1) (..........., se non mi inganno) riguardo alle date e i luoghi di ritrovo sia per la gladiatura che per la Cohors, mi è stato detto infatti di rivolgermi a Stefano dato che abito in Umbria.

Grazie comunque dell'attenzione Very Happy .

(1)
Smile Ricordo che non si possono pubblicare dati sensibili o personali, anche se con il consenso dell'interessato. Possono essere comunicati con messaggi privati.
Su Stefano, (da solo, senza il cognome) che può essere chiunque, si può essere elastici e lasciar correre.
La prossima volta userò il "vitis" Wink Laughing
- Plinius -
Flavius Stilicho - Mar Feb 27, 2007 6:45 pm
Oggetto: Dimachero
Proprio qualche istante fa, mi sono state chieste informazioni sulla figura del dimachero... non venendomi in mente fonte più attendibile di AD sono corso ad aprire questo post e ho notato che non è che un altro modo per chiamare il trace (armato di lancia, scudo tondo e pugnale a lama dritta), questa volta non in base all'armamento ma alla tecnica...

La persona che mi ha chiesto questa informazione, ha però obiettato che a lui era stato detto che il dimachero combatte con due lame e basta...

Dato che è da questo Topic che ho preso l'informazione, e considerandone il titolo, credo di non cadere in OT postando quì la mia richiesta Smile il Dimachero combatteva con due lame e basta, oppure è solo un modo per definire il trace in base alla tecnica di combattimento?

(sottovoce: sono andato bene, consul? Wink )
Rufus - Mar Feb 27, 2007 6:57 pm
Oggetto:
Dimachero vuole dire esattamente a due mani, e secondo noi è un modo per definire il thraex aequimanus, che combatteva impugnando lancia e pugnale contemporaneamente.
Non vuole die due lame, come molti pensano.
Lucio Donato - Gio Mar 01, 2007 12:14 pm
Oggetto:
ma non è un pò "scomodo"... cioè, cm faceva? aveva una lancia, una sica e nello stesso braccio che impugnava la sica un piccolo scudo se non sbaglio... e in alcune raffigurazioni mi è sembrato di capire ke addirittura lo scudo fosse arcuato... secondo me era mooolto "scomodo"...
Rufus - Gio Mar 01, 2007 4:47 pm
Oggetto:
Vieni a vedere i nostri combattimenti e vedrai che si può fare, e non è nemmeno scomodo, anzi, piuttosto insidioso.
Triarius - Gio Mar 01, 2007 6:58 pm
Oggetto:
Lucio Donato ha scritto:
ma non è un pò "scomodo"... cioè, cm faceva? aveva una lancia, una sica e nello stesso braccio che impugnava la sica un piccolo scudo se non sbaglio... e in alcune raffigurazioni mi è sembrato di capire ke addirittura lo scudo fosse arcuato... secondo me era mooolto "scomodo"...


Immagina di avere nella mano/braccio sinistro uno scudo che può essere usato da riparo sulle puntate e nello stesso tempo può trasformarsi in un ottima arma di attacco, sia di impatto ( scudata di taglio dritta o circolare) che, grazie alla sica che "agevolmente" si impugna unitamente alla cinghia dello scudo, di offesa sui fianchi.
La lancia, come potrai notare dai filmati dei combattimenti, è usata prevalentemente a due mani ma non è escluso che la si possa usare anche solo con destra.
Il dubbio è naturale che ti venga pensando alla sinistra già impegnata da scudo e sica, beh..... con la pratica e centinaia di combattimenti si riesce a trovare il giusto equilibrio e dimestichezza.
Vale
Dr Domus - Lun Mar 05, 2007 10:50 pm
Oggetto:
Salve Lucio Donato.
Forse sarà difficile per te poter vedere in diretta i gladiatori di AD nel tener impugnate in contemporanea diverse armi. Allora ti sarà più facile osservare le innumerevoli rappresentazioni iconografiche sulle seguenti categorie: thraex aequimanus e retiarius.
In quest'ultimo (lo cito proprio perchè è in assoluto il più dinamico e una doppia presa potrebbe sembrare più scomoda), la mano sinistra trattiene contemporaneamente il tridente e il pugnale; la destra trattiene sempre il tridente e la rete. Questo è sistematico. Nessuna sorpresa dunque Wink
Lucio Donato - Lun Mar 12, 2007 1:06 pm
Oggetto:
giusto giusto...
adesso vorrei porvi un nuovo quesito... ed è sullo scudo del secutor... in varie raffigurazioni (che allegherò) mi è sembrato di capire che fosse praticamente come uno scudo da legionario... adesso, non per mettere in dubbio i metodi di AD, ma ho visto che i vostri secutores utilizzano scudi con la parte superiore "tondeggiante"... credo che sia per offrire meno appigli possibili all'insidiosissima rete del retiario, giusto? comunque non sono riuscito a trovare raffiguarazioni che mi mostrassero scudi del genere...
Rufus - Lun Mar 12, 2007 1:49 pm
Oggetto:
I secutores usavano scudi di entrambe le forme, sebbene l'evoluzione li porterà verso lo scudo stondato nella parte superiore, così come utilizzavano elmi di fattezza diversa, come puoi vedere nei nostri filmati.
Lucio Donato - Mer Mar 14, 2007 11:36 am
Oggetto:
capito... ma l'evoluzione dello scudo in che periodo si attua?
Rufus - Mer Mar 14, 2007 3:34 pm
Oggetto:
Più che una evoluzione in senso temporale è una scelta tattica che si evidenzia dopo le riforme, quindi in periodo imperiale.
Al pari degli elmi, dove tra i secutores ve ne è più di uno da scegliere, per lo scudo si tratta più o meno dello stesso principio.
Dr Domus - Mer Mar 14, 2007 10:19 pm
Oggetto:
L'immagine images55.jpeg che hai postato Lucio Donato, si riferisce a un Provocator, non a un Secutor (rilievo da Efeso, III secolo d.C. Berlin Staatilche Museen).
Gli scudi da noi utilizzati sino alla stagione 2006 per i Secutores hanno un bordo superiore sin troppo tondeggiante rispetto alla volontà progettuale, che più che alla rotondità del lato in questione miravano alla conicità dello strumento, ampiamente attestata dall'iconografia e altrettanto sperimentata nella sua efficacia.
La sezione concava superiore è assai più avvolgente di quella inferiore, determinando una perfetta ergonomia difensiva per il tipo di guardia "spiovente" del Secutor. Aderente alla testa sopra, larga e 'intercettante' del tridente in quella inferiore.
Questi sono gli elementi salienti e dimostrabili della sperimentazione, pienamente allineati al Corpus Iconografico.
Lucio Donato - Gio Mar 15, 2007 1:45 pm
Oggetto:
capito... scusate per l'errore Embarassed e grazie per il chiarimento! Very Happy
Anonymous - Ven Mar 16, 2007 10:40 pm
Oggetto:
Vestia doctori Domo salutem.
Comincio col citare una sua frase che ha scritto in precedenza in questo topic.
Citazione:
Per le altre ci si limiterà agli scontri "privati" dove l'aspetto erotico potrebbe prevalere su quello marziale, con conseguente reazioni negative o, al contrario, esibizioniste delle protagoniste costrette a mostrarsi in tal guisa (è vero che l'antichità aveva un concetto totalmente diverso riguardo la nudità ma non so fino a che punto).

Quello che mi è parso di capire da questa sua affermazione è che lei avvallerebbe l'ipotesi di combattimenti in ricevimenti privati. Il problema è che, per quanto io ne sappia, non esistono fonti in proposito, se si escludono le iscrizioni trovate a Nola e a Pompei.
Lo storico e filologo Ugo Enrico Paoli, negli anni '40 scrive:
"Che durante il banchetto si chiamassero anche dei gladiatori a lottare e a uccidersi, è una delle tante affermazioni dovute al sistema di dare per usuale ciò che è eccezionale e strano. è vero che qualche imperatore ricorse, per far cosa nuova, a tali spettacoli; non è altrettanto vero che i Romani prediligessero quei banchetti in cui si versava vino e sangue".
Le iscrizioni di Nola e Pompei, però, attestano che già dalle nundinae precedenti ai ludi, l'elite aristocratica convocasse alcuni gladiatori, almeno i più famosi, per offrire spettacoli privati durante banchetti di gala. E che questa fosse una sorta di "libera uscita" per questi uomini.
Ora le chiedo: se questo è vero, si tratta di incontri di lotta, duelli con spade di legno o [/i]prolusiones vere e proprie?
Mi è sembrato di capire che lei ritenga combattessero nudi, come gli atleti. Oppure indossavano anche in quelle occasioni elmo, schinieri e quant'altro?
Spero in una sua rapida risposta.
Vale[i].
Claudio - Sab Mar 17, 2007 9:59 am
Oggetto:
Permettete.
La frase citata da Vestia non appartiene ad ArsDimicandi ma a me e si riferisce ad un mio progetto che non ha la pretesa di alto valore scientifico, essendo un fumetto.
Tale mia frase è indicativa dei compromessi commerciali e non a cui dovrò andare incontro per renderlo "pubblicabile", quasi a venire incontro al sentire comune della maggior parte delle persone che si è formato sui film.
Il discorso della nudità (mai attestata dalle fonti) e degli spettacoli "privati" al di fuori del contesto originario funerario degli inizi della gladiatura è uno dei "ganci" che ho illustrato prima.
Valete
Dr Domus - Lun Apr 02, 2007 7:17 am
Oggetto:
Grazie Claudio. Infatti non riuscivo a capacitarmi delle affermazioni a me imputate sulla nudità dei gladiatori o su loro duelli presso banchetti.
Su quest'ultimo argomento posso tuttavia dare un mio contributo, non tanto per le fonti in possesso (aimé scarse), quanto per il punto di vista generale dell'analisi.
La sensazione infatti è che Vestia intenda ai gladiatori come ad una categoria univoca, cui sia permesso o meno combattere in eventi extra-munerari.
Ma in realtà vi sono numerose categorie di gladiatori che godevano di diritti assai diversi. I rudiarii per esempio, che erano dispensati dai combattimenti mortali ma erano costretti a prestar servizio nel Ludus fino al termine della ferma obbligatoria. Oppure i pillearii, che godevano di massima libertà dentro e fuori da Ludus, e che potevano gestire in autonomia i propri combattimenti.
Molti di queste categorie formavano le famose schiere di Clientes al seguito di uomini potenti, dunque in circolazione per le strade delle città.
Ergo, è ammissibile immaginare gladiatori presso banchetti o altre occasioni private, tuttavia nell'ambito delle Prolusiones, ossia combattimenti in armatura completa ma con armi incruente.
Anonymous - Dom Apr 08, 2007 6:25 pm
Oggetto:
Chiedo scusa per l'equivoco e per l'errore. Purtroppo sono soltanto una studentessa di archeologia al secondo anno.
Dr Domus - Mar Apr 10, 2007 10:17 pm
Oggetto:
Nessuna scusa Vestia. E' un Forum già abbastanza lungo lungo per potersi ricordare chi dice cosa. Propongo sull'argomento l'apertura di nuovi Topics, magari più specifici Wink
Flavius Stilicho - Mer Apr 11, 2007 2:27 pm
Oggetto:
Citazione:

Nessuna scusa Vestia. E' un Forum già abbastanza lungo lungo per potersi ricordare chi dice cosa. Propongo sull'argomento l'apertura di nuovi Topics, magari più specifici


E magari una suddivisione per argomenti di questo Wink (lo so, io propongo e poi voi dovete fare Twisted Evil ... ma le buone idee restano buone comunque Mr. Green )
Claudio - Sab Apr 12, 2008 2:26 am
Oggetto:
Visto che questo topic è piuttosto ampio credo di non andare troppo fuori tema.

Posto l'immagine di questo bassorilievo in quanto pone una domanda.
Si è detto, ed è stato ampiamente acclarato proprio da Ad, che le varie figure dei gladiatori, non solo combattevano a "coppie fisse" per un maggiore equilibrio iniziale dello scontro, ma avevano armamenti tpici e, quasi, codificati per permettere lo sviluppo migliore della propria tecnica nei vari gladiatori.

Ora, nel bassorilievo in questione, si può vedere come sia rappresentato, credo, un Trace, visti gli alti schinieri e la presenza della sica supina. Eppure l'elmo non appartiene affatto a questa categoria, anzi, mi sembra di ricordare che quel tipo di galea appartenesse ai secutores.

Quale può essere la spiegazione?
Eccezione che conferma la regola, oppure una di quelle tante figure che rimangono in ombra causa scarsità di prove e documenti?
GLADIVS - Sab Apr 12, 2008 12:31 pm
Oggetto:
Lytral, Dareios e One...da dove proviene?oriente?
Claudio - Sab Apr 12, 2008 1:15 pm
Oggetto:
Dal sito di Kourion in Grecia, credo.
Pentesilea - Sab Apr 12, 2008 7:24 pm
Oggetto:
bassorilievo? nn è un mosaico claudio? scusate per essere così essigente... Neutral
Claudio - Dom Apr 13, 2008 12:36 am
Oggetto:
Oooopsss......
Vabbè.... chiamiamolo un errore di battitura. Dopotutto era notte tarda quando l'ho scritto....
Lucio Donato - Mar Mag 06, 2008 8:57 am
Oggetto:
Salute a tutti voi!!
mi chiedevo... per quanto riguarda la partecipazione femminile al mondo gladiatorio come era strutturata la cosa? ossia... avevano delle classi particolari oppure potevano accedere a tutte? e come era vista la cosa dal punto di vista sociale?
Rufus - Mer Mag 07, 2008 10:12 am
Oggetto:
L'unico esempio conosciuto è la stele di Alicarnasso in cui si vedono due donne combattere nella classe dei provocatores, ovviamente tra loro.
Lucio Donato - Sab Mag 10, 2008 8:51 am
Oggetto:
si, conosco anche io quel bassorilievo... mi chiedevo se foste a conoscenza di altre fonti... tra le altre cose... se non sbaglio in quella raffigurazione le due gladiatrici combattono senza galea... Neutral sapete di che periodo è?
Flavius Stilicho - Dom Mag 11, 2008 7:23 pm
Oggetto:
Citazione:

le due gladiatrici combattono senza galea


Credo che quella sia una licenza dell'artista, per far meglio intendere il soggetto rappresentato...
Lucio Donato - Mar Mag 13, 2008 8:42 am
Oggetto:
potrebbe essere un ipotesi...
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