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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Il colore delle tuniche
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Dr Domus

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gladiatores


Età: 51
Registrato: 10/03/05 22:31
Messaggi: 1637
Dr Domus is offline 




Sito web: http://www.arsdimicand...

MessaggioInviato: Lun Giu 19, 2006 12:35 pm    Oggetto:  
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Genius Cucullatus ha scritto:

Tuttavia appare ormai assodato che la PORPORA sia da distinguersi assolutamente dal Rosso.

Ottima considerazione Genius.
Il Porpora sta al rosso come il Candidus Albus (bianchissimo) sta al Candido (bianco grezzo, o beige chiarissimo).
Tu sai che i senatori che 'esageravano' a sbiancare le toghe erano giudicati come persone che miravano troppo in alto.
Porpora e Candido bianco sono così "specializzazioni" di alto significato, dei loro colori di base, il Rubrum e il Candido semplici.
Tuttavia questi rimangono colori di altissima importanza. Basti pensare che il 'rubrum' classico, è quello con cui si scrivevano le leggi dei Codici (da cui deriva il termine Rubrica).
Quando si parla di vestiti, capelli o carnagione si tende spesso ad usare invece varianti o aggettivi del nome: rufus (marron-biondo), rubicondus (arancione-rosa), rubidus (quasi viola), rutilius (tendente al giallo, arancione), etc.
Rubrum intende così in generale, sia al Rosso Codex, sia a tutti i toni caldi dei colori terra-fuoco, senza tuttavia essere necessariamente il rosso classico delle Rubricae romane. Ecco allora che secondo me, il frantendimento con le scarne informazioni letterarie è giustificato: Rubrum è tanto il rosso (e il suo significato è altissimo), quanto altri colori che noi moderni definiremmo diversamente: arancione, biondo, ocra, mattone, ruggine (ossia la maggior parte dei tessuti dell'antichità).
Il rosso classico e il porpora, così come il nero e il bianco, a mio avviso indicano qualcosa di specifico, sia in seno all'esercito che alle magistrature. La comparsa di segnali rosso-purpurei in un esercito (un Vexillum, il Cinctorium di un ufficiale, una Penula sul generale prima della battaglia, etc), doveva essere qualcosa che faceva drizzare i capilli in testa tanto ai romani che agli avversari.
L'uso indisciminato del rosso sui tessuti militari (soprattutto sui soldati), mi sembra una sorta di inflazionamento e depauperamento della presenza del Dio Morente Rosso, che sarebbe evocato 365 giorni all'anno, un po' ovunque, anche quando si è davanti a una focaccia militare, anche quando si è alle latrine Shocked
Non so, mi sembra che ci sia qualcosa che non quadra...
CHe ne pensi?

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Dario Battaglia
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MessaggioInviato: Lun Giu 19, 2006 12:35 pm    Oggetto: Adv






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Raphael Petreius

Praefectus





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Registrato: 06/09/08 16:34
Messaggi: 819
Raphael Petreius is offline 

Località: Lilianum
Interessi: L' Ars Dimicandi, armi, strategia militare antica, storia romana e antica ( ma anche moderna), Harry Potter
Impiego: Universitario e Combattente amatoriale :D


MessaggioInviato: Lun Set 08, 2008 11:05 pm    Oggetto:  
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Io penso che lei abbia ragione, Dario. Inoltre è evidente il sacrilegio che farebbe un qualunque milite scappando dal campo di battaglia. Sapendo che i Romani erano religiosissimi, e la religione era una delle cose più importante, per non dire la più importante, come si spiegano nelle rare sconfitte, soprattutto in epoca arcaica, dove il fermento religioso era più sentito, fughe quali quella della battaglia dell' Allia, dove l'esercito fugge quasi prima di scontrarsi con l'avversario, quando abbiamo appurato grazie alle fonti letterarie anche di autori latini che il porpora veniva indossato per la deuotio e quindi per il sacrificio per la Patria e gli dei? Non avrebbero dovuto tutti gettarsi sul nemico senza neanche pensare alla ritirata, come Decio Mure a Sentino?
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"Mors est dulcis et honesta si accipiatur pro patria, Roma"

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