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Tornare a parlare il latino.
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Plinius

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MessaggioInviato: Dom Ott 22, 2006 9:44 am    Oggetto:  
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A tornar sull'argomento, in verità non molto facile, eccovi una notizia.


Nel borgo San Mauro del comune di Duino Aurisina sito in provincia di Trieste, (Tergeste Smile Wink ) la segnaletica e la toponomastica sono billingue (secondo le regole dei territori confinanti) perchè confina con la Slovenia. Il borgo è abitato cospicuamente da esuli istriani. Questi hanno dovuto abbandonare le loro case e le loro proprietà quando Tito costituì la Yugoslavia.
Tuttavia le indicazioni in lingua slovena vengono fatte sparire subito dopo il loro posizionamento ad opera degli esuli che non tollerano di vedere vicino le loro case quella lingua che fa loro ricordare i grandissimi dispiaceri patiti.

Il comune sta valutando l'idea di scriverli in LATINO


Come "Uomo" posso comprenderli e perfino approvarli ma come "cittadino" che guarda alle leggi e al loro valore ......
Si, d'accordo, posso essere considerato un semplice, un ingenuo, un candido, un puro perfino, ma è la soluzione giusta?

Ma questo è altro argomento

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Plinius/Ettore Argan

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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

Quanto più volgare è l'uomo politico, tanto più stridente è il linguaggio. (P.C. Tacito)
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MessaggioInviato: Dom Ott 22, 2006 9:44 am    Oggetto: Adv






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Silla

Praefectus





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MessaggioInviato: Dom Ott 22, 2006 12:33 pm    Oggetto:  
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Purtroppo,la situazione della nostra regione (soprattutto Trieste e la Venezia Giulia, ma anche il Friuli) dimenticata dall'Italia il giorno dopo averla conquistata agli Austriaci è molto complessa...

Qui si rischia di andare in ot, ma devo spiegare, altrimenti non si capiscono le reazioni un po' di tutti...

Trieste quand'era sotto l'Austria ricopriva un ruolo importantissimo, era il suo porto principale sul mediterraneo (non va dimenticato che Trieste, effettivamente, fu austriaca autentica, non conquistata "all'Italia", come il Lombardo-Veneto, visto che TS fece atto di deditio agli Asburgo nel 1384), una volta all'Italia nel 1918, perse il suo mercato danubiano (in più l'impero asburgico non esisteva più) compreso il suo ruolo di porto fondamentale.... C'è Venezia e Ancona nel solo settore dell'Adriatico Settentrionale....

Con l'avvento del fascismo (è una situazione difficile, molti non saranno d'accordo, ma sono mie riflessioni), ci fu il problema del nazionalismo esasperato, per cui si tentò di eliminare la componente slava dalla regione... Dimenticandosi però dei veri problemi di Trieste.... Per non parlare dei disastri che il regime fece quando conquistò la parte di Yugoslavia (ora Slovenia)... Praticamente diede a Tito la scusa dei suoi massacri (sebbene l'avrebbe fatto lo stesso........) di reazione e resistenza.
Verso la fine della guerra, per reazione a quanto fatto dagli italiani, in piccola parte, e per espansione sanguinosa soprattutto, ci furono i fattacci dei Titini e dei partigiani... Basti pensare che i Russi alla fine della guerra volevano portare il confine yugoslavo fino al Tagliamento...

Ora, si possono comprendere i sentimenti di noi confinanti: sfruttati dal fascismo, abbandonati dall'Italia...
Ancora oggi purtroppo esistono attriti, più o meno gravi, tra Italiani e Sloveni....
Solo recentemente, molto recentemente, lo stato italiano si è ricordato degli esuli istriani e della loro storia...
Questo è il mio pensiero... Non voglio far polemiche su storia contemporanea.... già ne facciamo per quella antica, figuriamoci, poi....

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Silla/Luca Ventura

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"O straniero, riferisci agli Spartani che qui
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Plinius

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MessaggioInviato: Dom Ott 22, 2006 1:21 pm    Oggetto:  
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La polemica è parte della vita dell'uomo quando questi entra in contatto con i suoi simili convivendovi. E l'atto stesso della convivenza porta inevitabilmente alla poitica perchè è esso stesso un inevitabile elemento politico.

Comunque, continuando l'OT, non solo del Nord-Est si è dimenticato lo Stato. Diciamo prima e diciamo meglio che la sua attenzione è desta solo per le regioni ricche o che si sono potute arricchire.
Nella guerra del 15/18 i nostri soldati avevano mitragliatrici con raffreddamento ad acqua (mentre quelle raffreddate ad aria pesavano meno, erano meno complesse e meno delicate, costavano meno e smaltivano benissimo il calore prodotto) di produzione Fiat che s'inceppavano, riscaldavano in fretta, richiedevano grandi quantità di liquido di raffreddamento. Ma erano Fiat e i guadagni divisi e pagati con le casse dello stato monarchico (questi, da un lato pagava e dall'altro con quel giochino, riincassava dando qualche briciola ai periti che promuovevano le forniture appaltate) (gli equites a Roma, fornitori di prodotti bellici marinari e terrestri durante le campagne spagnole- Sertorio)

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Plinius/Ettore Argan

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Silla

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MessaggioInviato: Dom Ott 22, 2006 3:18 pm    Oggetto:  
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E' vero... Ma non sempre lo stato guarda il lato concreto... in questo caso ha guardato solo il lato propagandistico della faccenda.... Altrimenti il FVG non avrebbe iniziato a diventare ricco 30 anni fa, ma molto prima... Non dico che lo stato abbia dimenticato solo questa regione, ci mancherebbe e sai che non potrei mai affermare una cosa simile...
Dico solo che ha scatenato una guerra costata 600mila soldati per motivi irredentisti... e basta! Cosa ha dato a queste terre al prezzo di tale e tanto sangue?

Per oggi non posso e non devo lamentarmi...ma per 60 anni è stato molto diverso...

Nota di colore: ancora oggi molti fuori regione si meravigliano che parliamo italiano... per dire... Wink (mi è capitato... Wink )

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Silla/Luca Ventura

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Rufus

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MessaggioInviato: Mer Ott 25, 2006 8:19 am    Oggetto:  
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Beh, Plinius,
io sono emiliano, e l' Emilia è una regione ricca, ma non mi sembra nè che lo sia per merito dello stato, nè che lo stato si ricordi tanto di noi...
Credo sia piuttosto da ricordare il fatto che negli anni tra l'unità d'Italia e la prima guerra mondiale il 60 % dei morti in scontri politici e sociali di tutta Italia era in Emilia, così come il 60% degli arrestati e dei perseguitati politici.
A proposito della prima guerra mondiale, ti ricordo che le mitragliatrici con raffreddamento ad aria erano prototipi non affidabili, e di solito funzionavano soltanto sugli aeroplani per ovvie ragioni.
La mitragliatrice che dici tu era probabilmente la Perino, che era migliore della fiat 14 ed aveva una alimentazione a nastro molto più efficiente di quella a lastre della fiat, ma non fu adottata se non in piccole quantità proprio a causa del peso politico della fiat.
Comunque anche la Perino era raffreddata ad acqua, che non costava molto, in quanto poteva essere anche sostituita dall'orina.
P.s. io chiamo la mia regione Emilia e non Emilia-Romagna perchè è così che si chiamava ai bei tempi.
Valete.
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Plinius

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MessaggioInviato: Gio Ott 26, 2006 6:10 pm    Oggetto:  
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Rufus, Non c'entra tanto con il tema della lingua latina ma....

L'Emilia-Romagna è una regione ricca, ma, ripeto MA ha concetnrazione di socialismo prima e comunismo dopo. E, secondo la monarchia trascorsa, un potere cattolico sommerso e influente ancora efficace, il fascimo trascorso, la DC trascorsa, i socialisti all'acqua di rosa trascorsi (assieme a socialdemocratici, socialisti di unità proletaria ed altri) questo è stato un brutto peccato. Peccato non veniale, ma originale (mutuando dal catechismo).
Che ci vuoi fare, Wink ci sono persone che la pensano così!
Una regione con così diffuse idee "sovversive" (che pretendevano di vivere decorosamente) non poteva sperare dallo stato se non ...rigori e ritorsioni. (Rosario Romeo e il cattoloio obiettivissimo Carlo Arturo Jemolo, autori di testi sugli aspetti sociali della nazione).
Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, dobbiamo credere, che se potessero e se avessero i mezzi, si farebbero continuare a taglieggiare da quella marcia classe dirigente collusa con la criminalità,?
Capisco che si pensa così, ma molte volte si accettano notizie e nozioni acriticamente.

Armamenti I guerra mondiale e "maneggi" Fiat (da non confondere con quello nobile che si occupa di cavalli Wink )

Vedo che su l'argomento sei informato e quindi puoi capire. Smile

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Plinius/Ettore Argan

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Rufus

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MessaggioInviato: Ven Ott 27, 2006 7:42 am    Oggetto:  
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Wink
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MessaggioInviato: Lun Lug 09, 2007 2:02 pm    Oggetto:  
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Dal Corriere della Sera

"Ratzinger liberalizza la messa in latino
Pubblicato il motu proprio «Summarum Pontificum» che ne permette l'uso secondo il rito anteriore alla riforma liturgica

CITTÀ DEL VATICANO - Ratzinger liberalizza la messa in latino. Bendetto XVI ha infatti pubblicato il motu proprio «Summarum Pontificum» che permette l'uso della messa in latino secondo il rito anteriore alla riforma liturgica, in via ordinaria e senza richiesta al vescovo. Il documento entra in vigore il prossimo 14 settembre. Il rito antico è permesso, non imposto, e la liturgia ordinaria della Chiesa resta quella conciliare. Ai vescovi resta il controllo sull'applicazione delle norme e fra tre anni dovranno riferire al Papa su eventuali difficoltà. «È infondato il timore» che con la liberalizzazione della messa in latino anteriore al 1970 «venga messa in dubbio» la «riforma liturgica» o la «autorità del Concilio». Lo spiega il Papa nella lettera ai vescovi con la quale accompagna il motu proprio sulla messa in latino. Il rito antico, precisa, «non fu mai giuridicamente abolito» e «in linea di principio restò sempre permesso».
«PER CONCILIARE» - Il Papa ha deciso il motu proprio che liberalizza la messa in latino spinto dalla «ragione positiva» di «giungere a una riconciliazione interna nel seno della Chiesa». Nelle «divisioni del passato» non sempre, osserva, «i responsabili della Chiesa» hanno «fatto il sufficiente per conservare o conquistare l'unità». Lo afferma nella lettera con cui presenta il motu proprio ai vescovi di tutto il mondo. La liberalizzazione della messa in latino secondo l'antico rito di San Pio V non è destinata a provocare spaccature nella Chiesa, in quanto presuppone «una certa misura di formazione liturgica e un accesso alla lingua latina; sia l'una che l'altra non si trovano tanto di frequente» afferma Benedetto XVI nella lettera a tutti i vescovi del mondo nella quale spiega le ragioni che lo hanno indotto a liberalizzare la messa in latino secondo l'antico rito.
DUE FORME Il motu proprio voluto da Benedetto XVI stabilisce che la messa potrà essere celebrata in due forme: ordinaria, che segue la riforma liturgica di Paolo VI del '70, che può essere usata sempre e dappertutto, in latino e nelle diverse edizioni volgari; straordinaria, che viene celebrata secondo i libri liturgici editi da Giovanni XXIII nel '62, sempre in latino. Se finora serviva un «indulto» del vescovo per autorizzare la forma straordinaria, dal 14 settembre - data in cui entrerà in vigore il motu proprio - il parroco potrà autorizzare la messa; resterà ai vescovi il compito di vigilare sull'applicazione, di segnalare eventuali difficoltà alla commissione vaticana «Ecclesia Dei» e, tra tre anni, di fare rapporto alla Santa Sede sull'applicazione di queste norme. Il parroco che lo riterrà necessario potrà organizzare una «parrocchia personale» per le messe con rito straordinario, se ci sia un numero consistente di fedeli che lo desiderino. «Nelle parrocchie in cui esiste stabilmente un gruppo di fedeli aderenti alla precedente tradizione liturgica, il parroco accolga volentieri le loro richieste per la celebrazione della Santa Messa secondo il rito del Messale Romano edito nel 1962», si afferma nell'articolo 5 del motu proprio di Benedetto XVI che liberalizza la messa secondo il rituale di San Pio V diffuso oggi dalla Sala stampa vaticana.
COMPIACIUTI I LEFEBVRIANI - Compiacimento e «viva gratitudine»,senza però trascurare «le difficoltà che ancora sussistono». Così i seguaci dell'arcivescovo Marcel Lefebvre accolgono il motu proprio «Summorum Pontificum» con cui Benedetto XVI ha ristabilito nei suoi diritti la messa tridentina. Primo fra i nodi da sciogliere nel rapporto tra Roma e la Fraternità sacerdotale San Pio X la scomunica nei confronti di vescovi lefebvriani, il cui ritiro è considerata condizione essenziale."

E' una cosa limitata ai riti ecclesiastici...ma almeno è già qualcosa nel recupero del latino nella società quotidiana, speriamo solo di non sentire degli strafalcioni Mr. Green

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MessaggioInviato: Lun Lug 16, 2007 6:31 pm    Oggetto:  
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ma almeno è già qualcosa nel recupero del latino nella società quotidiana


Diciamo che è un passo in dietro compiuto di fronte ad un precedente divieto, passo fatto, per altro, dalla stessa autorità in entrambi i casi...

Io resto del parere che la lingua subisca continuamente un processo di evoluzione e che quando ancora si parlerà di riportare in auge il latino, guardandosi attorno ci si accorgerà che il 70% della popolazione già non parla più l'Italiano che si stava usando per discutere della "Questione Latina"

Chi vuole parlare Latino può farlo tranquillamente, ma l'unico modo per diffondere efficaciemente una lingua è farla diventare la lingua di "chi conta" e il Latino lo è già stato per ben due periodi di tutt'altro che trascurabile durata... ora come ora per "fare il tris" bisognerebbe trovare il modo di farlo parlare ai petrolieri e ai soci maggioritari delle multinazionali Rolling Eyes

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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Lun Lug 16, 2007 6:43 pm    Oggetto:  
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Beh si ma è impossibile ipotizzare l'utizzo del latino da parte dei petrolieri e dei vari ricconi, per gli stranieri a parte qualche amante non credo che essi siano molto interessati alla lingua...per gli italiani...già è molto se parlano in italiano corretto, figuriamoci in "latinorum" Neutral
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MessaggioInviato: Mer Lug 18, 2007 3:35 pm    Oggetto:  
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Citazione:

per gli italiani...già è molto se parlano in italiano corretto, figuriamoci in "latinorum"


A parte il fatto che il mio intervento era pura e semplice ironia, il Latino ha subito l'odio degli Italiani che si sono visti considerare inferiori dal Clero per secoli interi... avete presente l'avvocato Azzeccagarbugli de "I Promessi Sposi" o il discorso tra Renzo e Don Abbondio? Lì si percepisce proprio come il Latino fosse ormai diventato un modo per scoraggiare la povera gente a difendersi in tribunale o comunque a parole... per molta gente il Latino è ancora percepito come un nemico e, ad ogni modo, è la versione antiquata della nostra lingua Wink

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MessaggioInviato: Mer Lug 18, 2007 3:50 pm    Oggetto:  
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E' la versione colta della nostra lingua, a me piace molto tanto che lo sto studiando ancora nonstante abbia preso un indirizzo universitario diametralmente opposto a quello, molte persone pensano che sia inutile ma a me piace molto, tramite esso si capisce il significato reale di molte parole che utilizziamo, mi sembra di "possedere" di più la lingua italiana conoscendo il latino...e almeno impari ad usare i congiuntivi e non fai la fine di Elkan o Di Pietro Neutral
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MessaggioInviato: Mer Lug 18, 2007 4:04 pm    Oggetto:  
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Citazione:

mi sembra di "possedere" di più la lingua italiana conoscendo il latino...e almeno impari ad usare i congiuntivi e non fai la fine di Elkan o Di Pietro


Mr. Green Mr. Green Mr. Green a me invece è bastata mia madre che mi bacchettava ad ogni parola o frase sbagliata Embarassed Embarassed Embarassed

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MessaggioInviato: Gio Lug 19, 2007 8:14 am    Oggetto:  
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Sarebbe sufficiente che i ragazzi guardassero meno televisione e leggessero di più.
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MessaggioInviato: Gio Lug 19, 2007 9:49 am    Oggetto:  
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E se vogliamo fare le cose per bene se leggessero i classici IN latino Mr. Green
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Gladivs - Francesco Saverio Quatrano
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