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ArsDimicandi Forum

GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Sportula militare nell'anfiteatro di Albano
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Rufus

Gladiator





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MessaggioInviato: Lun Giu 12, 2006 2:07 pm    Oggetto:  Sportula militare nell'anfiteatro di Albano
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Avete,
47 combattenti divisi in due schieramenti si sono affrontati nell'arena di Albano simulando un episodio della guerra tra Clodio Albino e Settimio Severo.
Cohors I° italica veterana, Legio II° partica, gruppo storico pompeiano e Galli Boi si sono affrontati in combattimento libero e di impostazione gladiatoria dando vita a qualcosa che non si vedeva da secoli.
E stato un evento straordinario per chi l'ha veduto ed ancor di più per chi l'ha vissuto, ed ha arricchito tutti i gruppi che hanno avuto il coraggio e la volontà di collaborare di un'esperienza unica che speriamo di ripetere presto.
Per la prima volta ci si è affrontati in due schieramenti complessi per i quali la vittoria dipendeva soltanto dalle proprie capacità di combattenti, dal coraggio, dalla capacità ed abilità dei comandanti e degli ufficiali e dalla capacità di manovrare sul campo.
Come gladiatore di Ars Dimicandi,come praetor militaris della cohors veterana sono fiero ed orgoglioso dei nostri legionari e dei nostri combattenti, e sono veramente felice di avere finalmente trovato nei fratelli Boi degli sperimentatori abili e coraggiosi che non hanno esitato a cimentarsi col migliore dei risultati.
Vorrei che chi c'era e chi ha veduto scrivesse ciò che ha provato e ciò che si sente di dire.
Personalmente mi sento di affermare che ancora una volta Ars Dimicandi ed i suoi collaboratori hanno fatto un balzo in avanti sulla strada della sperimentazione, e questa volta è stato veramente grande.
Valete.
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MessaggioInviato: Lun Giu 12, 2006 2:07 pm    Oggetto: Adv






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DecioMeridio

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MessaggioInviato: Lun Giu 12, 2006 5:36 pm    Oggetto:  
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Ave,
purtroppo dell'evento Albanese ho vissuto solo il corteo di domenica mattina ed una piacevole chiaccherata con Arsdimicandi...
Lui stesso mi ha riferito cosa mi sono perso la sera precedente Crying or Very sad
Caro Rufus, il tuo post aumenta il rammarico di non esserci stato
Sad ...
Sarà per la prossima volta... ho sempre in progetto un viaggio a Saalburg, vicino a Bad Homburg, in germania (a buon intenditore Wink ).
Sapete se vi organizzano manifestazioni e quando?

Vale
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Genius Cucullatus

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Genius Cucullatus is offline 

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MessaggioInviato: Lun Giu 12, 2006 5:48 pm    Oggetto:  
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Ho 'visto' lo scontro con gli occhi di qualche Frater che l'ha vissuta, non potendo purtroppo( e me ne dolgo davvero...) esser stato presente fisicamente. Ma da quel che mi è stato riportato e dalle considerazioni, come sempre 'Centrate', espresse dal prode Rufus, penso che si sia trattato di un esperienza 'Immersiva' molto più Potente.

Sono rimasto molto entusiasmato da quanto mi è stato raccontato.

E' Vero, quando si combatte in libera, ci vuole coraggio e mancanza di 'attaccamento' ( e questo simula molto meglio che le battaglie 'simulate' o concordate o con il 'copione'), agli antichi Pugnanti, cosa importava dell'edonismo o della fighetteria sorniona..?

interessava dare il Massimo, fare il proprio Dovere mettendo nel cassetto la cognizione che avrebbero potuto perdere 'tutto', e morire nel sangue.
Ovvio che dell'ego profano dei piccoli uomini se ne 'fregavano'..

Penso che, tra persone capaci, mature e con esperienza, come siamo noi, sarà possibile spingere questa 'Immersione Atavica' ancora oltre, senza il rischio di nuocersi fisicamente. Problemi di infortuni, fisici o 'psichici', in genere dipendono dallo scarso condizionamento del fisico, o dallo scarso sviluppo dell'Io dei combattenti.

Un guerriero non è ferito nell'orgoglio da una sconfitta, ma dalla codardia!
E non è disonorevole cadere con coraggio dinanzi un nemico superiore.

Certo... quando si è Guerrieri. Rolling Eyes

Un complimento spassionato a tutti i partecipanti, ai Milites Veterani con i quali ho avuto l'onore di condividere l'Aedes Castrorum al Venigallia,i Pompeiani ed un saluto in particolare alla Legio II Partica ed ai Galli Boii di Bologna.

Valete Bene!

Il Timone è in Linea,
La Rotta è Tracciata!

Alla via Cosi'!

_________________
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"SI VIS PACEM PARABELLVM"

)+Genius Cucullatus+(
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Tvllia

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MessaggioInviato: Lun Giu 12, 2006 10:09 pm    Oggetto:  
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Avete!

io ho avuto la fortuna, il privilegio (tale lo considero con sincerità), e l'onore di poter prendere parte a questo straordinario evento.

Io sono andata ad Albano senza sapere nulla di ciò che si sarebbe provato a fare. Soprattuto non mi sentivo all'altezza di poter partecipare ad una sportulae.
Invece quando il Tribuno Darivs ha dato l'annuncio di ciò che avremmo fatto, per un attimo ho sobbalzato. Combattimento libero... libero dal copione, libero da condizionamenti, libero di svolgersi in naturalezza, come gli eventi avrebbero condotto tutti noi in quelle circostanze.

Grinta, coraggio, senso del dovere verso i commilitoni, verso il reparto, verso se stessi...Mettersi alla prova in un simile avvenimento non è da tutti, soprattutto quando si crede fermamente in ciò che si fa.

Per me Sabato 10/06 è durato un'eternità.

I due schieramenti, ognuno con i propri comandanti, che nel pomeriggio studiano mosse, tattiche e formazioni.

Più l'ora si avvicinava, più saliva pian piano l'adrenalina. Con un mio commilitone ho detto: "stiamo per dar vita ad un avvenimento unico, torneremo a casa con un'esperienza un più, un'esperienza che potremo vantare di aver vissuto".

Nel buio della cavea dell'arena la nostra colonna entra in ordine di marcia. Noi velites corriamo verso il buio per un'incursione con lo scopo per capire se e dove sta il nemico...Nulla...dal buio non arriva nessun rumore, nessun segno di vita.

Rientriamo nella formazione, ma improvvisamente veniamo attaccati così, in ordine di marcia. Velocemente ci disponiamo in schieramento di battaglia e respingiamo questo primo attacco...tutte e due le formazioni arretrano un poco per riorganizzare i propri schieramenti.

Gli avversari, nelle penombra di un solo faro, lentamente si avvicinano...Il cuore mi batte in gola, tutti osservano nel buio le mosse avversarie per non farsi sorprendere. Occhi ed orecchi diventano da felino e scrutano nella penombra per cogliere una mossa, un'esitazione, un rumore.

Poi l'attacco, e tutto per me da quel momento si è svolto così velocemente, così intensamente...
In quel momento avevo l'adrenalina alle stelle, mi sentivo che dovevo dare tutto me stessa, mettere in campo tutta la mia esprienza, tutto il mio coraggio, tutto il mio onore.

Il primo attacco viene respinto a fatica, nella penombra non si distingue quasi nulla...un secondo attacco e un'avversario riesce a sfondare la nostra prima linea... mi insegue ed io arretro velocemente per aggiungere spazio tra me e lui, ma mi raggiunge e con un'accosciata mi ferisce alla gamba. In quel momento viene colpito alle spalle dai miei compagni e insieme lo finiamo a terra. Poi sollevo lo sguardo e mi accorgo che dal fianco destro il nemico cerca di accerchiarci...corro verso quel fronte e mi unisco ai miei compagni per respingere questo attacco...
Vedo un nemico con un fianco scoperto e allungandomi lo colpisco con la mia lancia poi, come se una mano mi afferrasse, vengo trascinata fuori dallo schieramento dal furore per colpire gli avversari lì davanti a me...ma inevitabilmnete pago questa mia avventatezza con la morte. Vengo colpita tre volte e mentro indietreggio inciampo in un cadavere a terra, che mi fa ruzzolare a terra. In men che non si dica vengo travolta a mia volta da un'altro corpo che mi cade sulla testa...per alcuni secondi il buio totale mi abbranca... riesco ad aprire di nuovo gli occhi e mi trascino in mezzo al combattimento che infuria sopra di me, verso un lato del campo di battaglia.

Così a terra giro lentamente la testa verso il luogo della battaglia...vedo in mezzo alla polvere una distesa di morti che fa impressione e scorgo, nella tenue luce del faro che illumina l'arena, i nemici esultanti per la vittoria.

Siamo morti sì, ma siamo morti con onore, difendendoci con le unghie e con i denti, cercando di resistere il più possibile ad un avversario altrettanto grintoso e temibile. Senza risparmiare nulla, ma nella lealtà più assoluta, abbiamo combattuto fino all'ultimo con un tale furore da creare una bolgia quasi infernale. Tale era la battaglia descritta dagli autori antichi...

In quel preciso momento tutti ci siamo resi conto di aver dato vita a qualcosa di indescrivibile.

Senza retorica e senza arroganza possiamo affermare invece con molto orgoglio che realmente dopo 17 secoli abbiamo ricreato un pò di quell'atmosfera che si viveva quando si svolgevano le sportulae nelle arene sparse per L'Impero Romano.

A TUTTI i partecipanti, già ottimamente ricordati dal mitico Rufus, onore , ringraziamenti ed elogi massimi, per la splendida esperienza vissuta Sabato scorso. Il coraggio di ricreare un simile avvenimento ha dato vita ad una cosa unica nella storia della sperimentazione in campo militare.
L'addestramento, la maturità, la disciplina di tutti i partecipanti hanno contuibuito in maniera determinante al fatto che nessuno sia rimasto ferito e nessuno si sia fatto male.

Le centinaia di informazioni che da questo scontro emergeranno, contribuiranno in maniera determinante alla comprensione di quello che significava combattere una battaglia nel mondo antico, senza l'ausilio di centimetri, calcoli o altre fantasie.
Questo è un passo fondamentale. L'entusiasmo di tutti i partecipanti era tale che speriamo davvero di poter ripetere al più presto questa straordinaria esperienza.

Scusate la lunghezza, ma l'avvenimento è di una tale portata che necessitava di tutta questa spiegazione.

Valete

p.s Spossata dall'emozione e dalla fatica dopo la battaglia ho buttato il mio elmo nella mia tenda. Solo il mattino successivo mi sono accorta che il paragnatide sinistro era piegato causa della caduta sulla mia testa di un corpo durante la battaglia...Che botte ragazzi!

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Tvllia/Rita Lotti

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"Non troveremo mai la verità se ci accontentiamo di ciò che è già stato scoperto.
Quelli che hanno scritto prima di noi non sono dei padroni, ma delle guide.
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Ultima modifica di Tvllia il Gio Giu 15, 2006 12:40 am, modificato 1 volta in totale
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Rufus

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MessaggioInviato: Mar Giu 13, 2006 8:06 am    Oggetto:  
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Volevo aggiungere che chi sa cosa è l'adrenalina sapeva cosa sarebbe accaduto, e gli altri lo hanno scoperto.
Si dilatano le pupille, i muscoli sono reattivi, tutto il resto è anestetizzato.
Poteva durare un'ora, e la gente avrebbe continuato a combattere.
Qualcuno si sarebbe accasciato privo di forze senza capire perchè.
Tutti si sono meravigliati della propria tenuta, anche coloro che non sono atleti, ma noi sapevamo che sarebbe andata così.
Come disse Wellington al generale Gordon a Waterloo,"Gli uomini sono preoccupati? Appena vedranno luccicare le baionette francesi saranno di nuovo se stessi."
Questo è accaduto, questo è il furore ed il piacere della battaglia, naturale per l'uomo come bere e mangiare, scolpito nei nostri geni.
Valete.
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Tvllia

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MessaggioInviato: Mar Giu 13, 2006 1:52 pm    Oggetto:  
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Caro Rufus,

Hai perfettamente ragione: chi sapeva a malapena cos'era l'adrenalina, ora l'ha scoperto in pieno.

Tale e tanta era la voglia di ripetere una tale esperienza che io l'avrei rifatta già il giorno dopo!

Non mi sarei mai aspettata una simile reazione da tutti i combattenti lì presenti. Il furore aveva pervaso tutti in egual misura e tutti hanno veramente dato il meglio di se stessi.

Ciò che ne è scaturito è ciò che abbiamo detto e descritto. E poi a parole è difficile esternare ciò che si prova dentro in simili occasioni.

Speriamo di poter ripetere questo avvenimento il più presto possibile, con la speranza che altri gruppi siano interessati a seguire questa via sperimentale da noi aperta, allo scopo di arricchire in modo determinante il loro patrimonio di esperienze.

Vale

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Tvllia/Rita Lotti

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Triarius

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MessaggioInviato: Mer Giu 14, 2006 12:56 pm    Oggetto:  
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Avete,
troppi sono gli aggettivi con cui vorrei colorare i momenti vissuti durante l'evento di Albano ma proverò a rendervi partecipi di quelle che sono state alcune delle mie emozioni.
L'incarico affidatomi era di comando di uno degli schieramenti (Clodio Albino) e l'unica certezza era lo scontro.
Tutta da giocare, con la sostanziale differenza dagli scorsi scontri tra formazioni........,dare il massimo per vincere.
Lo studio delle tattiche da adottare prevedeva decisioni immediate: sondare il terreno di scontro, possibili schieramenti con diverse opzioni dipendenti dalle manovre degli avversari e impiegare al meglio le forze a
disposizione.
Gli attimi di tensione , i respiri ansiosi, l'impeto adrenalinico dei veterani, i timori dei più giovani , tutti sentimenti percepibili anche al buio solo fiutando l'aria .
L'avversario che ci fronteggiava era forte, intelligente e ben armato in poche parole molto temibile.
Sudore, respiro sostenuto e concentrazione, si stava per materializzare un sogno che qualsiasi combattente, almeno una volta nella sua vita ha fatto.
Mi sentivo addosso gli occhi di chi aspettava solo un cenno per scatenarsi, di chi aveva riposto le sue speranze di vittoria nelle mie capacità ed in quelle degli ufficiali. Una enorme responsabilità e rispetto che mi hanno trasformato in quel padre che cerca a tutti i costi di proteggere i propri figli.
Un ultima parola di conforto e forza a tutti e........ via!
Lo scontro inizia.
Comando una prima avanzata sul nemico ancora in formazione di marcia e subito arresto. Poi ancora un altro e ancora subito fermi.
Finalmente il nostro avversario schiera le sue forze, esattamente come le avevamo supposte.
Il segnale di schieramento delle mie ali è partito immediatamente.
L'ala degli ausiliari gallici( alcuni armati con lancia ed alcuni con spada e scudo)composta dai Galli Boi sapeva già che tipo di attacco avrebbe dovuto sferrare e, dopo la prima incursione non in formazione dell'avversario, hanno portato ottimamente a compimento la
loro missione, annientare la formazione che gli si opponeva, pressare, richiudere sul lato dei velites (che erano disposti al centro) e lì attaccare sul lato richiudendo in una morsa il resto delle formazioni che in quel momento sarebbero state impegnate dalle nostre linee centrali e laterali.
L'attesa dello schieramento dell'avversario è stato determinate per attuare il piano.
Il fatto di avere contro al centro una formazione di velites mi ha permesso di raddoppiare con una rapida manovra i lancieri che avevo schierato a destra, con atrettanto rapida mutatio ordinis avevo un ordo in murata con i lancieri dietro a disturbare la formazione che stava attaccando.
L'unica linea rimasta al centro dopo aver sostenuto ben tre scariche di pila con prepotente testudo in avanzata si è fiondata sui veliti che in quel momento venivano contemporaneamente attaccati al lato dai Galli per finire tutti sull'ultima formazione rimasta che veniva definitivamente abbattuta.
Lo sfogo di tensione è stato contemporaneo con il risultato di un boato.
Vittoria Clodio Albino
La fondamentale collaborazione degli ottimi ufficiali al comando delle due ali e la responsabilità e competenza dei decani è stata determinante per il perfetto svolgimento delle manovre e del raggiungimento degli scopi prefissati.

In questo momento vorrei abbracciare tutti i miei fratelli e sorelle della CIIV, della II Partica, del gruppo storico Pompeiano,
dei Galli boi, Luis con le sue emozioni, Dott. Chiarucci con la sua competenza e tutte le persone che hanno creduto e credono in noi.

Al di là dell'esito di una sportula o di un incontro gladiatorio chi vince è sicuramente il forte spirito di gruppo, la lealtà e l'onestà, il senso di responsabilità e l'altruismo che fanno del nostro gruppo una grande famiglia.
Grazie a tutti di vero cuore.
Vincenzo Pastorelli
Hyrpus
Triarius
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Gio Giu 15, 2006 12:23 am    Oggetto:  
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Circa un anno fa', in occasione di una fiera a Rimini, convocai lo Stato Maggiore per presentare formalmente la domanda fatale: "Fratrii! Il livello qualitativo raggiunto dal settore gladiatorio è accettabile. Ma se non porteremo rapidamente allo stesso livello il settore militare, non saremo all'altezza del nome che portiamo: Ars Dimicandi"
"Allora smettiamo di fare le battagliole coi Celti, incamiciate dal copione..." mi dice Hyrpus.
"Combattiamo con noi stessi, in piccoli gruppi militari!" dice Rufus.
"Sfruttiamo l'incredibile esperienza tattica dei gregati gladiatori, e applichiamola all'esercito! Giochiamocela davvero, con numeri di combattenti molto superiori..." dico io dopo l'intervento di molti.
Ecco...
Dopo un anno accade oggi che se un Ala di fanti leggeri dotati di lancia e scudo oblungo, è accerchiata... tutti sanno che essa sarà costretta a stiracchiarsi, permettendo al fronte di penetrarla con un semplice cuneo.
Ma tutti sanno che come negli scacchi, sarà sufficiente una "torre" trasversale per tagliare il cuneo laddove penetri alle spalle avversarie, e annullare la manovra.
Ecco...
Di fronte a tali conoscenze, io Tribuno della Coh.Vet.Italica, non ho parole.
Non ho parole per poter esprimere la gratitudine e la grandezza dei miei uomini e delle mie donne, soldati, guerrieri, fratelli e in qualche modo figli, e figlio loro io stesso.
Posso solo dire che di fronte a ciò, il minimo che posso fare è ribadire che dopo 13 anni di ArsDimicandi, destinare con umiltà e fierezza la mia vita intera vita a questo progetto, io che indosso il Cinctorium Purpureo della Devotio, non è solamente il minimo che possa fare... Piuttosto è solo l'inizio di un'altra nuova vita, così come tante me ne ha regalate ArsDimicandi.

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Dario Battaglia
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MessaggioInviato: Gio Giu 15, 2006 12:33 am    Oggetto:  
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Ave Tribunus!

Se puoi, tu che hai anche assistito da fuori, dicci come è stata per te questa sportula. Le tue impressioni, l'effetto che ti ha fatto, cosa vedevi nella penombra dell'unico faro...le reazioni del pubblico a questo spettacolo unico, le tue reazioni a questa "prima"...

Un Grazie ancora per averci dato questa opportunità.

Vale

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Tvllia/Rita Lotti

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MessaggioInviato: Gio Giu 15, 2006 2:02 pm    Oggetto:  
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Avete

Raccolgo l'invito del del nostro praetor militaris, Rufus, e scrivo ciò che ho provato nella sportula di Albanum, nel quale ho avuto l'onore di partecipare ed il privilegio di comandare un'ala della fazione Severiana comandata da Skorpius, dato che la descrizione della battaglia fatta da Tullia è stata a mio avviso molto esauriente.
Le nostre forze erano cosi schierate: al centro i Velites, comandati da rita, alla destra il contingente di forze più piccolo ma con le nostre migliori forze, con a capo il comandante dell'intero schieramento e il mio collega Valoi e sulla sinistra il contingente di forze pesanti, ed il più numeroso da me comandate.
Gia nella fase iniziale, in cui nessuno faceva la prima mossa, fremevo nell'attesa di un'ordine di attacco, ma il fatto di comandare un'ala, quindi poter dare ordini ad una componente dello schieramento, e nello stesso tempo essere in attesa ordini dal comandante in capo, mi creava un certo senso di impotenza, che è sparito appena c'è stato il contatto con l'avversario e da li in poi per quel breve momento ho forse provato ciò che provava un centurione o un tribuno, combattere al fianco dei propri uomini, sempre attento allo schieramento del proprio manipolo, al segali del comando ed alle eventuali opportunita tattiche che possono presentarsi nella battaglia.
In quei momenti ero tutto immerso nell'adempiere a questi compiti e non c'era paura, timore, esitazione, dubbio, baldanza, o altro sentimento tutto spariva ed ero completamente immerso nel compiere il mio dovere o almeno quello che credevo si dovesse fare.

Da questa mia esperienza colgo sicuramente l'importanza dell'iniziativa dei comandanti sottoposti, cioè capire quando è il momento di eseguire gli ordini già presisposti e quando è il momento di cogliere opportunità o reinventare la tattica al momento perché le forze nemiche sono disposte in modo diverso da quello previsto. Questo secondo me un fattore molto importante in una battaglia.

Spero di poter ripetere presto questa esperienza.
Onore a tutti i partecipanti della sportula ed in particolare ai ragazzi del mio manipolo.

Valete
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MessaggioInviato: Gio Giu 15, 2006 8:35 pm    Oggetto:  
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Avete milites.
Sono molte le considerazioni da fare, e molte le ho già fatte coi membri dello Stato Maggiore.
Credo che nessuno di voi possa aspettarsi da me un giudizio positivo sugli aspetti tattico-strategici, come è ovvio che sia per un Istituto che è coscente di essere solo all'inizio in questa formidabile sperimentazione.
Come invece ho già espresso nella mia precedente, devo ribadire la sorpresa, totale e assoluta, nella reazione umana a questa difficile prova. Non solo dopo pochi minuti nessuno era stanco o spaventato, ma ho visto crescere il 'furore' sistematicamente, minuto dopo minuto, abbinato a una lucidità che non potevo prevedere.
Ed è questo il frutto più prezioso per il proseguimento del progetto. Ora abbiamo la certezza della tenuta psicologica e fisica degli milites, ora sappiamo che a queste risorse è possibile chiedere di più.
Dal punto di vista tattico, confermo quanto rilevato da Cratos: ci sono stati una manciata di secondi interminabili di assoluta immobilità tra i due schieramenti. Poi... è bastata la prima iniziativa per scaricare la tensione e cimentarsi nella battaglia senza dubbio o paura alcuni (ma... siamo così diversi dagli antichi?)
L'errore più evidente che ho potuto verificare è stato quello della vessillazione Severiana, la cui ala destra si è fatta schiacciare contro il pubblico. Da qui, a mio avviso, è iniziata la debacle dei Severiani. Schiacciati contro il pubblico (io stesso ho malamente spintonato qualcuno dei Severiani per evitare investimenti degli invasati spettatori), non hanno più potuto manovrare, non hanno potuto declinare obliquamente le ali e così costringere gli Albiniani a lavorare con separati reparti, che invece hanno lavorato con fronte compatto Wink Wink Wink
Vorrei comunque che tutti i partecipanti dicessero la loro, di modo da analizzare più approfonditamente lo straordinario, primo e ad oggi unico evento agonistico militare della recente storia del reenactment romano Idea

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Dario Battaglia
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MessaggioInviato: Ven Giu 16, 2006 1:34 pm    Oggetto:  
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Avete,
indubbiamente il comando della formazione albiniana ha funzionato meglio del comando della formazione severiana, e su questo lavoreremo in futuro,
ma la cosa più importante è che siamo riusciti a testare la capacità e la volontà dei nostri ragazzi e ragazze, e sappiamo che avevamo visto giusto e che d'ora in poi possiamo contare su di loro per un lavoro sempre più complesso e difficile ma foriero di grandi risposte.
Tengo a sottolineare che dobbiamo molto al lavoro che abbiamo svolto in arena come gladiatori, abituando i nostri ragazzi a vedere approcci seri, dobbiamo molto ai pionieri che tra loro sono entrati in arena con noi a Tarraco, dandoci il coraggio di osare di più e dobbiamo molto alla collaborazione dei Boi, che negli allenamenti a bologna si sono dimostrati validi collaboratori e duri combattenti, cosicchè non abbiamo avuto dubbi nella scelta di un ingaggio più ampio ad Albalonga che ci ha consentito un lavoro ancora più complesso.
Ora che sappiamo su chi possiamo contare, possiamo fare le nostre prime valutazioni:
un conto è combattere ed un altro è comandare.
Se addestrare un uomo al combattimento è difficile, addestrarne uno a comandare lo è molto di più.
Questo sarà un compito ancora più complesso, e saranno necessarie selezioni ancora più dure.
Credo che sia il caso di fare distinzioni tra ufficiali al comando e sottufficiali, perchè un bravo sottufficiale non è detto che sia anche un bravo ufficiale e viceversa.
Quindi al prossimo combattimento credo convenga stabilire una gerarchia di comando che dovrà essere sempre rispettata.
Credo anche che il numero di sperimentatori che raggiungeremo al prossimo allenamento di Bononia con l'intervento degli amici liguri sia per ora più che sufficiente.
Creiamo un nocciolo duro di combattenti e di quadri di comando per legionari e gallo-germanici, e solo successivamente valuteremo diversamente.
In poche parole, per ora accontentiamoci di una sessantina di combattenti di valore che sanno quello che fanno, altrimenti si perderà tempo ad assorbire elementi nuovi non capaci o non abituati, invece noi dobbiamo andare avanti senza perdere un minuto, facendo cose sempre più complesse al fine di capire bene tante cose che per ora sono solo supposizioni e che solo un lavoro duro con gente dura può svelare.
Valete.
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MessaggioInviato: Ven Giu 16, 2006 5:52 pm    Oggetto:  
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Uno degli errori tattici più grandi è stato sicuramente quello di non mettere un fronte Grave nell'esercito Severiano.
So da Rufus che l'idea era di far convergere l'ala destra e comprimere l'avversario. Ma questa a mio avviso è una operazione con troppi sè: chi garantiva che l'ala avrebbe potuto schiacciare al centro i nemici? Chi dice che i nemici pressati, non avrebbero sfondato sul fronte dei Leviorum?
Il cardine di ogni battaglia, piccola o grande che sia, sta in un fronte pesante: esso costituisce il perno attorno a cui ruota l'intera battaglia. E' ovvio che il fronte può essere spezzato, e in tal caso la storia e l'esperienza ci insegna che sono necessarie più linee, due o la più classica a tre. Ma i numeri che abbiamo ci permettono solo una seconda linea con funzione di Torre, ossia che marca longitudinalmente la schiena dell'Acie.
Altro cardine sono le Ali. Mettere una Ala in Grave Armatura è pericoloso, poichè se la grave non mura e sottrae spazio (cosa fattibile in un fronte compatto e disteso), si mettono in vantaggio le Ali leggere dotate di armi più lunghe: la Grave Armatura diventa passiva insomma. A meno che l'Ala grave sia supportata da Leviurum, ossia di soprannumerari. Ma in questo caso (tipo Arriano contro gli Alani) ilo numero di soldati deve aumentare notevolmente.

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Dario Battaglia
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Tvllia

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MessaggioInviato: Ven Giu 16, 2006 7:22 pm    Oggetto:  
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Mi piace sentir parlare di tattica su un'evento che abbiamo vissuto dall'interno. Pensate a quanti dubbi, problematiche, quesiti sono già scaturiti solo dal primo evento!

C'è una mole incredibile di lavoro da fare (e questo noi lo abbiamo sempre saputo) ma imboccando questa strada abbiamo dato una svolta decisiva ed unica.

Tutte le problematiche scritte prima da Rufus e dall'Amministratore, saranno da vagliare con il prosieguo del lavoro da noi iniziato. Ci aspetta un compito duro, però in cuor mio mi dico "Fantastico!".
L'avventura è appena iniziata.

Vale

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MessaggioInviato: Lun Giu 19, 2006 11:58 am    Oggetto:  
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Secondo me l'errore sa nel fatto che non si è sfruttato a pieno l'enorme risorsa dell'ala sinistra dell'esercito Severiano formata di fanteria pesante e mi spiego meglio. Innanzi tutto la battaglia proposta presentava uno scontro tra forze di egual numero, anche se all'interno vi erano delle peculiarità, da una parte c'erano i lancieri dall'altra i velites, da una parte c'era la levi armatura dall'altra una grave armatura.

Dato lo schierameno Severiano come punto di partenza al fine di ottenere la superiorità tattica nello scontro si potevano scegliere due strategie.
La prima serebbe stata quella di effettuare un cuneo con la grave armatura di una delle due ali, ma la realizzazione tattica sarebbe stata difficile, infatti a destra dove c'era il comandante in capo vi erano truppe abituatissime e testate per questa manovra delicata, ma erano in numero non sufficiente (se non ricordo male erano in 5), a meno che non effettuavano un cuneo da tre, oppure veniva effettuata dalla mia ala, ma sarebbe risultato più pericoso del normale l'operazione perché non tutti l'hanno provata questa manovra con rischi che vrebbero minato l'intero schieramento. Ne consegue che un cuneo di penetrazione, con quel particolare schieramento, per i Severiani non sarebbe risultato molto favorevole.

Altra possibilità era quella di un aggiramento, e questo forse si poteva realizzare. Per raggiungere ciò a levello tattico, si doveva impegnare un nostro contingente sul maggior numero possibile di persone avverse e da li con le restanti truppe, o parti di esse, scontrarsi sulle restanti tentando di sbaragliarle o di effettuare un aggiramento di fianchi. Ciò poteva essere fatto a mio avviso o facendo scontrare il centro e l'ala sinistra con tutto il fronte nemico e l'aggiramento veniva effettuato dall'ala destra oppure far attaccare l'ala destra per far convergere li più forze possibili(come penso che sia anche avvenuto infatti quando entrambi i fronti si sono scontrati sulla nostra destra c'erano tutti i galli, ~10 uomini, mentrei nostri erano ~5 uomini, ma erano i migliori del nostro schieramento) e fare un murus o accerchiamento sulla sinistra.

Non so quale sarebbe stata la migliore scelta fra queste esposte ma così mi sembra che sulla carta si poteva ottenere un vantaggio tattico. Fermo restando che in questa mia riflessione non ho analizzato le possibili manovre dell'avversario che potevano ostacolare queste nostre ipotetiche azioni e che azioni. Anche qui emerge il fatto, che mi sembra lo rilevi anche il nostro tribuno, che il fulcro della battaglia erano le nostre truppe pesanti ed in special modo quelle sulla sinstra, più numerose della destra non per altro, che rimanedo per lungo tempo inattive e sucessivamente usate solo in modo difensivo o di copertura non hanno reso molto, e qui non è tanto colpa dei miei uomini ma molto del peso di responsabilità cade su di me.
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