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L'evoluzione degli scudi germanici fino al III secolo d.C.
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Il Pitta

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MessaggioInviato: Mer Apr 18, 2007 2:43 pm    Oggetto:  L'evoluzione degli scudi germanici fino al III secolo d.C.
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Considerando che l'armamento rispecchia sempre le tattiche militari alle quali è relazionato, interessantissima è l'evoluzione degli scudi in ambito germanico.

Le prime fonti che parlano di guerrieri germanici sono a riguardo del''invasione dei Cimbri e dei Teutoni (113 a.C.), e in quel frangente dalle decrizioni dei classici pare evidente che l'armamento dei Germani rispecchiasse quello dei Celti; infatti per Isidoro di Siviglia essi "Erano armati secondo l'uso Gallico" (Isidoro di Siviglia, XVIII,72), mentre la descrizione di Plutarco ricorda da vicino altre analoghe ai guerrieri celtici.

I Germani di Ariovisto affrontati da Cesare, da quel poco che se ne può dedurre, sembrano comportarsi esattamente come gli eserciti gallici, e comunque il grande debito dell'equipaggiamento militare germanico nei confronti di quello celtico tra il III e il I secolo a.C. risalta chiaramente dalle evidenze archeologiche (cfr. Hjortspring).

I primi scudi germanici ritratti nell'iconografia romana sono infatti oblunghi e muniti di spinatura centrale, esattamente come quelli celtici.

Curioso notare che le raffigurazioni imperiali dei primi scudi germanici presentano sempre scudi "simil-celtici" con spina ma PRIVI DI UMBONE, esattamente come gli scudi La Téne del 500 a.C. (pre-invasione dell'Italia) .

La cosa potrebbe essere spiegata con l'endemica povertà e carenza di ferro germanica (o meglio di tecniche estrattive) che Tacito stesso ricorderà nel "Germania".

Però...tra il I e il III secolo d.C. accanto alla tipologia oblunga, piatta, spinata e priva di umbone si presenta e infine si afferma una nuova tipologia di scudo germanico: sempre piatto e oblungo, ora PRIVO DI SPINA ma PROVVISTO DI UMBONE METALLICO.

Ora: se la carenza di umbone metallico e la presenza di spina potevano essere giustificate con una carenza economica, la mancanza di spina e la presenza di umbone in uno SCUDO PIATTO lascia abbastanza perplessi.

Il diagramma seguito tra il 500 e il 200 a.C. dai Celti è :

scudo piatto spinato--> scudo piatto spinato con umbone bivalve--> scudo piatto spinato con umbone a fascia

Dunque un progressivo irrobustire la parte centrale dello scudo.

Perché i Germani invece tra il I e il III d.C., a differenza dei Celti non aggiungono l'umbone alla spina ma semplicemente lo sostituiscono alla stessa?

La conclusione è lampante: se la volontà palese dei Celti era quella di irrobustire progressivamente la parte centrale dello scudo per tutelarla contro forti urti frontali, evidentemente i Germani, che in un primo tempo sembrano uniformarsi alle tecniche militari celtiche (cfr. Aquae Sextiae, Vercellae, guerra contro Cesare), finiscono per protendere in Età Imperiale vero un modello di battaglia più dinamico, forse per certi versi simile a quello celtico "arcaico" antecedente alla calata in Italia, dove una fanteria assai mobile non deve necessariamente sostenere grossi urti frontali e compressioni.

La cosa sarebbe avvalorata oltretutto dalle descrizioni di Tacito (55-117 d.C.) riguardo all'armamento germanico, che parla come arma principale della framea, lancia corta "generalista", buona sia per il corpo a corpo che per il lancio, assai distante alle lunghe lance galliche di III secolo a.C. ma che sappiamo impiegata massicciamente dai Celti tra il 400 e il 300 a.C.

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Ultima modifica di Il Pitta il Gio Nov 29, 2007 5:03 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Apr 18, 2007 2:43 pm    Oggetto: Adv






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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Mer Apr 18, 2007 3:11 pm    Oggetto:  
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I Germani da te descritti sono quelli stanziati lungo il Reno, a cavallo tra I e II sec d.C.?
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MessaggioInviato: Mer Apr 18, 2007 9:50 pm    Oggetto:  
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Flavius Stilicho ha scritto:
I Germani da te descritti sono quelli stanziati lungo il Reno, a cavallo tra I e II sec d.C.?


Ma ...'nsomma...oltre che lungo il Reno allargherei un po' il discorso...Germanico arrivò fino al Danubio...e raffigurazioni pertinenti a lui, così come quelle pertinenti a Domiziano (che invece combattè fondamentalmente contro Chatti e Batavi) mostrano sempre la medesima panoplia germanica.

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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Mer Apr 18, 2007 9:53 pm    Oggetto:  
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Quindi saremmo di fronte ad un discorso di armamento dapprima imitato e poi mantenutosi immutato a causa delle particolari condizioni geografiche e culturali Smile
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Gio Apr 19, 2007 8:07 am    Oggetto:  
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I Germani, dopo i grandi scontri campali della fine II e I sec a.C., credo abbiano evoluto la loro tecnica di combattimento verso la schermaglia nei loro territori boscosi, quindi nell'imboscata e nel mordi e fuggi.
Dall'epoca di Varo e successive guerre di Germanico, poi oltre fino ad arrivare agli scontri di Marco Aurelio la tecnica di combattimento germanica sembra proprio puntare sul combattimento in ambiente chiuso.

Ecco che allora potrebbe essere comprensibile l'evoluzione particolare degli scudi germanici. Anche quando i Germani furono utilizzati come auxilia dall'esercito romano (vedo Colonna Traiana) costoro operarono in un ambiente a loro famigliare (boschi), ove il loro armamento evidentemente andava benissimo.

Vale

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MessaggioInviato: Gio Apr 19, 2007 8:29 am    Oggetto:  
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Tullia ha scritto:
I Germani, dopo i grandi scontri campali della fine II e I sec a.C., credo abbiano evoluto la loro tecnica di combattimento verso la schermaglia nei loro territori boscosi, quindi nell'imboscata e nel mordi e fuggi.
Dall'epoca di Varo e successive guerre di Germanico, poi oltre fino ad arrivare agli scontri di Marco Aurelio la tecnica di combattimento germanica sembra proprio puntare sul combattimento in ambiente chiuso.

Ecco che allora potrebbe essere comprensibile l'evoluzione particolare degli scudi germanici. Anche quando i Germani furono utilizzati come auxilia dall'esercito romano (vedo Colonna Traiana) costoro operarono in un ambiente a loro famigliare (boschi), ove il loro armamento evidentemente andava benissimo.

Vale


Quoto Tullia al 100%

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MessaggioInviato: Gio Apr 19, 2007 8:40 am    Oggetto:  
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Flavius Stilicho ha scritto:
Quindi saremmo di fronte ad un discorso di armamento dapprima imitato e poi mantenutosi immutato a causa delle particolari condizioni geografiche e culturali Smile


Immutato fino ad un certo punto...il passaggio che porta alla sostituzione graduale dello scudo oblungo piatto spinato con lo scudo oblungo piatto umbonato, con conseguenta abbandono della spina, è credo una spia di una volontà di conservare lo scudo il più possibile leggero (non aggiungendo l'umbone sopra la spina come fecero i Celti ma operando una vera e propria sostituzione).

Trovarsi ad avere qualcosa che comunque consentiva di effettuare, in caso di necessità, murate (o "muri di scudi", chiamandoli "alla germanica"), ma che fondamentalmente non pregiudicasse eccessivamente la mobilità, proprio per uno sviluppare tecniche belliche che si modellavano, come ha scritto Tullia, intorno ad un ambiente boschivo che premiava la scaramuccia.

Oltre alla strutturazione di uno scudo che fondamentalmente, a differenza di quello celtico di III secolo a.C., non era fatto per sopportare grandi urti frontali e compressioni (ma che era assai più leggero), vi sono altre spie a proposito:
l'utilizzo della Francisca, arma caratteristica dei Franchi ma utilizzata da tutte le tribù germaniche e presente, da evidenze archeologiche, già nel I d.C. con modelli "poveri" dalla lama in osso o pietra.

Un'ascia da lancio è più ingombrante da trasportare di un giavellotto, ed ha meno gittata, ha una traiettoria diritta e mai parabolare, ma d'altro canto il differente peso e struttura ne limitano le variazioni balistiche se utilizzata in ambienti "chiusi".

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MessaggioInviato: Gio Apr 19, 2007 2:46 pm    Oggetto:  
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Però...così facendo lo scudo diventava più fragile.

La spina serviva (prego Pitta di correggermi) a rendere più solido lo scudo piatto, perchè questi è abbastanza "fragile" senza questo rinforzo.

Può l'aggiunta dell'umbone sopperire all'asportazione della spina? Cioè il vantaggio che deriva dall'allegereimento dello scudo con l'umbone, può mitigare la sopravvenuta fragilità dello scudo?

Non so se mi sono spiegata Confused

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MessaggioInviato: Gio Apr 19, 2007 3:02 pm    Oggetto:  
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Citazione:

Un'ascia da lancio è più ingombrante da trasportare di un giavellotto, ed ha meno gittata, ha una traiettoria diritta e mai parabolare, ma d'altro canto il differente peso e struttura ne limitano le variazioni balistiche se utilizzata in ambienti "chiusi".


Infatti, impossibile resistere ad un parallelismo con il tomahawk... le lame delle francische andavano da un paio di etti di peso a quasi un chilo e mezzo mentre il tamahawk non superava i sei etti, quindi è facile immaginare l'uso anche in corpo a corpo dell'ascia... di certo in una foresta non c'é bisogno di una gittata superiore (10 mt massimo) ma d'altra parte c'é bisogno di qualcosa che aiuti anche in caso di corpo a corpo forzato.

Citazione:

Può l'aggiunta dell'umbone sopperire all'asportazione della spina? Cioè il vantaggio che deriva dall'allegereimento dello scudo con l'umbone, può mitigare la sopravvenuta fragilità dello scudo?


Credo che lo scudo non avesse lo stesso impiego di quelli più pesanti, era una protezione rapida contro colpi di debole forza (come quelli che possono sopraggiungere durante una schermaglia in una foresta) assai adatta al "mordi e fuggi". Di vantaggi in senso assoluto ce ne sono pochi quando si parla di armi Smile

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MessaggioInviato: Gio Apr 19, 2007 10:41 pm    Oggetto:  
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Tullia ha scritto:
Però...così facendo lo scudo diventava più fragile.

La spina serviva (prego Pitta di correggermi) a rendere più solido lo scudo piatto, perchè questi è abbastanza "fragile" senza questo rinforzo.


Verissimo

Tullia ha scritto:
Può l'aggiunta dell'umbone sopperire all'asportazione della spina?


Da un punto di vista di solidità strutturale "de facto", direi di no.
L'unica alternativa possibile per mantenere una solidità strutturale equivalente al modello spinato sarebbe aumentare lo spessore della tavola...ma considerando le dimensioni degli scudi germanici del periodo trattato la cosa non avrebbe avuto il minimo senso (sarebbero andati a pesare DI PIU' del modello con spina e umbone).

Tullia ha scritto:
Cioè il vantaggio che deriva dall'allegereimento dello scudo con l'umbone, può mitigare la sopravvenuta fragilità dello scudo?


Se si segue un determinato filone tattico, direi di si.

Limitare le cariche frontali in formazioni serrate, che farebbero subire allo scudo forti urti frontali
(che potrebbero piegare all'interno un umbone che non poggia su di una spina e ferire conseguentemente la mano dello scudo)

ed evitare le compressioni, che facilmente portano uno scudo piatto senza spina a spezzarsi o fratturarsi (provato in prima persona...).

Questo NON VUOL DIRE che i Germani non facessero MAI cariche di questo tipo, oppure non combattessero MAI a ranghi serrati, ma non doveva trattarsi della consuetudine....anche la carenza nel I-III d.C. di lance da impatto di modello gallico in favore delle più corte, manovrabili e all'evenienza "eiettabili" framee fa pensare ad uno stile di dar battaglia generalmente fluido, veloce, dove uno scudo alleggerito, non strutturato appositamente per reggere ad urti frontali o a compressioni prolungate ma per colpire in maniera offensiva, offrire comunque una copertura quasi totale del guerriero e appesantirlo il meno possibile, trova il suo posto.

La pecca di tutto ciò resta però la carenza di professionalità dei combattenti germanici.
Uno stile fluido, altamente flessibile, e non "compatto" come falangi e affini, premia se è portato avanti da militari di professione e da abili schermidori.

Così come per i Celti, i Germani potevano contare su un numero ridotto di guerrieri professionisti.

Lo stile di combattimento rispecchiato dal loro armamento di I, II e III secolo d.C. doveva imprescindibilmente essere strettamente correlato al contesto ambientale della Germania, che effettivamente poteva premiare la schermaglia.

Al di fuori da un contesto ambientale fortemente favorevole credo che di per se, non potendo vantare un esercito di professionisti, tale approccio alla battaglia fosse sfavorevole.

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