Indice del forum

ArsDimicandi Forum

GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

PortalPortale  blogBlog  AlbumAlbum  Gruppi utentiGruppi utenti  Lista degli utentiLista degli utenti  GBGuestbook  Pannello UtentePannello Utente  RegistratiRegistrati 
 FlashChatFlashChat  FAQFAQ  CercaCerca  Messaggi PrivatiMessaggi Privati  StatisticheStatistiche  LinksLinks  LoginLogin 
 CalendarioCalendario  DownloadsDownloads  Commenti karmaCommenti karma  TopListTopList  Topics recentiTopics recenti  Vota ForumVota Forum

DICTA di Catone il Censore - l'Etica Romana
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno


 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Progetto Pietas
PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
Autore Messaggio
Genius Cucullatus

Flamen






Registrato: 06/03/06 13:18
Messaggi: 94
Genius Cucullatus is offline 

Località: Val di Sambro (BO)
Interessi: I Nodi dell'Incrocio delle Serpi
Impiego: In Vmbra Pvgnabimvs


MessaggioInviato: Mar Ago 08, 2006 2:01 am    Oggetto:  DICTA di Catone il Censore - l'Etica Romana
Descrizione:
Rispondi citando

APOPHTHEGMATA uel DICTA
Marco Porcio Catone il Censore


Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!



1. Catone diceva che le masse somigliano a pecore. “Infatti come quelle prese singolarmente non obbediscono, ma prese tutte insieme influenzandosi reciprocamente seguono chi le guida, così anche voi presi in blocco vi lasciate guidare da quelli che non vorreste avere come consiglieri nelle cose private.” (Plutarco, Cato maior, 8, 3)

2. “Tutti gli uomini comandano sulle loro donne, noi su tutti gli uomini, le nostre donne su noi.” (Plutarco, Cato maior, 8, 4)

3. Catone diceva che i Romani assegnavano lo stesso valore sia alle tinte delle vesti sia agli esercizi svolti dai giovani: “infatti come i tintori ricorrono soprattutto a quella tonalità che vedono gradita alla gente, così i giovani imparano con particolare cura le cose che ottengono lode da parte vostra. (Plutarco, Cato maior, 8, 6)

4. Catone li [i giovani] esortava, se erano cresciuti praticando virtù e moderazione, a non cambiare in peggio; se invece erano cresciuti in sfrenatezza e cattiveria, a cambiare in meglio: infatti erano diventati già troppo grandi. (Plutarco, Cato maior, 8, 7)

5. Catone diceva che nessun re, seppure illuminato, sarebbe degno di esser confrontato con Epaminonda o Pericle o Temistocle o Manio Curio o Amilcare Barca. (Plutarco, Cato maior, 8, 14)

6. Catone diceva che i suoi avversari lo odiavano perché egli si alzava ogni giorno quando era ancora buio e trascurava gli affari privati per occuparsi di quelli pubblici. (Plutarco, Cato maior, 8, 15)

7. Catone diceva che preferiva far bene ed essere privato della ricompensa che far male e non pagarne la pena. (Plutarco, Cato maior, 8, 16)

8. Catone diceva che era disposto a perdonare a tutti quelli che sbagliavano fuorché a sé stesso. (Plutarco, Cato maior, 8, 17)

9. Catone diceva che i saggi approfittano degli stolti più di quanto gli stolti non approfittino dei saggi, poiché i primi si guardano dal commettere gli errori in cui cadono i secondi, questi ultimi invece non riescono a imitare i successi di quelli. (Plutarco, Cato maior, 9, 4)

10. Catone diceva di preferire i giovani che arrossivano a quelli che impallidivano. (Plutarco, Cato maior, 9, 5)

11. Catone diceva che l'anima dell'innamorato vive nel corpo di un altro. (Plutarco, Cato maior, 9, Cool

12. Catone diceva di essersi pentito di tre errori in tutta la vita: il primo aver confidato un segreto alla moglie, il secondo aver fatto viaggi per mare quando avrebbe potuto farli per terra, il terzo aver passato un'intera giornata senza far niente. (Plutarco, Cato maior, 9, 9)

13. Diceva egli stesso [Catone] di essere “nuovo” a cariche e a fama, ma “antichissimo” per imprese e virtù dei progenitori. (Plutarco, Cato maior, 1, 2)

14. Catone utilizzava le minacce verbali e la durezza della voce negli scontri con i nemici, a ragione pensando e dicendo che spesso queste atterriscono chi ti sta di fronte più della spada. (Plutarco, Cato maior, 1, Cool

15. Si racconta che un giorno Catone, incontrato un giovane che aveva fatto condanare alla perdita dei diritti civili un nemico di suo padre defunto e che dopo il processo passava nel Foro, gli strinse la destra e gli disse che in questo modo bisognava fare le esequie dei genitori, cioè con le lacrime e la punizione dei nemici, non con agnelli e capretti. (Plutarco, Cato maior, 15, 3)

16. Catone derideva coloro che si compiacevano di queste manifestazioni esteriori [cioè di statue e lodi] e diceva che essi in realtà inavvertitamente si vantavano delle opere di fonditori e pittori, mentre per quanto riguardava lui, le sue statue più belle le portavano nei loro animi i cittadini. (Plutarco, Cato maior, 19, 5)

17. A chi gli chiedeva stupito perché, mentre molti oscuri personaggi avevano l'onore di statue, egli non l'aveva, Catone rispose: “preferisco che si indaghi pre quale ragione non è eretta alcuna statua in mio onore anziché perché è eretta”; e nel complesso riteneva che il buon cittadino non dovesse permettere di essere lodato, a meno che ciò fosse di utilità allo Stato. (Plutarco, Cato maior, 19, 6)

18. Catone era solito dire che chi colpisce la moglie o il figlio, pone le mani addosso alle cose più sacre. Diceva anche che era da lodare più un buon marito che un potente senatore; e del vecchio Socrate non ammirava niente altro se non il fatto che si comportò sempre con gentilezza e mansuetudine nei confronti di una moglie spigolosa e di figli un po' stupidi. (Plutarco, Cato maior, 20, 3)

19. Catone esortando i magistrati a punire i colpevoli sottolineava che debbono essere puniti coloro che, potendo punire i malfattori, non lo facciano. (Plutarco, Catonis apophthegmata, 5)

20. Catone diceva che è un pessimo comandante colui che non sa comandare su sé stesso. (Plutarco, Catonis apophthegmata, Cool

21. Catone pensava che bisogna vergognarsi soprattutto di sé stessi: infatti nessuno può mai essere staccato da sé stesso. (Plutarco, Catonis apophthegmata, 9)

22. Catone diceva che coloro che tolgono valore alla virtù in realtà cancellano la dote più bella della giovinezza. (Plutarco, Catonis apophthegmata, 12)

23. Catone diceva che né chi comanda né chi giudica deve aver bisogno di essere pregato per fare il giusto né essere dissuaso dal commettere ingiustizie. (Plutarco, Catonis apophthegmata, 13)

24. Catone diceva che l'ingiustizia, anche se non arreca pericoli a chi la commette, ne arreca però alla comunità. (Plutarco, Catonis apophthegmata, 14)

25. Catone riteneva che l'irato si differenzia dal pazzo solo per la durata del male. (Plutarco, Catonis apophthegmata, 16)

26. Catone diceva che non si prova invidia nei confronti di coloro che usano correttamente e moderatamente della fortuna: “infatti l’invidia ha per oggetto non noi stessi, ma i beni che ci stanno intorno.” (Plutarco, Catonis apophthegmata, 17)

27. Catone diceva che coloro che sono seri in ridicolaggini, saranno accolti col riso nelle cose serie. (Plutarco, Catonis apophthegmata, 1Cool

28. Catone diceva che le buone azioni devono essere accolte con altre buone azioni, affinché non vengano private della gloria che compete loro. (Plutarco, Catonis apophthegmata, 19)

29. Con l'attenta valutazione, come dice Catone, un problema grave diventa di poca importanza e uno di poca importanza diventa un nulla. (Plutarco, Praeceptae gerendae rei publicae p. 42)

30. Catone il Vechio, rispondendo ad alcuni che lodavamno un uomoo abituato a lanciarsi sconsideratamente e temerariamente nei pericoli, osservò giustamente che c'è una bella differenza fra l'apprezzare altamente la virtù e il non stimare la vita una vil paglia. (Plutarco, Pelopida, 1, 1)

31. Spesso vengono a galla cattive azioni di amici nei confronti sia di altri amici che di estranei, e la vergogna di queste cattive azioni ricade sugli amici. Amicizie di tal genere si devono sciogliere con l'allentamento dei rapporti e, come ho sentito che era solito dire Catone, devono essere “scucite con pazienza” piuttosto che “scacciate con violenza”. (Cicerone, Lelio, 76)

32. Avendo l'interrogante chiesto: “che pensi del prestare a usura?”, Catone ribatté: “e tu che pensi dell'uccidere un uomo?” (Cicerone, De Officiis, II, 89)

33. “Una cosa è fatta con sufficiente rapidità quando è fatta in modo soddisfacente”. (Girolamo, Epistole, 66, 9)

_________________
"HOMO HOMINI LVPVS"
"SI VIS PACEM PARABELLVM"

)+Genius Cucullatus+(
Tribunus Magister
II Cohors Praetoria Arcana
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email
Adv



MessaggioInviato: Mar Ago 08, 2006 2:01 am    Oggetto: Adv






Torna in cima
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Progetto Pietas Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ore
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi downloadare files da questo forum





ArsDimicandi Forum topic RSS feed 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2008