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MORTE E SENSO DEL DIVINO
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cratos

Miles






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MessaggioInviato: Ven Set 24, 2010 12:33 pm    Oggetto:  MORTE E SENSO DEL DIVINO
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Tempo fa ho fatto una interessantissima discussione sulle sepoltore e su eventuali riti, MA SOPRATTUTTO PERCHE' CIò E' AVVENUTO, CIò CHE E' ACCADUTO, ED HA PORTATO ALL'INUMAZIONE.

PARTENDO DALLA STORIA, cito:

"I riti funebri sembrano essere stati celebrati sin da tempi remotissimi. Nelle grotte dello Shanidar in Iraq, sono stati scoperti degli scheletri di Neanderthal coperti da un caratteristico strato di polline, ciò ha suggerito che nel periodo di Neanderthal i morti potessero essere sepolti con un minimo di cerimoniale di cui il presunto omaggio floreale potrebbe rappresentare un già arcaico simbolismo; un'elaborazione possibile di tale assunto è che già allora si credesse in un aldilà e che in ogni caso gli uomini fossero ben consci ciascuno della propria mortalità e capaci di esprimere un lutto."

ECCO LA DOMANDA, CHE DA UN PO' DI TEMPO MI ATTANAGLIA E CHE VORREI PARLARNE CON VOI:

PERCHE' UN ESSERE FUNZIONALE (CHE CACCIA SI ACCOPPIA, SI DIFENDE, MUORE....), UN ANIMALE, AD UN CERTO PUNTO COMPIE UN GESTO NON FUNZIONALE AL SUO STATO DI ESSERE?
DI COSA PRENDE, O HA PRESO COSCIENZA, E PERCHE LO METTE IN ATTO IN UN CERTO MODO?
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Adv



MessaggioInviato: Ven Set 24, 2010 12:33 pm    Oggetto: Adv






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Tvllia

sagittarius





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MessaggioInviato: Ven Set 24, 2010 1:18 pm    Oggetto:  
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Insomma la domanda è: perchè l'essere umano, a differenza degli animali, ad un certo punto della sua storia, inizia a seppellire i morti?
Affrontando questa epocale domanda in una interminabile discussione, è stato suggerito che c'è una motivazione esclusivamente funzionale, pertinente alla vita che quotidianamente gli uomini cacciatori/raccoglitori facevano.
Una motivazione funzionale che non scatta così immediatamente, ma matura nell'arco di centinaia d'anni, e che forse ha a che vedere con un'evento...ma quale?

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Tvllia/Rita Lotti

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"Non troveremo mai la verità se ci accontentiamo di ciò che è già stato scoperto.
Quelli che hanno scritto prima di noi non sono dei padroni, ma delle guide.
La verità è aperta a tutti e non è stata ancora trovata per intero"
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Ven Set 24, 2010 9:01 pm    Oggetto:  
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Ottime, ottimissime considerazioni fratri. Nel panorama fattucchiero e pseudo-mistico attuale, queste invece sono le basi serie su cui porci interrogativi!
Perchè 1 milione di anni fa' si cominciò ad attribuire alla sepoltura significati non direttamente collegati alla sopravvivenza quotidiana?

Tvllia ha scritto:
(...) Affrontando questa epocale domanda in una interminabile discussione, è stato suggerito che c'è una motivazione esclusivamente funzionale, pertinente alla vita che quotidianamente gli uomini cacciatori/raccoglitori facevano (...)

Le religioni (mi si passi il termine Religione) antiche SONO TUTTE funzionali. Invero anche oggi, sebbene camuffate. Servono ad ottenere qualcosa, o si generano dalla privazione di qualcosa...

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Dario Battaglia
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Ater

Tiro





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MessaggioInviato: Lun Set 27, 2010 10:33 am    Oggetto:  
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è un interrogativo molto interessante, di cui si è discusso per l'ultima volta proprio a Riolo.
ho una domanda, a quale Ominide facciamo riferimento? Direi vista l'epoca all'uomo di Neandertal, o almeno all'homo habilis...
comunque sia si parla di esseri viventi, in grado di Costruire degli utensili, e sottolineo UTENSILI! oggetti creati appositamente dall'uomo per ottenere in una seconda fase di lavoro qualcosa difficile da ottenere senza l'ausilio di questi ultimi.
Parlo di Amigdale, oggetti in legno o pietra e persino flauti.
Perché un ominide dovrebbe costruirsi un flauto? quale ragione lo porta a fargli costruire un oggetto del genere? per comunicare? in effetti l'uso di tamburi per comunicare a distanza può essere un inizio per qualcos'altro.
forse sto divagando un po', ma direi, che per capire perché un ominide comincia a seppellire i morti (con riti funebri) bisogna capire, come si contestualizza l'uomo all'interno dell'epoca in cui vive, ovvero quale forza ha l'uomo nella natura.

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Ater

William Marchesini

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MessaggioInviato: Lun Set 27, 2010 11:18 am    Oggetto:  
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Si, è un fenomeno che compare e si sviluppa almeno dall'Erectus in poi. Un viaggio dunque lunghissimo, assai prima di arrivare ai Sapiens, quale ad esempio il Neanderthal.
Quanto agli utensili Ater, apri ad una tematica importantissima e per nulla scontata. L'uso di utensili rappresenta il parametro primario a cui oggi la scienza attribuisce la comparsa dell'Uomo. Il punto è: perchè in un dato momento, gli uomini cominciano a ideare e utilizzare utensili?
Forse perchè l'uomo ha un corpo meno adatto di altri animali per cacciare o difendersi (becco, dentatura, corna, corazze, unghie, etc)? Perchè se così fosse, bisogna chiedersi perchè la grandissima famiglia dei primati non ne usa (a eccezione di qualche bastoncino per rubare il miele dagli alberi e sassi da lanciare su altri primati), sopravvivendo comunque benissimo.
Cosa differenzia davvero l'Uomo dai Primati, o meglio... cosa è avvenuto affinchè si accentuasse questa differenza?
La scienza risponde così: perchè gli uomini svilupparono un cervello più grande, o più precisamente svilupparono una più grande percentuale di quella parte nota come Corteccia Grigia.
Ed io rispondo: ma il cervello non si sviluppa da solo! Tale fenomeno rappresenta una evoluzione forzata da eventi. Quali furono questi eventi?

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Dario Battaglia
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Lun Set 27, 2010 12:20 pm    Oggetto:  
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Ma al perché dello sviluppo della corteccia grigia non c'eravamo già arrivati Question
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Flavius Stilicho

Francesco Bindella

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MessaggioInviato: Lun Set 27, 2010 3:06 pm    Oggetto:  
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Dario Battaglia
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Marcus Julius Maurus

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MessaggioInviato: Lun Set 27, 2010 4:07 pm    Oggetto:  
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Rigorosamente parlando non c’è una divisione netta tra gesti funzionali e gesti non funzionali ; qualunque atto che porti ad un beneficio (o ad un presunto beneficio) non solo materiale ma, per esempio, anche solo “psicologico”, era funzionale.

La scienza non sa rispondere al perché l’uomo ha iniziato a seppellire i defunti, ma, ad esempio gli studiosi escludono motivi igienici (solo se infetto il corpo necessita di sepoltura), ma ipotizzano (per esclusione) motivi affettivi tipo senso di protezione verso le spoglie di parenti etc.etc.

Se invece i motivi fossero Sciamanici, come fare perdurare il collegamento tra il “Corpo Astrale” del defunto e lo sciamano, cercando di conservare e preservare più a lungo possibile il corpo fisico, noi non potremmo lo stesso fare ipotesi serie, perché non conosciamo praticamente nulla delle concezioni religiose dell’antichità più remota (Homo Erectus).

Moltissimi animali (più di quanto si pensi ) usano “utensili”, ma la differenza sta ad esempio nella immaginazione/ preparazione dell’utensile, nel concetto di “visualizzazione del risultato da ottenere” e anche altri concetti, sviluppati dagli ominidi successivamente come la “Simmetria dell’oggetto” ( i primi utensili sono ciottoli spaccati “a caso”: l’Amigdala richiede già il concetto di simmetria su più assi), il concetto di utensili per fabbricare altri utensili , l’organizzazione tecnologica della fabbricazione (il metodo “Levallois” usato dai Neanderthal prevedeva la preparazione di un cilindro già lavorato ad ottagono, in modo da ricavare scaglie precise e di misura predeterminata), il concetto di utensile composto etc, etc.

Secondo gli studiosi gli ominidi cominciarono ad usare i primi utensili (i ciottoli scheggiati) quando la foresta tropicale venne rimpiazzata dalla savana (circa 3-4 milioni di anni fa) e per sopravvivere dovettero cambiare dieta, sistemi per procacciarsi il cibo e sistemi per difendersi. Ed è proprio questo il periodo in cui si sviluppò la Neocorteccia cerebrale ed il numero di collegamenti tra neuroni (non le mere dimensioni cerebrali, in quanto è stato smentito (la scoperta dell’Homo Floresiensis, il fatto che i Neanderthal possedessero una scatola cranica più voluminosa della nostra) il collegamento diretto tra “intelligenza” e dimensioni del cervello...

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Marcus Julius Maurus / Mauro Nelli
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Lun Set 27, 2010 7:35 pm    Oggetto:  
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Dr Domus ha scritto:
gli uomini svilupparono un cervello più grande, o più precisamente svilupparono una più grande percentuale di quella parte nota come Corteccia Grigia.
Ed io rispondo: ma il cervello non si sviluppa da solo! Tale fenomeno rappresenta una evoluzione forzata da eventi. Quali furono questi eventi?


Per la selezione naturale, l'evoluzione è conseguenza sia del caso (errori genetici) che delle situazioni in cui le specie vengono a trovarsi; infatti sopravvivono solo le specie adatte a quel sistema e quello che in una situazione statica viene considerato un errore, in una situazione dinamica può divenire un vantaggio.

Il primate, o ominide che dir si voglia, che sviluppò (non necessariamente per primo) una corteccia grigia, si trovò avvantaggiato nel momento in cui la memoria (legata alla corteccia grigia) divenne un fattore importante per la sopravvivenza. La memoria diviene importante quando ci si trova a dover cambiare spesso ambiente e questa necessità di spostamento è proprio quella che ha portato i c.d. ominidi a viaggiare oltre l'Africa attraverso l'Asia e potrebbe essere individuata in una qualsiasi catastrofe naturale o cambiamento climatico di una certa portata (non mi risulta che sia stato individuato un evento particolare).

Non fu certamente questione di poche generazioni, l'epopea dell'uomo durò millenni e di cambiamenti climatici se ne verificarono svariati quindi la necessità di avere una capacità mnemonica di una certa portata continuò a sussistere e a favorire coloro che sviluppavano maggiormente (sempre per errori genetici o unioni fortuite, non si commetta l'errore di Lamarck) la c.d. Corteccia Grigia.

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Flavius Stilicho

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Dr Domus

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MessaggioInviato: Mar Set 28, 2010 1:22 am    Oggetto:  
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Queste sono le considerazioni corrette:

Marcus Julius Maurus ha scritto:
Secondo gli studiosi gli ominidi cominciarono ad usare i primi utensili (i ciottoli scheggiati) quando la foresta tropicale venne rimpiazzata dalla savana (circa 3-4 milioni di anni fa) e per sopravvivere dovettero cambiare dieta, sistemi per procacciarsi il cibo e sistemi per difendersi. Ed è proprio questo il periodo in cui si sviluppò la Neocorteccia cerebrale ed il numero di collegamenti tra neuroni...

Flavius Stilicho ha scritto:
Il primate, o ominide che dir si voglia, che sviluppò (non necessariamente per primo) una corteccia grigia, si trovò avvantaggiato nel momento in cui la memoria (legata alla corteccia grigia) divenne un fattore importante per la sopravvivenza. La memoria diviene importante quando ci si trova a dover cambiare spesso ambiente e questa necessità di spostamento è proprio quella che ha portato i c.d. ominidi a viaggiare oltre l'Africa attraverso l'Asia e potrebbe essere individuata in una qualsiasi catastrofe naturale o cambiamento climatico di una certa portata (non mi risulta che sia stato individuato un evento particolare)....

La memoria è il fattore qualitativo che in assoluto rappresenta il distacco dell'uomo dagli altri animali. Homo Mnemonicus, se volete. Non si tratta di una memoria istintiva, come quella del lupacchuotto che ricorda le bacche che lo fanno stare male, quella delle api che costruiscono l'alveare, dei castori che costruiscono dighe, delle anguille e dei salmoni che tornano dove sono nati per deporre le uova, o delle popolazioni erbivore transumanti.
L'antilope conosce il leone che gli dorme a 50 metri, ma non lo teme... a meno che questo lo attacchi. Non ha memoria dilatata, solo istinto quando è minacciata. Quando la minaccia cessa, l'istinto cessa.
Ciò accade perchè gli animali, chi più chi meno, vivono in un ecosistema costante. Quando un individuo abbandona suo malgrado un ecosistema (se volete... l'Eden), non ha più punti di riferimento adatti alla sua milionaria struttura biologica e psico-sensoriale.
La memoria (per chi sopravvive) è l'unica forma di difesa, di sopravvivenza, atta a fornire all'uomo una Programmazione genetica che gli consenta di immaginare il pericolo (rumori, suoni...) anche dove il pericolo non c'è! Siamo insomma predisposti ad immaginare ciò che non esiste. Il pericolo, oppure la preda, diventano presenti nell'uomo a prescindere da odori, suoni, visualizzazioni o vibrazioni oggettive.
Tutto nasce e si sviluppa nell'immaginazione, come se la memoria fosse (e lo è) un eco, un mondo a sè stante, che partorisce da solo altre forme di vita. Ogni cosa che entra là dentro, nel regno della memoria, nello stomaco di Chronos, prende vita sua.

Rimane da stabilire perchè l'Erectus, in virtù di questa conquista, cominci a seppellire i propri simili orientandone il cranio a occidente, cospargendolo di ocra rossa...

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Dario Battaglia
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Rufus

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MessaggioInviato: Mar Set 28, 2010 1:41 pm    Oggetto:  
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A proposito di memoria, l'uomo è l'unico essere vivente che sa immaginare la propria morte; eppure, pur sapendo e temendo, non esita ne ha mai esitato a rischiarla in una battaglia.
E' stato calcolato che siano morti in tutte le guerre circa 4 miliardi di uomini, e ne moriranno ancora.
La domanda che io mi pongo da anni è la seguente: In virù di quale patto, o promessa, l'uomo accetta consapevolmente di porre fine alla sua esistenza? Quale ricordo ancestrale riaffiora nella mente umana nell'attimo dell'estremo sacrificio? Cosa pensa di ottenere l'uomo che pone se stesso sull'altare?

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Rufus / Stefano Raspadori
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MessaggioInviato: Mar Set 28, 2010 5:41 pm    Oggetto:  
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Secondo quanto sin qui esaminato, l'accettazione della morte proposta dall’ottimo intervento di Rufus può avere due spiegazioni.
Una è quella sin qui appurata della pancia di Chrono, quella mnemonica. Se all'interno di questo Regno a sè stante (capace di produrre realtà non oggettive ma pur sempre realtà indispensabili per la sopravvivenza), si viene a creare la Reggia di Chrono, più nota come Campi Elisi (magari con un aiutino dei saggi della tribù che ne gettano le fondamenta culturali), allora la morte oggettiva e fisica diventa secondaria, accettabile: ho bisogno di credere che la vita dopo la morte continui; non perché lo so, ma perché ho bisogno di crederci allo stesso modo di come ho bisogno di credere che nel buio della foresta, il rumore di una pigna che cade su un ramo possa essere un giaguaro!
Ma qui l’idea della vita dopo la morte rappresenta un processo culturale assai successivo al periodo preistorico in oggetto. La memoria non basta all’Homo Erectus per immaginare il Paradiso o un Dio!!!
Esiste una seconda strada all’accettazione della morte. Se il Regno non è più quello della Memoria, ossia quello in cui il mondo dei sentimenti è dilatato, dove ogni emozione viene intrappolata da uno spazio circorscritto come in una prigione (memoria) determindo la nascita dei sentimenti, quali ad esempio l'immaginazione della paura del dolore o l'immaginazione del dolore di chi lasciamo… ebbene, l'accettazione della morte non diventa nemmeno più "accettazione", poichè l'accettazione presuppone una riflessione, un bilancio, una scelta, una consapevolezza... tutti parametri mnemonici.
Esistono situazioni, dall'Erectus ad oggi, in grado di spodestare per un solo instante il Regno di Chrono (il quale ovviamente, non può morire). Situazioni che potremmo definire "prive di tempo", nelle quali l'uomo subisce emozioni più simili a quelle dell’antilope o del leone. Emozioni istantanee che una volta vissute, tornando allo stato cronio, si dilatano, vengono intrappolate, partorendo sentimenti e consapevolezze di natura diversa da quelle meramente “funzionali”, legate alla sopravvivenza.
Cos’è che accade all’Erectus (come a molti soldati d’epoca storica, come dice Rufus)?

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Ater

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MessaggioInviato: Mar Set 28, 2010 6:52 pm    Oggetto:  
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Dici che l'uomo può immaginare cose che non esistono, non sono pienamente d'accordo, possiamo dire che l'uomo crea cose che non possono esistere con la sua mente, componendo queste cose inesistenti di elementi che conosce: facevi l'esempio di una rosa di cristallo blu, una cosa che non esiste, ma che l'uomo può immaginare, però può farlo perché conosce la forma di una rosa, sa che esistono particolari cristalli, magari blu, o comunque sia conosce il colore blu.
Questo può ricollegarsi al fatto che l'uomo può ideare non solo cose, ma anche fatti ed eventi, partendo da altri concetti, o elementi che trova in natura.

Aggiungo una domanda, alla tua domanda: la mente dell'uomo si sviluppa in moltissimo tempo, i cambiamenti/l'evoluzione dell'uomo avvengono molto lentamente, ma questo avvenimento di cui parli tu, in quanto tempo dovrebbe accadere? sicuramente l'uomo, intuitivamente riconosce nel pericolo la morte.
(a proposito, l'intuito è una di quelle cose che prescinde dalla memoria)

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Marcus Julius Maurus

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MessaggioInviato: Mar Set 28, 2010 7:23 pm    Oggetto:  
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Giusto....ma la genialità....a volte non è forse creare qualcosa di completamente nuovo (non il riassemblaggio o la modifica di elementi conosciuti)?

... e l'intuito non è spesso "inquinato" o "contaminato" dalla memoria? Smile

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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Mar Set 28, 2010 8:04 pm    Oggetto:  
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Dr Domus ha scritto:
Esistono situazioni, dall'Erectus ad oggi, in grado di spodestare per un solo instante il Regno di Chrono (il quale ovviamente, non può morire). Situazioni che potremmo definire "prive di tempo", nelle quali l'uomo subisce emozioni più simili a quelle dell’antilope o del leone. Emozioni istantanee che una volta vissute, tornando allo stato cronio, si dilatano, vengono intrappolate, partorendo sentimenti e consapevolezze di natura diversa da quelle meramente “funzionali”, legate alla sopravvivenza.
Cos’è che accade all’Erectus (come a molti soldati d’epoca storica, come dice Rufus)?


Lo stato di furor di chi sta combattendo all'ultimo sangue in cui il tempo sembra sospeso ed estremamente dilatato? Smile E che una volta tornato alla vita normale fa acquisire una superiore consapevolezza e conoscenza di sé (e quindi SICUREZZA), dei propri limiti e delle proprie possibilità?

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Flavius Stilicho

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