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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Humeralia sì, Humeralia no
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Il Pitta

Gallus





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MessaggioInviato: Ven Mar 05, 2010 11:43 am    Oggetto:  
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Credo che per capire il "perché" dell'abbandono degli humeralia sia necessario analizzare a fondo la storia della lorica hamata, e la funzione primigenia degli humeralia stessi.

Gli humeralia inizialmente non nascono come dei raddoppi sulle spalle, ma come parte integrante del sistema di chiusura.

Le prime cotte che ne sono provvisti infatti, come quella di kirkburn, del III a.C. si presentano infatti come delle copie delle precedenti armature organiche (cfr. linohorax), ma in maglia di ferro, e l'unico punto dove si può trovare un doppio strato vero e proprio è l'area dei pettorali e delle clavicole.

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L'evoluzione successiva, che porta gli humeralia a diventare dei raddoppi veri e propri, conserva curiosamente il sistema di chiusura mobile sul davanti, il cui unico scopo, non essendo più funzionale a "tenere insieme l'armatura", è quello di consentire di sollevare gli humeralia per porre al di sotto di essi e sostituire alla bisogna un ulteriore strato ammortizzante, ragionevolmente in materiale deperibile (probabilmente feltro).

Essendo un'armatura di concezione celtica, evidentemente andava a rispondere alle esigenze del combattimento gallico, e l'attenzione per le clavicole, già riscontrata in diversi modelli di armature organiche celtiche precedenti, secondo me è da attribuire ad una volontà di tutelare un'area fragile da colpi "da spacco", i famosi fendenti obliqui (sgualembri) di cui parla Dionigi d'Alicarnasso.

Visto l'utilizzo di Xyphos e Kopis da parte dell'esercito romano fino alla II Guerra Punica, e viste altresì le dimensioni e la morfologia dei primi Gladi Ispanici, il fendente non doveva assolutamente essere estraneo all'ambito romano, anzi, e un'armatura che salvaguarda prima le fragili clavicole e poi anche le spalle con un raddoppio è assolutamente compatibile tanto con la scherma della Roma Repubblicana che con quella dei suoi principali avversari.

L'abbandono degli humeralia in età imperiale è effettivamente un evento curioso.

Allo sviluppo interno di una scherma maggiormente di punta fa da contr'altare una sublimazione della scherma da fendente nelle controparti esterne con le quali i Romani si scontrano (Daci, gli stessi Persiani e sommamente i Germani), quindi una causa funzionale legata alle dinamiche di combattimento credo sia in parte da scartare.

Se le prime cotte di maglia europee prive di humeralia sono, come sembra, di produzione transrenana, l'ipotesi più probabile è effetivamente di fattore economico (I Germani sono gli stessi che "smontano" i gallici imperiali presi ai romani per ridurli a semplici calotte e riutilizzare il ferro di paranuca, paragnatidi e tesina).

A questa poi si sommerà la progressiva "germanizzazione" dell'esercito, con il conseguente passaggio di una motivazione pratica a consuetudine, indipendente in maniera univoca dal fattore economico.

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Gioal apPalug il Pitta
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MessaggioInviato: Ven Mar 05, 2010 11:43 am    Oggetto: Adv






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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Ven Mar 05, 2010 2:50 pm    Oggetto:  
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Il Pitta ha scritto:
A questa poi si sommerà la progressiva "germanizzazione" dell'esercito, con il conseguente passaggio di una motivazione pratica a consuetudine, indipendente in maniera univoca dal fattore economico.


Non dimentichiamoci che a produrre le armature in epoca tardo imperiale erano delle fabricae statali.

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Flavius Stilicho

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Il Pitta

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MessaggioInviato: Ven Mar 05, 2010 2:53 pm    Oggetto:  
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Flavius Stilicho ha scritto:
Non dimentichiamoci che a produrre le armature in epoca tardo imperiale erano delle fabricae statali.


Penso che in epoca tarda si possa già parlare di consuetudine... sempre unitamente al fattore economico che porta agli elmi a calotta bivalve di tipo sarmatico

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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Ven Mar 05, 2010 5:57 pm    Oggetto:  
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In effetti già dal secondo decennio del V sec. d.C. in Occidente il sistema statale si era incrinato in gran parte dei possedimenti facenti capo a Ravenna Smile
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Sab Giu 19, 2010 7:15 pm    Oggetto:  
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Ma come, è già finita la discussione? Crying or Very sad

Citazione:
Allo sviluppo interno di una scherma maggiormente di punta fa da contr'altare una sublimazione della scherma da fendente nelle controparti esterne con le quali i Romani si scontrano (Daci, gli stessi Persiani e sommamente i Germani), quindi una causa funzionale legata alle dinamiche di combattimento credo sia in parte da scartare.


Non capisco bene il perché... non poteva essere anche per una variazione nella tecnica di combattimento? Non so, una particolare posizione o disposizione dei milites che col tempo ha reso superflua la protezione, assieme all'aggiunta della famosa piastra di metallo dietro la "còppa" dell'elmo Razz?

Può avere qualcosa a che fare con il discorso sul raddoppio nelle file (di cui non ricordo in quale post se ne parla, mannaggia!)?

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MessaggioInviato: Dom Giu 20, 2010 2:41 pm    Oggetto:  
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Diciamo che, ad un allungamento ed allargamento del paranuca sugli elmi romani, si ha per contro l'abbandono degli spallacci, evidentemente non più utili.
La protezione che davano gli spallacci alle clavicole (molto soggette ai colpi di taglio o di fendente delle spathe - come abbiamo potuto ben notare nei combattimenti gladiatori della categoria dei Galli -) evidentemente fu sostituita dall'allargamento del coprinuca ai lati delle spalle, che forse bloccava la spinta di questi fendenti e li smorzava.
O forse anche l'evolversi della scherma romana, in relazione ai nemici che incontravano, ha portato alla scomparsa degli spallacci: i nemici che avevano di fronte o usavano meno la tecnica del fendente, oppure i romani avevano trovato il modo di difendersi meglio con il solo utilizzo dello scudo.

Credo che forse sia stato un'insieme di questi elementi a dar corso alla scomparsa degli spallacci in epoca imperiale.

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"Non troveremo mai la verità se ci accontentiamo di ciò che è già stato scoperto.
Quelli che hanno scritto prima di noi non sono dei padroni, ma delle guide.
La verità è aperta a tutti e non è stata ancora trovata per intero"
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Flavius Stilicho

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MessaggioInviato: Dom Giu 20, 2010 3:48 pm    Oggetto:  Re: Humeralia sì, Humeralia no
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Dr Domus ha scritto:
Avete omnes.
La Lorica Hamata, si sa, fu la corazza che almeno dal III secolo a.C. fu adottata dalla fanteria romana sino alla fine della storia dell'Urbe.
Ciononostate vi è una curiosità: fino a un certo periodo, diciamo nei primi decenni dell'epoca Imperiale, essa è caratterizzata da due spallacci e una tendina dorsale che raddoppiano tale corazza su spalle e parte alta della schiena. Dopodichè l'iconografia sembra mostrare la scomparsa di questo raddoppio.
Che ne pensate?


Dr Domus ha scritto:
Deduzioni interessanti. Ma...
E' ovvio che un raddoppio di Hamata in certi punti, identifichi una scarsa capacità dell'Hamata a 1 strato, a difendere da un tipo 'localizzato' di colpi. Questione interessante per uno sviluppo del tema in epoca Imperiale.
Tuttavia... rimaniamo al "doppio strato". Chi portava questa corazza aveva una più alta probabilità di essere colpito sulle spalle e sul dorso. Non avrebbe senso altrimenti tale soluzione.
Ora, considerando che tale Hamata era diffusa principalmente nell'epoca Repubblicana che va dal III al I secolo a.C., e considerando che le fonti indicano come tra i Legionari, solo Principi e Triari avessero l'obbligo di una simile corazza (gli Hastati in prima linea non ne avevano obbligo), cosa deducete?


Gli hastati di prima linea muravano grazie al proprio thyreos e quindi potevano salvaguardare facilmente le spalle, questo potrebbe essere un abbozzo di spiegazione...

A ciò si aggiunga che, come ampiamente detto nei primissimi post, per tutta l'epoca presa in considerazione per la "scomparsa" degli humeralia si ebbero guerre civili e quindi le legioni si dovettero confrontare contro loro stesse.

Non ho tutta l'esperienza necessaria a dirlo, ma mi pare di aver notato negli scontri tra fanti pesanti una certa inefficacia dei colpi dall'alto verso il basso, facilmente contrastati da una murata. Quando invece il pesante va in accosciata per colpire le gambe dell'altro pesante, il connubio di paranuca e thyreos mi è sempre parso soddisfacente nella protezione delle spalle ma qui devo chiedere conferma a chi ne sa più di me per esperienza diretta.

Non scordiamoci però che:

Triarius ha scritto:
pronunciato paranuca su un elmo quasi conico con rinforzo a croce e addirittura protezione segmentata al braccio avanzato ma assenza di mantelletta a protezione da un'arma che tendeva facilmente a scardinare e scavalcare lo scudo arrivando oltre come la falx dacica?


Triarius ha scritto:
Tenendo conto che la medio-lunga arma dei Daci aveva efficacia se usata dalla media distanza, posso pensare che un 90% dei colpi fossero destinati alla testa ed alle spalle e quindi perchè abbandonare il raddoppio della mantelletta?
L'aspetto che volevo far notare è il progressivo aumento delle tese protettive spioventi e "devianti" degli elmi, legati proporzionalmente alla scomparsa della mantelletta. E' una ipotesi.


Triarius ha scritto:
Le foto mostrano con dovizia di particolari la caratteristica conformazione delle anelle di un'Hamata ma, dalla foto successiva, si evince l'uso anche di "plumate".


Tutto ciò ci invita a riflettere su quanto l'Ars Dimicandi ha sempre posto in evidenza dell'esercito romano: che non è l'esercito dei cloni di Star Wars in cui un'unica soluzione, considerata la migliore in assoluto, viene applicata senza varianti fino alla successiva evoluzione che la migliora sotto tutti gli aspetti e così via.

Gli armamenti dei soldati romani sono frutto di adattamenti, sono quanto di meglio fosse possibile usare in quella situazione, date certe disponibilità di risorse. Spesso è lo stesso legionario a fabbricare alcune protezioni necessarie in determinate situazioni e questo la dice lunga su quanto l'esercito romano fosse adattabile, specie negli armamenti dei singoli soldati.

Ciò detto io propendo per una spiegazione mista tra quelle finora date e cioè, posto che se gli humeralia spariscono è perché non erano indispensabili, a ciò hanno contribuito fattori economici ed evoluzione della tecnica di combattimento che inevitabilmente è molto cambiata dal periodo delle guerre puniche in cui da poco si era adottato il gladio ispanico all'impero a cui si arrivò dopo cruente guerre civili.

Se dopo queste guerre civili gli humeralia vennero tolti e si continuò a combattere tra Romani come prima evidentemente si erano rivelati superflui durante le guerre civili di Cesare e Ottaviano e quando dico superflui intendo anche "spreco di risorse" da cui il fattore economico.

Che poi contro i Daci si siano usati svariati tipi di corazza (integrati da maniche) e si siano rinforzati gli elmi, dimostra quanto i Romani si sentissero spiazzati di fronte alla tecnica di combattimento avversaria. Forse chi se li ricordava rimpianse gli humeralia ma ormai era tardi per rifare tutte le corazze e con quali risorse poi? Forse la modifica degli elmi, di certo più di frequente riparati, riadattati o sostituiti, e una modifica dei subarmalis fu ritenuta la miglior scelta in quanto fattibile
Smile

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MessaggioInviato: Dom Giu 20, 2010 8:29 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Gli armamenti dei soldati romani sono frutto di adattamenti, sono quanto di meglio fosse possibile usare in quella situazione, date certe disponibilità di risorse. Spesso è lo stesso legionario a fabbricare alcune protezioni necessarie in determinate situazioni e questo la dice lunga su quanto l'esercito romano fosse adattabile, specie negli armamenti dei singoli soldati.


Questo mi piace, credo che sia la chiave di lettura giusta - per quanto poco ne sappia. Sono sempre motivazioni pratiche e immediate!

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