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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Utilità del vino in ambito militare
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Vincenzo

Miles






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MessaggioInviato: Ven Giu 08, 2012 11:42 am    Oggetto:  Utilità del vino in ambito militare
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C'è una cosa che mi ha lasciato sempre perplesso, ovvero l'uso intensivo del vino nell'antichità. Tvllia mi ha riportato alla mente la questione con una citazione, ovvero che i legionari quando si insediavano in un territorio, piantavano per prima cosa viti e ulivi.

Tuttavia se in linea di massima il consumo di vino nella vita civile poteva essere massiccio, mi chiedo che scopi potesse mai avere in quella militare se non quelli di una frugale soddisfazione del gusto.
Trattandosi di una bevanda che apporta calorie per lo più vuote, prive di valori nutrizionali importanti e che soddisfa, prevalentemente, solo il palato risultando addirittura deleterio per tutti gli altri sensi, mi chiedo in che modo i militi lo usassero. Conoscendo la praticità dei Romani, credo che molti vitigni servivano piuttosto a produrre aceto, oppure il vino stesso doveva essere arricchito con qualcosa di assai, assai nutriente tanto da renderlo una bevanda completamente diversa da quella attuale...altrimenti la mera produzione non sarebbe giustificata dal punto di vista pratico in ottica militare. Cosa ne pensate?
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MessaggioInviato: Ven Giu 08, 2012 11:42 am    Oggetto: Adv






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Dr Domus

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MessaggioInviato: Sab Giu 09, 2012 9:04 am    Oggetto:  
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Che incredibile argomento hai tirato fuori dal cilindro magico Vincenzo! E desidero anticipare che non ho risposte certe sulla questione, solo considerazioni pratiche.
Il vino produce aceto, dunque un disinfettante per acqua e alimenti (similmente al sale). Il vino appaga l'appetito, e sebbene non apporti davvero elementi nutritivi, in preenza di una certa attività fisica è in grado di costringere alla mobilitazione dei depositi di trigliceridi accumulati sulle tante "maniglie dell'amore". Se rosso (grazie a speciali enzimi) il vino combatte il colesterolo, e questo per un lavoratore o per un legionario aiuta a sviluppare un buon "range cardiaco". Come vasodilatatore il vino scioglie stanchezza e permette il riassorbimento di contratture e quant'altro sia riconosciuto oggi ad altri principi attivi attribuiti a medicinali sinstetci (a partire dall'alcool del Vics-Medi-Night).
Ma soprattutto, il vino incarnava la vita, in quanto elemento vivo (come lo Jogurt). La birra è morta, perchè non cambia. Un liquore è morto, perchè non cambia. Un distillato non muore, perchè non cambia nel tempo. Ma se il vino muore, diventa aceto o marsala... Vuoi tu immaginare le implicazioni filosofiche e religiose per gli antichi, su una sostanza imprigionata che risorge a nuova e benefica forma, del tutto viva e vegeta, e sue implicazioni metaforiche? Devo farti dei nomi oppure non è necessario ricordare taluni culti cardine dell'antichità?

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Dario Battaglia
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Vincenzo

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MessaggioInviato: Sab Giu 09, 2012 7:49 pm    Oggetto:  
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Salve Dario e innanzitutto grazie per la risposta. Sul fatto che il vino combatta il colesterolo avrei dei dubbi, io sono amante e produttore (a livello personale) di questa bevanda sia ben inteso, ma anche molto critico e tutti gli studi ottimistici sul vino sono stati fatti nei paesi maggiori produttori di questo alimento e/o finanziati da aziende produttrici, quindi c'è da riflettere.
Per avere benefici sul colesterolo ci si basa sul resveratrolo, tuttavia per apportare benefici sul colesterolo bisognerebbe bere una quantità tale di vino da sovraccaricare il fegato molto più del potenziale beneficio sul colesterolo, ammesso che vi sia tale beneficio e, per come sono state condotte le ricerche, ho i miei dubbi. Anzi, più che dubbi, quasi certezze. Non approfondisco per non annoiare troppo Very Happy

Per la mobilitazione del grasso, anche qui, ad un'analisi più attenta, non esistono studi scientifici che attestano all'alcol e al vino proprietà termogeniche di smobilitazione dei grassi. L'unico termogenico naturale di una ceta efficacia attualmente conosciuto e studiato è la caffeina. Parlo con certezza perchè feci molta ricerca tempo addietro sulla faccenda di un supporto naturale alla mobilitazione dei grassi in presenza di attività fisica massiccia.
Il vino è una bevanda piena di miti, miti pompati dai maggiori paesi produttori, ecco perchè il mio topic iniziale sulla sua reale efficacia presso gli antichi, i quali erano persone molto concrete e pratiche, sicuramente molto più di noi. Ma sempre nel tuo intervento ho trovato le risposte che cercavo Very Happy


Credo, infatti, sia assolutamente veritiera la tua ipotesi sull'attenuamento del senso di stanchezza fisica e, soprattutto, sull'attenuazione della fame, credo che sia il punto fondamentale proprio quest'ultimo. Validissima anche l'ipotesi "disinfettante" nonchè quella sui risvolti filosofici sulla bevanda (ma queste credo siano più certezze che ipotesi). Inoltre, anche se apportatore di calorie vuote (povere di micronutrienti), in tempi di magra o di lunghi viaggi e marce, una fonte di calorie di rapida assimilazione poteva tornare comunque utile per il dispendio energetico, ora che ci penso, non esistevano certo i succhi di frutta. Non ultimo considerare che, influenzando direttamente l'umore, a volte poteva tornare utile, la sera, annegare qualche pensiero di troppo in questa mitologica bevanda.


ps.: se qualcuno del forum mai si trovasse nel vesuviano sarò lieto di offrire qualche pregiate bottiglia di vino della mia riserva migliore, promesso. Surprised
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Lun Giu 11, 2012 1:17 am    Oggetto:  
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Grazie Vincenzo per il tuo atteggiamento scientifico. Credimi, da queste parti è quanto di più apprezzabile!
E poichè è evidente la tua competenza, vorrei sottoporti il motivo di talune mie dichiarazioni. Si tratta del fenomeno del "paradosso francese", dagli istituti sanitari ampiamente celebrato ancor oggi. Per i membri del forum che seguono questo topic, sistetizzo che tale fenomeno indica il fatto che francesi e italiani, godono da oltre 40 anni del medesimo livello medio di colesterolo. Ma i francesi bevono più vino degli italiani, e paradossalmente assumono una dieta più grassa a base (per esempio) di burro anzichè d'olio d'oliva. Da qui la considerazione che una regolare assunzione di vino (si pensava solo il rosso, ma ultimamente pare che non sia più solo così) combatta davvero il grasso negativo. Assunzione di vino, naturalmente entro determinate quantità giornaliere.
Ecco, cosa ne pensi in proposito? E gli eventuali interessati all'argomento, possono fare ulteriori ricerche sul "paradosso francese"? Perchè non sono informazioni che vengono dai produttori, ma dalle istituzioni sanitarie nazionali.

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Dario Battaglia
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Vincenzo

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MessaggioInviato: Lun Giu 25, 2012 1:07 am    Oggetto:  
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Dr Domus ha scritto:
Grazie Vincenzo per il tuo atteggiamento scientifico. Credimi, da queste parti è quanto di più apprezzabile!
E poichè è evidente la tua competenza, vorrei sottoporti il motivo di talune mie dichiarazioni. Si tratta del fenomeno del "paradosso francese", dagli istituti sanitari ampiamente celebrato ancor oggi. Per i membri del forum che seguono questo topic, sistetizzo che tale fenomeno indica il fatto che francesi e italiani, godono da oltre 40 anni del medesimo livello medio di colesterolo. Ma i francesi bevono più vino degli italiani, e paradossalmente assumono una dieta più grassa a base (per esempio) di burro anzichè d'olio d'oliva. Da qui la considerazione che una regolare assunzione di vino (si pensava solo il rosso, ma ultimamente pare che non sia più solo così) combatta davvero il grasso negativo. Assunzione di vino, naturalmente entro determinate quantità giornaliere.
Ecco, cosa ne pensi in proposito? E gli eventuali interessati all'argomento, possono fare ulteriori ricerche sul "paradosso francese"? Perchè non sono informazioni che vengono dai produttori, ma dalle istituzioni sanitarie nazionali.


Credo che un atteggiamento scientifico sia, in ogni campo, l'unico mezzo per giungere alla Verità, è anche per questo che mi sono iscritto a questo splendido forum proprio per l'approccio scientifico adottato.
Dico la mia sul paradosso francese, che ben conosco. Pur amando il vino, quella del paradosso francese è un'autentico falso. Esso può essere scientificamente smontato nel stesso momento in cui i ricercatori hanno ufficialmente, e sottolineo, ufficialmente, individuato le cause del "paradosso francese" nel polifenolo chiamato, come accennato nel mio intervento precedente, resveratrolo. Per la ricerca, quindi, è assodato che il paradosso francese si spiega con l'alto consumo di vino che fanno i Francesi e tutto è causato solo ed unicamente dal resveratrolo. Questo è ciò che affermano le ricerche ufficiali, questo mi preme sottolinearlo perchè è da ciò che si smonterà il paradosso stesso.

Vediamo invece cosa afferma la scienza. Approfondisco ciò che ho accennato nel mio precedente intervento. Per avere effetto, per qualsiasi scopo, il resveratrolo (polifenolo che si trova nella buccia degli acini d'uva) deve avere una concentrazione nel flusso sanguigno di circa 10 o 15 mg per litro ( Yu Et Al, 2003, Effect of resveratrol on cell cycle proteins in murine transplantable liver cancer). Inoltre la biodisponibilità per assunzione orale del polifenolo è davvero bassa. In tutte le ricerche condotte, per qualsiasi scopo (antiradicale, protezione arterie, ecc.) si parla di assunzioni nell'ordine di almeno 10mg per via orale.
Per un effetto antiossidante nel nostro corpo deve circolare costantemente una quantità di 40/60 mg di resveratrolo nel flusso ematico. Ad esempio, una ricerca molto ottimistica asserisce che per contribuire alla prevenzione dell'infarto al miocardio può essere utile assumere 1mg di resveratrolo al giorno per kg di peso corporeo (Chen YR, Yi FF, Li XY, Wang CY, Chen L, et al. 2008), cito questa perchè è la ricerca che riporta il dosaggio effettivo minore tra tutte le ricerche presenti. Infatti tutti gli altri studi riportano dosaggi molto superiori. Un litro di vino rosso contiene una percentuale di resveratrolo variabile che oscilla dai 0.2mg ai 0.5mg, secondo la più ottimistica delle ricerche (quella non a caso appena citata), una donna di peso di 60kg dovrebbe assumere 6mg di resveratrolo al giorno. Benissimo. Se volessi assumerlo dal vino? Equivarrebbe a bere svariati litri al giorno di vino! Con consegueze disastrose per la nostra salute. Va notato anche che nessuna ricerca serie condotta su tale sostanza valuta l'assunzione della stessa dal vino. Se poi consideriamo la bassissima biodisponibilità di tale polifenolo (ne viene assorbita solo una parte), se ne deduce che il resveratrolo contenuto in un'assunzione salutare di vino (200cc al giorno) è praticamente nulla, ma nulla davvero.
Quindi, dalla stessa ricerca che ha ufficialmente identificato nel vino e nel resveratrolo la spiegazione del paradosso francese, proviene anche la logica smentita.
Ancora una volta si tratta di dati pubblicizzati "ad hoc" da chi aveva interesse a farlo.

Tornando al paradosso in se, questo mostra molte altre lacune, a parte quelle prettamente scientifiche. Valutandolo in profondità, infatti, non si può non notare che non sono state mai condotte ricerche serie e rigorose sul perchè il tasso di mortalità in Francia sia minore per malattie cardiovascolari. Non sono state condotte ricerche su insiemi di cittadini statisticamente rilevanti, nella fattispece non sono state condotte ricerche incrociate su: consumatori di latticini e non bevitori; consumatori di latticini e bevitori; bevitori e non consumatori di latticini; non bevitori e non consumatori di latticini. Ricerche che sono "da manuale", eppure non sono state condotte.
Per questa ragione per assurdo potrei finanche asserire che i Francesi muoiano di meno per problemi cardiovascolari perchè bevono più vino...alla stessa stregua di "i Francesi muoiono di meno per problemi cardiovascolari perchè guardano di più la torre Eiffeil". Inoltre se è pur vero che i francesi hanno meno decessi annui per malattie cardiovascolari, la vita media dei Francesi, statisticamente, non è la più alta d'Europa. Infatti hanno un tasso di mortalità tra i 15-60 anni molto più alto di Germania, Grecia, Belgio, Italia ecc. (World Health Statistics 2007, OMS). I Francesi potrebbero morire meno di malattie cardiovascolari semplicemente perchè potrebbero morire prima e molto più di malattie epatiche, oppure potrebbero morire meno di malattie cardiovascolari perchè fumano meno, o, semplicemente, perchè conducono una vita meno sedentaria. Ancora, il Francese o l'Italiano medio potrebbero patire meno malattie cardiovascolari perchè, nonostante grandi di prodotti caseari, hanno una cultura alimentare un pò superiore (l'americano medio si reca quasi ogni giorno ai fast food). Invero non ci sono nemmeno i dati per affermare una cosa del genere. Si può dire davvero di tutto. Tutto questo per dire che il paradosso francese, per come è stato tirato su, non poggia su alcuna base scientifica concreta. Mancano le risposte soprattutto perchè, paradossalmente, mancano le domande.

Ci tengo a ribadire che il vino si può bere, è compatibile con una vita salutare, non avrà proprietà antiossidanti, ma è invero più gustoso di qualsiasi bevanda in latta. Un'assunzione salutistica di un bicchiere al giorno fa bene, se non al cuore, sicuramente allo spirito e, perchè no, al palato. Spero di non avervi tediato.

ps.: una nota di fondo, Dipak Das direttore del Cardiovascular Research Center dell’Università del Connecticut (Usa) a cui si devono moltissime ricerche a favore del vino rosso e alla promozione del resveratrolo. Ebbene il dottore è attualmente sotto indagine per frode, per sospetto di falsificazione di dati scientifici e conflitto di interessi. Attualmente è in corso un processo di licenziamento per il professore.
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Mar Giu 26, 2012 9:53 pm    Oggetto:  
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Efficientissime considerazioni Vincenzo, e anche di più. In taluni casi inequivocabilmente probanti (come la quantità utile di resveratrolo che prevederebbe una quantità eccessiva e controproducente di vino). Evidentemente allora, in antichità, il vino rientrava in quella categoria di blandi farmaci che per bontà ed effetti chimici, curava lo stress post-fatica, e altri generi di stress contro i quali oggi, si riconosce universalmente un tipo di vita un po' più rilassata, magari (grazie al vino, ma certo non solo) un poì più libera dai tormenti ansiosi dell'intelletto.
E anche qua si sa e l'emozione del gusto, muove una complessa realtà fisica nel corpo, che dal cervello si riflette sino alle membra Smile

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Dario Battaglia
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