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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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I principi dell'arte militare
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Tvllia

sagittarius





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MessaggioInviato: Dom Feb 08, 2009 8:50 pm    Oggetto:  I principi dell'arte militare
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Come ho scritto in altra sezione, ho appena acquistato un libro intitolato "Indagine sulle Forche Caudine - immutabilità dei principi dell'arte della guerra" di Flavio Russo edito dallo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano

Già nell'introduzione, a mio avviso, ho trovato grandi elementi d'interesse che l'autore poi esplica più profondamente nel prologo e soprattutto nel primo capitolo del libro.
L'indagine che svolge sulle Forche Caudine parte da presupposti molto diversi dai soliti. Egli dice che "la ricerca che segue può considerarsi il risultato di un approccio diverso con la vicenda delle Forche Caudine, basato sulla valutazione delle logiche operative militari, sulla strategia, sulla tattica sullalogistica e quindi più in generale sui sistemi di difesa ed attacco ben evidenziati dalle fortificazioni e dalle armi.
Il che potrebbe sembrare...per lo meno anacronistico, azzardato se non addirittura errato, non ravvisandosi alcuna analogia tra le dinamiche attuali o semplicemente moderne, ed una operazione bellica remota. Ma l'impressione è ingiustificata.
Al di là della fin troppo ovvia ed evidente mutazione evolutiva della tecnologia delle armi...funzione e funzionalità precicue di entrambe non hanno subito alterazioni stravolgenti, perchè è invariato il loro scopo ultimo. Da sempre le une servono per togliere la vita all'avversario, le altre ad evitarlo. Quanto alla strategia, alla tattica ed alla logistica vanno ricondotte, in estrema sintesi, alla mera ottimizzazione dei modi per conseguire i suddetti obbiettivi, indipendentemente dal contesto cronologico"

L'autore poi esemplifica quanto detto sopra parlando ad esempio dello Scudo Spaziale, riducendolo "all'estrema fortificazione al cui riparo l'uomo cerca di garantirsi un'esistenza, libera dalla paura dell'estrema arma di offesa (i missili nemici)"

Continua poi dicendo "E se le armi sono rimaste immutate solo concettualmente, le potenzialità e le esigenze fisiologiche umane sono rimaste invece inalterate, identiche a quelle primordiali, fornendo perciò dei parametri assoluti per la storia, in particolare quella militare.
Sempre per esemplificare, il guerriero che si ripara dietro al rozzo scudo di vimini e cuoio non solo si disseta in maniera analoga ad oggi, ma ingurgita quotidianamente la stessa quantità d'acqua del suo collega odierno seduto alla consolle di comando dei dispositivi di lancio dei contromissili."

"...Immutablità della fisiologia e della psicologia umana in ambito militare: Un odierno soldato impegnato in Iraq ha bisogno della stessa quantità d'acqua e di cibo di un legionario romano dislocato in quei luoghi e, nell'adempimento del suo dovere, sopporta un'uguale fatica fisica e un uguale stress emotivo dell'antico collega"

Parlando delle operazioni militari"...Poco importa, qundi, se si ragiona di cavalli o di veicoli blindati, di carri falcati o di carri armati, poichè gli uni e gli altri richiedono tassativamente sostanziali abbeverate;"
E ancora:"...poco importa se l'arma è telecinetica a corda o a raggi laser, poichè, quasi sempre, anche il nemico disporrà di un uguale livello tecnologico che neutralizza anche in questo caso la vistosa assimetria, restituendo perciò al Bellum la sua essenza originale di duellum. Un combattimento del passato, pertanto, può con una coerente procedura analitica essere interpretato secondo l'attuale logica militare, traendone in diversi casi conclusioni antitetiche rispetto alle correnti"

Io ne convengo con questo modo di affrontare la storia militare del passato. Nei prossimi giorni posterò altri interessanti passi relativi alla Strategia, alla tattica ed alla logistica, le tre branche basilari dell'arte della guerra Very Happy

Valete

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Tvllia/Rita Lotti

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MessaggioInviato: Dom Feb 08, 2009 8:50 pm    Oggetto: Adv






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Silla

Praefectus





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MessaggioInviato: Dom Feb 08, 2009 9:34 pm    Oggetto:  
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Sarebbe interessante se tu postassi anche le sue idee sulle Forche Caudine.... Wink

Comunuque, per tornare in tema, secondo me i principi dell'arte militare sono stati Hattusili I, Suppiluliuma I, Mursili II, Muwatalli II, Temistocle, Nicia, Lisandro, Agatocle, Senofonte, Pirro, Antigono, Tolomeo, Filippo, Antioco....................

Shocked

Mr. Green Mr. Green

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Silla/Luca Ventura

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Alexandros

Centurio Hastatus






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MessaggioInviato: Dom Feb 08, 2009 10:40 pm    Oggetto:  
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L'avevo consigliato a Gladius....50 euro di libro....azz
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Alexandros-Alessandro Atzeni
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Tvllia

sagittarius





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MessaggioInviato: Dom Feb 08, 2009 10:49 pm    Oggetto:  
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Io l'ho pagato solo 30€ in fiera... Mr. Green

Ah Silla, non appena avrò finito questa lettura posterò le conclusioni sulle Forche Caudine, ma nell'apposita sezione Very Happy

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Tvllia/Rita Lotti

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Alexandros

Centurio Hastatus






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MessaggioInviato: Dom Feb 08, 2009 11:35 pm    Oggetto:  
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Shocked maporcazzz... Shocked

Crying or Very sad Evabbè.


Particolarmente interessante per il nostro Gladius la parte dei reperti....anche se lui ha potuto toccare con mano ben altro!!!!

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Alexandros-Alessandro Atzeni
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Raphael Petreius

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MessaggioInviato: Dom Feb 08, 2009 11:51 pm    Oggetto:  
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Per me i principi della dell'arte militare sono: Camillo, Papirio Cursore, Decio Mure, Annibale, Scipione, Alessandro III di Macedonia, Cesare, Marco Petreio ( questo però è nella lista in gran parte grazie alla sua raccomandazione di sangue Mr. Green ), Traiano, Agricola, Vespasiano e Tito Mr. Green
Valete

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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Dom Feb 08, 2009 11:56 pm    Oggetto:  
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Be'.. diciamo che se anche l'uomo è rimasto lo stesso, non si può dire altrettanto dello stress, infatti mi pare riduttiva la visione della battaglia come "duellum". Certo se riduciamo ai minimi termini, ossia immaginiamo una battaglia come due uomini che si scontrano a pari livello tecnologico le differenze con le battaglie antiche ci appaiono solo formali.

Ma immaginiamo la differenza tra il combattere spalla a spalla con un fratello d'armi, al doversi aspettare il pericolo solo da davanti (poiché è l'unico lato scoperto che si ha) e il sapere che un cecchino da qualche parte potrebbe colpirci solo perché fumiamo una sigaretta in trincea, oppure al doversi aspettare bombe dall'alto oppure a trovarsi tra i vicoli di una città straniera sapendo che sotto il giacchetto qualunque uomo può nascondere dell'esplosivo.

Certamente nell'antichità esistevano proiettili e macchine da guerra, ma qual'era la probabilità che il proiettile colpisse senza essere visto? O qual'era la probabilità di morire nel proprio accampamento per mano del nemico senza che ci fosse un attacco vero e proprio, senza che suonassero allarmi, senza che l'adrenalina pompasse nelle vene? Ma soprattutto, quanto il soldato antico era afflitto da simili pensieri?

D'altra parte quali sono le attuali probabilità di rimanere isolati dalla propria famiglia per anni? E quale la probabilità che ai giorni d'oggi, tornando a casa dalla guerra, troviamo tutto cambiato senza averne ricevuto notizia? Il soldato antico non aveva il telefono, non riceveva costantemente notizie dalla famiglia e dai figli.

E si potrebbe continuare così ancora per molto... la cosa importante però è che i fattori psicologici da prendere in considerazione sono più della semplice domanda che i soldati si sono sempre posti "Ucciderò o sarò ucciso?" oltre al fattore comune a tutti gli esseri viventi che è il sostentamento Smile

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Flavius Stilicho

Francesco Bindella

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Raphael Petreius

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MessaggioInviato: Lun Feb 09, 2009 12:09 am    Oggetto:  
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Purtroppo la polvere da sparo ha rivoluzionato l'ars dimicandi... l'ha declassata, ha fatto sì che la uirtus, l'abilità in battaglia e tutta la finezza atletica si riducessero a un gesto possibile a tutti come il premere un grilletto. Adesso non uccide chi è più forte, ma solo chi spara per primo. Il nemico non ti affronta, da vero uomo, faccia a faccia, ma nascosto ( come diceva Flauius Stilicho), posto in un angolo, magari alle spalle o dall'alto. La guerra, così come l'hanno concepita gli Americani al tempo della seconda guerra mondiale, ( e così è rimatsa fino ad oggi), è una guerra "vigliacca" : infatti non si affrontano più due eserciti, composti da uomini che sono pronti a morire perchè quello è il proprio mestiere, ma attaccano vilmente civili, città sguarnite, persone inermi, e creano danni, grazie alle bombe nucleari,non solo alle generazioni che hanno scleto di combattere, ma anche ai loro discendenti, impedendo che a distanza di 50 anni dalla firma della pace, si possa avere una vita tranquilla per gli sconfitti. Per mia opinione, forse anche sbagliata, la guerra di oggi non è più guerra, e l'ars militaris si è spenta da molto tempo ormai ( con l'invenzione della polvere da sparo): la guerra di oggi è soltanto terrorismo.
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Tvllia

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MessaggioInviato: Lun Feb 09, 2009 12:25 am    Oggetto:  
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Flavius, io nel brano soprariportato ho inteso leggere che i principi di strategia, tattica e logistica, sono rimasti immutati per secoli, e che quindi ciò che pensava e provava un granatiere del '700 (che sostanzialmente doveva percorrere a piedi gli scenari e i campi di battaglia) erano le stesse sensazioni che provava un miles romano nella stessa situazione 1500 anni prima.

Quando sei in determinate situazioni di guerra gli stress sono gli stessi: i milites di Cesare erano terrorizzati dalle frecce dei milites di Pompeo che tiravano oltre il vallum di notte senza essere visti (la stessa situazione del cecchino)
In battaglia ora come allora, l'essere colpito da un proiettile di fionda o da una freccia era altissima. Ora non si attacca più vis a vis, perchè le armi sono cambiate, ma la probabilità di essere colpiti da una fucilata è la stessa.
E le imboscate e gli agguati erano temuti allora come oggi.

E ti dirò di più: oggigiorno il poter comunicare così facilmente con la propria famiglia forse è più deleterio del non saper niente per molto tempo, perchè il continuo ricordo della casa lasciata potrebbe prendere il sopravvento e minare le capacità combattive.

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MessaggioInviato: Lun Feb 09, 2009 12:26 am    Oggetto:  
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Piano con i paragoni tra diverse epoche...col generalizzare e col fare di un erba tutto un fascio. Questo è un forum di Storia, quantunque antica, e si dovrebbero evitare sparate ( Very Happy ) alla cieca

Grazie

Wink

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MessaggioInviato: Lun Feb 09, 2009 10:39 am    Oggetto:  
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Dipende da dove vuole andare a parare l'autore.

Chilometri percorsi e quantità necessaria d'acqua per rimanere idratati son sempre gli stessi. L'uomo non è cambiato così tanto in 2000 e passa anni...

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MessaggioInviato: Lun Feb 09, 2009 10:45 am    Oggetto:  
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Ma è i prìncipi o i princìpi?
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Raphael Petreius

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MessaggioInviato: Lun Feb 09, 2009 11:50 am    Oggetto:  
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Penso sia princìpi e non prìncipi come abbiamo inteso io e Silla Mr. Green
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MessaggioInviato: Lun Feb 09, 2009 12:02 pm    Oggetto:  
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Va bene, lasciamo stare. Embarassed
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MessaggioInviato: Lun Feb 09, 2009 12:55 pm    Oggetto:  
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GLADIVS ha scritto:
Ma è i prìncipi o i princìpi?


Il mio è stato un giuoco di parole voluto...... Very Happy Chiedo scusa se non è stato capito..... Crying or Very sad

Mi sentivo in vena di facile umorismo ieri..... Rolling Eyes Very Happy

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