ArsDimicandi Forum

Tecnica e tattica militare - Manovre tattiche: il "MURUS"

Seneca - Ven Mag 05, 2006 7:17 pm
Oggetto: Manovre tattiche: il "MURUS"
La manovra del "MURUS" sicuramente si prestava a varie situazioni tattiche.
Si può dire che principalmente veniva messa in atto nei casi in cui i Romani dovevano riordinare le formazioni?
E inoltre, questa manovra era statica o dinamica come per esempio nell'avanzamento?
Dr Domus - Dom Mag 07, 2006 1:35 am
Oggetto:
Argomento molto, molto specifico.
Ne stiamo trattando giust'appunto nel topic sugli hastati.
Il Murus è la trasposizione dell'Othismos falangitico greco-romano (spinta sugli scudi), nella versione manipolare romana attuata a partire dal 5°-4° secolo a.C.
Rimarrà prerogativa assieme al Cuneus, della prima linea di qualunque conglomerato militare romano (Legioni o Cohorti ausiliarie), sino almeno a Settimio Severo.
Insomma, almeno 7 secoli di passione strettissima.
Ecco un contributo sugli effeti del Murus: “Eravamo così schiacciati gli uni agli altri che i cadaveri dei soldati uccisi, sorretti da una moltitudine, non trovavano da nessuna parte lo spazio libero per cadere, tanto che davanti a me un soldato con la testa spezzata in due parti uguali da un potente colpo di spada, se ne stava immobile come un palo, compresso com’era da ogni lato" (Ammiano, 18.18.2).

PS Se qualche reenactor dotato di spigolosa e laminata segmentata metallica volesse provare il Murus o il Cuneo, è invitato. Calendario eventi in prima pagina del Magazine di AD.
Plinius - Dom Mag 07, 2006 8:08 am
Oggetto:
arsdimicandi ha scritto:
Argomento molto, molto specifico.
Ne stiamo trattando giust'appunto nel topic sugli hastati.
..........................................................


PS Se qualche reenactor dotato di spigolosa e laminata segmentata metallica volesse provare il Murus o il Cuneo, è invitato. Calendario eventi in prima pagina del Magazine di AD.


Ecco un'altra prova dell'impossibilità che la "lorica segmentata" equipaggiasse i fanti.
Ho scritto prova, ma se il termine non è accettato dai critici di questa nostra idea, credo di poter scrivere almeno "speculazione"!

Senza offesa per nessuno Smile .
Dr Domus - Ven Mag 12, 2006 9:06 am
Oggetto:
L'argomento Murus rappresenta a mio avviso una delle chiavi essenziali per capire non solo l'esercito romano, ma anche alcuni aspetti tattici essenziali di tutti gli eserciti dell'antichità.
Per molti appassionati e studiosi, esso rappresenta solo una specie di fronte (neanche troppo compatto), che in virtù di un armamento quasi catafratto (lorica segmentata, maniche di ferro e scudi ampi), si oppone impenetrabilmente all'avversario.
Una sciocchezza davvero.
In un tale sistema di cose, qualunque popolazione dotata di scudi piatti e sufficientemente ampi (Celti, Iberici, Germani) che avesse caricato compatta per sfondare il fronte romano, non solo avrebbe passato con enorme facilità nelle retrovie, ma avrebbe creato un tale groviglio di uomini e armature dalla parte dei romani, da causare più danno per il loro stesso armamento che per l'effetto della carica.
Il Murus è invece una azione simultanea di pressione sull'avversario, compiuta da un fronte piuttosto disteso. Questa dinamica permette due vantaggi tattici davvero preziosi.
Il primo: la pressione sull'avversario limita sensibilmente lo spazio a sua disposizione per combattere; le armi medio lunghe come asce, spade, mannaie vengono così sensibilmente inibite, favorendo le armi corte romane.
Il secondo: una pressione costante costringe il fronte avversario a compattarsi per evitare di essere sfondato in uno o più punti; ciò costringe a condensare tutte le risorse nemiche lungo il Murus, togliendone la possibilità di altro impiego. Se i romani non facessero questa pressione, il contrasto nemico necessiterebbe di molte meno risorse, dando a questi maggiore libertà di impiego di guerrieri. Inoltre, il compattamento dell'avversario permette un bersagliamento ravvicinato di armi da getto appesantite (il pilum), senza particolare necessità di mira o precisione.
La paura di essere sfondati dell'avversario (con conseguente aggiramento alle spalle) è un deterrente straordinario per coagularlo ove si desidera, onde evitarne una pericolosa dispersione.
D'altronde il concetto di fanteria di sfondamente è caratteristica di tutti gli eserciti più potenti ed organizzati della storia dell'antichità: in Grecia la falange, che abbina alla spinta di scudi (othismos) la collisione di haste (dorathismos). I Macedoni esasperano il dorathismos formando un vero e proprio muro di sarisse. I Romani esasperano al contrario l'othismos mediante un vero e proprio muro di grandi scuta oblunghi, sebbene in una formazione più distesa e meno profonda che necessita di una o più linee di fanteria arretrate e parallele.
Il concetto di sfondamento al fine del coagulamento avversario è bene interpretato anche dalle cavallerie orientali e i loro catafratti dotati di lungo e pesante kontus: Sarmati, Parti, Alani, etc.
Dr Domus - Ven Mag 12, 2006 9:42 am
Oggetto:
A differenza delle formazioni falangitiche, il muro romano è disteso, ossia è costituito da manipoli (centurie affiancate) accostate.
Si tratta di una formazione molto meno profonda della falange, e lo scudo deve garantire una posizione di spinta con anche e spalle meno efficace nel combattimento al gladio, ma più efficace nella spinta. Lo scudo romano, il portone-thyreos, garantisce questa dinamica.
In altre parole, grazie a questa posizione e allo scudo, il soldato romano riesce a spingere molto di più di un singolo oplita greco. Tuttavia l'oplita è sospinto da numerosi compagni dietro, mentre il miles da molti meno.
In quest'ottica ritengo che la singola centuria non impiegasse interamente tutti i suoi ordini per eseguire il muro, ma solo una metà.
A questo proposito ecco un contributo di Livio (Livio, XXX.34) inerente alla murata contro i Cartaginesi a Zama.

Igitur primo impeto extemplo movere loco hostium aciem Romani. Ala deinde et umbonibus pulsantes in summotos gradu inlato aliquandum spatii velut nullo resistente intessere, urgentibus et novissimis primo ut semel motam aciem sensere, quod ipsum vim magnam ad pellendum hostem addebat.
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Cominciarono ad urtarli con le spalle e con l’umbone; come se non trovassero resistenza alcuna avanzarono per un notevole tratto, anche perché gli ultimi si misero a incalzare quelli che stavano innanzi, appena si accorsero che la schiera nemica cedeva, il che veniva ad accrescere la loro forza nel ricacciarla indietro.

Si evidenzia qui che in seguito al cedimento del fronte avversario, anche i novissimi (le ultime fila) si gettano sui compagni ed aumentano la pressione...
Dr Domus - Ven Mag 12, 2006 9:49 am
Oggetto:
Ancora un piccolo contributo da Ammiano (XXXI,13).
"uerum ubi effusi inmensis agminibus barbari iumenta conterebant et uiros, et neque ad receptum confertis ordinibus laxari usquam poterat locus, et euadendi copiam constipatio densior adimebat: nostri quoque ultimo cadendi contemptu occursantes receptis gladiis obtruncabant, et mutuis securium ictibus galeae perfringebantur atque loricae".

I soldati romani sono così compressi tra loro che non possono eseguire il regolare cambio delle linee avanzate. Il passo evidenzia l'attrito terribile tra le loricae... (loricae, non clibani)
Che sia spunto di riflessione per i sostenitori della segmentata metallica nella fanteria pesante romana Rolling Eyes
Caesar - Ven Mag 12, 2006 2:03 pm
Oggetto:
Ecco un'altro esempio della superiorità bellica romana: la capacità di supportare una tattica ben prefigurata con strumenti adeguati quali gli enormi scudi rettangolari thyreos, il loro continuo adeguamento immediatamente dopo le sempre nuove esperienze di guerra incontrate.
Durus Sardicus Valerio - Ven Ago 03, 2007 12:53 pm
Oggetto:
un uro poteva fermare la carica di calleria? anche pesante? mi sembra impossibile che con quello che pesa un cavallo piu cavalliere e armatura non lo sfondi.
Il Pitta - Ven Ago 03, 2007 2:03 pm
Oggetto:
Durus Sardicus Valerio ha scritto:
un uro poteva fermare la carica di calleria? anche pesante? mi sembra impossibile che con quello che pesa un cavallo piu cavalliere e armatura non lo sfondi.


Il fatto è che la "cavalleria pesante", fino al tardo impero, semplicemente non esisteva.

Inoltre, l'assenza di staffe limitava di molto l'uso dei reparti a cavallo (che ricordiamolo, montavano ponetti alti tra 1,10 e 1,40 al garrese), rendendo assolutamente inconcepibile un uso "da sfondamento" come per la cavalleria medievale
Rufus - Ven Ago 03, 2007 2:44 pm
Oggetto:
Ne parliamo abbondantemente nel topic specifico alla voce eserciti orientali di questo forum.
Si tratta proprio di speculazioni sull'uso della cavalleria pesante.
Durus Sardicus Valerio - Sab Ago 04, 2007 11:46 am
Oggetto:
beh in effetti non pensavo che i cavalli o cavallini erano cosi bassi!!! Shocked Shocked
GLADIVS - Mer Set 26, 2007 7:22 pm
Oggetto:
Riprendendo questa discussione ferma da un mesetto, ma quali reparti facevano murus?solo gli hastati o anche principi e triarii?
Tvllia - Gio Set 27, 2007 12:20 am
Oggetto:
Gli Hastati, perchè avendo gli scudi alti e molto concavi, erano perfetti per la formazione e tenuta del muro di scudi, fondamentale per tenere il fronte.

Certo anche i principi potevano fare un muro, ma di matrice offensiva: il cuneus Very Happy
GLADIVS - Gio Set 27, 2007 3:53 pm
Oggetto:
e che mi dici dei Triarii?lo facevano?
Dr Domus - Ven Set 28, 2007 10:48 pm
Oggetto:
Abbiamo solo indizi... nessuna certezza di natura documentaria.
Come ampiamente enunciato in questo Forum, le tre le categorie (anzi quattro, considerando i Legionari Veliti) non godono di una letteratura di genere manualistico-tattico, tale da definire le loro specifiche funzioni in battaglia. Ciononostante una molteplice serie di episodi citati dagli autori, e un'iconografia che risulta sempre più attendibile, sembra evidenziare negli Hastati un ruolo specifico, mirato a costituire un Muro dalle diverse possibilità di impiego, sia in battaglia campale che nella protezione della colonna in spostamento, in eventuali casi di aggressione.
Dopo le riforme Mariane e la Lex Rufa che introdurrà la scherma gladiatoria nell'esercito, tutti i milites condivideranno tutte le tipologie di specializzazione, compresa quella dell'Hastato, che secondo la nostra esperienza (ma anche altri indizi nelle fonti) è altrimenti definita Mirmillonica.
Raphael Petreius - Dom Ott 12, 2008 10:48 am
Oggetto:
Quindi le riforme Marianae-Rutiliae consentirono a tutti di far qualsiasi cosa, ovvero un princeps che di solito combatteva con funzioni offensive grazie al suo scudo piu piccolo (anche se di forma oblunga ugule a quello astato), era capaceanche di fare murate e di utilizzare uno scudo piu grande. ciò consentiva di impiegare in tutti i settori anche una legione od una coorte ausiliaria ch diciamo era stata decimata, per cui, ad esempio, se nella formazione erano rimasti al 90% principes, ciò non significava più che dovevo impiegarla solo in azioni offensive, ma potevo benisimo ridistribuire questi militi, facendo fare ad esempio a 300 principi gli astati, ottenendo così sempre una formazione completa e dotata di tutti i suoi "pezzi". Ho capito bene?
Plinius - Dom Ott 12, 2008 11:31 am
Oggetto:
Raphael Petreius ha scritto:
Quindi le riforme Marianae-Rutiliae consentirono a tutti di far qualsiasi cosa, ovvero un princeps che di solito combatteva con funzioni offensive grazie al suo scudo piu piccolo (anche se di forma oblunga ugule a quello astato), era capaceanche di fare murate e di utilizzare uno scudo piu grande. ciò consentiva di...........

Più piccolo? Question
Raphael Petreius - Dom Ott 12, 2008 8:55 pm
Oggetto:
Si uno scudo più piccolo, sempre stato così. Hai mai visto i video di ars dimicandi?
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