Indice del forum

ArsDimicandi Forum

GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

PortalPortale  blogBlog  AlbumAlbum  Gruppi utentiGruppi utenti  Lista degli utentiLista degli utenti  GBGuestbook  Pannello UtentePannello Utente  RegistratiRegistrati 
 FlashChatFlashChat  FAQFAQ  CercaCerca  Messaggi PrivatiMessaggi Privati  StatisticheStatistiche  LinksLinks  LoginLogin 
 CalendarioCalendario  DownloadsDownloads  Commenti karmaCommenti karma  TopListTopList  Topics recentiTopics recenti  Vota ForumVota Forum

Liguri: il popolo di montanari che seppe contrastare Roma
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno

Vai a pagina Precedente  1, 2, 3  Successivo
 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Ellenici, Etruschi e Italici
PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
Autore Messaggio
Apuanus

Tiro





Età: 55
Registrato: 26/09/06 17:50
Messaggi: 44
Apuanus is offline 

Località: Roma


Sito web: http://www.radioalzoze...

MessaggioInviato: Sab Nov 25, 2006 2:01 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Io lo conosco come "panceltico" il fatto che lo si ritrovi dal Tamigi al Magra sembrerebbe deporre per questa ipotesi
Torna in cima
Profilo Messaggio privato HomePage
Adv



MessaggioInviato: Sab Nov 25, 2006 2:01 pm    Oggetto: Adv






Torna in cima
Lalama

Ospite















MessaggioInviato: Sab Nov 25, 2006 4:18 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

..come insegna l'enciclopedico pitta i gaesati era una casta non una popolazione vera e propria, in teoria diffusa un pò x tutta europa isole comprese..
Torna in cima
Hector

Centurio Princeps






Registrato: 13/03/05 11:22
Messaggi: 394
Hector is offline 






MessaggioInviato: Sab Nov 25, 2006 4:24 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Isole? Tutte? Se non sono male informato forse la Corsica, ma Sardegna e Sicilia no.
_________________
Hector
Marco Lucifredi
O Zeus padre degli Dei, tu che hai abbandonato la mia Ilio, non dimenticarti di me.
Non mancano gli imputati e chi li accusa; lo Stato non manchi di un tribunale (Cicerone)
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Apuanus

Tiro





Età: 55
Registrato: 26/09/06 17:50
Messaggi: 44
Apuanus is offline 

Località: Roma


Sito web: http://www.radioalzoze...

MessaggioInviato: Sab Nov 25, 2006 4:56 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Lalama ha scritto:
..come insegna l'enciclopedico pitta i gaesati era una casta non una popolazione vera e propria, in teoria diffusa un pò x tutta europa isole comprese..


Potrebbe essere, tutavia l'elevato numero di ritrovamenti di quel tipo la farebbe "estremamente" diffusa. Non nego il fondamento della tua tesi, ma continuo a proprendere per l'altra
Torna in cima
Profilo Messaggio privato HomePage
Lalama

Ospite















MessaggioInviato: Sab Nov 25, 2006 6:10 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

...scusa hector...hai ragione,isole britanniche...
Torna in cima
valen

Miles





Età: 33
Registrato: 29/07/06 20:43
Messaggi: 75
valen is offline 

Località: carvico bg




MessaggioInviato: Mer Lug 18, 2007 11:09 am    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

ciao...chiedo scusa ma...ad ottobre dovrei dare un esame di archeologia e storia dell'arte dell'italia preromana... e come approfondimento ho scelto di concentrarmi su liguri e celto-liguri... soprattutto sulla cultura di golasecca...mi chiedevo se avreste delle letture da consigliarmi...attualmente sto studiando il volume di De Marinis...Italia omnium terrarum alumna....
volevo anche chiedere di condividere con me un po delle vostre conoscenze...dato che le mie sull'argomento sono molto scarne...e non ho potuto nemmeno frequentare il corso in uni....
si tratta di un esame basato sulla struttura urbana...sociale...sulla cultura e i commerci...sui rapporti "internazionali"....un esame abbastanza completo....per quanto riguarda a resti archeologici...credo di essere abbastanza fornita di fonti...
chiedo ancora scusa per l'intrusione...ma mi sembra il topic giusto per chiedere delucidazioni...Embarassed Embarassed Embarassed
beeeeeeeesoooooooo...
valen

_________________
Valen / Valentina Zonca
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Apuanus

Tiro





Età: 55
Registrato: 26/09/06 17:50
Messaggi: 44
Apuanus is offline 

Località: Roma


Sito web: http://www.radioalzoze...

MessaggioInviato: Sab Lug 21, 2007 5:02 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

prova questo: I Liguri. Etnogenesi di un popolo, Ecig, Genova 1999 Renato Del Ponte
Torna in cima
Profilo Messaggio privato HomePage
valen

Miles





Età: 33
Registrato: 29/07/06 20:43
Messaggi: 75
valen is offline 

Località: carvico bg




MessaggioInviato: Dom Lug 22, 2007 12:13 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

grazie mille!!!!me lo procurerò... Very Happy
_________________
Valen / Valentina Zonca
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
DidioFalco

Tiro






Registrato: 04/01/06 07:49
Messaggi: 12
DidioFalco is offline 

Località: Mediolanum


Sito web: http://www.roma-victri...

MessaggioInviato: Mar Lug 31, 2007 5:51 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Dai un'occhiata anche agli "Atti del Convegno Archeologico Regionale" - Como Villa Olmo ottobre 1999. C'è un'interessante contributo a firma Cristina Chiaramonte Trere sul Castelliere Ligure di Guardamonte (al confine tra le province di Pavia e Alessandria) e sulle componenti commerciali dei Liguri. Tra l'altro in quel sito stanno ancora scavando...
Inoltre, sempre in zona, a Brignano Frascata (AL), nel 2004-05 si è svolta una mostra intitolata "Alla conquista dell'Appennino"; mostra e relativo catalogo si fermano all'età del bronzo; sembra che vi saranno altre mostre sulle epoche successive, ma mi sa che per te sarà tardi....
Optime vale.
Cesare

_________________
Cesare Rusalen - Milano

"... io per parte mia, avrò fatto il mio dovere verso la repubblica e il comandante..."
Torna in cima
Profilo Messaggio privato HomePage
valen

Miles





Età: 33
Registrato: 29/07/06 20:43
Messaggi: 75
valen is offline 

Località: carvico bg




MessaggioInviato: Gio Ago 02, 2007 10:13 am    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

grazie dido Falco...tra l'altro la professoressa chiaramonteè la mia docente!!!!!!
le farà sicuramnet piacere!!!!!
ottimo consiglio...davvero!!!!farò un figurone!!!!!

_________________
Valen / Valentina Zonca
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
DidioFalco

Tiro






Registrato: 04/01/06 07:49
Messaggi: 12
DidioFalco is offline 

Località: Mediolanum


Sito web: http://www.roma-victri...

MessaggioInviato: Gio Ago 02, 2007 11:37 am    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Ma dai?
Bene, mi fa piacere! La dottoressa l'ho sentita solo una volta telefonicamente, e mi sono ripromesso di incontrarla per parlare degli scavi di Guardamonte.
Buon lavoro!
Cesare

_________________
Cesare Rusalen - Milano

"... io per parte mia, avrò fatto il mio dovere verso la repubblica e il comandante..."
Torna in cima
Profilo Messaggio privato HomePage
valen

Miles





Età: 33
Registrato: 29/07/06 20:43
Messaggi: 75
valen is offline 

Località: carvico bg




MessaggioInviato: Gio Ago 02, 2007 1:50 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

grazie....speriamo vada bene l'esame....ti farò sapere...
beeeeeeeeeeeeeesssssssssssssssssoooooooooooooooooooo

_________________
Valen / Valentina Zonca
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
_Indra_

Miles





Età: 45
Registrato: 24/12/07 19:37
Messaggi: 72
_Indra_ is offline 

Località: san salvatore dei fieschi/ genova

Impiego: Operaio
Sito web: http://armatadiindra.s...

MessaggioInviato: Lun Dic 24, 2007 9:46 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Finalmente un 3d sui liguri!

Allora plutarco parla di ambroni citando i liguri dice che provenivano dal nord europa e che non avevano più ricordi della loro "urheimat" di origine e comunque parlare dei liguri come di pre indoeuropei mi pare esagerato che un ceppo proto indoeuropeo sia poi arrivato ad insediarsi in liguria su questo non ho dubbi mischiandosi con i pre indoeuropei ed imponendo loro i loro usi e costumi,tra l'altro la società ligure era di tipo patriarcale classica società indoeropea.

Se avete pazienza posto uno scritto del professor del ponte Wink
Torna in cima
Profilo Messaggio privato HomePage MSN Messenger
_Indra_

Miles





Età: 45
Registrato: 24/12/07 19:37
Messaggi: 72
_Indra_ is offline 

Località: san salvatore dei fieschi/ genova

Impiego: Operaio
Sito web: http://armatadiindra.s...

MessaggioInviato: Lun Dic 24, 2007 9:50 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Le origini etniche dei Liguri



È uno scherzoso paradosso affermare che, allorché si costituiva il primo germe delle futura etnia dei Liguri, essi naturalmente non sapevano di chiamarsi cosi. Ma, del resto, neanche dopo lo avrebbero saputo, perché questo nome venne loro attribuito dai Greci prima (*Liguses) e poi dai Romani (Ligures), formandolo probabilmente da una base linguistica preindoeuropea *"liga", "luogo paludoso", "acquitrino", ancora viva nel francese "lie" e nel provenzale "lia": e questo perché il primo incontro fra i mercanti greci e gli indigeni sarebbe avvenuto proprio sulle coste paludose delle foci del Rodano.

La storia dei Liguri parte da molto lontano. E' singolare, infatti, la constatazione che i Liguri, una popolazione fino ad oggi assai poco studiata e quindi conosciuta a livello generale, in realtà sono, tra i popoli d'Italia, quelli che siamo in grado di seguire dai tempi più remoti. Abbiamo questa possibilità soltanto per loro, se consideriamo la situazione dell'Italia Settentrionale al tempo dell'ultima grande glaciazione, quella di Wurm, allorché dovunque dominavano ghiacci o inospitali distese gelate. Dappertutto, tranne che lungo l'arco dell'attuale costa ligure, quasi un istmo fra penisola italica ed area franco-cantabrica, in cui il clima era quasi primaverile: in ogni caso sopportabile per flora, fauna ed esseri umani. E la nostra storia comincia proprio circa 25.000 anni fa, sul finire del Paleolitico Superiore, con quegli esseri umani che presero a frequentare le caverne dei Balzi Rossi, oggi a pochi metri dal confine francese, sulla costa, proprio sotto il villaggio di Grimaldi, che si trova a monte. In realtà queste grotte erano state frequentate già da migliaia di anni. Prima dell'epoca di cui parliamo le abitò l'uomo di Neanderthal, il quale scomparve o (più probabilmente) fu eliminato dall'uomo di Cro-Magnon (così detto da una località della Francia atlantica), a cui si deve la mirabile fioritura artistica delle grotte della civiltà franco-cantabrica. Nel momento di cui parliamo, esisteva un contatto diretto fra le coste atlantiche e la Liguria attuale.

In effetti, l'uomo dei Balzi Rossi costituiva la propaggine più orientale dell'uomo di Cro-Magnon. Se, come si è detto, prima che la fine dell'ultima epoca glaciale interrompesse i contatti, i ghiacci arrivavano a lambire la Liguria sin sul crinale a poca distanza dalla costa, lì invece era quasi primavera. Per effetto della glaciazione il mare si era ritirato e le grotte non si trovavano, come oggi, a 20 metri dal mare, ma a 10 chilometri, era dunque permesso l'insediamento umano ed animale. O, per meglio dire, l'insediamento umano esisteva proprio a causa del continuo passaggio di selvaggina di grossa taglia: bisonte, bue muschiato, stambecco, cavallo selvaggio. L'uomo viveva di caccia e, in minima parte, di raccolta. Non conosceva neppure la pesca, se non quella di fiume e torrente, al massimo raccoglieva qualche mollusco lungo gli scogli della costa. La prima cosa notevole da segnalare è la particolare struttura scheletrica e la notevole massa muscolare dei frequentatori dei Balzi Rossi: l'esemplare maschio adulto poteva raggiungere e superare l'altezza dei due metri e non essere mai inferiore ai 180 cm. E soprattutto tombe maschili sono venute alla luce nelle sepolture scavate a partire dagli anni '70 del secolo scorso sino ai primi del '900: ne emerge una civiltà prettamente patriarcale con la donna in posizione subordinata (proprio come avviene in tutte le comunità di cacciatori). Sembra poi di capire che quegli uomini di cui è stata trovata la tomba avessero una posizione privilegiata all'interno della comunità: lo si deduce dal colore rosso dell'ocra che ricopriva sia i corpi che le tombe, da ricondursi al concetto del rosso come celebrazione della sovranità, presente tra l'altro anche in diverse manifestazioni di Roma antica. Si trattava evidentemente di capi. Vennero anche rinvenuti oggetti che in apparenza potrebbero suggerire una civiltà matriarcale: statuette di donne con caratteristiche sessuali esagerate, le cosiddette Veneri paleolitiche ritrovate anche in molte altre parti d'Europa, sempre associate ai resti del Cro-Magnon. Ma esse non devono far pensare ad una civiltà matriarcale, sono solo un tributo che questa umanità offriva al sacrum, al mistero della sessualità e della fecondità. Siamo di fronte, in ogni caso, ad una società spiritualmente molto sviluppata: sia nelle grotte atlantiche che ai Balzi Rossi sono stati trovati elementi (ad esempio, tacche incise su strumenti, ossa o pareti) che fanno pensare addirittura ad un sistema di calcolo del tempo, delle stagioni e delle costellazioni.

Il dominio dei cacciatori durò per migliaia di anni e l'ultima sua fase, che contrassegna le estreme manifestazioni della civiltà franco-cantabrica collegata all'uomo di Cro-Magnon, viene definita "Epigravettiano" (dalla località di La Gravette, in Dordogna): una fase culturale che in Liguria durò più a lungo, pervenendo, con diversi aspetti regionali, sino alle soglie del Neolitico. Circa 18.000 anni fa il distacco dell'area ligure dalla vicina area francese viene ad approfondirsi. Finiti i rigori e la presenza del ghiaccio, la valle del Rodano viene allargata e quindi resa impraticabile. Dove erano i ghiacci si distende una serie interminabile di paludi e questo provoca una rottura irrimediabile fra la zona atlantica e quella italica. Nell'area atlantica i residui dei Cro - Magnon daranno origine alla civiltà maddaleniana e saranno alla base (secondo l'opinione di molti) del grandioso fenomeno del megalitismo. Alcuni andranno a nord e (si pensa) contribuiranno alla formazione della razza falica o dalica. Molti si sposteranno a sud e attraverso la Spagna raggiungeranno l'Africa del Nord. Daranno vita alle etnie dei Guanci nelle Canarie, dei Cabili dell'Algeria e dei Berberi dell'Atlante e, più in generale, alla sottorazza detta degli Atlanto-mediterranei. Le popolazioni che rimarranno sul posto daranno origine all'attuale popolo dei Baschi. Esistono recenti ricerche (ad es., di L. e F. Cavalli Sforza) che, utilizzando le più aggiornate conoscenze della genetica, provano questa continuità.

Anche se non circola più da quelle parti l'uomo alto due metri e la cacciagione di grossa taglia, si può dire che i Baschi siano i moderni discendenti dell'Uomo di Cro-Magnon: lo prova, tra l'altro, l'alta frequenza del gruppo sanguigno 0 negativo e la spiccata dolicocefalia. Coloro che poi erano rimasti nell'area ligure lasciarono le loro tracce un po' dappertutto, fino alla Toscana settentrionale.

L'apporto etnico successivo sarà quello dei popoli mediterranei ovvero dei portatori della civiltà neolitica e quindi dell'agricoltura e della ceramica. Se pur non ne esistono le testimonianze archeologiche (come ricordava anche il grande storico delle religioni Mircea Eliade), vi è oggi tra gli studiosi la tendenza diffusa ad affermare che la civiltà neolitica si sia propagata lentamente dal Medio Oriente verso la Grecia e il corso del Danubio, quindi lungo le coste del Mediterraneo per mezzo di un piccolo cabotaggio. Per quanto riguarda la Liguria, l'unica area in cui ci sono prove archeologiche del manifestarsi della nuova cultura neolitica è quella di Finale Ligure, un'area abbastanza ampia nell'attuale provincia di Savona. Nelle grotte di Finale (in particolare nelle grotte della Pollera e delle Arene Candide) la civiltà agricola lascia le prime tracce del lavoro dei campi e della ceramica. Ma gli scheletri ritrovati hanno caratteristiche che ricordano le precedenti popolazioni dei cacciatori, il che significa che avvenne un matrimonio, un incontro tutto sommato pacifico fra la civiltà dei cacciatori e quella degli agricoltori (un fenomeno antropologico che si è riscontrato - e tuttora marginalmente si verifica in certe zone remote dell'Africa centrale - in epoche ed aree diverse del nostro pianeta ).

Nello studio della conformazione dei crani si avverte una rottura, ma anche una continuità. La caratteristica dominante dei crani Liguri - dall'uomo dei Balzi Rossi (Cro-Magnon) - alla conquista romana - è una dolicocefalia nettamente sviluppata. Il Neolitico non incide profondamente in quell'antica società, almeno fino a che non si sottentra nella successiva età dei metalli. Un'epoca che un tempo non lontano sembrava remotissima ed oggi invece ci appare più vicina. Più vicina, s'intende, se consideriamo le cose in una prospettiva più ampia, metastorica: ma in realtà, più lontana in termini di cronologia assoluta. Pensiamo un po' al cosiddetto "uomo (o mummia) del Similaun", ritrovato pochi anni fa in Alto Adige: un cacciatore, forse uno sciamano, riemerso fortunatamente dai ghiacciai al confine con l'Austria. Fra le altre cose, ha con sé un'ascia dalla lama metallica, di rame (un rame che egli stesso fuse per sé). Le analisi al carbonio 14 fanno risalire la mummia al 3500 a.C., cioè a 5500 anni fa. In precedenza si pensava che il rame in Italia fosse sconosciuto in quell'epoca, ma adesso bisogna retrodatare il suo uso di circa un migliaio di anni. Ed è singolare come quell'ascia rassomigli molto alle asce raffigurate in Liguria sulle statue-stele della Lunigiana o nelle prime incisioni rupestri di Monte Bego.

Si pensava in un primo tempo che la Liguria fosse una regione povera di minerali, poi si è scoperto che nell'entroterra fra Chiavari e Sestri Levante esisteva una miniera di rame, a Libiola, sfruttata sin da epoca remotissima: analisi al carbonio 14 hanno dimostrato che vi si estraeva il metallo già 4500 anni fa. E la futura città di Chiavari (ma come si sarà chiamata allora?) nascerà come primo centro abitato sulle coste della Liguria proprio grazie alla presenza di questa miniera, dal momento che il rame vi veniva esportato tramite un approdo marittimo. Il professor Nino Lamboglia è stato l'autore di cinque campagne di scavo nella necropoli di Chiavari, che però risale all'età del Ferro, al VIII secolo a.C. Fra il 2500 e l' VIII secolo a.C. esiste naturalmente un lungo iato di tempo: come può essere colmato? Il prof. Lamboglia, durante gli scavi, studiandone la stratigrafia, aveva notato che la necropoli sorgeva su un luogo reso asciutto (così, almeno, egli pensava) mediante un'impermeabilizzazione artificiale ottenuta tramite uno strato di minuti cocci, che l'antica popolazione avrebbe appositamente steso a quello scopo. Tuttavia, Lamboglia non analizzò o, meglio, non ebbe il tempo per analizzare adeguatamente proprio questo strato, l'ultimo della serie, cosa che fu compiuta solo negli anni '80 di questo secolo. Ebbene, questo strato di cocci è composto da anfore di ceramica risalente al XIV-XIII secolo a.C. e si trattava, dunque, non di un fondo artificiale, ma di una base naturale di spiaggia, di riporto, lavorata dal mare, che attestava un traffico ed uno scambio di merci sulla costa già in quell'epoca lontana. Siamo agli albori dell'età del Bronzo e tale attività può essere agevolmente connessa con l'esportazione del minerale di rame e la miniera di Libiola. Poi, in seguito, nascerà il vero e proprio centro abitato e la necropoli ad incinerazione di Chiavari.

Analizzando il territorio ligure si capisce anche il carattere della popolazione. La gente ligure è stata sempre ritenuta chiusa, inospitale, difficile. I Romani la ritenevano "dura e agreste". Tuttavia questa regione ha subito anche infiltrazioni lente e pacifiche di altre genti. All'inizio dell'età del Bronzo, dalle Alpi settentrionali si riversarono popolazioni che possiamo riconnettere con il mondo dei "campi d'urne", vale a dire col crogiolo delle popolazioni indoeuropee che in parte popoleranno l'Italia. I Latini traggono origini da lì e così i Veneti e tante altre popolazioni italiche. In quest'epoca è ancora difficile distinguere i popoli italiani da quelli celtici. Oggi esiste una "moda celtica" o panceltica che, intendiamoci, ha più di una giustificazione rispetto alla misconoscenza del passato, ma, appunto, non bisogna esagerare. Popolazioni che possiamo definire "preceltiche" si infiltrano comunque già in età antichissima nel Piemonte e nella Liguria centro-orientale, mentre la Liguria occidentale manterrà caratteristiche più arcaiche, così come certe aree più vicine alla Toscana (Garfagnana, Lunigiana). Nelle zone interessate dall'ondata migratoria inizierà un processo di parziale indoeuropeizzazione in parte collegato a popolazioni che ho definito "preceltiche". Lo si può affermare anche sulla base di alcune iscrizioni ritrovate. La prima statua - stele rinvenuta in epoca moderna, nel 1837 a Zignago (SP), reca un'iscrizione in alfabeto etrusco, ma in lingua di dubbia attribuzione e tuttavia sicuramente indoeuropea: "Mezunemunis", ovvero "io (cioè la divinità raffigurata) che mi trovo in mezzo al bosco" (da notare l'affinità col latino). A Genova l'iscrizione (VI sec. a.C.?) "Mi Nemeties" ("di me, Nemetie") di nuovo collega sistema alfabetico e grammaticale etrusco con un personaggio dal nome certamente celtico. Eccoci dunque di fronte alla terza componente etnica della Liguria preromana .


Renato del Ponte
Torna in cima
Profilo Messaggio privato HomePage MSN Messenger
_Indra_

Miles





Età: 45
Registrato: 24/12/07 19:37
Messaggi: 72
_Indra_ is offline 

Località: san salvatore dei fieschi/ genova

Impiego: Operaio
Sito web: http://armatadiindra.s...

MessaggioInviato: Mar Dic 25, 2007 9:36 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

L’antico popolo da cui derivò il suo nome il “Frignano” modenese .

Negli innumerevoli studi storici che riguardano l’Appennino Tosco-Emiliano, ricorre sovente il ricordo del popolo dei Liguri (Ligyes o Ligwu), uno dei più antichi che popolarono l’attuale Piemonte, la Liguria, parte della Lombardia e dell’Appennino, nonché la Corsica e la Sardegna. Vediamo, innanzi tutto, come recenti pubblicazioni, quelle di Renato Del Ponte tra le prime, abbiano sfatato opinioni datate che annoveravano i Liguri tra le popolazioni pre-indoeuropee. Tesi avvallata anche da Massimo Pallottino e da Nino Lamboglia, secondo i quali va tenuto presente che la fase indoeuropea dei Liguri è strettamente collegata alla cosiddetta civiltà leponzia, sviluppatasi nel territorio lombardo dei laghi, che ormai parlava una lingua celtica o protoceltica. L’eredità esclusivamente indoeuropea si attiene quindi sostanzialmente soltanto agli “Ambroliguri” della prima età del ferro, ben distinti dai Protoliguri preindoeuropei dell’età del bronzo.

I vasti domini degli Ambroni
Al loro apparire nella storia, intorno al 1220 a.C., venuti forse via mare dall’Adriatico, gli Ambroni (Ambrwnez) , così i Liguri chiamavano se stessi nella propria lingua, secondo Erodoto, divennero uno dei popoli più importanti, non solo della Padania primitiva, ma anche di una buona parte dell’Europa occidentale, che controllavano fino alla Spagna settentrionale e forse meridionale. I toponimi possono essere importanti per stabilire l’effettiva estensione degli stanziamenti di queste antiche genti , così nella penisola, come di là delle Alpi. Antichi dotti hanno assimilato il nome della Loira, Liger (LiguroV), o dei Llogrys, Locyers, Locgwys, che abitavano la Britannia a nord del Tamigi, a quello dei Liguri, altri hanno notato come il nome Albion, dato anticamente all’Inghilterra, potesse riferirsi alla stessa radice dei nomi Albium, Album, Alba, comuni a diverse città notoriamente fondate dai Liguri .Segnano la loro presenza le tipiche statue-stele, forse i più antichi monumenti religiosi indoeuropei presenti in Italia, dalla Lunigiana al Gargano, diffusesi in seguito per tutta l’Europa. In queste stele-menhir si può notare come elemento predominante l’ascia e il pugnale di tipo protoceltico, oppure la svastica, simbolo che attesta la presenza di un culto solare.
Vivevano lungo le coste del golfo di Genova gli Intimilii, gli Ingauni, i Genuates e gli Apuani; l’Appennino ligure e le Alpi occidentali, con la maggior parte della regione alpina e piemontese fino al Ticino, erano occupati principalmente dagli Statielli, i Bagienni, i Taurini e i Salassi e la loro influenza toccava anche la Toscana e l’Emilia, fino al territorio dei Friniati, divenuti poi celebri per la fierissima resistenza alle legioni romane, in quell’Appennino dal nome tratto dal preindoeuropeo Pen, signore delle alte vette, che i Romani tentarono di convertire in un poco plausibile Giove-Pennino.
Con l’avvento, nella Cispadana, prima degli Etruschi e poi dei Celti, la nazione ligure si concentrò soprattutto in Appennino, da Arezzo a Pisa sino a Piacenza e, a est, sulla catena dei monti fra Genova e Tortona, per trovarsi, in epoca imperiale, a controllare soltanto il territorio compreso tra il Varo e le Alpi Marittime, la Magra a sud – est e il Po a nord.

I “Principes Ligorum”
Strabone menziona i Liguri, descrivendoli come un popolo fiero che si batteva in modo estremo per la propria libertà: “..le donne erano forti come gli uomini e gli uomini come le fiere..”; essi non avevano cavalleria, ma i loro opliti e la loro fanteria leggera, che faceva uso di un lungo scudo del tipo celtico, si difendevano validamente. Tito Livio li chiama “antiqua gens” e anche Catone attribuisce loro lontanissime origini.
Strabone racconta, in particolare, le vicende dei Liguri Friniati, stanziati presso il fiume Scoltenna, che attraversa l’Alto Frignano, da Fiumalbo a Pievepelago, per poi congiungersi con il Leo e diventare, più a valle, il Panaro, affluente del Po.
Il modo di vita dei Liguri era considerato simile a quello dei Celti delle zone alpine: vivevano in “pagi” (o distretti) fino a un certo punto autonomi . La loro costituzione era schiettamente federale, tipica di ogni stato preromano dell’attuale Padania e Toscana: non cittadina, ma cantonale, in cui la prima cellula si trovava a essere il “vicus”.
Dall’unione federale di più vici, nasceva una unità più grande detta “pagus” e tanti pagi assieme formavano il “conciliabulum” , conservando ciascuno gran parte della sua autonomia. Il “vicus”, che non va immaginato come un agglomerato di case o capanne come la “villa” romana, priva peraltro di qualsivoglia organizzazione, era sostanzialmente una assemblea di capofamiglia del luogo (Principes), che decideva sugli affari della collettività, deliberando, prima di tutto, del godimento delle terre comuni, dei “fundi” compresi nel distretto del “vicus” .Era presente la solita tripartizione, tipica della società indoeuropea, e la casta inferiore era rappresentata da prigionieri di guerra fatti schiavi, che potevano essere anche venduti o affrancati e promossi mercenari.
Il “pagus” si esprimeva in una ben più ampia assemblea, ricordata in numerose iscrizioni, le cui delibere, “pagi scitum” o “pagi sententia”, si occupavano di terre e pascoli comuni a tutti i “possessores pagi” di questo distretto territoriale. Il “conciliabulum” rappresentava infine una sorta di lega federale superiore.
Gli studiosi del nostro tempo che si sono occupati delle aree d’influenza ligure, ci informano che queste unità territoriali non si confonderanno, in seguito, nella divisione del “solum italicum” tra i vari “municipia” romani, ma conserveranno, in massima parte, le loro funzioni. Questo soprattutto nelle zone alpine e appenniniche .
Quando, dopo il IV secolo, i “pagi” e i “conciliabula”, veri e propri organismi politici dello stato preromano, persero parte della loro autonomia, che passò alle magistrature dei “municipia”, mantennero tuttavia quasi inalterata la loro fisionomia e funzionalità. I “pagi” furono poi destinati dai Romani a funzioni secondarie, tipo manutenzione delle vie e altro.
Mi è sembrato opportuno premettere queste considerazioni generali sulla costituzione civile dei Liguri per arrivare finalmente al tema preciso di questo studio: il ricordo e la celebrazione dei fieri e indomiti Friniati.

I Liguri Friniati
Parte dell’Appennino, quella tra Modena e Lucca e tra Modena e Pistoia, prima delle due guerre ligustine (II sec. a.C.), era territorio stanziale dei Liguri Friniati . Al di là di questo dato, peraltro essenziale, bisogna adattarsi alla più tarda testimonianza bizantina. Importanti reperti dell’archeologia, nella vicina valle della Polcevera, suppliscono alle mancanze della storia. Mi riferisco alla tavola bronzea, detta appunto “Tavola della Polcevera” (117 a. Cr.) e alla cosiddetta “Tavola Velleiate” o “Tavola alimentare di Traiano , essenziali per la conoscenza dell’organizzazione del territorio ligure Grazie a queste tavole, agli albori del secolo, Gaetano Poggi , Cornelio Desimoni e Gian Piero Bognetti hanno dimostrato la sopravvivenza dell’antico organismo giuridico del “pagus” ligure nelle circoscrizioni romane, rendendo così perfettamente utilizzabili le scarse notizie inerenti alla frammentazione del territorio nelle altre regioni, prima dell’intrusione romana . Con analogo procedimento, sovrapponiamo queste risultanze al popolo friniate, ottenendo in tal modo a una plausibile identificazione dei “pagi” appenninici dei Liguri Friniati.

Il “pagus Feronianum”, il “Montebellum” e il “Verabulum”
Testimonianze, risalenti all’alto Medio Evo , determinano l’ubicazione del “pagus Feronianum”, per quanto riguarda il tempo che intercorre dalla seconda metà dell’VIII sino all’XI secolo. Occorre anche tenere presente che, per il catasto di Augusto, la dislocazione di ogni “fundus” era stabilita sul tracciato di un “pagus” e tale denominazione catastale è usata nel Frignano ancora dopo il Mille, così come compare in quasi tutti gli atti di vendita .
Pare che il “Feronianum” comprendesse tutta la valle dello Scoltenna-Panaro, dalla base collinare alle “Alpes”, così si chiamava allora l’appenninico spartiacque tosco-emiliano. Una testimonianza ancora più antica, il bizantino “Liber Pontificalis” , ci attesta anche la presenza di altri due “castra” liguri, a difesa dell’Esarcato di Ravenna: il “Montebellum” (Monteveglio, la valle del Samoggia) e il “Verabulum” (Verabolo, la valle del Secchia), sulle montagne modenesi e bolognesi.
Possiamo, a questo punto verosimilmente, trarre la conclusione che questi distretti corrispondevano agli antichissimi, preromani, “pagi” dei Liguri Friniati: soprattutto il Feronianum e il Verabulum si possono tranquillamente identificare con il territorio dell’attuale Frignano , che dal primo ha ereditato anche il nome.
Con ogni probabilità questi aggregati, con un elevato grado di coesione interna, per l’unità etnico-linguistica, non hanno avuto, almeno sino all’arrivo dei Romani, una vera e propria capitale della confederazione. Tacciono, infatti, le fonti storiche, soprattutto Tito Livio. Dopo l’invasione romana, questa forma di organizzazione si conservò nella Gallia Cisalpina, almeno fino al 59 d.C.. Si formò così il maggior centro civile e commerciale del Frignano, nei pressi di Pavullo: l’”oppidum Gallianum” (Gaiato), menzionato anche da Plinio (Regio VIII).

Il tramonto di un popolo
Nella prima metà del 1000 a.C. genti transalpine, i Celti o Galli, cominciarono a infiltrarsi, prima saltuariamente, poi in modo stabile, nei territori dei Liguri, mescolandosi con questi. Non ci sono notizie di battaglie o stragi e se ne deduce che presto i due popoli trovarono una intesa per una pacifica convivenza.
La celtizzazione della nazione ligure avvenne verosimilmente tra il VII e il II secolo a.C., ma forse già prima della discesa dei Celti Insubri, Cenomani e Boi (V sec.), e ciò spiega la presenza di elementi di lingua celtica in tutto il territorio ligure, Frignano compreso.
I Romani a loro volta si trovarono di fronte una popolazione mista: i Celto-Liguri, ben determinati a opporre alla ben organizzata macchina da guerra latina una straordinaria resistenza.
Insieme, Galli Boi, Insubri, Cenomani e Liguri Friniati e Apuani, tra i primi, non esitarono a stringere alleanza con Annibale, per un’ultima disperata resistenza all’oppressione romana.
Magilo, re dei Boi, dall’attuale Emilia si spostò con una schiera di cavalieri in Francia, presso il Rodano, incontro al Cartaginese per guidarlo attraverso le Alpi.
Si narra che anche dopo la fine della seconda guerra punica, liguri ribelli, che avevano combattuto sotto le insegne di Magone, fratello di Annibale, riuscirono, durante una delle loro frequenti scorrerie, a espugnare la fortezza romana di Piacenza e che un corpo di spedizione, composto di Liguri, Celtiberi e Galli, in tutto 20.000 uomini in arme, nel 203 a.C. seguirono Annibale in Africa e presero parte alla battaglia di Zama contro le legioni romane di P. C. Scipione.
La sollevazione terminò con la vittoria sui ribelli del console Q. Minucio nel 197 a.C..
Nel 180 parte di quel popolo (Liguri Baebiani e Corneliani) fu deportato nel Sannio. Contro il console L. E. Paolo, gli Ingauni si mossero in 40.000, gli Statielli, contro Popilio Lenate, in 20.000, di cui la metà cadde in battaglia.
I Friniati e gli Apuani si opposero disperatamente nelle valli di montagna, all’estremo limite orientale del loro territorio, fino alla sconfitta e alla deportazione.

Alina Mestriner Benassi
Torna in cima
Profilo Messaggio privato HomePage MSN Messenger
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Ellenici, Etruschi e Italici Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ore
Vai a pagina Precedente  1, 2, 3  Successivo
Pagina 2 di 3

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi downloadare files da questo forum





ArsDimicandi Forum topic RSS feed 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2008