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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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La cavalleria nel II secolo a.C.
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matthias

Veteranus






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matthias is offline 

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MessaggioInviato: Ven Lug 07, 2006 12:44 pm    Oggetto:  La cavalleria nel II secolo a.C.
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Ave!
Non mi è ben chiara da chi era composta la cavalleria della legione romana del II sec a.C.:
1. Da reparti ausiliari sicuramente italici, ma anche stranieri?

2. Erano armati con elmo montefortino con cresta, scudo piccolo rotondo e giavellotti? Avevano anche una spatha o un gladio? E una qualche sorta di armatura?

3. Vi erano anche cittadini romani nella cavalleria? Erano per caso gli equites? Erano equipaggiati esattamente come i cavalieri ausiliari?

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Matthias Begozzi
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MessaggioInviato: Ven Lug 07, 2006 12:44 pm    Oggetto: Adv






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Dr Domus

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gladiatores


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Dr Domus is offline 




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MessaggioInviato: Sab Lug 08, 2006 12:31 pm    Oggetto:  
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Ave Matthias.
Aimè non sono molto esperto di cavalleria, dato che il nostro progetto militare è per ora completamente mirato alla fanteria.
Nel complesso, la cavalleria riveste il ruolo "per eccellenza" di leviorum alari. Mi spiego meglio: in ogni fronte disteso dinnanzi al nemico, una delle regole militari più importanti è quella di non farsi prendere sul lato e di non farsi accerchiare. Per poter fare ciò, non puoi utilizzare reparti Gravi, ossia schierati ordinatamente e compattati tra loro. QUeste caratteristiche hanno molti pregi, ma anche molti difetti: le manovre sono più lente, e inoltre il fronte Grave è poco elastico.
I reparti di Levi Armatura, o scherma ampia, proprio perchè meno vincolati da un inquadramento compatto, si muovono invece come uno sciame d'insetti: si dilata, si contrae, si sposta molto rapidamente e, se attaccato duramente, si plasma attorno a coloro che attaccano come fa un branco di sardine all'attacco di una foca.
Ecco, questa è la funzione delle Ali in genere, esse che siano di fanteria o di cavalleria. E ti assicuro che a differenza dell'esempio marino che ho apportato, affondare in un branco di sardine armate corrisponde a trovare morte certa.
Ora, la cavalleria leggera ha indubiamente molti più vantaggi di una fanteria leggera: mobilità, irraggiungibilità nel ritiro tattico, capacità di trasporto supplementare di giavellotti, dotazione di lance più lunghe, etc.
Inoltre la cavalleria ha il grande vantaggio di potersi trasformare in incursori, inseguitori, aggiratori, e via dicendo.
Unica 'bestia nera' della cavalleria leggera romana sono infatti i reparti di cavalleria pesante (clibanarii, catafratti): essi sono veloci quanto i primi ma sono praticamente inattaccabili. Infatti la pesante avrà sempre maggiore sviluppo in epoca imperiale proprio perchè vi sarà un incremento straordinario della cavalleria leggera destinata al presidio dei Limites e alla creazione di centinaia di fortini coortali equitati attorno ad essi.
Ma il succo del discorso è che la cavalleria classica rappresenta un reparto Leviorum, che da solo non potrà vincere battaglia alcuna, ma che abbinato a un fronte Graviorum invalicabile, diventa un arma terribile.
La cavalleria romana delle guerre Puniche non ha funzioni particolarmente diverse da quella Ausiliaria successiva: sono Leviorum elastici e rapidi.
Tuttavia mentre fino a prima delle guerre puniche la cavalleria era solo un prolungamento (un arto inseparabile) della legione, strumento esclusivo della sua difesa dei fianchi, dopo le guerre puniche la cavalleria diventa un reparto autonomo con un suo comandante.
Ciò determina anche una variazione dell'armamento, a partire da un vistoso ingrandimento degli scudi e da una metamorfosi della struttura dei reparti. Nascono moltissime coorti ausiliarie svincolate dalla Legione, e molte coorti di fanteria ausiliaria dotate di cavalleria.
Le fonti sembrano attestare questo cambiamento solo a partire da Cesare, ma invero io ritengo che ciò accadde già durante le guerre puniche, e forse una cavalleria come quella imperiale esisteva già da prima (sicuramente sotto le dittature, dove ad esempio veniva nominato un Magister Equitum).
D'altronde cavalieri con scudo oblungo come quello in usa dagli Auxilia imperiali, sono già documentati nell'esercito etrusco-romano del V secolo a.C.

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Dario Battaglia
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matthias

Veteranus






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matthias is offline 

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MessaggioInviato: Sab Lug 08, 2006 9:08 pm    Oggetto:  
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Shocked Shocked Shocked Caspita... e meno male che non eri esperto pensa se invece lo fossi stato!!!!
Grazie per l'esaurientissima risposta. Per il lavoro che sto portando avanti, mi è importante cercare di conoscere queste cose nei dettagli che poi devo rappresentare.
Quindi in conclusione, l'armamento della cavalleria ausiliaria delle guerre puniche erano giavellotti, una spatha sul fianco ed un elmo; talvolta un farsetto di cuoio o una piastra di bronzo stile hastati e uno scudo piccolo rotondo.
Poi in età imperiale e pre imperiale scudo oblungo, cotta di maglia, elmo a volte ben decorato, giavellotti e spatha.
Non mi è ben chiaro se talvolta la cavalleria (ausiliaria od equites romani) invece dei giavellotti da lancio utilizzasse una lancia lunga un pò sullo stile della cavalleria catafratta o di quella medioevale.

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Matthias Begozzi
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Flavius Stilicho

Consul





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MessaggioInviato: Mer Lug 12, 2006 12:36 pm    Oggetto:  
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Riguardo all'uso della lancia ti posso dire che tentare di caricare chicchessia con un'asta è pura follia in mancanza di sella e staffe Wink , ma forse potresti trovare maggiori informazioni nei siti di altre organizzazioni sullo stile di Ars Dimicandi mi sembra di ricordare che ne esistessse più di una specializzata in cavalleria...
Il mio parere derivato più da un ragionamento logico che da effettiva conoscenza è che l'asta dei cavalieri venisse comunque lanciata contro il bersaglio anche se questo fosse stato a breve distanza.
Se sei interessato anche alle cavallerie orientali ti rimando al mio articolo sui Catafratti. Very Happy

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Flavius Stilicho

Francesco Bindella

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Snorri

Tiro





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MessaggioInviato: Sab Ago 26, 2006 5:38 pm    Oggetto:  
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Salve a tutti,

mi rifaccio all´intervento di Stilicono riguardo alla carica di un cavaliere con la lancia.
è vero che in mancanza di staffe o punti d´appoggio che forniscano al cavaliere una posizione stabile, caricare il nemico conn la lancia è pura follia, ed i Romani non avevano ancora staffe, le quali saranno introdotte in Europa dagli Avari. È però altrettanto vero che le bardature utilizzate dai cavalli romani, con le loro grosse borchie alle quali assicurare le gambe, ed il corto poggiaschiena assicurato alla groppa, erano costruite in modo tale da fornire al cavaliere una posizione assai stabile. ci sono alcune belle immagini epigrafiche che lo confermano.
inoltre, la cavalleria leggera bersagliava il nemico da "lontano" (saranno stati 20 o 30 metri) come giustamente scritto da Stilicone; ma ci sono anche prove letterarie (Arriano, Pseudo Cesare, Flavio Giuseppe ecc.) ed epigrafiche, immagini di Contarii che si gettano all´assalto con la lancia "in resta" ce ci testimoniano come la cavalleria si gettasse letteralmente sul nemico per trafiggerlo con i conti, o calpestarlo sotto gli zoccoli dei cavalli.
un saluto a tutti
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Druso

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MessaggioInviato: Sab Ago 26, 2006 6:55 pm    Oggetto:  
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...già tanto più che Gallieno capi l'importanza che poteva avere una forza d'urto di cavalleria "pesante" e portò il numero della cavalleria da 100 a 750 per legione,e costituì veri e propri reparti di cavalleria "pesante" in Mediolanum...peccato che gli si rivoltò contro...e dopo ebbe a che fare con un certo Aureliano...
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Druso / Stefano Scannavini
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Snorri

Tiro





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MessaggioInviato: Dom Ago 27, 2006 9:48 am    Oggetto:  
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Ave Druso,

gli effettivi della cavalleria legionaria furono fuor di dubbio aumentati da 120 a 730, incorporando tra l´altro i cavalier nelle cohortes legionarie dando origine ad una sorta di cohortes aequitatae che prima erano tipiche degli auxilia.
non esistono prove in merito al fatto che questo provvedimento sia stato adottato da Gallieno. questi (imperatore che io stimo sommamente) aveva piuttosto creato un corpo autonomo di cavalleria, stazionandolo a Milano onde impedire a Postumo un´eventuale calata in Italia.
difficile tra l´altro dire come fosse equipaggiato questo corpo e quale fosse la sua consistenza numerica; era formato da unità dalmate e maure, e queste ultime erano piuttosto unità di cavalleria leggera.
i misteri riguardo a quel periodo sono in ogni caso tanti... e fitti.
un saluto
Snorri

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Raphael Petreius

Praefectus





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MessaggioInviato: Ven Ott 03, 2008 3:39 pm    Oggetto:  
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Infatti, di solito la cavalleria romana era cavalleria peregrina, reclutata in paesi specializzati in quel settore della guerra: ad esempio i galli, i germani, i numidi etc. Quindi nell'epoca preimperiale e soprattutto al tempo delle guerre puniche la cavalleria era composta dagli ausiliari stranieri. Inoltre la poca cavalleria romana era equipaggiata alle leggera, mi sembra che come difesa passiva abbiano solo gli schinieri, poi il piccolo parma, tela e spatha: la loro tecnica, oltre al combattimento dalla distanza, consisteva sostanzialmente nello sfondare lo schieramento nemico attraverso una potenza d'urto data dalla velocità, che di solito avveniva contro un nemico di spalle o di fianco, e soltanto in presenza di fanteria pesante che inchiodava la fanteria nemica; poi dopo il I-II sec. d.C. come dicono giustamente Stilicho e Snorri, ci fu un progressivo accrescimento delle forze di cavalleria , più elastiche ed efficienti della fanteria per lavori di pattugliamento del Limes, consentendo inoltre un minore dispendio di denaro e di materia umana...
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"Mors est dulcis et honesta si accipiatur pro patria, Roma"

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Raphael Petreius /Raffaele Pirozzi
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