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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Sarmati
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Mer Giu 21, 2006 1:57 pm    Oggetto:  
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Comunque a questo punto si potrebbe parlare un po' dei Romano-Britanni, fino a che Claudio non trova il modo di inviarci le tavole.
Mi sono interessato all'argomento da poco e da allora mi sono semplicemente letto qualche romanzo di Jack Whyte...
In questi libri non si fa il minimo accenno a Sarmati né alle bande mercenarie che Pitta ha ampiamente descritto nel topic sui Celti.
L'autore avanza comunque l'ipotesi secondo la quale dopo l'abbandono della Britannia da parte delle legioni si fosse formata una classe dirigente celto-latina nel sud-ovest della britannia il cui massimo esponente fu Artù Pendragon.
Per quello che ci interessa, ossia gli armamenti, egli ipotizza che gli abitanti di Camelot basandosi sugli scritti del trisnonno di Artù abbiano riprogettato la lancia da cavalleria, usando poi il modello di una sella franca riuscirono a creare nel giro di una generazione un nutrito corpo di cavalleria pesante ineguagliabile, per quei tempi, anche da Roma stessa.
Jack scrive anche che imitando il modello di un'arco composito africano, i Celti di Pendragon riuscirono ad inventare il longbow!
Sono ipotesi molto audaci, sempre nello stesso periodo lo scrittore colloca l'invenzione del mazzafrusto, che se uniamo però alla presenza dei Sarmati in Britannia possono assumere una certa attendibilità.

Attendo le vostre risposte.

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Flavius Stilicho

Francesco Bindella

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MessaggioInviato: Mer Giu 21, 2006 1:57 pm    Oggetto: Adv






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Il Pitta

Gallus





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MessaggioInviato: Sab Giu 24, 2006 12:48 pm    Oggetto:  
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Flavio Stilicone ha scritto:

Sono ipotesi molto audaci...


Più che ipotesi audaci mi sembrano castroneria di prima... (lo so...son sempre dipolomatico con un caimano con la rabbia Wink )

Spiego: le lance romano-britanniche ritrovate sono identiche a quelle tardo-romane.
Il longobow è un'invenzione basso-medievale, evolutasi direttamente dall'arco gallese.
L'arco gallese stesso comunque, fino al 1200/1300, resta un arco corto, con una gittata limitata ma una grande capacità di penetrazione, utile per i combattimente nelle macchie e le imboscate.
Il mazzafrusto, come tutte le armi da botta, trova il suo perché in un contesto dove vi è un largo impiego di armature pesanti a piastre di ferro, e ciò nella Britannia post-romana non era.

Ho letto Jack White, ma sinceramente l'ho trovato un po' troppo "Gallesecentrico"...

Per quanto riguarda King Arthur, anche se ho trovato il fil cordialmente agghiacciante, sia da un punto di vista cinematografico che da un punto di vista storico/tecnico (Sassoni che usano le balestre e Pitti che replicano schierando dei TRABUCCHI), l'idea che la resistenza romano-britannica sia partita da un nucleo di cavalleria sarmata non è assolutamente peregrina...o meglio...

Se osserviamo quella che era la Britannia del 450/500 d.C. abbiamo un quadro etnoculturale abbastanza complesso.
La matrice celtica è fortissima , ovviamente, soprattutto in quelle zone periferiche dove l'influenza romana fu scarsa e poco profonda (Galles, Strathclyde), ma quasi altrettanto lo è quella romana, dove per "romana" a mio parere va intesa un'influenza etnoculturale variegata, apportata da tutti quegli elementi che de facto costituivano Roma.

I Sarmati giocano in questo un ruolo preponderante: la legione di cavalleria ausiliaria "Valeria Victrix", di stanzio in Britannia, è composta interamente -pare- da ausiliari Sarmati, e sempre in Britannia si trova una notevole documentazione iconografica che ritrae cavalieri sarmati, riconoscibili per la caratteristica lorica squamata e l'ancor più caratteristico stendardo a manica a vento.

Veniamo appunto allo stendardo in questione...gli stendardi sarmati erano costituiti da delle maniche a vento (come quelle degli aeroporti, per capirci) che raffiguravano dei dragoni.

Il drago, simbolo del Galles perché secondo il mito stendardo di Artù (detto appunto PENDRAGON), non fa parte della cultura celtica.
Anzi...presso i celti non abbiamo alcuna evidenza di un mito autoctono che sviluppi la figura del drago.

Dunque, nella Britannia Tardo Romana abbiamo le evidenze di una forte presenza di militari di professione, nella fattispece cavalieri, di etnia sarmata, che come stendardo caratteristico utilizzavano la raffigurazione di un dragone...altresì sappiamo che una discreta percentuale di militari romani, che aveva sposato donne locali, rimase in britannia dopo la smobilitazione...l'accostamento con i Cavalieri della Tavola Rotonda direi che è immediato...

Certo non si può ignorare la presenza delle enclave di "Fianna" (Gododdin) come elemento costruttivo nella genesi delle milizie romano-britanniche che ostacolarono i Sassoni, ma a mio parere mentre l'elemento celtico diede le basi "antropologiche" per la costituzione di quest'ultime, quello Romano-Sarmato diede le basi funzionali.


Cavaliere Ausiliario Sarmato che sconfigge scorridorri Pitti, Vallo di Adriano
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Raffigurazione di cavaliere Ausiliario Sarmato
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Sab Giu 24, 2006 2:58 pm    Oggetto:  
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Grazie Pitta per il tuo intervento, sapevo che usando termini lievi nel definire le ipotesi di Whyte avrei scatenato la tua giusta ira Wink d'altra parte non avevo voglia di scrivere anche le correzioni che tu hai gentilmente fatto.

Ti vorrei a questo punto chiedere se hai letto il romanzo "Il cavaliere irlandese" e soprattutto cosa ne pensi, la domanda è ovviamente rivolta a tutti Very Happy .

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Flavius Stilicho

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Claudio

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MessaggioInviato: Lun Giu 26, 2006 2:24 pm    Oggetto:  
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Una piccola precisazione:
il mazzafrusto lo si fa risalire in periodo medioevale come adattamento di un attrezzo agricolo per scopi militari. Ovviamente questo è potuto accadere in quel periodo in cui ogni combattente doveva procurarsi da sè il proprio armamento, dove non vi era un'amministrazione in grado di provvedere all'equipaggiamento dei propri soldati.
Il mazzafrusto non è da confondersi con il flagello o la mazzaturca che, come dice il nome, venne adottata dagli eserciti medio orientali per contrastare le armature dei Crociati.
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Maecenas

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MessaggioInviato: Ven Feb 06, 2009 4:54 pm    Oggetto:  
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In realtà anche per qeusta popolazione si viaggia per deduzione, facendoli discendere dall'etnia scitica, proveniente dagli altopiani iranici ed in effetti per cultura e lingua il ragionamento non fa una grinza.
Ciò però andrebbe contro il sistema nomade che essi hanno praticato sistemandosi a più riprese nell'Europa orientale per cercare la penetrazione all'interno dell'Impero, in sostanza personalmente trovo apparentemente incerta la loro reale provenienza, o meglio quello che noi conosciamo in gran parte si riferisce ai rossolani, più a contatto con i romani rispetto ad altre tribù della stessa etnia.

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Gli Spartani non chiedono quanti siano i nemici,ma dove sono.....

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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Dom Ott 04, 2009 7:41 pm    Oggetto:  
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Dando uno sguardo alla Notitia Dignitatum, elenco delle alte cariche militari aggiornato più volte (soprattutto per la parte occidentale) fin verso l'inizio del V sec. d.C., ho trovato i seguenti inequivocabili riferimenti alle truppe di Sarmati presenti nell'Impero:

Notitia dignitatum omnium tam civilium quam militarium in
partibus Occidentis.

...

Cuneus Sarmatarum, Bremetenraco.

...

Item in provincia Italia:

Praefectus Sarmatarum gentilium Apuliae et Calabriae.
Praefectus Sarmatarum gentilium per Brittios et Lucaniam.

Item in provincia Italia mediterranea:

Praefectus Sarmatarum gentilium Apulia et Calabriae.
Praefectus Sarmatarum gentilium Brutios et Lucaniam.
Praefectus Sarmatarum gentilium, Foro Fuluiensi.
Praefectus Sarmatarum gentilium, Opittergii.
Praefectus Sarmatarum gentilium, Patauio.
Praefectus Sarmatarum gentilium, .....
Praefectus Sarmatarum gentilium, Cremonae.
Praefectus Sarmatarum gentilium, Taurinis.
Praefectus Sarmatarum gentilium, Aquis siue Tertona.
Praefectus Sarmatarum gentilium, Novariae.
Praefectus Sarmatarum gentilium, Vercellis.
Praefectus Sarmatarum gentilium, Regionis Samnitis.
Praefectus Sarmatarum gentilium, Bononiae in Aemilia.
Praefectus Sarmatarum gentilium, Quadratis et Eporizio.
Praefectus Sarmatarum gentilium, (in Liguria) Pollentia.

In Gallia:

Praefectus Sarmatarum et Taifalorum gentilium, Pictavis.
Praefectus Sarmatarum gentilium, a Chora Parisios usque.
Praefectus Sarmatarum gentilium, inter Renos et Tambianos provinciae Belgicae secundae.
Praefectus Sarmatarum gentilium, per tractum Rodunensem et Alaunorum.
Praefectus Sarmatarum gentilium, Lingonas.
Praefectus Sarmatarum gentilium, Au......

Notitia dignitatum omnium, tam civilium quam militarium,
in partibus Orientis.

Ala septima Sarmatarum, Scenas Mandrorum.

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Flavius Stilicho

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