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Cani ancestrali sardi
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Nepher

Miles






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MessaggioInviato: Ven Ago 01, 2008 4:01 pm    Oggetto:  Cani ancestrali sardi
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Visto che in questo topic si parla di razze antiche, ne approfitto per dire qualcosa su due razze ancestrali sarde:il cane fonnese (di cui è prossimo il riconoscimento da parte dell'ENCI) e il dogo sardesco o cani pertiatzu (tigrato). Sul primo è presente una discreta mole d'informazioni. e anche un buon numero d'esemplari omogenei nella tipologia. Reputo interessante quanto scritto sul sito di Bellasardegna e che riporto:

Cane Fonnese(cane sardo): Cenni Storici


Cane di antichissima origine, conosciuto anche come cane pastore fonnese o mastino fonnese si suppone che derivi dall'incrocio tra cani locali di tipo levrieroide ed i feroci molossi (canis pugnax) utilizzati nella campagna del 231 A.C. dal console romano Marco Pomponio Matone per combattere e sottomettere gli indomiti ribelli delle zone interne della Sardegna.

Peraltro, uno studio in corso da parte del dott. Marco Zedda della facoltà di Medicina Veterinaria dell'università di Sassari ipotizza che i cani importati dai romani fossero, in realtà, segugi (sagaces canes) dal fiuto finissimo, atti a scovare i nascondigli dei ribelli sardi mentre, i molossi, erano i cani locali, preziosi compagni dell'uomo nuragico nelle varie attività (caccia, allevamento, guerra ecc.).

Sono del 1774 le prime notizie storiche che riguardano i cani di Fonni. Padre Francesco Cetti nel suo libro "Storia naturale della Sardegna" li descrive come "cani di grossa taglia e di bella apparenza" e, inoltre "le dimensioni opposte del veltro e del mastino si elidono scambievolmente...vi trovano riunite in un sol corpo la forza, la velocità l'odorato...e ne risulta un grande risparmio di corpi poiché uno solo fa gli uffici di molti."

Nel 1841 Baldassarre Luciano in "Cenni sulla Sardegna" parla dei cani di Fonni in questi termini: " E' una famiglia di gran corpo di docilità, destrezza e forza. Nel villaggio stanno a guardia delle case, nel salto a custodia delle greggi contro i ladri e le volpi. Compagni dè banditi li vegliano e li aiutano negli incontri lanciandosi sul nemico benché armati e in sella, e cogliendoli e precipitandoli con gravi ferite al collo se non siano respinti."

Nel 1861 Il Padre Gesuita Bresciani nel libro "Dei costumi dell'isola di Sardegna" parla di una razza di cani "d'indole cupa, cogitabonda e triste in eccesso, tanto valenti alla guardia che i Sardi li hanno a ragione in altissimo pregio..... hanno il muso aguzzo, gli orecchi ritti, la vita lunga e slanciata, gambe snelle e sottili, il pelo irto o rado di colore lionato o bigio piombo....sono fedeli al signore o dolci con i famigliari ma turci, odiosi e feroci con gli stranieri."



L' addestramento durissimo e cruento cui venivano sottoposti i cani fonnesi nel passato (forse, in qualche caso, ancora oggi) consisteva nel tenere il cane, ancora cucciolo, al buio in buche scavate nel terreno e ricoperte di frasche, senza contatti umani se non col proprietario. il cibo era costituito da latte di pecora così da creare uno stretto collegamento nutrimento-pecora-madre e quindi il gregge da difendere fino alla morte.

Un altro sistema di addestramento consisteva nell'aizzare il cane contro un fantoccio dalle sembianze umane che portava - legata al collo - una vescica piena di sangue. I cani imparavano ad azzannare il collo del fantoccio subendo, di conseguenza, un condizionamento che formava un animale estremamente aggressivo e feroce specialmente nei confronti dell'uomo. Animali con queste caratteristiche sono stati utilizzati in passato anche a scopi militari e di difesa del territorio. Nel 1793 i francesi al comando dell'ammiraglio Treguet tentarono di conquistare la Sardegna sbarcando nella spiaggia del Poetto, nel golfo di Cagliari: L'impresa fallì anche per l'intervento di volontari sardi che, vista la flotta dei francesi accorsero in gran numero dalle montagne vicine con i loro cani che, aizzati in branchi contro gli invasori, contribuirono a vanificarne lo sbarco, incuranti degli sparie del fumo.

Padre Antonio Bresciani (Dei costumi dell'isola di Sardegna, 1861) parla di quei cani come dei fedelissimi mastini tigrati e descrive cosi l'avvenimento:" quelle tigri, fatte più calde e frementi al fuoco, al fumo, al fragore delle artiglierie, correndo e nabissando, colle aperte bocche, investirono l'oste nemica; ed arricciando i peli non lasciavanli riavere..... beato chi potea gettarsi in mare a salvamento...."

Mario Sanna

Il Dogo Sardesco, imbastarditosi a causa degli accoppiamenti casuali, sta purtroppo diventando sempre più raro. E' un molossoide molto simile al cane corso e un tempo veniva adibito alla guardia delle masserie isolate e alla custodia di animali "difficili" come i maiali. Qualche esemplare era addestrato a cacciare il cinghiale.

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Ultima modifica di Nepher il Mer Ago 20, 2008 2:00 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Ven Ago 01, 2008 4:01 pm    Oggetto: Adv






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Plinius

Princeps Senatus






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MessaggioInviato: Ven Ago 01, 2008 7:55 pm    Oggetto:  
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Due razze poco conosciute. Note solo agli esperti. Interessante.
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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

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Nepher

Miles






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MessaggioInviato: Sab Ago 02, 2008 2:57 pm    Oggetto:  
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Il cane fonnese, dopo il riconoscimento da parte dell'Enci, scommetterei che avrà un discreto successo. C'è da sperare solo che non finisca nelle mani sbagliate perchè, se non è ben gestito da un padrone equilibrato e responsabile, potrebbe diventare pericoloso. Se in buone mani, si rivela invece compagno piacevole, fedele e pronto all'apprendimento (è intelligentissimo). Rimane comunque sempre molto diffidente verso gli estranei e poco propenso all'amicizia con altri cani, specie se è maschio. Il dogo sardesco, malgrado l'aspetto truce, ha un carattere più malleabile e, da buon molossoide, è molto affettuoso.
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Plinius

Princeps Senatus






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MessaggioInviato: Sab Ago 02, 2008 4:07 pm    Oggetto:  
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Ritengo che, non solo il padrone deve essere responsabile e ben equilibrato, ma deve aver ben chiaro in mente che il cane, e con lui tutti gli animali sociali, deve essere subordinato.
Per dirla etologicamente, il padrone è il capobranco e lui è il gregario; principio che da diversi decenni, per vari motivi, non viene più praticato determinando i casi, cronologicamente, dei dobermann, dogo, rottweiler, pitbull etc., etc. selvaggi, aggressivi, feroci e pericolosamente autonomi.

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MessaggioInviato: Sab Ago 02, 2008 5:35 pm    Oggetto:  
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Quoto in tutto e per tutto. Comunque, se anche ai profani di cinofilia ,ai bambini in primis, spesso protagonisti di drammatici incidenti con i cani, venisse insegnato a rapportarsi correttamente con gli animali, non leggeremmo un fattaccio ogni giorno nella "nera" del giornale! I cani detestano gesti bruschi, urletti, mani che calano dall'alto, essere scocciati mentre dormono o mangiano. Tutti, anche i più minuscoli e tranquilli sono animali territoriali, quindi il classico caso del recinto scavalcato per recuperare il pallone finito in un cortile può avere conseguenze che vanno dallo spavento alla tragedia. Un genitore, inoltre, non dovrebbe MAI lasciare i bimbi piccoli soli col cane, anche di casa: non tanto perchè potrebbe assalirli, quanto perchè, giocando, potrebbe involontariamente far male.
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Alexandros

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MessaggioInviato: Dom Ago 10, 2008 2:39 pm    Oggetto:  
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Citazione:
i molossi, erano i cani locali, preziosi compagni dell'uomo nuragico nelle varie attività (caccia, allevamento, guerra ecc.).
Difatti io sapevo questa teoria, che supportata dalle "nuove" scoperte (nuove si fa per dire, visto che di Shardana e P.d.m si parla già dagli anni '70) attribuirebbe l'origine di questi molossi dall'area orientale.

Oltretutto questa non è la sola (assieme al cane fonnese) delle razze Sarde a rischio.
Anche il Levriero Sardo è praticamente estinto.

Nepher ha scritto:
Quoto in tutto e per tutto. Comunque, se anche ai profani di cinofilia ,ai bambini in primis, spesso protagonisti di drammatici incidenti con i cani, venisse insegnato a rapportarsi correttamente con gli animali, non leggeremmo un fattaccio ogni giorno nella "nera" del giornale! I cani detestano gesti bruschi, urletti, mani che calano dall'alto, essere scocciati mentre dormono o mangiano. Tutti, anche i più minuscoli e tranquilli sono animali territoriali, quindi il classico caso del recinto scavalcato per recuperare il pallone finito in un cortile può avere conseguenze che vanno dallo spavento alla tragedia. Un genitore, inoltre, non dovrebbe MAI lasciare i bimbi piccoli soli col cane, anche di casa: non tanto perchè potrebbe assalirli, quanto perchè, giocando, potrebbe involontariamente far male.

Concordo in toto. Oggi non c'è proprio educazione verso gli animali. I bambini sono indisciplinati e violenti. Non capiscono che un cane non è un giocattolo. è naturale poi, che a seguito di maltrattamenti l'animale abbia una reazione violenta.
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Nepher

Miles






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MessaggioInviato: Lun Ago 11, 2008 1:06 pm    Oggetto:  
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Qualche anno fa, un mio paesano allora quattordicenne è finito al pronto soccorso con la gamba così malridotta da rendere necessari 50 punti di sutura. Era stato il cane di casa ad assalirlo, un anziano bastardone che aveva trascorso 3/4 della sua esistenza legato a tre metri di catena. Il ragazzino lo importunava di continuo e, il giorno in cui il cane, per un caso fortuito, si è ritrovato libero, ha fatto quel che ha fatto. Naturalmente, il padrone ha provveduto a giustiziarlo con un colpo di doppietta, come si usa da queste parti. Non credo fosse un cattivo cane. Aveva cattivi padroni, questo sì: gente che non è stata in grado d'insegnare ai figli come ci si rapporta con gli animali, i quali sono esseri sensibili e senzienti, non giocattoli. Gente che aveva scambiato un essere,appunto, sensibile e senziente per un "allarme" che, è ovvio, è meglio non stia tra i piedi, se no riempie la casa di peli e chissà quali terrificanti malattie sarebbe capace di contagiarti, quindi se ne stia relegato in un angoletto del cortile, mantenuto a pane e acqua e niente carezze. Riguardo al ragazzino, bocca mia statti zitta...
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Alexandros

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MessaggioInviato: Gio Ago 14, 2008 12:28 pm    Oggetto:  
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Sfortunatamente a volte si passa da un eccesso all'altro...c'è chi tratta meglio le bestie che i cristiani.


La verità è nel mezzo Wink

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MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 8:26 am    Oggetto:  
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ai bambini in primis, spesso protagonisti di drammatici incidenti con i cani, venisse insegnato a rapportarsi correttamente con gli animali, non leggeremmo un fattaccio ogni giorno nella "nera" del giornale! I cani detestano gesti bruschi, urletti, mani che calano dall'alto, essere scocciati mentre dormono o


concordo io insegno a mia figlia che nn puo' accrezzare tutti i cani che incontra...
xche deve rispettare il cane che nn sempore vuole essere avvicinato o toccato...

ma divento furibonda quando ,specialmente d'estate mi ritrovo persone che portano (anzi esibiscono)cani DI TENDENZA(leggi PITBULL) in ritrovi pieni di persone quali passaggiate, fiere dove si cammina fianco a fianco dove c'e' musica confusione o adirittura fuochi pirotecnici...(ovviamente senza museruola) se ami il tuo cane lo porti a correre libero a scorazzare in luoghi idonei....nn dove basta un attimo che gli venga pestata una zamba o dove musica o urla lo spaventino....

aggiungo che io ho avuto 2 pastori maremmani.....cani nn considerati docili

_________________
Portia Severa Naevia/Monia Cecchini

ricorda le tre "R":
- Rispetto verso te stesso - Rispetto verso gli altri - Responsabilità per tutte le azioni.
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