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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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L'utilizzo del termine "soldato"
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fabius

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MessaggioInviato: Mer Apr 13, 2005 6:29 pm    Oggetto:  L'utilizzo del termine "soldato"
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Sono rimasto colpito dall'uso e dall'abuso che ho riscontrato del termine "soldato" in opere di fiction cinematografiche o letterarie ambientate nell'antichità, che io sappia questo termine è entrato in uso nel rinascimento per cui bisognerebbe utilizzare termini come "miles" o se non si vuol usare il latino semplicemente "guerriero".
D'altra parte il termine soldato è utilizzato anche nell'ultimo romanzo di Manfredi che è un archeologo classico, ma IMHO suona veramente male!
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Adv



MessaggioInviato: Mer Apr 13, 2005 6:29 pm    Oggetto: Adv






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Tvllia

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MessaggioInviato: Gio Apr 14, 2005 6:54 pm    Oggetto:  
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Ave Fabius

Soldato non deriva da "soldo" cioè la paga che riceveva? Assoldato insomma.
Non sapevo che il termine fosse entrato in uso nel Rinascimento. Interessante.

Dici bene Fabius: i termini antichi erano miles, guerriero, armato al massimo.

Effettivamente ritengo che questa "confusione" sia frutto di un pò di superficialità.


Vale

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Dr Domus

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MessaggioInviato: Ven Apr 15, 2005 12:36 am    Oggetto:  
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Avete Fabie e Tullia.
Esattamente non ricordo, ma credo di avere usato anche io il termine "soldato/i" nel mio ultimoro manzo storico (Piemme, per intenderci).
D'altronde se volessimo essere strettaente filologici, dovremmo scrivere in latino. Allora dovremmo usare Miles, Expeditus, Legionarius, etc.
Il punto è che oggi parliamo e scriviamo in italiano, ed è convezione linguistica accettare col termine "soldato", se abbinato all'aggettivo "romano", quello che gli antichi definirebbero coi termini poc'anzi citati.
Non è un problema solamente moderno. Gli stessi romani lo subirono.
Ad esempio il termine gladiatore! Ebbene, nessun gladiatore usò mai il "gladio". Eppure, poichè era ovvio che la scherma (inteso come combattimento armato) era fatta dai legionari, i quali usavano il gladio, ecco che l'aggettivo di gladiatori (alias "spadaccini") divenne il sostantivo dei duellanti in genere. Massima espressione, ovviamente, i gladiatori!
In altre parole, se volessimo essere strettamente filologici, i romani non avrebbero dovuto chiamare "gladiatori" i gladiatori Crying or Very sad
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Bibliolathas

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MessaggioInviato: Ven Apr 15, 2005 4:29 pm    Oggetto:  
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Omnibus sodalibus salutem plurimam dicit Bibliolathas

Latine scribendum est dicis? Absunt problemata, immo adsunt qui non solus scribunt, sed etiam loquuntur latine, multi etiam. Revera nonnulli doctissimi viri optime!! Verumst?
Ego tantum pauca verba loquor, statim vobis certiores facio,(feu! feu! dicebant Graeci...) nam non doctissimus vir sum, sed tiro!

Ago Arsdimicandi gratiam, qui certe intellegit, de penso.

Valete omnes quam optime!!



Missum a.d. XVI Kal.Mai
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Plinius

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MessaggioInviato: Ven Apr 15, 2005 4:42 pm    Oggetto:  
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Sei un frequentatore prezioso Bibliolathas per aver "vergato" in latino. A beneficio di coloro che hanno ormai sbiaditi ricordi dellla lingua, o per maggiore sfortuna non lo conoscono, potremmo aggiungere la traduzione? Very Happy
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Plinius/Ettore Argan

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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

Quanto più volgare è l'uomo politico, tanto più stridente è il linguaggio. (P.C. Tacito)
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MessaggioInviato: Sab Apr 16, 2005 12:22 pm    Oggetto:  
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Fantastico Bibliolathas Razz
Uno dei nostri sogni nel cassetto è l'introduzione del latino negli addestramenti e nei campi della Cohors Veterana.
Vorrei sapere cose ne pensate sul seguente progetto sperimentale.
Si parte da presupposto che, indubbiamente, uno dei maggiori veicoli di diffusione del latino nem nondo antico, sia stato l'esercito (come lingua in primis, poi come vocaboli e dunque alfabeto).
Tuttavia, sia i soldati locali arruolati nelle Legioni o negli Auxilia, sia l'indotto commerciale e civile, non andarono mai a scuola di latino. Insomma, non credo proprio che impararono il latino col sistema "rosa, rosae... etc"
Lo acquisirono per induzione, come un bimbo piccolo impara l'italiano stando in famiglia, essendo obbligati ad ascoltarlo, ed usarlo per esprimersi.
Insomma, attraverso un gruppo di latinisti, amici di Milano e Bergamo, mi piacerebbe introdurre questa forzatura e vedere nell'arco di un anno cosa accade (teniamo presente che i membri della Cohors Veterana si vedono dalle 12 alle 2 volte al mese, ossia dalle 150 alle 24 lezioni all'anno).
Secondo voi sarebbe possibile?
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Tvllia

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MessaggioInviato: Sab Apr 16, 2005 2:52 pm    Oggetto:  
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Avete

Interessante ciò che dice l'amministratore. Sarebbe bellissimo se, oltre a vedere in azione un manipolo di uomini, si sentisse anche il centurio o il trubuno chiamare tutti all'adunata o dare ordini in latino e i milites rispondere in latino.

Ho apprezzato enormemente che nel film di Mel Gibson si sia giustamente voluto utilizzare a tutti costi l'aramaico e il latino, le lingue che, insieme al greco, avremmo sentito più frequentemente circolando per Gerusalemmme. Veramente emozionante, dal mio punto di vista.

Bella idea tutta da studiare. Penso sia fattibile l'introduzione del latino nelle esercitazioni, però credo sarebbe meglio limitarsi inizialmente a singoli temini, per poi passare gradualmente a qualcosa di più.

Staremo a vedere.

Complimenti a Bibliolathas, la lingua latina per te è tutt'altro che morta!

Valete

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Bibliolathas

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MessaggioInviato: Mar Apr 19, 2005 4:10 pm    Oggetto:  
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Personalmente credo che sia fattibile, io non mi definisco un latinista, ma sono convinto che per un italiano imparare a parlare latino sia molto più semplice che per esempio imparare l'inglese!!

Credo che il problema del latino in Italia sostanzialmente siano i docenti. I quali si rifiutano di difendere la lingua (dei padri..) che insegnano come lingua internazionale, continuando ad utilizzare un metodo che non provoca altro che noia, odio e non certo sentimenti d'amore nello studente.
Mentre invece so che in Germania per esempio i docenti sono molto più aperti nel considerare il latino cosiddetto colloquiale. Insomma nemmeno i romani stessi parlavano come Cicerone!! Hercle!! E per quanto riguarda gli errori, non facciamo forse errori anche quando utilizziamo la nostra madre lingua, qualunque essa sia?

Mi sentirei di consigliare, a chi fosse interessato, la grammatica di Hans Oerberg, se si tralascia l'impostazione contenutistica un pò insistente sulla schiavitù, (il che può infastidire) secondo me è un metodo divertente e innovativo.

Valete quam optime
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Tvllia

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MessaggioInviato: Mar Apr 19, 2005 10:21 pm    Oggetto:  
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Ave Bibliolathas

Io sarei interessata a saperne di più sul latino.

Dimmi qualcosa di più a proposito di questo libro, e sul tuo pensiero riguardo l'insegnamento del latino; mi sembra di scorgere un certo sapere nelle tue parole.

Grazie

Vale

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MessaggioInviato: Mer Apr 20, 2005 1:12 am    Oggetto:  
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Ma... Tullia, insomma!
Stiamo parlando di un progetto sperimentale, dunque di qualcosa destinato alla diffusione, e tu dici di essere "personalmente" interessata? Wink Laughing
Scherzi a parte.
Quando parlai di questo progetto a Claudio Piga (capogruppo latinista in lombardia), fui attaccato da alcuni docenti - di latino ovviamente - per i rischi della diffusione di una lingua "creola", inquinata e parzialmente imperfetta.
La mia risposta è stata: "e questo risultato non sarebbe il latino che si è diffuso nel mondo attraverso il multi etnico esercito romano???"
Insomma, se nel raggio di 200 Km, circa 2000 anni fa', il termine Imperator a Roma, era invece scritto dagli analfabeti del latino a Pompei "Embratò'r" (come si dice oggi in napoletano), di quali moderni inquinamenti stiamo parlando?
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MessaggioInviato: Mer Apr 20, 2005 8:02 pm    Oggetto:  
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Avete

Cosa mi tocca sentire... Capperi!! Ma questi docenti non sanno che al tempo degli antichi romani c'erano, come oggi, I DIALETTI!!!!!!!!!!!!!!!!

Un cittadino di Roma di Treviri non parlava certamente il latino nello stesso modo di un cittadino di Bononia, Lanuvio o Capua!!!!
Non bisogna essere professori per capire questo, mi pare.

Cavolo le inflessioni dialettali erano, e sono, Fondamentali allora come oggi nel parlato quotidiano, determinate dalle lingue che si parlavano in quella determinata zona prima dell'arrivo dei romani... suvvia.

Latino Inquinato?!?!?!... ma questi docenti non sanno che il latino, come tutte le lingue che hanno avuto lunga storia, cambiava nel tempo, come si evolve oggi il nostro beneamato italiano?

Quello che mi stupisce sono questi "muri" che si elevano improvvisi, non appena uno pensa una cosa intelligente, ma che si scontra con la "prassi".

A me l'idea dell'Administrator mi sembra eccellente.

Valete

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MessaggioInviato: Mer Apr 20, 2005 11:43 pm    Oggetto:  
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Ave Tullia!
A proposito di scogli insormontabili che la sperimentazione invece, con tanta, tanta fatica, supera perchè non guarda al "residuo" ma al "sodo".
Che ne pensi del fatto che dopo 4 anni che ArsDimicandi parla di Hastati e Princeps in epoca imperiale (senza averne le prove, solo i fatti che funzionano), subendo critiche ed ironia di tipo "mondiale", scopre le prove?????? Cool Twisted Evil Idea

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MessaggioInviato: Mar Apr 26, 2005 11:20 pm    Oggetto:  
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Caro Ars,

Io dico che basta saper guardare e...si trova.

Cosa mai posso dire se non congraturlarmi con chi ha saputo leggere nel papiro ciò che molti hanno fatto finta di NON saper o voler leggere. Bravi ottimo lavoro.
Una bomba, che scuote dalle fondamenta tutta '"l'architettura" o il "sapere" su cui si fondano le pile di libri scritti sull'esercito romano di epoca imperiale.

Spiegare il perchè tutti, ma proprio tutti, siano convinti (ed abbiano convinto) che l'esercito a partire da Mario sia cambiato tanto radicalmente da diventare tutto uniforme, quando invece ci sono documenti LAMPANTI ED INCONFUTABILI che provano il contrario, è mistero su cui indagare.

Non una voce fuori dal coro si è mai sentita sull'argomento, tranne Voi. Come mai?
Ma mi pare che avevamo già iniziato ad affrontare questo spinoso argomento, difficile da sviscerare.

Con una superficialità, oserei dire "mirata", tutti i "ferrati" in materia hanno scelto semplicemente di ignorare questi documenti. E quanti documenti ancora ci saranno che aspettano solo di essere divulgati? Magari nessuno, magari alcuni, magari molti. Chissà

Se nessuno però li va a leggere, se si tiene nascosto il fatto che esistono, tutti continueranno ad IGNORARE che esistano, quindi ciò che è stato scritto prima non potrà essere messo in discussione.

Lo sò, sono molto drastica nei miei giudizi assolutamente personali, ci tengo a dirlo; ho mille pensieri in testa difficili da mettere per iscritto e molto probabilmente mi sfuggono miliardi di sfaccettature su questo argomento; però sono arciconvinta che questa sia la strada giusta, il solco su cui continuare ad insistere per arrivare a scoprire un pezzo di verità.

Un grazie a nome di chi aspira a conoscere questo pezzo di verità.

valete

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cunctator

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MessaggioInviato: Dom Mar 26, 2006 10:47 am    Oggetto:  
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Ave,
se puo interessarvi in libreria si trovano i validissimi corsi della Assimil, all'irrisorio prezzo di 90 euro!! Shocked , con cui si insegna anche a parlare il latino.Questi di solito vengono molto utilizzati anche dai prelati..
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PROMETHEUS

Miles






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PROMETHEUS is offline 






MessaggioInviato: Dom Mar 26, 2006 10:55 am    Oggetto:  
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Mi ricordo che La passione di Cristo , il film di Mel Gibson , faceva parlare gli attori in aramaico e Latino , non mi probnuncio sullaramaico , ma il latino non aveva la corretta pronuncia , infatti contrariamente a quanto possa pensarsi , i Latini Classici non avevano C e G dolci , come Cinema e Gioco , ma invece avevano solo C e G dure come Corona e Guerra , inoltre AE era letto AI e non E , queste sono storpiature di pronuincia instauratesi conll'andare del tempo , le invasioni barbariche , e in genere nel medioevo ...ad esempio CAESAR non si leggeva o pronunciava Cesar bensi KAISAR .... dalla cui pronuncia derivarono il termine KAIZER in Tedesco e KZAR in Russo .... il suono del latino classico assomigliava piu' a una lingua dura germanica che ad una dolce neolatina .....
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