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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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L'Aquila legionaria.
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Lalama

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MessaggioInviato: Gio Gen 04, 2007 1:06 pm    Oggetto:  
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Grazie dario...suppongo sia una ricostruzione circe, nel post precedente tullia ha scritto che tali reperti non sono mai stati trovati...per tullia, se puoi mandarmi le foto la mia mail ora è a posto...ti ringrazio anticipatamente.vale!
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Adv



MessaggioInviato: Gio Gen 04, 2007 1:06 pm    Oggetto: Adv






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Dr Domus

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gladiatores


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MessaggioInviato: Gio Gen 04, 2007 6:14 pm    Oggetto:  
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No, no!. Che io sappia questo è un reperto originale di una tarda legione di stanza in Egitto o in Africa.
Si noti peraltro la brunitura tipica dell'invecchiamento del bronzo. Oggi le repliche riproducono allo stato originale, dunque col bronzo (dorato).

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Dario Battaglia
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Lalama

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MessaggioInviato: Gio Gen 04, 2007 10:03 pm    Oggetto:  
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...forse tullia intendeva che non sono state trovate aquile d'oro...
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Tvllia

sagittarius





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MessaggioInviato: Ven Gen 05, 2007 12:04 am    Oggetto:  
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Non sapevo che ci fossero reperti di aquile legionarie, sul serio.
Per me è una novità.

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Tvllia/Rita Lotti

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"Non troveremo mai la verità se ci accontentiamo di ciò che è già stato scoperto.
Quelli che hanno scritto prima di noi non sono dei padroni, ma delle guide.
La verità è aperta a tutti e non è stata ancora trovata per intero"
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Lalama

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MessaggioInviato: Ven Gen 05, 2007 12:58 pm    Oggetto:  
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Vi immaginate l'emozione dell'archeologo che l'ha trovata?...a proposito, a quale legione apparteneva?
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DidioFalco

Tiro






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MessaggioInviato: Ven Gen 05, 2007 11:28 pm    Oggetto:  
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Salve a tutti.
L'aquila postata da Dario è indubbiamente affascinante, però non è detto che sia un'aquila legionaria...
Qualche immagine sulle aquile legionarie le ho postate in due diverse pagine su
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e le ho divise in L'Aquila legionaria parte 1° e parte 2°, in cui vengono analizzate le immagini rinvenute (monete, steli, etc.). Esistono ad ali aperte, ali chiuse, con corona e senza, dunque in netto contrasto tra loro! La terza parte dello studio (che pubblicherò a breve) trattera proprio di queste contraddizioni iconografiche: proprio i Romani, che facendo della numismatica un formidabile strumento di comunicazione, ci hanno trasmesso splendide raffigurazioni di architettura, e dettagliati ritratti, avrebbero raffigurato un oggetto così sacro e rappresentativo qual'era l'aquila legionaria, in maniera approssimativa? Un oggetto di questa importanza, proprio per il messaggio che trasmetteva, stranamente veniva riprodotto in modo casuale? E benchè la mentalità di 2000 anni fa fosse sicuramente distante dalla nostra ci chiediamo se non sarebbe stato controproducente, nei confronti dei soldati, rappresentare il simbolo del loro reparto, in maniera così distante dalla realtà, ad esempio proprio con le ali abbassate, quando l'oggetto originale le presentava alzate (non dimentichiamo inoltre le dettagliate immagini di navi e insegne militari sempre trasmesseci dal settore numismatico). Ritengo che un oggetto così unico, sacro e venerato,venisse riprodotto così come effettivamente era. Le stesse riproduzioni lapidee, spesso così ricche di particolari dell'equipaggiamento militare, abbiamo visto che ci forniscono indicazioni contrastanti sull'effettiva forma dell'aquila legionaria.
Partendo dal presupposto che ogni legione fosse dotata di una sola aquila,
nella mia personale convinzione che le aquile legionari avessere tutte una
forma uguale o simile, perlomeno nei tratti salienti (ad ali aperte o
chiuse che fosse).
Quale dunque un'ipotetica spiegazione di questo apparente contraddizione
iconografica?
Proviamo a dare una spiegazione, per quanto da nulla supportata, sicuramente provocatoria e fantasiosa:
l'aquila potrebbe aver avuto le ali "mobili". L'oggetto poteva venir
costruito con il corpo cavo, e dotato di un doppio foro in corrispondenza
dell'attaccatura delle ali; in questo foro veniva inserito un perno che
permetteva alle ali di essere abbassate o alzate, a seconda che l'aquila
si trovasse "a riposo" nel saccello, o sul campo di battaglia. Forse nelle
stesse cerimonie trionfali le ali venivano alzate, in modo da potervi
infilare le famose corone trionfali.
Verrebbero così a trovare una spiegazione logica le varie emissioni
numismatiche con le ali alzate: coniazioni in vista di offensive o
campagne o coniate appositamente per il pagamento della truppa.
Ma probabilmente è un’ipotesi folle e ogni aquila magari aveva una forma diversa, ed era costruita a seconda di come gli girava al mattino al "mastro aquilifero" della bottega artigiana imperiale in Campo Marzio che materialmente costruiva le aquile, a seconda se si era divertito o meno la sera prima nella suburra!
Saluti a tutti!
Cesare

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Cesare Rusalen - Milano

"... io per parte mia, avrò fatto il mio dovere verso la repubblica e il comandante..."
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Sab Gen 06, 2007 2:36 pm    Oggetto:  
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Concordo con Didio Falco sul fatto che i Romani attribuivano ai Signa un valore straordinario e persino maniacale (motivo per cui ad esempio ricuso totalmente l'uso dei tessuti rossi sui milites di ogni epoca).
Francamente credo che la semovibilità delle ali sia davvero un po troppo. Sappiamo che la letteratura accenna ad altre norme Imaginifiche inerenti allo stato di quiete, o di battaglia, o infine di parata.
Con la battaglia (e l'instaurazione di una sorta di regolamento equiparabile alla Corte Marziale), si issava una vessillo rosso. Evidentemente tale vessillo aveva altro colore in stato di normalità (ricordo che ogni manipolo ed ogni tenda - vedasi Polibio - compreso il Questorio e il Pretorio, aveva un vessillo).
La letteratura non accenna a variazioni dell'Aquila in merito ai diversi Gradi, equiparabili al codice verde, codice giallo e codice rosso delle azioni militari.
E' invece molto interessante la deduzione di Didio Falco sulla presenza o meno dell'alloro sull'Aquila.
L'aquila (è risaputo) è simbolo delle Legioni, mentre l'alloro e altri motivi floreali rappresenta le coorti Ausiliarie.
La presenza su alcuni scuta di alloro e aquila insieme, così come delle Aquile laureate citate da Didio, potrebbe rivelare le famose coorti aulisiarie di Volontari Cittadini Romani. RIcordiamo a questo proposito che il Signum con il solo Alloro indica specificatamente le Cohorti, sia ausiliarie che legionarie.
E' un tema da approfondire notevolmente.

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Dario Battaglia
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DidioFalco

Tiro






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MessaggioInviato: Dom Gen 07, 2007 11:39 am    Oggetto:  
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Citazione:

Francamente credo che la semovibilità delle ali sia davvero un po troppo

Grazie Darius per la risposta fin troppo gentile... Very Happy !
In effetti quella delle ali mobili è una follia, ma per arrivare a questa ipotesi ho cercato di liberare la mente da tutti i preconcetti e ho cercato di seguire esclusivamente la logica, riferendomi alle diversità iconografiche. E purtroppo non ho trovato altra spiegazione (e vi assicuro che la fantasia non mi manca).
Altra spiegazione poteva essere l'esistenza di aquile "vive", tenute in gabbia, come risulterebbe da una stele funebre di Apamea, ma non la ritengo molto credibile come spiegazione (non che quella delle ali mobili lo sia, mah..... Cool ).
Vale.
Cesare

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Cesare Rusalen - Milano

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Quintus Caius Caesar

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MessaggioInviato: Mar Nov 23, 2010 5:32 pm    Oggetto:  
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scusate, una domanda, ma come mai l' aquila era in argento in epoca repubblicana con l' aggiunta di fulmi d' oro da parte di cesare e poi divenne totalmente in oro in età repubblicana.... non potevano essere miste ? Wink faccio un esempio sotto Cesare le aquile erano in argento, e se magari tra le sue insegne personali ci fosse un aquila ( magari rappresentativa di tutto il suo esercito ) non poteva essere d' oro ? mi spiego meglio poteva essere possibile che un generale avesse come insegna un aquila legionaria personale d' oro invece che di argento come tutte le altre aquile "normali" ? Wink
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tra le armi la legge tace_ cicerone

alea iacta est_ cesare

Quintus / Pietro Capone
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