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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Esistevano i Marines nell'esercito Romano?
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feanor65

Miles






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MessaggioInviato: Ven Gen 14, 2011 9:13 pm    Oggetto:  Esistevano i Marines nell'esercito Romano?
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Ciao a tutti e Buon anno ( anche se con molto ritardo).
Ho appena visto che una nota ditta di soldatini sta producendo dei Marines romani ed essendo io un appassionato collezionista di soldatini volevo farvi questa domanda.
Esistevano veramente i Marines romani?
Che armatura, simboli, insegne e colori ( sugli scudi e sulla tunica) avevano?
Come venivano impiegati?
Ci sono resoconti di un eventuale loro utilizzo?
Mi interessa molto sopratutto perchè, acquistando questi soldatini, dovrò dipingerli e, quindi, ho bisogno di notizie sopratutto su eventuali colori utilizzati.
Sono un collezionista pignolo che quando inizio un progetto lo voglio riprodurre nei minimi dettagli.
So che esiste qualche cosa della Osprey ma in inglese xcui avrei bisogno di un resoconto dettagliato in italiano.
Ciao a tutti e grazie

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Feanor/ Enrico de Santis
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MessaggioInviato: Ven Gen 14, 2011 9:13 pm    Oggetto: Adv






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Silla

Praefectus





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MessaggioInviato: Sab Gen 15, 2011 12:34 am    Oggetto:  
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I republican marines e successivamente gli imperial marines Mr. Green sono esistiti veramente! Very Happy

Per il periodo repubblicano la fonte principale è Polibio che li definisce epibatai - più o meno vuol dire "imbarcati". Erano quei soldati che fungevano appunto come fanteria di marina, con le stesse funzioni che avevano i fanti sulle navi settecentesche e ottocentesche piuttosto che quelle dei moderni marines: difesa e abbordaggio delle navi, azioni rapide a terra.

Sui colori non saprei, non ci sono fonti che ne parlino o ne mostrino. C'è un rilievo (di epoca augustea, così pare) di nave da guerra romana che ha a bordo dei soldati con scudi ovali. Vegezio afferma che oltre alle vele e al cordame dello stesso colore, i fanti indossassero tuniche di un azzurro veneto - mi pare dica così...
Questo è quanto sappia...

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Silla/Luca Ventura

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"O straniero, riferisci agli Spartani che qui
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Dr Domus

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gladiatores


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MessaggioInviato: Sab Gen 15, 2011 10:44 am    Oggetto:  
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Si Vegezio dice così. L'azzurro veneto dovrebbe corrispondere a un verde acquamarina. E' un ulteriore esempio di come dei legionari (perchè erano legioni anche quelle marine) non avessero tuniche rosse.
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Dario Battaglia
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Plinius

Princeps Senatus






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MessaggioInviato: Sab Gen 22, 2011 10:34 am    Oggetto:  
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Roma aveva veri marines imbarcati, anche se il loro impiego aveva un'organizzazione meno sofisticata di quella attuale. E ciò è naturalmete ovvio.
Dirò di pù.
Corpi simili erano già presenti nella marineria militare greca dell'età classica, quindi in tempi precedenti a quelli dell'affermazione imperiale di Roma.
Cesare, prima d'invadere la Britannia per troncare le forniture che da lì giugevano ai Galli, utilizzò dei legionari con sensibile addestramento a compiti di sbarco, ricognizione marittima, attestazioe e ricognizione territoriale.
Anche Attilio Regolo nella sua campagna africana sbarcò un nutrito corpo di classiarii con compiti tipici dei "marins" e sopra riassuntati.
Lo sbarco avvenne nela città africana di Aspis, durante la I guerra punica , nel 256 a.c. e partì da Messana (ggi Messina) con 330 navi (Polib. op. cit., 1.29).
I Romani si avvalsero di 140.000 uomini ed organizzarono la spedizione, come loro solito, in modo da potersi difendere anche da attacchi contro di loro.

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Plinius/Ettore Argan

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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

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Marcus Julius Maurus

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MessaggioInviato: Dom Gen 23, 2011 4:01 pm    Oggetto:  
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Scartabellando i libretti della Osprey l'unico Marine che ho trovato è in “Roman Military Clothing #1 (100 BC - AD 200)” - il (laconico) testo recita:
La ricostruzione è basata su una lapide ben conservata trovata in Grecia. Notare che il mantello (Sagum) ha una piccola nappa nella parte inferiore. Sul monumento la spada appare allacciata ad una cintura simile a quelle normalmente viste sulle statue con la corazza-muscolata. L’uso del Rosso sia per la tunica che per il mantello è attestato da una lapide di un altro Marine, Sabinianus, trovata a Creta (tracce di tintura rossa sono state trovate sia sul mantello che sulla tunica).

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Marcus Julius Maurus / Mauro Nelli
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Tvllia

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MessaggioInviato: Lun Gen 24, 2011 9:49 am    Oggetto:  
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Sarebbe bello vedere la lapide del Sabinianus di Creta. C'è per caso la foto su Osprey?
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Silla

Praefectus





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MessaggioInviato: Lun Gen 24, 2011 10:02 am    Oggetto:  
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Tvllia ha scritto:
Sarebbe bello vedere la lapide del Sabinianus di Creta. C'è per caso la foto su Osprey?


No! Cool

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Silla/Luca Ventura

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Dr Domus

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MessaggioInviato: Lun Gen 24, 2011 3:02 pm    Oggetto:  
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Appunto Silla. Ma anche se fosse, dobbiamo continuare a ricordare che per i Romani, le definizioni di rosso come rubro, rufo, rubicondo, russato corrispondono identicamente alle varie tonalità dei marroni, dal color ruggine (robigo, appunto) fino quasi al giallo, dei rossiccio-arancioni e del rosa. Tutto questo "rosso romano" non è il nostro attuale "rosso". E così i residui di pigmentazione eventualmente rinvenuti, possono trarre origine da gamme di colori assai ampie, anche laddove possano sembrare rossicce.
D'altronde il fiume Rubicone a me non sembra rosso, ma marroncino. E il rubicondo Tevere a me somiglia più al colore delle tuniche fulve dei militari di AD che a quelle coccinee di tanti colleghi reenactors Idea[/i]

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Dario Battaglia
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feanor65

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MessaggioInviato: Lun Gen 24, 2011 7:36 pm    Oggetto:  
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La Osprey ha pubblicato questo volume x la marina romana e credo che comprenda anche la relativa fanteria di mare.Certo il volume è in inglese cmq la descrizione del libro è questa:
La marina romana, anche se un po 'offuscato dalle legioni, ebbe un ruolo importante per l'impero romano. Per l'esercito per conquistare e governare i suoi vasti territori, il controllo delle rotte marittime, è stata fondamentale. Le flotte della marina doveva essere strutturato e potente per dominare il commercio, TRASPORTI legioni e attaccare e difendere contro i pirati e altri nemici. Sotto Augusto nel 31BC, la marina militare consisteva di 800 navi da guerra con molti inviati a Ravenna e Miseno in Italia, e più piccoli squadroni alle coste esterne e ai fiumi importanti per sostenere le operazioni di terra. Questo libro fornisce una dettagliata rivalutazione del contributo decisivo da parte della marina romana al potere imperiale romana, che copre l'organizzazione delle flotte e la vita quotidiana dei soldati. In precedenza ricerche inedite è completato da ricostruzioni a colori straordinarie delle divise e delle attrezzature, facendo di questo una risorsa centrale su un pezzo di storia antica trascurato.


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Feanor/ Enrico de Santis
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MessaggioInviato: Lun Gen 24, 2011 11:27 pm    Oggetto:  
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Raffaele D'Amato e Graham Sumner! Apprezzo questi due studiosi. Il primo (con cui ho avuto solo contatti telefonici) è quello che ha "riscoperto" (dopo di me Very Happy ) le loriche segmentate in cuoio (Arms and Armour of the Imperial Roman Soldier, 2009 - Front line books). Il secondo lo conosco personalmente da St. Romain-en-Gal 2010, in Francia (carissima persona).
Tuttavia caro Feanor65, l'edizione Osprey di cui parli non apporta indizi o prove all'argomento qui trattato. Ne altre loro pubblicazioni (per quanto efficaci in taluni punti), risultano esaustive sul significato dei colori nell'esercito romano. Invito per l'ennesima volta a consultare un VECCHISSIMO mio articolo sull'argomento:
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Dario Battaglia
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Marcus Julius Maurus

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MessaggioInviato: Mar Gen 25, 2011 2:40 am    Oggetto:  
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Ecco la traduzione del Capitolo 18 - "I Colori" di "Imperial Roman Naval Forces", che (meno male) appoggia l'idea che il colore più usato in marina era il venetus e ipotizza le varianti, compreso Sabinianus:

"Specifici colori dei vestiti identificavano nautae, classiarii e comandanti navali. Plauto, nel periodo Consolare, scrivendo sui marinai ordinari, nella descrizione del vestito di un nauta menziona tuniche in color grigio-ferro (ferrigineum). Nel periodo Imperiale i marinai mantennero la preferenza per un grigio-ferro o colori scuri.
Il blu sembra essere stato il colore preferito dei soldati navali, almeno per i gradi superiori.
Il blu-cielo era associato alla Marina per il collegamento con Nettuno, dio degli oceani, e Cassio Dione riferisce che un mantello od un costume blu-ceruleo era la prerogativa degli ammiragli vittoriosi. Nel 43 a.C. Sesto Pompeo ricevette dal Senato il titolo di Praefectus Classis et Orae Marittimae (Ammiraglio della Flotta e delle coste di Roma), e vestiva un mantello bluastro, secondo sia Appiano che Cassio Dione. Questo “venetus” era il colore sacro a Nettuno. Dopo la sua vittoria navale su Ottaviano al largo della Sicilia. Sesto Pompeo “credendosi realmente il figlio di Nettuno…indossò un abito blu scuro …” .
Lo stesso colore è menzionato per l’abito di Agrippa e appare, per esempio, nel mosaico di Palestrina, se l’interpretazione di Fuentes è corretta.
Fuentes suggerisce anche che la sciarpa (focale) fosse usata come mezzo di identificazione; se così, è possibile che marines vestissero sciarpe blu e che legioni costituite utilizzando i marines le abbiano tenute.
Anche se le varie sfumature di Blu erano le più largamente usate, non erano gli unici colori. Tracce di rosso sono infatti ancora visibili nei monumenti funerari dei marines della Flotta di Misano, che mostrano il color rosso-marrone dei Pretoriani che erano utilizzati nelle unità di origine Italica che prestavano servizio in mare. Sulla lapide di Julius Sabinianus, un classiarius di una vessilazione della Flotta di Misano stanziata ad Atene, un tempo erano visibili tracce di rosso sia sulla tunica che sul mantello.

Il bianco sembra essere stato una prerogativa della Flotta d’Oriente. Svetonio menziona un episodio in cui sia i passeggeri che i marinai (nautae) erano vestiti di bianco immacolato (candidus). Il bianco è il colore più visibile nelle tuniche dei ritratti del Fayoum del I-II secolo; molti soldati ritratti potrebbero essere membri della Flotta di Alessandria, una teoria ulteriormente avvalorata dal fatto che molti di questi vestono mantelli blu.
Il mosaico di Ulisse e le sirene nel Museo del Bardo a Tunisi, mostra marinai armati o marines vestiti con tuniche bianche con clavi rosso e mantelli Blu-verde (venetus). Questo mosaico potrebbe essere stato ispirato a qualcuno dei marinai operanti sulla costa Nordafricana.
Nel Tardo Impero i marinai e le truppe imbarcate sulle naves exploratoriae o pictae (Le navi dipinte per compiti esplorativi) vestivano tuniche color blu-verde (venetus), almeno durante la vita di Vegezio. Questo colore era, secondo Corippo, lo stesso della fazione blu del Circo (veneta). La ragione per cui marinai e marines vestivano una tale veneta vestis era che questo colore era marinis fluctibus similis, ‘simile alle onde del mare’. Vegezio afferma che questo colore non era usato solo per le tuniche ma anche per le vele delle navi, così da sfuggire al rilevamento di giorno e di notte.
Il codice Vergilius Romanus – datato ultimo quarto del V secolo originato in Italia, Gallia o Britannia mostra marines romani indossanti pesanti mantelli rossi e arancioni appuntati con fibulae di balestra, e tuniche con segmenta arancioni e verdi."

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Marcus Julius Maurus / Mauro Nelli
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feanor65

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MessaggioInviato: Mar Gen 25, 2011 6:53 pm    Oggetto:  
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Grandissimo ed apprezzatissimo lavoro di traduzione.Vi ringrazio tutti x l'aiuto.Andrò anche a leggere il topic riguardante i colori delle legioni.
Grazie a tutti.
Enrico

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Feanor/ Enrico de Santis
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