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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Esistono ancora i romani?
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feanor65

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MessaggioInviato: Mar Set 07, 2010 9:49 pm    Oggetto:  Esistono ancora i romani?
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Ciao a tutti volevo chiedere la Vostra su questo argomento.Secondo voi i romani esistono ancora?
Mi rifaccio al topic sull'Ara Pacis che mi ha dato lo spunto x questa riflessione.Io, sono un romano, sono nato a Via castelfidardo ( Porta Pia) anche se ora vivo a Manziana, dove ho acquistato casa,e ho passato alcuni anni della mia infanzia in un paesino umbro ( provincia di Terni ma piu' vicino a Perugia) con i miei zii.Sento molti romani parlare di gladiatore ( senza sapere che i gladiatori non erano romani, anzi, semmai odiavano Roma), legioni, Giulio Cesare ed presentarsi come Eredi di un grande impero ma poi zero rispetto per la città, nessuna base culturale a livello storico ed un comportamento che non ha nulla di romano.Non voglio scendere in politica ma bisogna anche dire che si assiste quotidianamente ad insulti verso la nostra città con politici romani che x convenienza lasciano scorrere e con cittadini romani che si lasciano comandare in casa e si beccano addosso tutto il peggio che gli viene gettato.
Spesso io rispondo sempre, ma quale eredi di un grande impero, noi siamo gli eredi della roma papalina del che c'è frega chec'è importa, magnamo bevemo e nun ce va de lavorà, ecco di questo siamo eredi e non degli antichi romani che parlavano il latino che gli fregava, gli importava e come si facevano rodere se le cose andavano male.
Bho! Nella nostra città di romano ci sono solo le rovine dei templi ed un lontano ricordo di ciò che era la nostra civiltà, per il resto io riscontro tanto coattismo, ignoranza ma nulla che possa lasciar pensare ad un orgoglio di essere romani ad una voglia di essere romani se non per puro esibizionismo.Tutti sti ragazzetti "eredi di un grande impero" perchè invece di fare sega a scuola non si battono per il ritorno del latino?
Noi abbiamo insegnato agli inglesi ed ora è la loro lingua che è diventata universale?
Se avete riscontrato nel mio discorso accostamenti o pensieri che non ritenete passibili me ne scuso non era mia intenzione, il mio discorso era solo rivolto agli "eredi di un grande impero" e ad un nostro modo di vivere, esportare, rappresentare e ricordare la romanità che di romano non ha piu' nulla.

P:S: da bambino, a scuola in umbria, ricordo che quando la maestra, mia zia, parlò delle sconfitte di Roma contro Cartagine tutti i miei compagni erano in silenzio ad ascoltare ma quando si arrivò alla vittoria di Scipione tutta la classe esultò venendomi ad abbracciare perchè ero un romano ( da li cominciai ad amare la mia città).Oggi si arriverà al punto che si farà un decreto legge x eliminare la storia di Roma nel programma scolastico.
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MessaggioInviato: Mar Set 07, 2010 9:49 pm    Oggetto: Adv






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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Mar Set 07, 2010 10:34 pm    Oggetto:  Re: Esistono ancora i romani?
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feanor65 ha scritto:
ho passato alcuni anni della mia infanzia in un paesino umbro ( provincia di Terni ma piu' vicino a Perugia) con i miei zii.


Sono indiscreto se ti chiedo quale? Wink Vicino Orvieto immagino Smile io sono vicinissimo a Monteleone e Montegabbione.

feanor65 ha scritto:
senza sapere che i gladiatori non erano romani, anzi, semmai odiavano Roma


Non sono d'accordo.

feanor65 ha scritto:
zero rispetto per la città, nessuna base culturale a livello storico ed un comportamento che non ha nulla di romano.
Spesso io rispondo sempre, ma quale eredi di un grande impero, noi siamo gli eredi della roma papalina del che c'è frega chec'è importa, magnamo bevemo e nun ce va de lavorà, ecco di questo siamo eredi e non degli antichi romani che parlavano il latino che gli fregava, gli importava e come si facevano rodere se le cose andavano male.


Vorrei sapere di quale Roma parli, quella degli abusi edilizi degli amici di Crasso o quella della plebe che dipendeva interamente dalle distribuzioni gratuite di grano e si interessava solo all'Ippodromo e all'arena durante i 5 secoli che vanno da Cesare a Odoacre? Quella piena di liberti, sicari e clienti dei tempi dei triumvirati o quella attanagliata dalla burocrazia da Diocleziano in poi?

No perché dobbiamo metterci d'accordo: i Romani erano solo i Cesari, i Catoni, i Bruti o erano anche i menefreghisti profittatori così ben derisi nelle tante satire giunte fino a noi? E i Romani di adesso sono solo i pazzi che vanno allo stadio con coltelli e spranghe o sono anche gli intellettuali dei salotti della "Roma bene"?

Io sono del parere che così come l'erba del vicino è sempre più verde (ma solo perché non si deve sopportare la suocera del vicino Wink), noi riteniamo il passato migliore del presente (ma solo perché non ne dobbiamo vivere i problemi quotidiani Wink).

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Flavius Stilicho

Francesco Bindella

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feanor65

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MessaggioInviato: Mar Set 07, 2010 10:50 pm    Oggetto:  
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Ciao si Montegabbione c'è una Via con il nome della mia famiglia Vicolo Mescolini perche li abitava tutta la mia famiglia ma ora gli zii sono morti ed i nipoti piu' prossimi ( io ero nipote di seconda non erede diretto ) hanno venduto tutto.Sono moltissimi anni che non vado proprio per il dispiacere di veder vendute tutte le fatiche dei miei zii e della mia nonna che amavo molto.
Ho sempre Montegabbione nel mio cuore anche se non ci andrò piu' dal dispiacere.
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feanor65

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MessaggioInviato: Mar Set 07, 2010 11:05 pm    Oggetto:  
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Per i romani hai ragione ma la maggior parte ( non tutti x carità) di quelli che vantano o parlano di romanità ne sanno poco o nulla e somigliano piu' al sottobosco che hai descritto tu.Però loro si rifanno ai Cesari non al sottobosco.
Non credo che il coattello che urla " Io so romano erede dell'impero" e poi va a fare la pipì vicino ad un monumento conosca il senso di quello che ha appena detto. Ti dico questo x esperienza diretta anche perchè io, per tigna, gli sono andato a dire " ma lo sai quello che dici?" e lui mi ha risposto" l'ho fatto pe rimorchià quella pischella io a scuola c'ho 4". E' semplicemente una storiella però ti assicuro che rispecchia molto il panorama di oggi.E' vero , come dice il Gladiatore, quelli erano tempi oscuri, anche se lui non si riferiva a Roma, e per carità oggi noi non sopravviveremo un secondo, almeno io, se trasportati in quell'epoca, però c'era nell'antica Roma, almeno nelle persone che tu hai citato, un senso della romanità spiccato x cui battersi anche mettendo in gioco le proprie carriere o la propria vita, con i fatti, mentre oggi lo è solo con le parole, anzi, oggi vedo che nemmeno piu' con quelle, visto che si liquida sempre tutto con ma che ce frega ma che ce importa.
Ciò non esclude che c'era del buono, x me molto, allora e c'è del buono, x me molto poco, oggi.
Ma è solo una mia opinione.

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Feanor/ Enrico de Santis
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MessaggioInviato: Mer Set 08, 2010 7:41 pm    Oggetto:  
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Io concordo con Feanor, e concordo molto meno con lo stimatissimo Stilicho Wink
Feanor ha ragione, i romani di oggi (la maggior parte) e gli Italici di oggi (quasi tutti) sono eredi chi della Roma Papalina (ma che ce frega ma che ce importa calza a pennello) chi dell'Italia POST romana e sopratutto POST UNITARIA, di tutto quel guazzabuglio meschino e fraudolento sbandierato per 150 anni come l'Unità D'Italia.

Eredi dei Romani, degli ideali dei Romani repubblicani primigeni, dell'orgoglio della propria Gens, del proprio Mos Maiorum, della propria civiltà, sono oggi in pochi, pochissimi.
Anche molti che si "spacciano" pee eredi dei Romani, non hanno nulla a che vedere. La nostra mentalità è troppo permeata dall'egoismo personale, dal consumismo, dal capitalismo, dalla truffa da farsi per tutto e su tutto.

Certo, nella civilità romana c'erano eccome i profittatori, gli speculatori, l'arraffamento, le ruberie ad alto livello come oggi. Molti dei proconsoli e dei procuratori delle province erano degli arraffoni ladri, che vivevano il loro mandato solo come mezzo per arricchirsi. Ma questo successe nell'epoca Imperiale, perchè nelle epoche precedenti simili comportamenti erano censurati e puniti. Dopo divennero la norma e si chiuse un'occhio.
C'era, allora come oggi, chi tentava di essere ancora giusto nello svolgere il proprio mandato, Plinio con le sue lettere ne è un chiaro esempio.

Quanti consoli, pretori e dittatori sono caduti in battaglia per guidare gli eserciti di Roma? Tanti. Quanti milites romani (ed alleati) sono caduti per la Res Publica. Tantissimi. E a costoro gliene fregava, erano orgogliosi del proprio essere romani.

Chiaro che nei bassifondi di ogni civiltà c'è e c'è sempre stato la feccia, e che vivano ai tempi dei romani, nell'alto medioevo, in pieno rinascimento, sotto il Papa o sotto il Duca di Modena, costoro ci saranno sempre. A cui nulla importa della propria civiltà, della propria storia, e vivono solo per campare.

Il problema è che nella nostra civiltà questo totale menefreghismo del proprio passato è globale, coinvolge quasi tutta la popolazione, di bassa, media e altra estrazione. Moltissima di alta estrazione.

Ciò è di una tristezza immane Crying or Very sad

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"Non troveremo mai la verità se ci accontentiamo di ciò che è già stato scoperto.
Quelli che hanno scritto prima di noi non sono dei padroni, ma delle guide.
La verità è aperta a tutti e non è stata ancora trovata per intero"
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Mer Set 08, 2010 8:37 pm    Oggetto:  
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Tvllia ha scritto:
Quanti consoli, pretori e dittatori sono caduti in battaglia per guidare gli eserciti di Roma? Tanti. Quanti milites romani (ed alleati) sono caduti per la Res Publica. Tantissimi. E a costoro gliene fregava, erano orgogliosi del proprio essere romani.


Di illustri morti per la patria ne abbiamo anche noi da vantare, valgano per tutti, passati e presenti, quelli delle guerre mondiali, Falcone, Borsellino e il sindaco Vassallo. E la nostra Repubblica ha ancora meno di 100 anni.

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Flavius Stilicho

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feanor65

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MessaggioInviato: Mer Set 08, 2010 9:12 pm    Oggetto:  
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Fra costoro egli fu il romano piu' nobile..Lui agì per una concezione nobile dello stato e per il bene della collettività.La sua vita fu esemplare.egli elementi si erano in tal guisa combinati in lui che la natura potrebbe levarsi e proclamare al mondo intero" Questi fu un uomo !".
Questo è una abbreviazione del finale del Giulio Cesare che tutti voi conoscete perfettamente.Ecco c'è oggi un romano che rispecchi questa figura nella nostra classe politica romana o in qualche personalità di spicco romana?
Siamo ogni giorno subissati da insulti che ci provengono da tutte le parti, sopratutto Nord Italia, anche se io conosco molti milanesi che mi ripetono che Roma è la piu' bella città del mondo e che non se ne andranno mai piu' via, ed i nostri rappresentanti (Romani) cosa dicono? Si limitano a chiedere rispetto.E i romani?
Pensate che a noi permetterebbero di fare una marcia al nord con lo slogan Roma Capitale del mondo, Roma culla della civiltà o tutto il mondo civile è Roma? No statene certi ma noi abbiamo permesso di sfilare gente con i manifesti Roma ladrona.Permettiamo ad un giocatore della nazionale di dire Roma ladrona durante l'inno ( con le istituzioni che parlano di simpatica ragazzata).
Il bello che Roma è ladrona ma non c'è nessun romano al governo di qualunque schieramento si voglia.
Roma non è caduta 2000 anni fa Roma è in perenne caduta sotto tutti i punti di vista e la cosa mi rattrista molto ma la colpa è nostra, solo nostra, anzi di certi romani ( come dice Tullia la maggior parte) che pensano a magnà a beve al che ce frega e che ce mporta.
Questo non toglie che, anche se in piccola parte, alcuni antichi romani ( x antichi intendo con i principi degli antichi romani) esistono ancora e la dimostrazione è l'esistenza di questo sito.

P.S. x alcuni cenni politici ( non ho fatto preferenze ma ho detto di tutti gli schieramenti) se ho toccato la suscettibilità di qualcuno me ne scuso ma x il contesto del discorso era imprescindibile il riferimento.
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MessaggioInviato: Mer Set 08, 2010 10:29 pm    Oggetto:  
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Io sono del parere che gli scontri tra culture si combattano non a parole e nemmeno a suon di voti politici ma che si combattano inconsapevolmente ogni giorno, guardiamo ai fatti: coloro che più di tutti hanno spalato letame sulla Città Eterna oggi vivono nei suoi splendidi palazzi, fanno colazione nei suoi bar, prendono fior fior di stipendi lavorando nei ministeri e nelle aule che tanto disprezzavano e scommetto che a pranzo e a cena qualche carciofo alla giugìa e due bucatini all'amatriciana ogni tanto se li facciano Wink. Chi disprezza compra, mi dice sempre mia madre Very Happy.

Non mi è invece ancora giunta notizia di un autoctono romano che abbia tra i suoi piatti preferiti la polenta, la bagna càuda o la cassoeula Wink. E nemmeno di qualcuno che, abituato ai sette colli, invidi chi vive nella "bassa".

Se c'è qualcuno che ritiene necessario fare altisonanti slogan contro Roma è proprio perché sa di attaccare qualcosa di assolutamente magnifico, se fosse opinione dei più che Roma è una città da quattro soldi non ci si potrebbe mica costruire un partito sopra, sarebbe come costruire un partito dicendo che l'acqua è bagnata Cool . Le simpatie leghiste fanno leva sul senso di inferiorità che una certa parte della popolazione italiana sente nei confronti delle splendide città del Sud, ben più apprezzate oltralpe. Le favole sui Romani fannulloni mi fanno ridere, Roma è una delle città che per prime si svegliano in Italia.

Poi, come dice il simpaticissimo Brignano, per noi del centro (lui diceva di Roma) i litigi tra Nord e Sud sono un po' come le discussioni di condominio tra quello del piano di sotto e quello del piano di sopra, vorremmo solo che si zittissero entrambi e ci lasciassero in pace Mr. Green .

E se qualcuno si è offeso me lo venga pure a dire che sono disposto a ripetere queste cose, metterle per iscritto e firmarle (ops Embarassed Exclamation L'ho appena fatto Mr. Green ).

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Flavius Stilicho

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feanor65

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MessaggioInviato: Mer Set 08, 2010 10:48 pm    Oggetto:  
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Giuste le tue affermazioni Flavio Stilico io, x esempio, abitando a Manziana ma lavorando a Roma, mi alzo alle 4.20 del mattino e torno a casa alle 16 del pomeriggio x andare a lavorare, pago le tasse, il mutuo e tutto quello che c'è da pagare anche il canone rai ( che gran bei programmoni trasmettono valgono il canone, anzi io lo aumenterei).
Fammi sapere se conosci Montegabbione è li dove ho passato gli anni piu' belli della mia infanzia.
Ti avevo già risposto a questa tua curiosità forse ti è sfuggita perchè inserita nella discussione sui romani.
Ciao
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MessaggioInviato: Mer Set 08, 2010 11:32 pm    Oggetto:  
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Tvllia ha scritto:
Molti dei proconsoli e dei procuratori delle province erano degli arraffoni ladri, che vivevano il loro mandato solo come mezzo per arricchirsi. Ma questo successe nell'epoca Imperiale, perchè nelle epoche precedenti simili comportamenti erano censurati e puniti.


Purtroppo questo succedeva anche durante la repubblica.... e non sempre i colpevoli venivano puniti, anzi.... Proprio perchè i governatori e i giudici appartenevano alla stessa classe - il senato - era molto difficile che venissero condannati. Ed è per questo che Gaio Gracco pensò di creare giudici i cavalieri, per evitare gli intrallazzi... ma ciò creò fortissime tensioni e sappiamo cosa successe nel I secolo a.C.... A volte i processi ai governatori funzionavano, come quello intentato da cicerone a verre - per citare il più famoso -. Almeno (e non è poco) i provinciali avevano il diritto di accusare i governatori corrotti.

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MessaggioInviato: Gio Set 09, 2010 9:15 pm    Oggetto:  
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feanor65 ha scritto:
.................................

P.S. x alcuni cenni politici ( non ho fatto preferenze ma ho detto di tutti gli schieramenti) se ho toccato la suscettibilità di qualcuno me ne scuso ma x il contesto del discorso era imprescindibile il riferimento.

A mio parere sarebbe bene, per chi risultasse suscettibile, adombrabile, sensibile ecc., che faccia un corso intensivo preliminare di tolleranza, elasticità e, se dotato di corteccia cerebrale, di logica. Tale da saper socializzare anche con chi non la pensa come lui. Smile

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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

Quanto più volgare è l'uomo politico, tanto più stridente è il linguaggio. (P.C. Tacito)
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MessaggioInviato: Gio Set 09, 2010 9:22 pm    Oggetto:  
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Silla ha scritto:
Tvllia ha scritto:
Molti dei proconsoli e dei procuratori delle province erano degli arraffoni ladri, che vivevano il loro mandato solo come mezzo per arricchirsi. Ma questo successe nell'epoca Imperiale, perchè nelle epoche precedenti simili comportamenti erano censurati e puniti.


Purtroppo questo succedeva anche durante la repubblica.... e non sempre i colpevoli venivano puniti, anzi.... Proprio perchè i governatori e i giudici appartenevano alla stessa classe - il senato - era molto difficile che venissero condannati. Ed è per questo che Gaio Gracco pensò di creare giudici i cavalieri, per evitare gli intrallazzi... ma ciò creò fortissime tensioni e sappiamo cosa successe nel I secolo a.C.... A volte i processi ai governatori funzionavano, come quello intentato da cicerone a verre - per citare il più famoso -. Almeno (e non è poco) i provinciali avevano il diritto di accusare i governatori corrotti.


Vedasi:
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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

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MessaggioInviato: Ven Set 10, 2010 11:06 pm    Oggetto:  
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Ave Feanor65.
La mia, ovviamente, è solo una opinione.
Che gli attuali romani de Roma non siano i Romani (con la R maiuscola) è un fatto storico. Da poche decine di migliaia di abitanti di qualche secolo fa' (di cui in maggioranza preti), si è passati a un coacerbo di immigrati, soprattutto in seguito alla volontà Sabauda e pseudo-Repubblicana di rifare Roma capitale.
L'attuale Urbe è un crogiuolo di Abruzzesi, Campani, ex-Toscani (se non sbaglio a un secolo fa' il Lazio settentrionale era Tuscia), ma anche Umbri, Marchigiani (ex Stato della Chiesa), Veneti, Lucani e molti altri.
Non che queste popolazioni fossero poco importanti; semplicemente rappresentavano il frutto di una secolarizzazione medievale spinta verso le opportunità di una neonata città italocentrica.
E' un fatto di antropologia recente... che i romaneschi non possano essere simili (anche lontanamente) ai Romani.
Eppure Roma Antica fu fatto antropologico. Tutto nacque lentamente nella testa, nella cultura, in una idea di Romanità che oggi potrebbe essere accomunata all'idea della precisione Svizzera, che di fatto non è vera e compiuta, ma che conta su una serie di consapovolezze che nei decenni hanno creato una emulazione della fiducia Svizzera, creando risultati concreti. Altro esempio è quello della qualità Tedesca, non proprio esemplare in tutti i suoi aspetti, ma che a buona ragione diventò, divenne e diverrà "veicolo" di un credo diffuso, dunque energia vitale di un fenomeno emulativo basato sui successi.
La Lombardia! Ci rendiamo condo che oggi la maggior parte delle famiglie immigrate dal sud in questa regione è orgogliosa del Modus Operandi lombardo? Al punto che gli stessi ex-meridionali criticano i meridionali, o i sistemi di Modus Operandi dei meridionali (io sono per il 50% meridionale, NdS).
Roma fu l'esasperazione, continuata, perfezionata, di un idea di superiorità sociale, tecnologica, culturale, che prese piede lentamente, con imbarazzo d'apprima nei confronti dei Greci, degli Ellenistico-orientali, persino dei Celti, fino a diventare qualcosa di paragonabile a quegli ex-barbari che oggi chiamiamo Svizzeri, Tedeschi, Austro-ungarici, Lombardi.
A dispetto dell'attuale provenienza, DOVE SONO NATO, la domanda che noi tutti dovremmo porci è la seguente: cosa c'è che funziona regolarmente (per un bel po' più che da decenni ) nei sistemi politico-economico-geografici, che ci spingano in modo naturale ed antropologico all'emulazione? Come fare ad arrivare a un livello in cui a Roma, come in Italia, i risultati dei governanti così come dei singoli siano così eclatanti da indurre tutti all'emulazione?
Io non sono un politico, ma nel mio piccolo, Ars Dimicandi è un frammento di ciò. Un frammento indubbiamente insufficiente, quento lo è la Pizza o la Ferrari.

_________________
Dario Battaglia
Per correttezza, si prega di riportare la fonte degli argomenti qui discussi nel caso vengano girati e argomentati su altri forums
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Ven Set 10, 2010 11:24 pm    Oggetto:  
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Dr Domus ha scritto:
L'attuale Urbe è un crogiuolo di Abruzzesi, Campani, ex-Toscani (se non sbaglio a un secolo fa' il Lazio settentrionale era Tuscia), ma anche Umbri, Marchigiani (ex Stato della Chiesa), Veneti, Lucani e molti altri.


Credo che questo discorso fosse valido anche per tutto l'impero: come giustamente hai detto:
Dr Domus ha scritto:
Roma Antica fu fatto antropologico.
Wink

Dr Domus ha scritto:
Roma fu l'esasperazione, continuata, perfezionata, di un idea di superiorità sociale, tecnologica, culturale, che prese piede lentamente, con imbarazzo d'apprima nei confronti dei Greci, degli Ellenistico-orientali, persino dei Celti, fino a diventare qualcosa di paragonabile a quegli ex-barbari che oggi chiamiamo Svizzeri, Tedeschi, Austro-ungarici, Lombardi.


Scusate la domanda impossibile ma non posso trattenermi dal chiedermi cosa abbia fatto venir meno il meccanismo dell'emulazione che aveva portato in alto Roma? Non mi si venga a dire l'orientalizzazione perché tutti sappiamo che delle due parti dell'impero sopravvisse proprio quella orientale, quindi il male non stava nella longitudine.

Dr Domus ha scritto:
la domanda che noi tutti dovremmo porci è la seguente: cosa c'è che funziona regolarmente (per un bel po' più che da decenni ) nei sistemi politico-economico-geografici, che ci spingano in modo naturale ed antropologico all'emulazione? Come fare ad arrivare a un livello in cui a Roma, come in Italia, i risultati dei governanti così come dei singoli siano così eclatanti da indurre tutti all'emulazione?
Io non sono un politico, ma nel mio piccolo, Ars Dimicandi è un frammento di ciò. Un frammento indubbiamente insufficiente, quento lo è la Pizza o la Ferrari.


Già, cosa? Dov'è quel punto, o quella sottilissima linea (così sottile che ci sfugge da millenni, pur continuando a passare da una parte all'altra di essa), che separa l'imitazione delle virtù da quella dei vizi?

Cos'è esattamente che rende questo o quel comportamento imitabile a seconda di chi e come lo mette in pratica?

Forse la coerenza, forse la fede in ciò che si fa che si trasmette agli spettatori. O forse è come l'innamoramento, succede e basta e quando capita bisogna abbandonarsi ad esso, mettersi in gioco completamente e farsi valere, così che i risultati vengano di conseguenza, secondo i meriti e le capacità di ciascuno Very Happy Idea.

Eppure anche gli amori finiscono, spesso senza un motivo che suoni soddisfacente e sensato Crying or Very sad .
Che con lo stesso misterioso meccanismo vengano meno le spinte antropologiche che hanno innalzato un'intera civiltà Question

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Flavius Stilicho

Francesco Bindella

Alme Sol, curru nitido diem qui
promis et celas aliusque et idem
nasceris, possis nihil urbe Roma
visere maius.
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Plinius

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MessaggioInviato: Sab Set 11, 2010 1:18 am    Oggetto:  
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Un vivissimo complimento a Darius per aver esternato intenti perduti da molti, per la sua chiarezza espositiva priva di orpelli e per la fluidità della prosa usata! Poche volte si legge un insieme di idee capaci di mantenere viva e armonica una collettività.

Complimenti anche a Flavius Stilicho per la sua intelligente curiosità intrisa di una stimolante analisi.
Sarò esagerato ...... ma è un vero piacere frequentare Arsdimicandi! Very Happy

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Plinius/Ettore Argan

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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

Quanto più volgare è l'uomo politico, tanto più stridente è il linguaggio. (P.C. Tacito)
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