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Gli Ostrogoti: un bene o un male per la penisola?
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Gio Lug 20, 2006 6:14 pm    Oggetto:  Gli Ostrogoti: un bene o un male per la penisola?
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Ave a tutti!
Avendo accennato agli Ostrogoti nel Topic dei Germani, mi sono documentato per sapere di più su questo popolo che regnò, sebbene per poco, in Italia.

Solitamente si fa coincidere la fine della cultura Romana in Italia con la data della deposizione di Romolo Augusto da parte di Odoacre, l'errore è abbastanza grossolano: Odoacre si inserisce infatti in quella tradizione iniziata da Arbogaste, che vedeva comandati germanici deporre gli imperatori inetti oppure governare in loro vece come fece Stilicone.Odoacre prese esmpio da Ricimero, lo svevo che aveva creato e deposto imperatori con una frequenza impressionante. Morto Ricimero Odoacre non ritenne necessario creare un nuovo imperatore, ma egli non divenne re d'Itali ma solo re delle genti germaniche d'Italia. Odoacre volle infatti vedere il proprio potere legittimato dal Senato di Roma con il quale instaurò buoni rapporti.
Purtroppo per Odoacre, l'Impero aveva dei nemici alle frontiere: gli Ostrogoti.

Zenone decise dunque di dare al loro re Teoderico il mandato di deporre Odoacre e di prender il controllo dell'Italia.
Finirono quindi tra il 489 e il 493 quei tredici anni di regime moderato sotto la guida di Odoacre; il neo arrivato Teoderico si dimostrò però all'altezza di guidare i popoli italici. Teoderico era infatti magister militum dell'Oriente e gli venne da subito riconosciuta la regalità sulle genti germaniche d'Italia, inoltre l'Oriente gli affidò la responsabilità di controllo ed intervento in tutta la vita politica. Il ruolo di Teoderico in Italia corrispondeva a quello del prefetto al pretorio d'Italia, carica che sotto Diocleziano e Costantino aveva assunto la valenza di governatore. Teoderico si dimostrò eccezionale in questo ruolo: nel 500 fece un viaggio a Roma dove onorò la chiesa di S.Pietro sebbene il re fosse ariano, fu accolto dal Senato, decise grandi restaurazioni sia del Palazzo dei Cesari che delle mura, elesse un romano alla prefettura d'Italia. Teoderico seppe anche risolvere uno scisma nella chiesa cattolica creatosi in seguito a dispute teologiche; mai e poi mai Teoderico permise però che dei goti assumessero veri e propri titoli Romani, perfino gli agenti che usava erano divisi a seconda se erano Romani o Goti.
Purtroppo negli ultimi anni di vita Teoderico si insospettì nei confronti dei Senatori poiché ossequiavano l'Imperatore d'Oriente che stava perseguitando gli ariani. Iniziarono così delle ritorsioni che in seguito si dimostrarono giustificate. Da lì a qualche anno Giustiniano mandò l'eroe d'Africa, Belisario a conquistare l'Italia.
Questa guerra costò molto alla penisola: Milano fu distrutta, Roma subì quattro assedi e ovunque si scatenarono pestilenze; se poi pensiamo che l'Oriente non seppe difendere l'Italia lasciandola preda dei longobardi viene da chiedersi: gli Ostrogoti furono un bene o un male?


Mi piacerebbe moltissimo se qualcuno volesse correggermi o aggiungere qualcosa magari rispondendo alla mia domanda Very Happy .

Valete!

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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Gio Lug 20, 2006 6:14 pm    Oggetto: Adv






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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Gio Lug 20, 2006 6:17 pm    Oggetto:  
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Chiedo scusa a tutti per l'errore di tabulazione del messaggio ma non so cosa sia successo... Embarassed
Ah un'altra cosa lasciate stare per piacere se ho sbagliato a scrivere qualche parola, sono cose che capitano Very Happy

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Flavius Stilicho

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Plinius

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MessaggioInviato: Sab Lug 22, 2006 10:54 am    Oggetto:  
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Editato, ... ma provaci ancora e ti affido a Darius in tenuta da retiarius. Wink
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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

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MessaggioInviato: Sab Lug 22, 2006 10:58 am    Oggetto:  
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E' un tema che promette sviluppi profondi: richiede conoscenze del periodo successivo, capacità di analisi e di stabilire la causalità degli eventi. Non è facile!
Degno di docenti universitari come Luciano Canfora, Eva Cantarelli, Sabatino Moscati (anche se specializzato nel mondo punico) e altri.

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MessaggioInviato: Sab Lug 29, 2006 1:12 pm    Oggetto:  
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Altro testo interessante a riguardo è "L'Italia dei Secoli Bui" di Montanelli/Gervaso
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Sab Lug 29, 2006 10:27 pm    Oggetto:  
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segnalo che appena avrò tempo... Embarassed scriverò qualcosa anche sui longobardi così da poter aprire la discussione a tutti

Valete!

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MessaggioInviato: Mar Ago 15, 2006 12:17 pm    Oggetto:  Dominio Bizantino e Longobardi
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Finalmente ho trovato il tempo e soprattutto la voglia Smile di scrivere qualcosa anche su questo periodo di tarda antichità.

Eravamo rimasti alla conquista anzi, la riconquista dell'Italia da parte dell'Impero... Importante è descrivere le riforme che avvennero durante questo periodo.
Tanto per cominciare parliamo dell'argomento che più interessa, in genere, agli utenti del forum: l'esercito. Questo venne infatti riformato: non si poteva certo tornare alle leve germaniche Wink ! Infatti il reclutamento torna alla leva contadina (una specie di "ritorno alle origini") con una differenza però: nelle gerarchie militari si riflettevano quelle sociali. Mi spiego meglio: se ad un latifondista veniva richiesto il servizio militare assieme ai suoi 100 coloni, lui sarebbe stato il comandante di quegli uomini anche sul campo.

Per quanto riguarda l'ordinamento politico dell'Italia vi furono dei grandi cambiamenti: Arles era in mano ai barbari, la Sicilia già da qualche decennio era stata considerata come patrimonio del principe e sotto Giustiniano dipese direttamente da Costantinopoli pur facendo capo, militarmente, alle armate d'Italia; Sardegna e Corsica finirono sotto la giurisdizione di Cartagine sulla Dalmazia permangono invece dei dubbi.

I profondi mutamenti a livello sociale portarono ad una "contaminazione" tra carriera militare e civile, sparirono molte cariche pubbliche che vennero a coincidere con le corrispettive, per importanza, militari. Ben presto però l'Italia diede segni d' indipendenza questo soprattutto per quanto riguarda la famosa Pentapoli. Clamorosi sono i fatti del VII sec. quando dei Ravennati marciarono su Roma per liberare il papa dalle pressioni di un importante figura imperiale; oppure quando, sotto il regno di Leone III scoppiarono dei tumulti nella Pentapoli a seguito dei quali venne ucciso l'esarca: infatti Costantinopoli mandò una spedizione punitiva i cui soldati furono però massacrati ed inseguiti fin sulle navi dalla milizia della Pentapoli. Il sentimento di fratellanza ed indipendenza sembra dunque molto forte in questa zona.

In questo periodo non mancarono certo dei subbugli nel mondo cristiano, infatti nel VII sec. la potenza della chiesa ravennate era tanta e tale da comprendere nel proprio patrimonio fondiario molti territori dall'Istria alla Sicilia; il vescovo aveva addirittura una flotta per i trasporti. Nel 666 (numero sul quale dissuado gli utenti dal fare facili speculazioni Wink ) l'Imperatore d'Oriente riconobbe l'indipendenza del vescovo di Ravenna da Roma.

Nel frattempo Roma lavorava per espandere il così detto Patrimonium Sancti Petri o meglio: a rafforzarlo. Ben presto infatti il ducato Romano divenne unito ed indipendente al pari della Pentapoli. A questo punto mi sembra doveroso soffermarsi sul concetto originario di Patrimonium Sancti Petri: ai tempi di Gregorio Magno infatti consisteva in un numero abnorme di latifondi che erano distribuiti tra la Gallia meridionale alle coste Africane senza tralasciare, ovviamente, la penisola italica. Quì è bene osservare una forma nascente di feudalesimo: i possessi fondiari della chiesa Romana erano infatti raccolti nei patrimonia affidati ai rectores(erano costoro ecclesiastici con carriere burocratiche) ciascun rector aveva un officium(dei burocrati che lo aiutavano) e controllava i conductores ai quali erano affidate delle subunità del patrimonium (massae o condumae) i contratti che legavano i conductores erano però a breve termine e limitati per estenzione territoriale(agli inizi). Una piccola curiosità è l'utilizzo "secondo" della chiesa nei confronti dei latifondi: essi erano per lei delle fonti di informazione preziose sulla situazione della zona in cui si trovavano Wink .

Nel resto d'Italia si può osservare uno sviluppo simile del controllo ecclesiastico sul territorio anche se non paragonabile, per dimensioni, a Roma e Ravenna. Importante per il futuro della penisola fu l'introduzione di un nuovo "metodo di amministrazione territoriale" il cosiddetto TEMA. In Italia venne creato il tema di Sicilia posto sotto il controllo di uno stratega, i temi infatti erano regioni di confine a regime militare, attorno al quale gravitava tutto il Mezzogiorno che venne così a trovare il proprio fulcro a Siracusa e non a Ravenna. Questa scelta di Bisanzio si rivelò molto sensata, infatti nelle rivolte successive alla disputa tra iconoclasti e sostenitori delle immagini sacre non si verificò tumulto alcuno nel "tema" probabilmente l'antica componente greca ben si adattava al potere orientale trovandovi una coincidenza di valori morali e sociali.

Purtroppo o forse per fortuna (chi può dirlo con certezza Question ), il destino dell'Italia non era quello di rimanere sotto Bisanzio, infatti già nel 568 (a soli tre anni dalla morte di Giustiniano) i Longobardi si erano affacciati in Italia sotto la guida di re Alboino. La peste aveva già decimato la popolazione italiana e i Bizantini non disponevano di un esercito da schierare in campo aperto contro l'invasore. Si optò per una difesa nelle città lasciando le campagne in mano al nemico.

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Flavius Stilicho

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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Mar Ago 22, 2006 5:41 pm    Oggetto:  I LONGOBARDI IN ITALIA
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Parlando di "invasione Longobarda" dobbiamo innanzitutto pensarla come una vera e propria occupazione militare delle campagne italiche praticamente senza combattere.

In poco tempo i Longobardi dilagarono nel Nord, impadronendosi di Ticinum e facendone la propria capitale. Ben presto calarono verso Sud ; conquistarono Spoletium e Beneventum (nei quali il dominio Longobardo si protrasse a lungo).

Si venne così a creare una situazione che sarebbe rimasta il problema numero 1 dell'Italia fino al 1860: la disunità territoriale. Ai Bizantini rimase Venezia e la Pentapoli, Perusia, Sutri, Roma, Neapolis, Amalfi, Brindisi quasi tutta la Calabria e le isole.

Gli effetti come dice il anche il nostro caro Druso(scrivo da qui in poi dopo il suo messaggio) furono di enorme portata, ma andiamo per ordine: prima descriviamo i fatti e poi le usanze e gli influssi sulla popolazione.

Tanto per cominciare osserviamo come i Longobardi erano considerati: "barbari inter barbaros" a detta di Velleio Patercolo che dice <<Essi sono persino più barbari della stessa barbarie germanica>>
possiamo solo immaginare cosa fecero alla popolazione delle campagne.
Di certo sappiamo che si interruppe il fenomeno di collaborazione tra vincitori e vinti. Nelle zone occupate dai barbari infatti dagli atti notarili seguenti l'invasione si nota una forte diminuzione di nomi Romani.

E il clero? Beh per il clero si ebbe una situazione simile, infatti dopo l'arrivo dei barbari il vescovo di Mediolanum si trasferì a Genova e quello di Pisa dovette abbandonare la diocesi, simili casi si verificarono in tutta la penisola. Nonostante questa diaspora gran parte del clero minore rimase nelle zone conquistate, inoltre molti monaci orientali tentarono la conversione dei Longobardi (ariani come tutti i Germani) vi fu un vero e proprio scontro di religioni dal quale uscì vittoriosa la Chiesa Cattolica che poteva fare affidamento su secoli di esperienza nel trattare con la gente e con i potenti. Se paragoniamo le due chiese (ariana e cattolica) ci si accorge di come la seconda surclassasse in organizzazione e uniformità la prima e fu questa la carta che la fece prevalere.

Non mancarono reazioni da parte dei re ariani come ad esempio re Autari che proibì di battezzare i figli secondo il rito cattolico, anche il famoso Rotari era di religione ariana ma nonostante la sua grandezza non riuscì a liberarsi della Chiesa; d'altra parte fin dai tempi di Teodelinda e ovviamente per tutta la dinastia cattolica che ne derivò (a parte gli illustri esempi come Rotari) il dominatore Longobardo aveva favorito l'azione del cattolicesimo a sua volta sostenuto dalla chiesa sotto l'influenza bizantina.
Ed è così che abbiamo esempi di restaurazione delle antiche usanze per mano di monaci orientali, uno dei quali arrivò addirittura a far erigere assieme ad una chiesa " per la pulizia delle anime" un complesso termale di stampo Romano "per la pulizia dei corpi".

Ma chi erano i Longobardi? Di loro sappiamo che prima di giungere in Italia erano stati stanziati in Pannonia dallo stesso Impero. Ovviamente erano dei Germani, "barbari tra i barbari" come si è detto... quando invasero l'Italia (con re Alboino) erano organizzati secondo istituzioni tribali e il re non era altro che una guida momentanea che comunque non aveva un potere assoluto, i corpi dell'esercito erano articolati secondo le farae (istituzioni familiari il cui significato era quello di una comune origine) l'invasione dell'Italia avvenne infatti gradualmente e non secondo un grande piano ideato e orchestrato dal re ma seguendo i bisogni delle farae. A capo delle farae erano i duchi, alcuni dei quali erano paragonabili per potenza allo stesso re (parliamo dei duchi di Benevento e Spoleto che erano aldilà della linea di divisione che collegava la Pentapoli a Roma passando per Perugia). Il potere del re era così flebile che si ebbe anche un periodo di anarchia, per uscirne i duchi dovettero eleggere un re e donargli ciascuno metà dei propri territori Shocked ! Tra l'altro esercito e territorio erano strettamente legati poiché i guerrieri Longobardi combattevano per colui che controllava il terreno su cui erano stanziati Wink.

Un po' di Storia ora, dopo la morte di Alboino venne eletto Clefi che però morì solo a due anni di distanza dalla sua elezione ed è quì che troviamo il periodo di anarchia di cui sopra, il fortunato re che ricevette quell'enorme quantitativo di territori altri non era che il figlio di Clefi, Autari. La sua elezione era dettata dal pericolo dei franchi chiamati in aiuto dai bizantini; Autari (584-590) respinse i franchi ed espanse le sue conquiste in barba ai bizantini. Moglie di Autari era nientemeno che Teodolinda, che iniziò la conversione al cattolicesimo sei Longobardi; alla morte del marito però Teodolinda sposò Agilulfo che giunse fino alle porte di Roma, salvata da papa Gregorio Magno grazie ad un forte tributo. Altri importanti passi nella storia dei Longobardi sono l'editto di Rotari (636-652) che in modo, per quanto mi riguarda, comico tentava di organizzare il sistema della vendetta, unica legge vigente tra i Longobardi; e il regno di Liutprando(712-744) che riuscì a ripetere l'impresa di Agilulfo e ad espugnare Ravenna (in seguito riconquistata dai bizantini).
Astolfo infine pose fine alla presenza bizantina nella penisola conquistando la Pentapoli, il re azzardò però troppo nel tentativo di conquistare gli ultimi territori del papato: Pipino nel 756 accorse in aiuto del pontefice e strappò la promessa di tregua ai Longobardi.

Nel frattempo la disputa iconoclasta imperversava nella Chiesa e il papato si stava sempre più alienando Bisanzio, rafforzando però i legami con i Franchi; fu questa una mossa vincente infatti in quell'epoca era nato un altro Magno della Storia: Carlo. Carlo regnava assieme al fratello, entrambie erano sposati a due figlie di Desiderio, re longobardo. Alla morte di Carlomanno, sua moglie e i suoi figli chiesero aiuto a Desiderio per riconquistare il regno; il re Longobardo nel frattempo aveva dichiarato guerra al papato (a causa dell'elezionie di Adriano I, avverso ai Longobardi) e Carlo colse al volo l'occasione: ripudiò la moglie e attaccò Desiderio. Nel 774 Pavia cadde e con lei l'intero regno Longobardo fino ai ducati di Spoleto e Benevento che ressero alla caduta pur consegnando le rispettive rese, Desiderio fu fatto prigioniero e per l'Italia continuarono le tribolazioni.

Ma cosa ci rimane dei Longobardi? La parola faida non esisteva in latino ad esempio Wink , e tutt'ora rimane traccia della divisione territoriale di quei secoli soprattutto in Umbria: la mia terra... le zone che furono a lungo sotto i Longobardi come ad esempio Perugia parlano dialetti completamente diversi dalle zone del ducato di Spoleto ad esempio. Ma fosse solo questo sarebbe ben misera cosa, infatti fondamentale per la nostra penisola fu la divisione, quella stessa divisione a cui dovettero porre fine Garibaldi e i suoi Mille, quella stessa divisione che noi ricordiamo nel nostro amato inno con la frase " noi fummo da secoli calpestati e derisi, perché non siam popolo perché siam divisi", detto ciò vi lascio trarre da soli le conclusioni sperando che il logos vi illumini ora e sempre in ogni ragionamento e passaggio logico Idea . Per chi se la sente di rispondere alla domanda d'inizio del forum, sappia che ora dispone di sufficenti strumenti per iniziare una bella discussione Exclamation

Spero mi scuserete se non inizierò io, ma ritengo di essere stato fin troppo egoista nello scrivere tutto ciò senza attendere le vostre risposte, ergo... sotto con la discussione Exclamation Very Happy

Valete!

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Flavius Stilicho

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Ultima modifica di Flavius Stilicho il Gio Ago 24, 2006 7:15 pm, modificato 3 volte in totale
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Druso

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MessaggioInviato: Mar Ago 22, 2006 9:16 pm    Oggetto:  Druso
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...unità che però cercarono,anche se senza successo,di realizzare i Longobardi,divenuti ormai il popolo"forte" in ambito italico,essi vi rimasero a lungo...solo con CarloMagno vennero sottomessi(solo al nord peraltro),e dettero molto alla penisola,erano inanzitutto abili lavoratori di metalli ed in particolare orafi eccellenti.
Nel sud i ducati di Spoleto e Benevento durarono a lungo e prepararono la base territoriale per l'avvento del regno normanno,che sarà importantissimo,poichè riabilitò le vie di comunicazione per la grande pastorizia,che per secoli caratterizzò il sud come partenza e il centro come arrivo per le grandi transumanze:

Quando i Bizantini installarono il governatorato in Apulia e Calabria,venne organizzato un sistema di manifatture imperiali direttamente connesse alle vocazioni produttive di questi territori,olte ovviamente alla costituzione di alcuni latifondi imperiali.
Molto verosimilmente queste manifatture(site soprattutto a Canosa e Venosa) hanno coinvolto in maniera massiccia la produzione laniera della regione,è altresì probabile che a questa produzione venne affiancata la richiesta di sacrae largitiones.
Nota significativa di questa situazione è il fatto che ,progressivamente con la disgregazione delle strutture politico-amministrative dell'Occidente romano,l'Apulia è sorprendentemente assente per quanto riguarda la pastorizia e la produzione di lana che sempre l'ha caratterizzata.
La guerra gotica ebbe sicuramente effetti devastanti per quanto riguarda la transumanza,e di conseguenza mutarono le vie d'accesso ai territori interni per i proprietari delle greggi,non più infatti verso Marsica e Sannio,ma ora verso la Lucania.(non a caso i primi documenti medievali riportati in queste regioni sono i diritti di pascolo,tra cui uno riguardante l'abazzia di MonteCassino).
Ma ora v'era una nuova compagine politica che aveva sufficiente autorità da far presa sui territori,siamo arrivati circa al 1100 e si stà parlando del regno normanno.
Prima vi furono: la deleteria guerra gotica,il crollo dell'ampio sistema ruotante attorno al commercio della lana e la "frattura di civiltà" rappresentata dalla dominazione longobarda nel sud(Spoleto e Benevento appunto),tutti eventi che avevano provocato l'interruzione tra il Tavoliere e i pascoli dell'Italia centrale.
La fine di un Impero aveva provocato quell'interruzione,la nascita di un regno riattivò i contatti.

Come fonti ho utilizzato il saggio di A.Giardina "Uomini e spazi aperti"

Spero di non avervi annoiato,ma d'altronde è un argomento poco"battuto" Embarassed

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Non ho paura del futuro perchè conosco il passato...

Druso / Stefano Scannavini
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Gio Ago 24, 2006 7:21 pm    Oggetto:  
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Scusate il post a vuoto ma volevo segnalare che ho finito di descrivere la Storia d'Italia fino alla caduta dei Longobardi... Embarassed

Però sapete come funziona... anche se il messaggio è stato appena aggiornato agli utenti non risulta e quindi grazie a questo messaggio posso segnalare a tutti l'aggiornamento del Topic Razz .

A questo punto approfitto per ringraziare Druso e tutti coloro che tenteranno di avviare una discussione su questo argomento così poco "battuto".
Ovviamente tutte le cose che ho scritto al riguardo sono nei precedenti messaggi Wink quindi se volete leggere dovete risalire la pagina (informazione per i nuovi arrivati Very Happy )

Valete!

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MessaggioInviato: Ven Ago 25, 2006 8:50 pm    Oggetto:  WOW!
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Flavio Stilicone ha scritto:
Scusate il post a vuoto ma volevo segnalare che ho finito di descrivere la Storia d'Italia fino alla caduta dei Longobardi... Embarassed

Hai quasi scritto un breve libro, mi stai facendo venire voglia di rileggere il Gibbon... complimenti!

A.
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Ven Ago 25, 2006 8:55 pm    Oggetto:  
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Rispondi citando

Accidenti che complimento Embarassed !
Ti ringrazio e ti invito ad intervenire nella discussione se la cosa ti interessa veramente... dopotutto qualche informazione in più o meglio Wink qualche considerazione sull'argomento non possono che giovare Very Happy !

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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Ven Ago 25, 2006 9:16 pm    Oggetto:  Mh.....
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Flavio Stilicone ha scritto:
Accidenti che complimento Embarassed !
Ti ringrazio e ti invito ad intervenire nella discussione se la cosa ti interessa veramente... dopotutto qualche informazione in più o meglio Wink qualche considerazione sull'argomento non possono che giovare Very Happy !

Ehehe mi piacerebbe ma sono un po' arrugginito sul tema in questo periodo della mia vita. Per quanto ne so il livello del forum è alto e non mi va di dire sciocchezze Cool Però leggo e se penserò di poter dire qualcosa di valido non mi tirerò indietro.

ciao ciao

Apx.

PS - mi sto arrovellando sull'etimologia del tuo nome, ma se non lo indovino ti scriverò per saperlo Very Happy
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Aureliano

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MessaggioInviato: Mer Ago 30, 2006 11:23 am    Oggetto:  
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Il problema principale della riconquista Bizantina dell'Italia da parte di generali famosi come Belisario e Narsete, fu proprio quello dell'ingente spesa di gurra dovuta alla riconquista da parte di Giustiniano secondo me l'ultimo vero imperatore Romano. Infatti la prima fase della guerra gotica fu sciolta sopratutto grazie non solo all'abile manovra del valente Belisario e dei suoi veterani della guerra d'Africa, ma dalla volonta della popolazione a liberarsi dagli Ariani e dai nobili romani dai Goti, in poco tempo l'esercito romano occupò buona parte della provincia Roma Napoli Milano Ravenna anche se un pò di nostalgia venne ai senatori romani qundo quella mattina entrarano a Roma in sfilata le legioni ormai composti da traci greci barbari, ma sorvoliamo. La seconda fase o per gelosia o per volonta stessa di Giustiniano di diminuire le truppe e i fondi necessari al vittorioso Belisario di continuare la guerra e in seguito divise anche quelle poche truppe in 2 divesi comandi, e l'Italia straziata dalla guerra dovette contribuire al pesante dazio di imposte dirette per mantenere la grossa Burocrazia Bizantina, questo riporto a furor di popolo l'appoggio della plebe e dei contadini verso i Goti ,se no non sarebbe spiegabile che ToTila in meno di un anno riusci a raccogliere più di 10.000 uomini a riprendersi piazzaforti come Roma....Quindi la mancanza di tatto delle autorità Bizantine provocò la perdita di quell'unità che si poteva ottenere secoli prima, basti pensare che i longobardi invasero l'Italia a gruppi ma mai con un contingente che superava le 10000 unita con scarse forze di cavalleria (ma con un pregio per il sud La Bufala da cui la mozzarella .. Laughing ) fu la mancamza di volontà a resistere e l'oppressione delle masse che fece l'Italia di nuovo schiava agli uomini dalla lunga barba.
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