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Dalla Repubblica all'Impero: la trasformazione della cucina
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Gastronomia romana
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Maecenas

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Maecenas is offline 

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MessaggioInviato: Dom Lug 06, 2008 10:57 pm    Oggetto:  Dalla Repubblica all'Impero: la trasformazione della cucina
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La società romana degli esordi e dei primi secoli repubblicani aveva sostanzialmente una cucina semplice e frugale, anche quando s'arricchiva rimaneva sempre sobria, non ostentava mai oltre dei limiti discreti anche se al desco sedevano alleati o inviati illustri, era una cucina che si richiamava alle origini, per questo utilizzava prodotti legati alla propria terra, ma soprattutto la potremmo definire austera.
Poi, con l'inizio dell'espansione intorno al II secolo aC, le spese per il pasto delle cucine patrizie lievitavano periodicamente, gli arrivi dal bacino del Mediterraneo fornivano nuovi gusti, soprattutto quelli delle spezie, ricercatissime tra cui ovviamente il pepe che divenne "romano" rapidamente andando a completare quasi tutte le ricette dell'epoca.
Ovviamente la cucina al tempo imperiale era totalmente internazionale come diremmo oggi, specialità esotiche troneggiavano maestose in ogni cena che si rispettasse, Apicio fece armare una nave solamente per andare nei pressi dell'attuale Libia a pescare i famossimi gamberi giganti del luogo e cucinarli secondo dovizia.

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Gli Spartani non chiedono quanti siano i nemici,ma dove sono.....

Enrico Franco Pantalone
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MessaggioInviato: Dom Lug 06, 2008 10:57 pm    Oggetto: Adv






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Silla

Praefectus





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MessaggioInviato: Lun Lug 07, 2008 12:22 am    Oggetto:  
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Giustamente hai sottolineato che cambiarono i gusti di alcuni patrizi raffinati.... In realtà il popolo continuò a mangiare quello che ha sempre mangiato..... Very Happy
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Silla/Luca Ventura

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"O straniero, riferisci agli Spartani che qui
noi giacciamo, obbedienti ai loro ordini"
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Flavius Stilicho

Consul





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MessaggioInviato: Mer Lug 09, 2008 12:31 am    Oggetto:  
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Citazione:

Giustamente hai sottolineato che cambiarono i gusti di alcuni patrizi raffinati.... In realtà il popolo continuò a mangiare quello che ha sempre mangiato.....


Fenomeno che invece sta cambiando ai nostri tempi, Perugia ad esempio è piena di locali che vendono Kebab Rolling Eyes

Riguardo alla ricchezza della cucina imperiale, è interessante anche il brano del Satyricon di Petronio in cui Trimalchione offre ai suoi ospiti il seguente banchetto:

Antipasto: "quanto al vassoio v'era piazzato sopra un asinello in lega metallica corinzia, con una bisaccia piena di olive bianche in una tasca e nere nell'altra. L'asinello portava in groppa due piatti, sui cui margini era inciso il nome di Trimalchione e il peso dell'argento (finezze di liberti Wink) V'erano anche saldati ponticelli che sostenevano ghiri conditi con miele e papavero"

Primo: "E c'erano dei salsicciotti sfrigolanti su una graticola d'argento, e sotto la graticola prugne di Siria e chicchi di melagrana"

Piatto forte: "mentre noi ci gustavamo ancora l'antipasto, fu portato un vassoio con sopra una cesta contenente una gallina di legno ad ali spalancate in cerchio, nella posizione consueta di quando covano le uova. Lo abbordano subito due schiavi e mentre scoppia una salva musicale si danno a frugare tra la paglia, ed estratti un uovo di pavone dopo l'altro ne fanno omaggio ai convitati."

Ma a questo punto c'é la delicatezza finale da parte di Trimalchione, egli infatti "volge il capo a questo colpo di scena, e spiega: «Amici, uova di pavone ho fatto mettere sotto la gallina. Ma, miseriaccia boia (mehercules), ho paura che ci sia già dentro il pulcino. In ogni modo, proviamo se sono ancora succhiabili» Ci vengono distribuiti dei cucchiaini di non meno di mezza libbra, e rompiamo quelle uova rivestite di pasta frolla. Io quasi buttai via la mia parte, che mi pareva esserci già formato dentro il pollastrello. Ma poi, come sentii un convitato che lì era un habitué: «Qui ci deve essere un non so che di buono», faccio un sondaggio con la mano e ci trovo un beccafico ben grasso dentro un tuorlo pepato"

(trad. di L. Canali)

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Flavius Stilicho

Francesco Bindella

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Plinius

Princeps Senatus






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Plinius is offline 

Località: Panormus/Balarmuh




MessaggioInviato: Mer Lug 09, 2008 12:31 pm    Oggetto:  
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Flavius Stilicho ha scritto:


........................................................
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è interessante anche il brano del Satyricon di Petronio in cui Trimalchione offre ai suoi ospiti il seguente banchetto:

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................. L'asinello portava in groppa due piatti, sui cui margini era inciso il nome di Trimalchione e il peso dell'argento (finezze di liberti Wink) .............................................
......................
(trad. di L. Canali)


.... Smile Ma era l'antenato di qualche nostro parlamentare? Very Happy

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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

Quanto più volgare è l'uomo politico, tanto più stridente è il linguaggio. (P.C. Tacito)
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Silla

Praefectus





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MessaggioInviato: Mer Lug 09, 2008 3:43 pm    Oggetto:  
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Plinius ha scritto:

.... Smile Ma era l'antenato di qualche nostro parlamentare? Very Happy


Questo tuo commento, Plinius, mi fa venire in mente come per i romani i nostri parlamentari sarebbero stati oggetto di irrisione, sarcasmo e in ultimo orrore peggiore di quello con cui colpirono Caligola o Nerone....
E ciò mi rattrista Crying or Very sad

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Silla/Luca Ventura

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Raphael Petreius

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MessaggioInviato: Ven Ott 03, 2008 10:27 pm    Oggetto:  
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Secondo me sarebbero stati quasi tutti gettati dalla rupe Tarpeia come Marco Manlio Capitolino... Interessante la cucina: vorrei aggiugereche il piatto principale per romani normali erano i legumi, accompagnati al pane e qualce volta carne o pesce
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" - Romani, sumus filii Lupae Capitolinae!!
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Raphael Petreius /Raffaele Pirozzi
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