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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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LARGHEZZA DEL FRONTE
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Stephanus Martius

Tiro





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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 6:34 pm    Oggetto:  LARGHEZZA DEL FRONTE
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Avete Omnes,

vorrei lanciare una discussione sull'ampiezza del fronte di battaglia romano all'epoca repubblicana (III sec AC in particolare).

Le famose battaglie campali che coinvolsero i romani contro Annibale prevedevano generalmente lo schieramento di un esercito consolare, ovvero 4 legioni di cittadini (2 per console) e altre 4 di socii. Il numero di combattenti stimato poteva raggiungere credo i 30.000 uomini.

Voi che sperimentate sul campo le formazioni di combattimento avete un' idea della larghezza media del fronte? Si potrebbe partire dalla distanza tra i singoli legionari.

Mi rendo anche conto che la distanza tra legionario e legionario affiancato può variare in funzione della tattica scelta in quel momento. Poi un conto è durante la fase di avvicinamento e un conto al momento dello scontro ove si deve poter usare i pila e foderare i gladii. Immagino quindi che ognuno dovrà avere lo spazio sufficiente per poter usare il proprio gladio senza ferire il compagno di fianco e senza neanche rischiare di avere un avversario che si infila tra i varchi.


Scusate, magari sono troppo scolastico o sempliciotto, ma mi interessa avere la vostra opinione in quanto io dipingo soldatini in scala 1/72 e formo degli schieramenti e sono sempre allo studio della situazione più realistica possibile. Spero mi comprendiate.

Grazie in anticipo.


Stephanus Martius

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Stephanus Martius
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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 6:34 pm    Oggetto: Adv






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Plinius

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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 7:45 pm    Oggetto:  
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Lo spazio tra i legionari era sempre pochissimo, quasi si toccavano, perchè la loro scherma era una "scherma di scudo" e non brandivano il gladio con ampi movimenti laterali come si è sempre visto nei film. Abbiamo trattato in altri topic questo aspetto, mi pare sia in "armamento d'ordinanza" che in "tattica".
Lascio ad altri il piacere di discutere sulle ipotetiche dimensioni dello schieramento dato che li provano proprio sperimentalmente.

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Plinius/Ettore Argan

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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

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Stephanus Martius

Tiro





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MessaggioInviato: Gio Mar 08, 2007 9:55 pm    Oggetto:  
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si ho già visto questo argomento trattato in altri topic dopo che avevo scritto, magari non è il caso di continuare in questa sede.

Comunque da quello che si legge sui libri, e con tutti i limiti dei teorici, si parla di uno spazio minimo vitale tra uomo e uomo di circa 90 cm. A me francamente non sembra possibile perchè credo si formerebbero pericolosi varchi un cui il nemico si potrebbe infiltrare rischiando di rompere la coesione del manipolo.

D'altra parte uno schieramento a mò di falange greca, spalla a spalla, permetterebbe di agire con il gladio (e non intendo stile holliwood) colpendo di punta senza disturbare chi ci stà di fianco?

Calcolando quindi la distanza minima reale tra i legionari e ipotizzando fronti di 10 uomini per centuria e quindi 20 per manipolo, si può stimare il fronte occupato da un esercito consolare di età repubblicana.

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Stephanus Martius
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Mar Mar 13, 2007 2:28 pm    Oggetto:  
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La distanza di 2-3 piedi tra ogni soldato sul fronte è un dato corretto, ma intende alla distanza tra tronco e tronco: se infatti il fronte è dotato di scudi di tipo Polibiano, osserveremo che nonostante una certa distanza tra i soldati, gli scudi risulteranno serrati in un murus continuum.
E' questa la cosiddetta formazione quadrata (acie quadrata), che permette al fronte di gestire un sufficiente spazio per lanciare i pila, combattere ad gladia, serrare in testudo o formare muri e cunei in tempi rapidissimi.
Sulla larghezza complessiva del fronte di una singola legione (esclusi alari e Ali), considerando 16-20 uomini in prima linea per manipolo, gli spazi intra-manipolari e un complessivo di 10 manipoli schierati, la larghezza complessiva del fronte pesante non doveva superare i 200 mt. 800 per quattro legioni assieme.
Vi sono poi le situazioni in cui il fronte veniva diradato (Cesare, Crasso), ossia dimezzato in profondità per evitare l'accerchiamento. In tal modo il fronte raddoppiava, ma perdeva in solidità alle penetrazioni di potenza.
E ancora vi è l'esempio del raddoppio mediante Principi o Triari (II e III acie), che permetteva un amplimento del fronte senza perdere la profondità dello stesso.
In tal modo però la fanteria si scopriva le spalle, perdendo il principio cardine delle 'riserve' e... in assenza di altre legioni o altri riservisti, questa condizione produceva l'effetto de "o la va o la spacca".

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Dario Battaglia
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Stephanus Martius

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MessaggioInviato: Mar Mar 13, 2007 4:06 pm    Oggetto:  
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Mille Gratias tibi ago o Darie. Very Happy

Notizie, queste, ancora più preziose in quanto provenienti da chi fa archeologia sperimentale.

Seguirò quindi lo schieramento di contatto scutum con scutum per le basette di soldatini in scala 1/72.

Lo stesso criterio si può applicare anche alle ali sociorum anche se non avevano lo scutum? Intendo dire gli alleati italici che combattevano in supporto alle legioni repubblicane erano considerati anch'essi fanteria pesante, quindi penso si possa applicare lo stesso criterio dei legionari; giusto?

Ciao da Stephanus.

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Stephanus Martius
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Mer Mar 14, 2007 1:54 pm    Oggetto:  
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La quasi totalità della fanteria italica di epoca repubblicana è dotata di scutum: etruschi, popolazioni sabelliche (sabini, sanniti), veneti, umbri... etc.
Essi sono dotati anche di aspidi di tipo macedone o oploi di tipo greco (etruschi, veneti, sabellici, apuli, etc) e nella sostanza sono pressocchè identici al modello romano, eccezion fatta per l'organizzazione tattica generale.
Dunque, fatta una corretta ricostruzione delle armi italiche di ogni singola civiltà, potrai disporre come alari sia la fanteria pesante che quella leggera; la prima più coesa, la seconda più sciolta.

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Dario Battaglia
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