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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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MORTE E SENSO DEL DIVINO
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Ater

Tiro





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MessaggioInviato: Mer Set 29, 2010 1:35 am    Oggetto:  
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ah...il bullet time...
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Ater

William Marchesini

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Omnem crede diem tibi diluxisse supremum
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MessaggioInviato: Mer Set 29, 2010 1:35 am    Oggetto: Adv






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Rufus

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MessaggioInviato: Gio Set 30, 2010 1:47 pm    Oggetto:  
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I momenti in cui il tempo si ferma e lo spazio si dilata sono quelli di fortissima intensità. Un cacciatore pùò dimenticare ( o riporre in un cassetto della memoria) decine di episodi tranne quello in cui ha affrontato un leone guardandolo negli occhi, o un soldato ha affondato la baionetta nel cuore di un nemico, o un gladiatore ha scivato il colpo risolutore del suo temuto avversario e lo ha portato a sua volta.
Queste situazioni escono dai parametri del tempo, e si dilatano nello spazio fino ad essere eterni e sempre presenti, tanto da immaginarli non vissuti, ma quasi acquisiti geneticamente. Sono esperienze brute che sopravvivono e vengono riutilizzate allo stesso modo con cui si usano i muscoli cresciuti dallo sforzo. Momenti della vita che provocano situazioni
simili, cessano di essere momenti della vita, e diventano parte del proprio carattere.

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Rufus / Stefano Raspadori
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Marcus Julius Maurus

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MessaggioInviato: Gio Set 30, 2010 2:44 pm    Oggetto:  
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antichi saggi affermano che proprio in questi momenti un individuo "vive" veramente .... forse perchè in questi casi deve usare realmente al massimo tutte le proprie risorse: mentali (calcolo). emotive (volontà di superare qualunque ostacolo ) e fisiche (energia e abilità).....
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Marcus Julius Maurus / Mauro Nelli
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Mer Ott 06, 2010 12:18 am    Oggetto:  
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Ecco, ci siamo. L'esperienza della morte, soprattutto se di natura traumatica.
In un animale che vive nel presente costante, tale esperienza svanisce come il gas di una palloncino scoppiato. Ma cosa accade a un essere dotato di mnemo?
L'esperienza traumatica rimane ingabbiata, o evade la gabbia? O forse tutte e due, in fasi distinte?

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Dario Battaglia
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Rufus

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MessaggioInviato: Mer Ott 06, 2010 12:19 pm    Oggetto:  
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Le esperienze traumatiche, o meglio assolute, vissute, modificano carattere ed atteggiamento, ed inoltre si prestano ad un'altra importante funzione: vengono raccontate e tramandate.
Più un'esperienza è stata traumatica e più chi l'ha vissuta cercherà di trasmetterla oralmente, coinvolgendo emotivamente altre persone che ad un certo punto l'avranno quasi vissuta anch'essi.
Questi momenti di alta intensità, in cui tutto è fermo, l'uomo li cerca da sempre, quasi esso pensi che lì è la porta dell'infinito.

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Rufus / Stefano Raspadori
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Gio Ott 21, 2010 12:21 pm    Oggetto:  
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Però ciò non spiega ancora il perchè dell'orientamento dei cadaveri e l'associazione al color ocra (il sole morente), o addirittura i pesi posti sul corpo inumato, che sottintendono alla volontà della comunità di non far tornare tra essi il deceduto.
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Dario Battaglia
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Marcus Julius Maurus

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MessaggioInviato: Gio Ott 21, 2010 3:31 pm    Oggetto:  
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L’uso dell’ocra e l’orientamento dei defunti sono usanze antichissime e generalizzate, ma la paura del ritorno dei defunti (o degli spiriti dei defunti) dovrebbe essere una credenza più tarda che appartiene più al periodo storico che alla preistoria.

Nella tarda preistoria (dal 30000 a.C. al 10000 a.C circa ) sono attestate varie tradizioni:
> Elaborate sepolture con ricco corredo e oggettistica,
> La tradizione della “doppia sepoltura”: l'esposizione del corpo e scarnificazione (naturale o meno) e successivamente l’inumazione
> Un forte culto degli antenati in cui i defunti venivano seppelliti dentro(sotto) le abitazioni oppure veniva esposto e conservato solo il teschio (spesso lavorato con ocra o argilla).

Una questione interessante sarebbe lo stabilire se la sepoltura, in principio, fosse riservata solo a individui “speciali” od a certi membri della tribù, come sciamani , capitribù o grandi guerrieri/cacciatori (come sembrerebbe) o fosse un’usanza riservata a tutti i membri della comunità.

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Marcus Julius Maurus / Mauro Nelli
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MessaggioInviato: Ven Ott 22, 2010 5:30 pm    Oggetto:  
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Ma non cambierebbe i contenuti della questione, l'appartenenza o meno di tali corredi verso membri più importanti della comunità. Nel senso che c'è un momento in cui tale fenomeno comparve, e fu solamente umano. Dall'inumazione dei cadaveri secondo orientamento occidentale, alle conquiste simboliche più recenti, rimane il fatto che un essere mnemonico come l'uomo cominciò ad attribuire alla morte un significato speciale, e per nulla scontato. La domanda rimane: perchè?
Forse perchè il Sole (a differenza di alri fenomeni) è quella cosa che quotidianamente viene inghiottito dalla terra per poi rinascere ogni giorno (similmente alla stagionalità di un seme vegetale)? Ciò significherebbe che l'uomo preistorico non contemplasse la morte, ma una sorta di "dormienza", in attesa di rinascita. Alcune popolazioni del sud est asiatico hanno ancora oggi questa concezione.
Ma in tal caso, come spiegare che in centinaia di migliaia di anni nessun morto sia tornato? Saranno stati anche primitivi, ma non deficienti...

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Dario Battaglia
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Ater

Tiro





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MessaggioInviato: Sab Ott 23, 2010 8:44 pm    Oggetto:  
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Riguardo il ritorno dei morti:
I cristiani conservano i corpi in attesa del giudizio divino,
una popolazione ancora più antica, gli egizi, conservavano i corpi dei re (escludiamo le piramidi, ma proprio la valle dei re), e li conservavano nel ero senso della parola!! la mummificazione, che non è l'imbalsamazione, attualmente è uno dei migliori metodi per mantenere un corpo "integro", e questo, penso, venisse fatto perché il corpo del figlio del sole, continuasse a vivere in eterno.

pensandoci, non è strano che molte popolazioni antiche, guidate da grandi capi, quali re o imperatori, venissero giudicati figli del sole?
Il culto di Amon-Ra, per gli egizi, Amateratsu per i Giapponesi, non mi viene in mente altro, ma comunque già è molto...comunque sia, sono due popolazioni molto diverse, e in maniera differente antiche.
Se non erro, nella civiltà Maya o Inca, il culto principale era quello del dio Sole, ricordo di aver letto da qualche parte, di danze particolari durante il solstizio d'inverno.
Magari una delucidazione su molti altri culti, magari incentrati proprio sul Sole, quale prima personificazione di divinità, sarebbe l'ideale per approfondire l'argomento.

Man mano che scrivo mi vengono altre idee...
parlando con altre persone un giorno è saltata fuori una "classificazione" di alcune cose, gli archè, non sono in grado di spiegare perfettamente cosa siano, ma immagino molti di voi sappiano di cosa io possa parlare.
Uno di questi è proprio la morte, evento a cui l'uomo non può sfuggire, ma a cos'altro ci si può riferire come Archè?
é possibile che l'uomo, prenda coscienza di cosa significhi la morte?
E se seppellire i Defunti, sia il primo passo a rendere omaggio proprio alla morte?anche se magari questo significherebbe già individuare una posizione geografica della morte(sotto terra)

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Ater

William Marchesini

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MessaggioInviato: Lun Gen 31, 2011 7:26 pm    Oggetto:  
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Però Ater, mi passerai il fatto che civiltà come quella Egizia, Maya, Inca o Giapponese di cui tu parli, abbiano credenze derivate anzitutto dalla cultura (e che cultura), o meglio dalla "secolare assimilazione mnemonica" di racconti, saghe, leggende. Non sono da meno i Cristiani o i Musulmani (per esempio), che giungono a credere in virtù di parametri ereditati da racconti che, nell'immaginifico profondo, producono sensazioni (la sensazione è la porta della fede). Pochi eletti tra questi hanno esperienza diretta del divino, e (se ciò sia mai avvenuto) tale esperienza giunge ai più come un racconto (nuovamente).
Ora... come è possibile che un Herectus, poco più che un animale a livello culturale, possa essere così profondamente e astrattivamente condizionato da saghe, leggende e superstizioni? Non ci crede nessuno! Oltre a ciò l'erectus non era un popolo, ma una miriade di frange sparse per il mondo, senza contatto culturale alcuno, eppure convergenti sui simboli della sepoltura Idea Idea Idea
A meno, come dici, di riferirsi agli Archai!!!! Il che apre a qualcosa che prescinde le culture dei popoli. Approfondiamo questo argomento Very Happy

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