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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Dardi di ferro rinvenuti a Pompei
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Tecnica e tattica militare
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Tvllia

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MessaggioInviato: Mer Lug 11, 2007 9:25 pm    Oggetto:  Dardi di ferro rinvenuti a Pompei
Descrizione:
Rispondi citando

Allego qui di seguito l'interessante articolo apparso su Il Mattino di ieri.

Dardi di ferro, lunghi anche venti centimetri, a
Pompei
Carlo Avvisati
10/07/2007 IL MATTINO

Viaggiavano con una velocità che poteva raggiungere
anche i cento chilometri all’ora ed erano capaci di
passare da parte a parte il malcapitato che si fosse
trovato sulla loro strada. Di più. Se riuscivano a
infilarsi in un camminamento delle mura, erano in
grado di fare una vera e propria carneficina
infilzando, letteralmente, più e più uomini.

Dardi di ferro, lunghi anche venti centimetri;
appendici assassine scagliate dalle catapulte romane e
dirette ai difensori di Pompei duemila e cento anni
fa.

Li hanno trovati, per la prima volta, gli archeologi
del Suor Orsola Benincasa di Napoli che a Pompei,
lungo il lato sud e all’esterno della cinta difensiva
della città antica, stanno studiando le strutture e lo
sviluppo architettonico della Casa di Fabio Rufo, una
bella costruzione dell’Insula Occidentalis. Un
ritrovamento significativo, quello che gli allievi del
corso di laurea in Conservazione dei Beni culturali,
coordinati dai loro professori, Umberto Pappalardo e
Mario Grimaldi, hanno effettuato; perché se da un lato
induce gli specialisti a riconsiderare le ipotesi di
sviluppo dell’assedio a Pompei, che non avvenne quindi
solo dal lato Nord, dall’altro consente di studiare
per la prima volta un tipo specifico di proiettili che
venne usato in quella guerra. Gli altri, le
ghiande-missile e le sfere di pietra, pur rinvenute
nello stesso saggio, erano già stati trovat’ sia
all’interno della città sia all’esterno, in
particolare nella zona tra Porta Vesuvio e Porta
Ercolano, appunto a Nord. Tiri sbagliati, questi
ultimi, che, dicono gli archeologi, si erano andati a
infrangere sulla cortina difensiva producendo solo
danni alla muratura: buchi profondi anche dieci
centimetri. In effetti, anche se i guasti materiali
erano di poca entità, gli echi dei colpi e il
ritrovamento di quei proiettili così grandi serviva a
terrorizzare ulteriormente i civili inermi, tra i
quali si contavano centinaia di morti e feriti. Il
fatto è che in quell’assedio dell’89 avanti Cristo,
Roma, che doveva dare una lezione ai ribelli pompeiani
(si erano uniti a popolazioni sannite, oltre che agli
abitanti di Stabiae e a quelli di Ercolano), aveva
usato il meglio che la tecnologia bellica del tempo
poteva offrire. Silla, il dittatore, aveva portato
attorno alla città l’eccellenza delle legioni. Armate
di tutto punto, con batterie da campagna terrificanti
per potenza di fuoco: c’erano catapulte che sparavano
proiettili di pietra pesanti anche 25 chilogrammi. E
poi i dardi, appunto come quelli ritrovati, che
potevano vedere triplicata la potenza distruttrice
quando venivano armati con stoppa incendiata e in quel
modo appiccavano il fuoco ai camminamenti e alle case.
«Le ghiande-missile, tra le altre - sottolinea
Grimaldi -, una volta restaurate, visto che sulla loro
superficie veniva inciso il nome della legione
d’appartenenza, potranno indicarci con certezza quali
schiere attaccarono la città dal lato Sud e da chi
erano guidate». L’indagine sulla Casa di Fabio Rufo
tuttavia non ha dato solo informazioni sull’assedio
alla città. I reperti che a mano a mano emergono dallo
scavo stanno dando indicazioni sulla presenza di un
tempio esterno alle mura cittadine. L’edificio
dovrebbe essere dedicato a una dea e non a una
divinità maschile come invece si ipotizzò quando
Giovanna Bonifacio, archeologa della Soprintendenza di
Pompei, trovò nella Casa del Bracciale d’oro,
un’abitazione situata in prossimità di quell’area,
delle lastre sacre con dediche e invocazioni al dio
Apollo. Dallo scavo si stanno infatti recuperando
statuine fittili di divinità femminili, intere e con
vesti splendidamente panneggiate, ceramica
miniaturistica, lucerne votive e pesi da telaio, il
tutto ben conservato. Contestualmente, dalle indagini
stanno emergendo anche numerose ossa di animali, in
prevalenza ovini e suini. Intercettate, ancora, delle
vasche per l’uso industriale dell’acqua, che arrivava
nei contenitori mediante delle canalette. A quale
produzione servissero, le vasche, ancora non è stato
accertato. «Di certo - sottolinea l’archeologo -
quando Fabio Rufo si fece costruire il bel portico con
vista sul Golfo, già c’erano. Abbiamo bisogno di altri
elementi. Alla fine, però, tutto quadrerà e potremo
conoscere meglio Pompei e i suoi abitanti».

Fonte
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Silla non scherzava: per punire i traditori metteva in campo tutta la sua "arte"... Very Happy

Ah Surprised ma possiamo sentire dalla sua viva voce come andarono le cose... Laughing

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MessaggioInviato: Mer Lug 11, 2007 9:25 pm    Oggetto: Adv






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GLADIVS

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MessaggioInviato: Mer Lug 11, 2007 10:34 pm    Oggetto:  
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Shocked la facoltà di benu culturali della Suor Orsola Benincasa Shocked ma c'è mio cognato che studia la Shocked se so qualcosa vi farò sapere,spero che li mettano presto in esposizioni così a settembre li vado a vedere Mr. Green Mr. Green
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MessaggioInviato: Gio Lug 12, 2007 4:13 pm    Oggetto:  
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io cerco ancora di capire come fossero sparati sti proiettili, puo darsi dalle baliste? o cera un particolare macchinario di cui non conosciamo l'esistenza?
_________________
Spiacque assai a un certo Tito Manlio,
di nobilissima stirpe, di vedere così grande insulto rivolto alla propria nazione e che nessuno
di così numeroso esercito si presentasse.
Manlio, per tale ragione, si fece avanti, non
tollerando che la gloria romana fosse turpemente offuscata da un Gallo.

( davide vallieri)
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Gio Lug 19, 2007 9:39 pm    Oggetto:  
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Si, balistae. Ve n'erano di molti tipi. Anche a mano (chirobalistae) o su carro (carrobalistae). Conosco personalmente il Prof. Pappalardo. Se mi capita chiederò direttamente a lui maggiori delucidazioni.
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Dario Battaglia
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MessaggioInviato: Gio Ago 30, 2007 2:19 am    Oggetto:  
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La balista è un'arma greca che i romani conobbero a loro spese nel 212 a.C., durante l'assedio che Claudio Marcello portò a Siracusa. Ma si hanno notizie anche di periodi anteriori e si pensa che questa micidiale macchina sia stata importata dall'Asia. La freccia romana per balista era lunga circa 15 cm, aveva l'asta in legno ed era priva di impennatura, sezione conica ed una punta metallica che impegnava quasi un terzo della lunghezza del dardo. I costruttori romani, che dovevano avere una notevole conoscenza nel campo aerodinamico, molto probabilmente, introdussero delle piccole balestre portatili caricabili manualmente.
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Tvllia

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MessaggioInviato: Gio Ago 30, 2007 7:52 am    Oggetto:  
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Citazione:

...introdussero delle piccole balestre portatili caricabili manualmente.

Davvero è plausibile pensare ad una balestra portatile romana?

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Il Pitta

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MessaggioInviato: Gio Ago 30, 2007 11:17 am    Oggetto:  
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Tullia ha scritto:

Davvero è plausibile pensare ad una balestra portatile romana?


Sicuramente ne fecero uso nel tardo impero sul Vallo di Adriano, tant'è che tale arma venne mutuata dai Pitti, che che nell'Alto Medioevo sappiamo utilizzare delle balestre leggere caricate a trazione manuale 600 anni prima dell'invenzione della balestra "convenzionale" sul continente.

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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Sab Set 01, 2007 1:51 am    Oggetto:  
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Io avevo sentito (probabilmente letto) che alcuni dei piccoli "eserciti" arruolati dai proprietari terrieri per difendere quelli che consideravano arroccamenti temporanei (i castella tardoimperiali), nella speranza di un ritorno delle legionicome ad esempio in Pannonia, erano armati con armi simili a balestre medievali.
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Alme Sol, curru nitido diem qui
promis et celas aliusque et idem
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MessaggioInviato: Sab Set 01, 2007 10:40 pm    Oggetto:  
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E aggiungo... particolarmente corazzati su arti, testa e tronco.
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