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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Colonna Traiana: Auxilia aut Legionari
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Dom Ott 29, 2006 10:50 pm    Oggetto:  Colonna Traiana: Auxilia aut Legionari
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Salute a tutti.
Come è noto, la Colonna Traiana rappresenta uno dei monumenti più famosi al mondo a riguardo della ricostruzione dell'equipaggiamento del miles romanus.
Da un lato è fondamentale punto di riferimento per giustificare alcuni ritrovamenti archeologici... Dall'altro è fondamentale punto di riferimento per contestare prototipi sperimentali nati per testare le fonti epigrafico-letterarie.
Lancio così uno dei tanti sassi nello stagno: è comune opinione che in questo monumento il prototipo del Legionario sia quello rappresentato con lorica segmentata (ahimè come non mi piace questa definizione moderna) e scudo rettangolare; l'Ausiliario con lorica Hamata e scudo ovoidale.
Mi piacerebbe sapere sulla base di quali dati archeologici nascono queste opinioni, e soprattutto mi piacerebbe sapere se qualcuno ha mai individuato nella Traiana, elementi interessanti che dimostrino l'inconsistenza di questa teoria.

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Dario Battaglia
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MessaggioInviato: Dom Ott 29, 2006 10:50 pm    Oggetto: Adv






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Dr Domus

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MessaggioInviato: Sab Nov 18, 2006 11:15 am    Oggetto:  
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Riformulo la questione in maniera diversa.
Tra i tanti argomenti ricavabili, uno a caso. Per esempio: la colonna Traiana rappresenta uno dei principali riferimenti iconografici grazie al quale oggi si “accetta” che i legionari del II secolo fossero caratterizzati da lorica segmentata e scudo rettangolare. Viceversa gli auxila con lorica hamata e scudo ovale.
Sappiamo tuttavia per certo che da Mario in poi il simbolo ufficiale delle legioni furono gli attributi di Giove, rappresentati con l’aquila, le sue ali poste in maniera speculare, o le saette.
Nella Traiana la decorazione degli scuta delle legioni può variare: ad esempio con le sole ali, le sole saette, entrambe assieme o con un numero variabile di saette.
Ora, la colonna Traiana evidenzia una grandissima quantità di milites con scuta ‘fulminati ed alati’. Tuttavia, contrariamente alle attuali convenzioni, tali decorazioni sono disseminate sia su scudi rettangolari che su ovoidali. Inoltre i soldati che usano questi scuta legionarisono equipaggiati tanto con loriche a fasce quanto con Hamate.
E’ evidente dunque che lo stereotipo del legionario dotato di uno specifico armamento, e dell’ausiliario dotato di un altro armamento, è del tutto infondata.

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Dario Battaglia
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Tvllia

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MessaggioInviato: Sab Nov 18, 2006 6:40 pm    Oggetto:  
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Già... Su quali basi si è affermato che nella Colonna Traiana i legionari sono quelli con la corazza a fasce e scudi rettangolari e gli auxilia sono quelli in Hamata e scudi ovoidali?

Nessuno ha mai spiegato questo perchè e nessuno ha mai spiegato il perchè in tutta la letteratura antica non c'è nessun accenno a questo tipo di corazza a fasce! Eppure è stata da tutti definita l'evoluzione che i romani hanno apportato alle loro corazze che ha trasformato l'esercito romano in quella macchina da guerra tritapopoli che era (peccato che le più grandi conquiste le abbiano fatte i legionari repubblicani che la segmentata non la portavano...)

Provo, nella mia poca conoscenza, a dare qualche motivazione:
- Forse perchè quando si è trovati i reperti della lorica "segmentata" la si è considerata armatura così evoluta e forte da far decidere di assegnarla ai legionari e non agli auxilia (che erano inferiori)?
- Forse perchè sulla Colonna Traiana i legionari in corazza a fasce fanno la testudo e quelli in Hamata no? Sappiamo però che la testudo la facevano anche i Galli e i Germani...
- Forse...boh? Embarassed

Insomma, effettivamente nessuno mai ha dato una spiegazione o motivazioni del perchè si è fatta questa associazione: segmentata+scudo rettangolare=Legionario - Hamata+scudo ovoidale=auxilia

Forse qualcuno può illuminarci a tal proposito.

Vale

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Tvllia/Rita Lotti

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"Non troveremo mai la verità se ci accontentiamo di ciò che è già stato scoperto.
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Lun Nov 20, 2006 12:41 pm    Oggetto:  
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Ma... c'è qualcuno che sostiene che vi siano prove archeologiche e letterarie sulla diversità tra Legionari e Ausiliari (fanteria di linea parlando ovviamente).
Premetto che sino all'anno scorso i Legionari passavano per quelli con scudo rettangolare concavo, mentre gli ausiliari con l'ovale piatto.
Ora le cose sono cambiate: i Legionari hanno gli scudi concavi (rettangolari o ovali...), mentre gli ausiliari li hanno piatti (anche qui indifferentemente rettangolari o ovali...
Le prove archeologiche sarebbero le seguenti:
- lo scudo di Doncaster, che è certamente ausiliario dato che è decorato con motivi florali, è rettamgolare e solo appena concavo, dunque genericamente piatto.
- lo scudo di Tyne, che è certamente legionario perchè è decorato con i coni a torciglione, è concavo e rettangolare.
Dunque i legionari hanno lo scudo concavo, mentre gli ausiliari piatto.
Il punto è che lo scudo di DUra Europos, concavo e rettangolare, è certamente Ausiliario (decorazioni e paternità del Castra).

Alcuni adducono alle steli funerarie che mostrerebbero quanto sopra esplicato. Che dire allora dell'ausiliario Enneius Davertius, con scudo rettangolare e concavo? ALtri ancora dicono che gli Auxilia hanno lancee, mentre i legionari i pila. La letteratura sconfessa pienamente.
Infine si adducono descrizioni letterarie che evidenziano differenze d'impiego tattiche tra gli uni e gli altri; sinceramente io vedo solo differenze tattiche tra la fanteria leggera e quella pesante.
Ma... è ovvio che se un autore descrive che in un particolare evento, gli auxilia erano leggeri e la legione era pesante, allora in tal modo erano arganizzati i reparti. Ma si tratta di una organizzazione contingente, e non la distinzione assolta tra Legioni e Auxilia.
Infatti ci sono descrizioni letterarie (ad es. Tacito) ed iconografiche (come quella sopra allegata) che indicano legionari leggeri e pesanti, auxilia leggeri e pesanti.

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Dario Battaglia
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Agrippa

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MessaggioInviato: Lun Mag 14, 2007 10:59 pm    Oggetto:  
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Riprendo la discussione con una domanda:

secondo voi, data le simili caratteristicher di armamento "intercambiabile", la differenza tra ausiliario e legionario era solo dovuta alla cittadinanza? oltre ai reparti ausiliari etnici con caratteristiche e tradizioni militari specifiche(cavalieri mauri, frombolieri balearici..ecc)

cioè se un uomo era un provinciale che abitava entro i confini dell''impero arruolandosi diveniva un auxilia, mentre se possedeva la cittadinanza romana un legionario?

Altre peculiari differenze tra le due categorie non sono quindi state accertate?
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Lun Mag 14, 2007 11:32 pm    Oggetto:  
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Citazione:

cioè se un uomo era un provinciale che abitava entro i confini dell''impero arruolandosi diveniva un auxilia, mentre se possedeva la cittadinanza romana un legionario?


Ci sono i casi delle Cohortes di volontari Italici, la Cohors I Italica ad esempio... comunque esse godevano della stessa considerazione dei legionari. Per quanto riguarda le differenze sostanziali tra le cohori ausiliare in generale e i legionari è il criterio d'arruolamento e l'importanza relativa nell'esercito Romano Smile Yann Le Bohec dice, riguardo al reclutamento ausiliario che "La prima regola è... che non esiste regola, almeno regola rigida, poiché ogni regione di partenza e ogni esercito di arrivo hanno seguito una propria evoluzione."

Sempre il Prof. di Lione fa notare come le legioni abbiano attinto ad ambienti sempre più umili mentre le cohorti ausiliarie abbiano progressivamente coinvolto sempre più cittadini Romani raggiungendo una somiglianza sempre più forte.

Per quanto riguarda la provenienza degli ausiliari, sembrerebbe che la sola Europa Occidentale ne abbia forniti più della metà... il continente nel suo insieme raggiungeva praticamente i tre quarti (eccezion fatta per i tiratori: arcieri generalmente Siriani o comunque Orientali). Sull'aspetto sociale pare che all'epoca di Adriano, e poi fin verso il 170 d.C. Romani e peregrini si equilibrassero all'interno delle cohorti ausiliarie e delle ali Very Happy

Se poi citiamo i particolarismi della cavalleria (generalmente Gallica, Ispanica e Germanica), dei sopracitati arcieri o di altri corpi specifici dobbiamo fare un discorso a parte. Essi erano soprattutto numeri, tipi di unità che fanno la loro comparsa a cavallo tra I e II sec. d.C., concepiti fin dall'inizio come truppe di barbari: l'esercito Romano sapeva far fruttare i talenti dei popoli assoggettati Wink

Ovviamente non tutti i numeri godevano dello stesso trattamento: nel II sec. non si sarebbero visti molti soldati Britanni in Britannia, allo stesso modo vi era scarsità di guerrieri Mauri in Mauretania mentre i Siriani emigravano relativamente poco Very Happy

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Flavius Stilicho

Francesco Bindella

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matthias

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MessaggioInviato: Mar Mag 15, 2007 10:16 am    Oggetto:  
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Ma mi sorge un dubbio: con il termine soldato ausiliaro al giorno d'oggi si intende un soldato che dopo un periodo di addestramento molto serio insieme alle truppe in servizio permanente, è chiamato in servizio solo in caso di emergenza ed in quadrato in reparti ausiliari con compiti anche identici ai reparti regolari, oppure è inquadrato insieme ai reparti regolari stessi. Questi auxilia vengono richiamati in servizio comunque ogni tot anni per un periodo addestrativo. Questa è la situazione al giorno d'oggi. Io credo estremamente probabile che fosse esattamente la stessa cosa al tempo di Roma imperiale e cioè che esistessero truppe in servizio non permanente, formate da provinciali che abitavano in quei luoghi, che erano state addestrate per un certo numero di anni insieme alle legioni e che quegli uomini potessero esser richiamati in corti ausiliarie solo in caso di emergenza, quindi con armamento del tutto simile a quello dei legionari, probabilmente venivano retribuiti dallo stato solo nel periodo di richiamo e probabilmente potevano comunque godere di una certa pensione sulla base degli anni cumulativi di servizio.
Quindi distinguerei queste truppe ausiliarie dalle truppe etinche specifiche in servizio permanente come gli arcieri siriani, i frombolieri ecc... anch'esse chiamate genericamente ausiliarie, perchè erano in effetti truppe di appoggio con compiti specifici alle legioni ma che erano anch'esse reparti regolarmente in servizio.

Valete!

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Matthias Begozzi
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Mar Mag 15, 2007 4:28 pm    Oggetto:  
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Al tuo ragionamento però si oppone la scarsa presenza di Britanni e Mauri nelle rispettive terre, così come la presenza di Ispanici, Galli e Germani un po' dappertutto usati come Ali di cavalleria (e non come truppe "etniche", cioé numeri), se poi consideriamo la sempre più forte presenza di cittadini Romani all'interno delle cohorti ausiliarie, e l'esistenza di cohorti come la I Italica, l'idea degli ausiliari come provinciali di pronto utilizzo non regge più molto...
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Flavius Stilicho

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matthias

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MessaggioInviato: Mar Mag 15, 2007 5:14 pm    Oggetto:  
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Ho detto provinciali per esemplificare il concetto, ma credo che la situazione si possa esser modificata con il tempo per cui anche i cittadini romani appunto come tu confermi potessero formare queste truppe non permanenti. daltronde mantenere un esercito al completo ha dei costi, poter arruolare truppe comunque ben addestrabili in poco tempo per le esperienze passate, pagandole solo quando effettivamente serviva, è come ora del resto, un efficente modo di gestire le spese per la difesa. Potevano poi esserci situazioni territoriali particolari per cui non servissero li truppe del luogo ausiliarie oppure ad esempio se potevano esserci problemi di rivolte, addestrare truppe che in un futuro potevano combatterti contro non era strategicamente corretto. Poi non confonderei le ali di cavalleria con le coorti di fanteria ausiliaria.
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Agrippa

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MessaggioInviato: Mer Mag 16, 2007 1:11 pm    Oggetto:  
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Grazie Flavius,

quindi anche lo stipendio, lo status e il trattamneto di fine carriera erano divenuti sempre più simili?
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Genius Cucullatus

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MessaggioInviato: Mer Mag 16, 2007 3:20 pm    Oggetto:  
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In effetti anche io propendo da tempo ad una situazione di questo tipo:

Auxilia = Reparti di 'Complemento',
Cohorte I Italica tipo : Volontari in Ferma permanente (VFP)
con 'mobilità di carriera'.

Un militare di 'complemento' non differisce dal militare 'di carriera' per l'equipaggiamento, e si compenetrano nel contesto bellico in base alle necessità dell'organico nella creazione dei 'complessi minori' e dei reggimenti, in base alle direttive dello Stato Maggiore.

Valete Bene!

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MessaggioInviato: Mer Mag 30, 2007 2:15 pm    Oggetto:  
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Dopo Augusto, le Cohorti vengono stipendiate permanentemente dallo Stato.
Dopo Augsto - ma in particolar modo sotto i Flavii - le Cohorti meglio rispondono all'esigenza di mobilità e accorpabilità nell'immenso impero. Al contempo le Legioni vengono Vexilllate, ossia smembrate in coorti... e destinate laddove ve n'era bisogno.
Basti pensare che la maggior parte dei fortini sul Vallo Adriano e Antonino sono fatte da vessillazioni di Legioni, e non dalle legioni vere e proprie.
Per questo motivo le Cohorti diverranno sempre più importanti a discapito delle legioni (nell'Impero). Per lo stesso motivo nel tardo impero conteremo centinaia di Legioni (contro le tradizionali 28-30), tuttavia con organico di tipo coortale: 500-1000 unità cada Legione.

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Dario Battaglia
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MessaggioInviato: Mer Mag 30, 2007 3:43 pm    Oggetto:  
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Citazione:

Per lo stesso motivo nel tardo impero conteremo centinaia di Legioni (contro le tradizionali 28-30), tuttavia con organico di tipo coortale: 500-1000 unità cada Legione.


E aggiungo anche che tale riforma fu pensata da Diocleziano, che era il vincitore del grande periodo di anarchia militare (iniziato con la morte di Massimino il Trace) in cui ogni legione eleggeva il proprio imperatore. Un uomo del suo spessore non poteva certo essere talmente stupido da non capire che aumentare il numero di Legioni, a discapito del numero di effettivi cadauna, avrebbe diminuito drasticamente il potere dei generali e quindi il rischio di ripetere le tragiche esperienze passate Wink

Tutto calcolato dunque, tranne l'ambizione di un certo Costantino ☧ e l'incapacità di un tale Massenzio Neutral

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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Sab Giu 02, 2007 12:24 am    Oggetto:  
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Diocleziano...
Ho appena onorato il suo invito nel suo Palazzo, a Spalato.
Ha voluto che combattessi davanti al suo Mausoleo...
Così ho fatto.

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