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Armamento d'Ordinanza - L'elmo

Plinius - Ven Mar 25, 2005 11:19 am
Oggetto: L'elmo
Come è immaginabile anche l'elmo dei legionari ha subito delle modifiche nelle sue forme originarie nel corso del tempo. A mano a mano che gli eserciti romani si scontravano con popoli nuovi, attuatori di tattiche belliche differenti da quelle capitoline e utilizzatori di armamento che li distingueva, apportava modifiche al proprio equipaggiamento migliorandolo grazie alle nuove esperienze acquisite nelle battaglie.
I primi elmi utilizzati erano di foggia etrusca. Vennero anche quelli di foggia italica in numerosi esemplari sino a quando non venne adottato l'elmo dei Galli, con qualche modifica, facendolo diventare uno strumento pensato in funzione del tipo di scherma che era dei legionari.
Seneca - Ven Mar 25, 2005 11:34 am
Oggetto:
Le mie conoscenze mi dicono che nel far proprio l'elmo dei Galli per la sua forma, i Romani apportarono alcune modifiche come quell'abbozzo di visiera poco sopra gli occhi.
Già da tempo la tattica di battaglia in ordine chiuso era una caratteristica della fanteria romana e grande aiuto ad essa diede proprio quell'elmo.
Caesar - Ven Mar 25, 2005 11:49 am
Oggetto:
La visiera aveva la funnzione di impedire o di deviare i colpi di spada avversari dall'alto quando il legionario veniva a contatto con il nemico e mentre manteneva una postura leggermente raccolta.
Tale modo di stare in guardia raccolto e vigilante, lo metteva poco in mostra mentre cercava di cogliere il momento opportuno per colpire il proprio avversario. Come è stato detto da Seneca nel topic sul gladio, utilizzando lo scudo con opportune manovre e finte.
Dr Domus - Ven Mar 25, 2005 10:34 pm
Oggetto:
Onorevoli membri, avete!
L'argomento è estremamente interessante, tuttavia complesso.
Definire quello romano una "derivazione gallica", è alquanto azzardato.
Non dobbiamo farci influenzare dagli scritti contemporanei, che giudicano le genealogie strumentali dalle "similitudini" estetiche.
Vi sono molti altri parametri che concorrono nel giudizio di un elmo, e francamente faccio molta, molta fatica a rintracciare una qualche collegamento "tecnico" tra gli elmi gallici ritrovati, e quelli romani. SI tratta di coincidenze di somiglianza, ma unicamente di questo.
Il grande scutum repubblicano (120-130 cm) usato da legionari prevalentemente italici (dunque di bassa statura), non necessita di particolari soluzioni sull'elmo, che risulta dunque il tipico "conus" ben rappresentato dal modello Montefortino. Con la scherma e l'equipaggio celtico, il tutto non ha niente a che vedere...
Ma la battaglia campale classica viene presto ad essere sostituita da un fronte diversificato, e avversari più sofisticati. Lo scudo si rimpicciolisce, e così l'elmo subisce evoluzioni interessanti.
Il primo è la spiccata tendenza del legionario a passare sotto allo scudo, sopperendo all'alto muro che non ha più a disposizione per le modificate misure. Si noti a questo proposito come i legionari repubblicani, oltre a un elmo poco sferico (il cono appunto), abbiano una cresta in crine di cavallo. Cresta che scompare in epoca imperiale, proprio per l'amplificazione dell'uso dello scudo in oblliquo, passandovi sotto.
Ciò porta il legionario un un maggior contatto (di testa) col medesimo, sia sulla calotta che sulla fronte. Quella specie di tesina accennata da CAesar, non è una protezione passiva agli spioventi dall'alto, ma uno speciale distanziatore che serve a permettere allo scudo di rimanere aderente alla fronte (in certe evoluzioni, dette "verticalizzazioni"), senza che l'impatto violento del proprio scudo per effetto della collisione dell'avversario, scarichino la pressione sulla fronte. Il distanziatore, oltre a tenere il viso distante dallo scudo, deflette l'energia sui lati dello stesso.
SI noti infatti come queste mezzelune siano particolarmente alte sull'elmo, e non sopra agli occhi, come sarebbe ovvio per protezioni passive.
Si noti infatti come nella gladiatura, tutti i gladiatori che ricevono spioventi ravvicinati dall'alto (Murmillo, Hoplomachus, Thraex) hanno tese assai più vicine egli occhi, e soprattutto assai più larghe.
Quelle dei legionari sono al contrario molto alte, e molto piccole.

Valete
Plinius - Sab Mar 26, 2005 12:46 pm
Oggetto:
L'elmo non era di ispirazione gallica? Ecco dimostrato come il dialogo sia necessario dato che sapevo in quel modo per averlo letto in diversi forum.
Embarassed Forse è meglio che mi occupi di "Historia naturalis", "Bella Germaniae" o "De iaculatione equestri". Farò meno figuracce.
Caesar - Sab Mar 26, 2005 12:49 pm
Oggetto:
Embarassed I miei legionari mi avevano detto altrimenti. Imito Plinius e torno alla stesura del "de bello gallico".
Anonymous - Sab Mar 26, 2005 12:52 pm
Oggetto:
Very Happy Da saggio e in silenzio, ascolto e imparo.
Anonymous - Lun Mar 28, 2005 11:06 pm
Oggetto:
Nessuno e' nato avendo la piena conoscienza di argomenti tecnici,come quelli citati dal mio Tribunus. E' solo facendo esperienza ed associandola alla documentazione che si possono approfondire certe cose...Plinius e Caesar,arrivato in Ars anche io ero convinto delle stesse cose,riguardo l'elmo romano,le sue funzioni ed la sua origine.Parlando,analizzando,PROVANDO,ho capito le tesi AD....e vi assicuro che sono uno spacca maroni(il Tribuno mi conosce)
Anonymous - Mar Mar 29, 2005 9:50 pm
Oggetto:
confermo.... il centurio è uno spaccamaroni!!! Razz

tanto è stato un hacker a scrivere qst messaggio, nn il buon vexillifer della I Coh Vet ! Cool
Dr Domus - Gio Mar 31, 2005 1:08 pm
Oggetto: Elmo funzionale
Onorevoli membri, salvete.
Come alcuni di voi hanno già affermato, le attestazioni documentarie (archeologiche, iconografiche, etc) evidenziano una evoluzione degli elmi romani.
Sappiamo tuttavia che anche in questo caso, l'iconografia imperiale tende a contrastare i rinvenimenti archeologici. Questi ultimi riguardano in prevalenza modelli detti "imperial-gallici, imperial-italici". Molto meno Agen-port e Coolus. Al contrario l'iconografia mostra principalmente questi ultimi nonchè i famosi elmi "attici".
Nella difficoltà generale di interpretazione (chi indossava gli imperial-gallici? Erano davvero i legionari? Esistevano davvero gli "attici?), vi propongo un interessante scambio, che parte da presupposti squisitamente sperimentali.
Se voi foste il generale di una legione prossima a un assedio, e aveste la possibilità di scegliere il tipo di elmo, cosa scegliereste a prescindere dalle informazioni delle fonti?
Immaginate un assedio e quello che può accadere Cool Cool Cool
Tvllia - Gio Mar 31, 2005 7:26 pm
Oggetto:
Ave milites

Interessante dibattito quello sull'elmo. Anche ioneho lette tante, e tutte uguali. Anche io convinta che il Montefortino romano derivasse da quello gallico, ma le argomentazioni di Ars hanno nella logica la loro forza.
Francamente anche io pensavo che la tesina sul davanti (parimenti al paranuca spiovente dietro) servisse, oltreche da distanziatore, anche da protezione passiva dai colpi proventienti da sopra lo scudo ma tant'è...

Sul sasso lanciato da Ars io, senza pensarci troppo su, direi l'elmo che ha i rinforzi incrociati sulla calotta (non so di preciso il nome del modello). Perchè? Perchè in un assedio, il 90% dei colpi che un esercito riceve li riceve in testa, provenienti dai difensori sulle mura che ti buttano addosso tutto ciò che possono.

Che ne dite?

Avete
Plinius - Gio Mar 31, 2005 8:22 pm
Oggetto:
... Embarassed Embarassed ...
Tvllia - Ven Apr 01, 2005 7:56 am
Oggetto:
Beh Plinius, cos'è tutto questo sgomento??? Shocked

Le ho dette così grandi le castronerie, da farti arrossire?!? Rolling Eyes
Plinius - Ven Apr 01, 2005 12:28 pm
Oggetto:
Castronerie Tullia?
No, il mio imbarazzo denotava solo ignoranza e mancanza di acume. Smile
Non può essere nascosto!
Tvllia - Ven Apr 01, 2005 9:08 pm
Oggetto:
Mancanza di acume?? Tuo, mio? Spiegati meglio, grazie.
Dr Domus - Sab Apr 02, 2005 8:30 pm
Oggetto:
Avete onorevoli
La croce sull'elmo rappresenta indubbiamente un rinforzo importante. E' un rinforzo rigido, il che significa che protegge l'elmo da possibili fratture o ammacchi (e di conseguenza la testa del legionario). Gli urti di sassi, tronchi o altri oggetti lanciati dalle mura, sia che colpiscano il proprio scudo posto a tettoia, che direttamente l'elmo, producono tuttavia collisioni violente che un elmo rigido assorbe, e trasmette al cranio, al collo, alla schiena...
Vi viene in mente qualche soluzione? Wink Question
Plinius - Sab Apr 02, 2005 8:42 pm
Oggetto:
A mio vedere ci vorrebbe una foderatura interna di cuoio interposta, e soprattutto distanziata, tra la testa e la calotta superiore dell'elmo,
Dovrebbe essere di superficie maggiore, quindi più estesa, della superficie del capo del legionario e dispiegata senza tenzione grazie a delle corregge di cuoi che con la loro lunghezza dissiperebbero tutta o parte del'energia dei colpi ricevuti sfruttando la naturale, ance se limitata, elasticità del cuoio usato .

Dunque come l'elmetto che avevo da militare.
Plinius - Dom Apr 10, 2005 2:48 am
Oggetto:
Tullia ha scritto:
Mancanza di acume?? Tuo, mio? Spiegati meglio, grazie.



Ho visto solo ora il tuo messaggio ed è giusto rispondere.
Mancanza di acume e ignoranza mie. Embarassed Smile
Dr Domus - Lun Apr 11, 2005 11:21 pm
Oggetto:
Pompeo fa costruire ai suoi legionari dei grossi cappelli di paglia, prima di un assedio a un contingente cesariano.
Paglia... non lo trovate incredibile?
Anonymous - Ven Apr 29, 2005 2:22 pm
Oggetto:
arsdimicandi ha scritto:
Pompeo fa costruire ai suoi legionari dei grossi cappelli di paglia, prima di un assedio a un contingente cesariano.
Paglia... non lo trovate incredibile?


in merito a questa affermazione....
io avevo letto che Pompeo fece preparare dei cappelli di paglia durante la campagna d'Africa nella sua guerra civile contro Cesare ma non per usarli poi in battaglia, bensì per usarli durante la marcia, che comuqnue in Africa doveva essere alquanto disagevole per il sole, tenuto conto poi che le regioni attraversate non rappresentavano pericoli imminenti di attacchi non era previsto di viaggiare in pieno assetto di guerra.
non ricordo dove ho letto ciò...però mi senbrava alquanto vero-simile Wink
Plinius - Ven Apr 29, 2005 3:34 pm
Oggetto:
Very Happy Accidenti arsdimicandi, solo dopo l'intervento del nostro nuovo compagno "contuberniale" ho potuto sciogliere la mia preplessità.
Eppure era molto semplice. Confermi arsdimicandi, o mi tieni ancora sulla corda approfittando della mia ignoranza? Wink Embarassed
Tvllia - Ven Apr 29, 2005 10:23 pm
Oggetto:
Avete

Ragazzi mi dispiace ma Ars ha ragione. La descrizione dell'evento è in DBCivile libro terzo-62 "Pompeo...avendo deciso già in precedenza, di fare una srtita, ordina ai soldati di preparare con vimini coperture per gli elmi..."
cap. 63 "... La copertura di vimini posta sopra gli elmi era una valida difesa dai colpi di pietra..."

Semplice e geniale allo stesso tempo. Incredibile!

Valete omnes
Anonymous - Ven Apr 29, 2005 10:30 pm
Oggetto:
beh...detta così non fa una piega Tullia Wink
posso provare a difendermi chiedendo se stiamo parlando della stessa cosa veramente, viasto che tu citi un episodio in cui è usato il "vimini" e io parlavo di "paglia"........forse ho fatto confusione io allora......comunque questa la memorizzo, grazie.
Dr Domus - Mar Mag 03, 2005 1:00 am
Oggetto:
In entrambi i casi, l'idea è quella di qualcosa di semirigido (o se volete... relativamente morbido), in grado di attutire colpi ricevuti dall'alto.
Questo argomento è davvero importante. A prescindere dalla letteratura, che come afferma Vegezio riporta solo le vicende maggiori e non i dettagli tecnici, e come dimostrano gli atti amministrativi dell'esercito romano in Egitto, che riportano con sorprendente violenza ciò che tre secoli di letteratura non fanno, la soluzione del "cappello morbido" deve diventare l'esempio di come tutti noi si debba accettare l'idea di una infinità di altre soluzioni belliche che le fonti non riportano, o riportano in modo assolutamente superficiale.
Seneca - Mar Mag 03, 2005 3:17 pm
Oggetto:
Idea fulminante e corredata di fonte!
Flavius Stilicho - Ven Dic 31, 2010 1:13 am
Oggetto:
Plinius ha scritto:
A mio vedere ci vorrebbe una foderatura interna di cuoio interposta, e soprattutto distanziata, tra la testa e la calotta superiore dell'elmo,
Dovrebbe essere di superficie maggiore, quindi più estesa, della superficie del capo del legionario e dispiegata senza tenzione grazie a delle corregge di cuoi che con la loro lunghezza dissiperebbero tutta o parte del'energia dei colpi ricevuti sfruttando la naturale, ance se limitata, elasticità del cuoio usato .

Dunque come l'elmetto che avevo da militare.


Geniale Plinius! Sapevo che prima di aprire un nuovo topic avrei dovuto guardare quelli già aperti per innestare il mio spunto di riflessione Very Happy !

Ebbene, partirò con una premessa: tempo addietro mi capitò di leggere una delle tante critiche all'attendibilità dell'arte romana, specie di quella su pietra, in questo caso si prendeva come stigmatico esempio di "licenza artistica" il discussissimo sarcofago di Portonaccio e, nella fattispecie, il paragnatide di un elmo (che vi metto in allegato su questo post) così sottile da risultare inutile ai fini di protezione e irriso come "proteggi basette", deduzione: i modelli di elmi riprodotti sono fantasiosi, implicazione: i modelli di corazze e di armi sono altrettanto poco attendibili.

Però c'era un commento sarcastico che mi ha acceso la classica, disneyana lampadina: ossia che addirittura sembrava che i soldati portassero un berretto sotto all'elmo, cosa considerata, per chi la scriveva, assurda Idea mentre invece per il sottoscritto suonava come logica!

Perché fissarci sull'idea che l'imbottitura dovesse essere un tutt'uno con gli elmi? Non avrebbe ogni militare potuto procurarsi individualmente un'imbottitura congeniale alle proprie necessità (magari compensare un cranio eccessivamente piccolo)?

L'esperienza ci insegna d'altronde che per affrontare il problema degli scudi ogni "rievocatore" ha adottato soluzioni personalizzate (e originali) per non subire gli urti e l'attrito sul dorso della mano, così come ogni gladiatore di AD ha ormai le sue fasciature caratteristiche (non solo a seconda della categoria che impersona).

Mi sono sempre indignato di fronte a chi si permette di archiviare questa o quella fonte come "inattendibile", perché sono convinto che se noi sappiamo qualcosa sull'antichità è proprio grazie alle fonti. Sarebbe come censurare il proprio mentore dandogli del folle o dell'ignorante quando ci dice una novità! QUALE PRESUNZIONE!

Ad ogni modo mi è capitato di recente di leggere in Ammiano un passo relativo alla sua fuga dalla città di Amida, assediata con successo dai Persiani nel 359 d.C., in cui, trovandosi nel deserto senz'acqua e in prossimità di un pozzo assai profondo, lui e i suoi compagni strapparono alcune vesti per fare una fune alla cui estremità legarono "centonem quem sub galea unus ferabat e nostris" ossia "il berretto che uno di noi portava sotto l'elmo" e "questo, gettato nel pozzo per mezzo di quella fune, attinse l'acqua come una spugna e così fu estinta facilmente la sete che ci consumava".

Mi si permetta di chiarire il significato di "centonem" citando il De Rebus Gladiatoriis (Cap. XXI, [C]): "Il cento (trapunta) si ottiene cucendo uno strato esterno ed uno interno di stoffa (generalmente lino o anche pelle) al fine di ottenere sacche destinate a contenere lana grezza non tessuta. La compressione di questo materiale stopposo da vita a una trapunta, cento, che in latino significa «materasso»" sulla lunga serie di fonti e reperti riportati nel libro sorvolo rimandando i curiosi a una lettura dell'originale.

Questo tipo di protezione è comunque ampiamente attestato in ambito militare e richiama chiaramente un concetto, che è appunto quello di "imbottitura", che collima perfettamente con l'uso stravagante (perché causato da emergenza contingente) descritto da Ammiano, ma anche con quello apparentemente mostratoci dal sarcofago del Portonaccio e intuito da Plinius: quello di attutire i colpi e nel contempo di aiutare a portare l'elmo.
Dr Domus - Ven Dic 31, 2010 12:23 pm
Oggetto:
Ottimo lavoro Flavius. Questo risultato si può ottenere coi centoni (che hanno identica struttura delle maniche e tibiali gladiatori usati da AD) o anche con il feltro, coactilis (vedansi entrambi nella foto).
Tvllia - Sab Gen 01, 2011 3:48 pm
Oggetto:
Bel contributo Stilicho! Very Happy
Sfido chiunque ad indossare un'elmo antico o un caschetto militare moderno senza nessuna imbottitura!! E' da folli pensare che ciò sia possibile adesso o fosse stato possibile allora. E' logico, normale, naturale avere un'imbottitura.

Visto che gli antichi non era stupidi (tutt'altro!) qualsiasi protezione metallica veniva indossata con un'imbottitura interna atta ad evitare lo sfregamento con la pelle! (elmi - schinieri - corazze - maniche ecc...)

Ma ci sono ancora personaggi che pensano di far passare questa pratica come voglia di comodità moderna!! Ostinazione vana, sciocca e perniciosa.

Ovvio quindi che ogni militare antico che indossava elmi in ferro, bronzo, vimini o altro (da parata o meno), avesse all'interno l'imbottitura. Smile
Flavius Stilicho - Mar Feb 04, 2014 4:34 pm
Oggetto: PROVE E CONTROPROVE
Citazione:
tempo addietro mi capitò di leggere una delle tante critiche all'attendibilità dell'arte romana, specie di quella su pietra, in questo caso si prendeva come stigmatico esempio di "licenza artistica" il discussissimo sarcofago di Portonaccio e, nella fattispecie, il paragnatide di un elmo (che vi metto in allegato su questo post) così sottile da risultare inutile ai fini di protezione e irriso come "proteggi basette", deduzione: i modelli di elmi riprodotti sono fantasiosi, implicazione: i modelli di corazze e di armi sono altrettanto poco attendibili.

[...]

Ad ogni modo mi è capitato di recente di leggere in Ammiano un passo relativo alla sua fuga dalla città di Amida, assediata con successo dai Persiani nel 359 d.C., in cui, trovandosi nel deserto senz'acqua e in prossimità di un pozzo assai profondo, lui e i suoi compagni strapparono alcune vesti per fare una fune alla cui estremità legarono "centonem quem sub galea unus ferabat e nostris" ossia "il berretto che uno di noi portava sotto l'elmo" e "questo, gettato nel pozzo per mezzo di quella fune, attinse l'acqua come una spugna e così fu estinta facilmente la sete che ci consumava".

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