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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Test penetrazione freccie
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Flavius Stilicho

Consul





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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 2:54 pm    Oggetto:  
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Tullia ha scritto:
Ma, quando si accorsero che gli arceri partici avevano decine e decine di cammelli al seguito con inesauribili faretre piene di frecce, si demoralizzarono a tal punto da non risollevarsi più.

I Parti infatti, prevedendo un abbondante consumo di frecce, avevano approntato un lungo treno logistico di cammelli, che rifornivano continualmente le schiere di arceri partici.


Molto simile ai carri pieni di frecce degli Inglesi Smile frecce tenute, tra l'altro, in sacchi e non nelle faretre (anche dagli stessi arceri) poiché in una battaglia si rischiava di perdere tutte le frecce con una sola caduta.

_________________
Flavius Stilicho

Francesco Bindella

Alme Sol, curru nitido diem qui
promis et celas aliusque et idem
nasceris, possis nihil urbe Roma
visere maius.
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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 2:54 pm    Oggetto: Adv






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Durus Sardicus Valerio

Centurio Princeps





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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 4:18 pm    Oggetto:  
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azz....io pensavo che i libraggi erano corrispondenti invece cambiano, mi sembrava strano che con le odierne tecnologie non fossero piu potenti a tal riguard mi chiedo se anche le loriche possano essere rese migliori dalla moderna tecnologia o siamo di fronte ad un 'impasse tcnologico ovvero meglio di cosi non si puo fare
_________________
Spiacque assai a un certo Tito Manlio,
di nobilissima stirpe, di vedere così grande insulto rivolto alla propria nazione e che nessuno
di così numeroso esercito si presentasse.
Manlio, per tale ragione, si fece avanti, non
tollerando che la gloria romana fosse turpemente offuscata da un Gallo.

( davide vallieri)
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Rufus

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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 4:51 pm    Oggetto:  
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Corretto il ragionamento di Matthias sulla differenza tecnica e di rendimento tra gli archi composti e quelli di olmo o tasso europei.
Un particolare: nonè un caso che i due tipi diffirenti si siano sviluppati uno in oriente ed uno in Europa.
Il clima umido europeo fà rilassare i collanti usati negli archi composti (una delle ragioni della sconfitta dei turchi sotto le mura di Vienna fu la mancata resa degli archi che si erano allentati) mentre col clima secco gli archi in legno tendono a spaccarsi ( Riccardo cuor di leone durante la terza crociata si portò in medio oriente balestrieri italiani al posto dei suoi arcieri).
Stilicho, la fabbricazione di archi da guerra era uno stimato e ben remunerato lavoro artigiano sia in oriente che in Europa. Le ultime botteghe di costruttori di archi ad Istambul hanno chiuso nella prima metà di questo secolo.
Inoltre, un arco di legno ha un libraggio progressivo, ovvero la fibra aumenta la resistenza progressivamente, quindi lo sforzo per tendere l'arco si concentra nella parte terminale del caricamento, mentre un arco composto offre la sua resistenza da subito.
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Durus Sardicus Valerio

Centurio Princeps





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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 8:15 pm    Oggetto:  
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qualcuno ha provato a costruire archi? vecchio stampo o è un'arte perduta?
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matthias

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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 10:34 pm    Oggetto:  
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Io costruisco archi ma non compositi. Uso legno principalmente di robinia che ha il miglior modulo elastico in assoluto in trazione (migliore anche del tasso), è di facile reperimento e ha doghe molto dritte e senza imperfezioni. Normalmente questo legno si adatta molto bene a fare archi a sezione piatta (rettangolare), detti anche flat bow, proprio perchè non ha un eccellente modulo elastico in compressione. Tuttavia con una doga dalle eccezionali caratteristiche e con molta attenzione mi sono costruito anche un longbow a sezione a "D" inglese da 115 libbre a 30" di allungo.
Vorrei aggiungere che l'invenzione dell'arco composito fu dettata molto dalla scarsità di legno adatto nelle steppe orientali che ha "obbligato" ad optare per altre soluzioni che poi si sono rivelate più efficienti. In Europa dove vi era invece abbondanza di legno adatto (tasso e frassino principalmente), non ci fu questa esigenza e si sopperì al minore rendimento con un aumento del libbraggio che obbligò per forza a costruire archi lunghi (170-200 cm) per poter reggere allo sforzo dello spessore delle sezioni che quei libraggi 100-160 libbre richiedono. Inoltre gli archi in legno sono relativamente più facili da fare e meno costosi di quelli compositi che invece non sono poi così delicati all'umidità come si possa pensare perchè ben protetti all'esterno da pelle e grasso. Il legno di tasso italiano era quello migliore perchè per il clima, gli anelli di accrescimento erano estremamente ravvicinati (anche 60 per cm) quindi un materiale compatto dall'eccezionale rapporto fra rezistenza alla trazione e alla compressione che permetteva di realizzare archi con sezione a D (molto delicata in compressione) in sicurezza. Nel tardo medioevo venivano cresciute coltivazioni apposta per questi tassi, controllando che gli alberi nascesseero dritti e senza imperfezioni. Come vedi Very Happy devid, qualche arcaio sopravvive ancora... Wink

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Matthias Begozzi
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Tvllia

sagittarius





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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 10:44 pm    Oggetto:  
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Scusate la mia estrema ignoranza in materia (qualche pecca bisogna pur averla... Very Happy ) ma da che cosa è determinato il libraggio di un arco?

Grassie... Rolling Eyes

Valete

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Tvllia/Rita Lotti

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"Non troveremo mai la verità se ci accontentiamo di ciò che è già stato scoperto.
Quelli che hanno scritto prima di noi non sono dei padroni, ma delle guide.
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matthias

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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 11:59 pm    Oggetto:  
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La risposta non è facilissima e dovrei entrare in particolari matematici forse non interessanti per cui cercherò di semplificare un pochino:
il libraggio di un arco è lo sforzo che fai nel momento in cui lo hai teso completamente (fino all'angolo della bocca o dietro l'orecchio o in altre posizioni a seconda dello stile).
Ogni arco antico o moderno che sia, è progettato per dare un certo sforzo ottimale ad un certo allungo (massimo rendimento).
Questo sforzo dipende da tre fattori: materiale costruttivo, spessore della parte che si flette ed allungo. Più è rigido un materiale e più sforzo serve a fletterlo; più è spesso un materiale ( a parità di lunghezza dell'arco) più sforzo devi fare a fletterlo ed infine più tendi un arco e più sforzo serve (a parte gli archi compound moderni a carrucole per i quali il discorso è diverso). Se grafichi nelle ascisse lo sforzo e nelle ordinate l'allungo del tuo arco, ottieni una curva di trazione il cui integrale è l'energia accumulata dall'arco. Di questa energia accumulata solo una parte viene restituita alla freccia allo scocco, il resto viene perso (isteresi) in calore e vibrazione; gli archi compositi avevano un rendimento di circa il 65%, mentre i longbow in legno del 50-55%.

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Matthias Begozzi
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Rufus

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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 8:19 am    Oggetto:  
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Quando Venezia commerciava il vino con l'Inghilterra, questa pretendeva che ad ogni botte di vino fosse accompagnato un massello di tasso di lunghezza e spessore adatti a fabbricare un arco.
Io ho un caro amico che costruisce da sempre archi, tra cui un longbow di tasso da 125 libbre (con cui io ho tirato con una freccia storica a 282 metri).
Questo amico è stato tra l'altro detentore di tre record mondiali di fly-shooting, conquistati a Salt Lake City una decina di anni fa.
Nel mondo dell'arcieria oltre a chi fa tiro olimpico esistono numerosi appassionati che fabbricano ed esperimentano archi storici di ogni epoca.
Questo mio amici tra l'altro ha vinto il festival di Castrocaro con un film chiamato "Longbow", il quale narra la storia di un signore che con la collaborazione di un bravo artigiano, fabbrica appunto un arco da guerra.
Nel film vi rivive una carrellata storica sulla storia dell'arco piuttosto avvincente, alla quale io ed altri comuni amici abbiamo collaborato ( io ho fatto la parte dell'arciere greco).
Comunque, Matthias, i due episodi che ho descritto, Vienna e terza crociata, sono veri. A Vienna diversi giorni di pioggia allentarono gli archi turchi inficiandone pesantemente l'efficienza (il problema dei collanti ha assillato i costruttori di archi, scudi, etc per secoli), mentre Riccardo non ci provò nemmeno a portarsi dietro i suoi pur abilissimi arcieri.
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matthias

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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 10:10 am    Oggetto:  
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Non discuto che siano veri ma forse si sono trovati in situazioni estreme, daltronde non credo che in Turchia non piovesse mai ne abbondantemente. Per quanto riguarda gli archi in legno la lavorazione ottimale avviene dopo tre anni di stagionatura in luogo fresco e asciutto per cui il legno ha un contenuto di acqua veramente minimo che varia poi perchè assorbe umidità o la cede a seconda dell'ambiente in cui si trova. L'arco non viene mai lavorato a legno fresco ne deve avere acqua al suo interno. Quindi non riesco ben a capire come mai un clima secco desertico possa peggiorarne le caratteristiche, anzi; E' un altro il fattore che crea problemi agli archi in legno: la temperatura ambientale. Quando un arco viene armato e poi teso più volte, con il tempo e a seconda del materiale, degli spessori e delle sezioni usate, tende immancabilmente a "seguire la corda", cioè a prendere più o meno una forma curva che ne fa perdere le prestazioni, abbassando tutta la curva di trazione (l'integrale della supeficie=energia elastica accumulata minore); questo fenomeno è molto accentuato dalla temperatura del legno. Per cui archi longbow a sezione a D con quelle sezioni, sottoposti a quelle temperature avrebbero ben presto perso le loro caratteristiche elastiche divenendo begli oggetti ma poco utili.
Al contrario l'arco può esser protetto efficacemente essendo materiale poroso dall'umidità con grasso o cera, da qui il loro incredibile sviluppo nel clima piovoso inglese. Quella persona di cui mi parli credo di averne visto le gesta sui nostri giornali arcieristici di qualche anno fa mentre era impegnato nel battere il primato per il tiro in distanza. Sai la comunità arcieristica è piccola più o meno ci conosciamo tutti.

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Matthias Begozzi
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Durus Sardicus Valerio

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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 10:38 am    Oggetto:  
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bello bello ma quanto verrebbe a costare uno di questi archi matthias che vorrei provarlo per andare a caccia che la balestra mi ha rotto con sti mirini e facilità d'uso odierni
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Spiacque assai a un certo Tito Manlio,
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matthias

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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 11:09 am    Oggetto:  
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Hai esperienze di caccia con arco o balestra? Io caccio con l'arco da 21 anni ormai e anche con la balestra (quest'ultima purtroppo vietata in Italia). Per cui per l'esperienza che ho maturato in questi anni sebbene non sia impossibile cacciare con un arco storico (i nostri avi lo hanno fatto tranquillamente), io stesso l'ho fatto con i miei archi, devo consigliarti di usare un' attrezzatura moderna e già con quella non è affatto facile e solo dopo molto tempo ed esperienza, se vorrai ancora, con un'attrezzatura antica. Perchè le capacità di penetrazione modesta e le difficoltà di precisione che comporta un arco antico necessitano di un'allenamento e una conoscenza venatoria molto superiori a quelle dell'arciere medio moderno. L'arco storico è insomma un punto di arrivo e non di partenza.
Se sei interessato veramente posso proporti due siti internet che sono i principali nel settore:
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di cui sono il curatore, e
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ciao
Matthias

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Matthias Begozzi
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Circe

Praefectus





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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 12:11 pm    Oggetto:  
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Veramente, ogni giorno mi sorprendo di tutto lo che sapete!!! Ognuno è specialista di qualcosa!! è veramente impressionante la precissione de le spiegazione di matthias sopra la fabricazione de l'arco (anche le di il nostro caro Rufus, non manca dirlo!).

Sopra questo di la caccia sia con arco o con balestra...migliore non faccio comment... Evil or Very Mad

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Circe/Mònica Carrión Martínez

URBS UBI VER AETERNA EST.
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Durus Sardicus Valerio

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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 12:52 pm    Oggetto:  
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si in effetti in italia la balestra è vietata ma diciamo che caccio lo stesso ma sopratutto conigli anche perchè altro mi preoccuperei da noi ci sono solo cinghiali Very Happy il tutto poi accompagnato dal gruppo di mio padre ma loro hanno i fucili Laughing , certo che con il mirino incorporato oggi è piu facile prendere qualcosa poi con l'arco ci vuole esperinza diciamo che con la balestra è piu semplice prendere la mira con l'arco devi tenere conto di piu cose....
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Rufus

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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 2:15 pm    Oggetto:  
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Giustamente, come fa notare Matthias, l'arco di legno non può stare armato per un periodo lungo, altrimenti perde le sue caratteristiche.
I mongoli invece, armavano i loro due archi composti da guerra all'inizio di ogni stagione bellica per poi disarmarli a campagna finita.
Consideriamo che a Vienna pioveva da oltre due settimane, come riportano i diari di numerosi combattenti che vi parteciparono,e che il grado di umidità doveva veramente essere elevato.
I collanti naturali, come il muco di pesce od altri, sono lentissimi a prendere durezza, e vanno giustamente protetti contro le intemperie.
I romani avevano lo stesso problema con gli scudi, ed i turchi addirittura nel XVII° secolo sperimentarono archi in acciaio per superare il problema.
L'amico di cui parlo è Luciano Cecili, e se un giorno,Matthias, verrai a Bologna sarebbe interessante trovarci per una bella chiacchierata e per mostrarti la sua interessantissima collezione nonchè il film di cui ho parlato.
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matthias

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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 2:28 pm    Oggetto:  
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Sarebbe veramente stupendo!!! Grazie! Approfitterò sicuramente dell'invito!!!
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Matthias Begozzi
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