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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Curiosità sui Gladiatori
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Autore Messaggio
Plinius

Princeps Senatus






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Plinius is offline 

Località: Panormus/Balarmuh




MessaggioInviato: Ven Mar 11, 2005 9:09 pm    Oggetto:  Curiosità sui Gladiatori
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E' vero che motli gladiatori sono riusciti ad accumulare ricchezze con questa loro attività?
Si conoscono alcuni di questi campioni che, volendo fare un paragone con il gioco del calcio odierno, definiremmo di serie "A"?

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Plinius/Ettore Argan

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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

Quanto più volgare è l'uomo politico, tanto più stridente è il linguaggio. (P.C. Tacito)
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Adv



MessaggioInviato: Ven Mar 11, 2005 9:09 pm    Oggetto: Adv






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Ilenia

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MessaggioInviato: Ven Nov 11, 2005 2:12 pm    Oggetto:  già...
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Anche io avevo sentito parlare di questa cosa ma magari Darius ne sa qualcosa di più. Mi pareva infatti che guadagnassero un sacco di soldi, ovviamente gran parte della somma vinta se la cuccava il lanista però non mi pare guadagnassero poco Cool
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Circe

Praefectus





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Circe is offline 

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MessaggioInviato: Sab Ott 14, 2006 7:57 pm    Oggetto:  
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...Nacionalidad española. .....
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..... Residencia española ......
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.....Catalunya

Spanish nationality. Spanish residence ......
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Sarebbe molto interessante conoscere questo perché ci aiutarebbe a ricostruire, in parte, un po’ dalla vitta privata da questi personaggi.


Sermo ibericus ....Lengua española .........
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Sería muy interesante conocer esto porque nos ayudaría a reconstruir, en parte, algo de la vida privada de estos personajes.

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Circe/Mònica Carrión Martínez

URBS UBI VER AETERNA EST.
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Sab Ott 21, 2006 2:14 pm    Oggetto:  
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Se ce ne sono alcuni?
Basta pensare al fatto che tra il I e il II secolo d.C. il 50% dei gladiatori legittimi era composto da cittadini romani che avevano rinunciato ai loro diritti per fare carriera nella Gladiatura.
Molti certamente per riscattarsi dai debiti accumulati nella vita civile. ALtri per acquisire notorietà e fama.
In ogni caso basti pensare che mentre un legionario guadagnava circa 1.500 Denarii all'anno, un singolo combattimento di un gladiatore di 1^ classe apportava (al gladiatore e al Lanista) ben 15.000 Denarii.
Hermes, fu uno di questi.

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Dario Battaglia
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Vestia

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MessaggioInviato: Mar Ott 30, 2007 6:53 pm    Oggetto:  
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C'è qualcosa che non mi torna. Un gladiatore legittimo era fondamentalmente uno schiavo, e uno schiavo non può possedere nulla. Il loro compenso dunque doveva essere classificato come peculium, ossia quei beni che il dominus (il lanista in questo caso) permette allo schiavo di avere. Senza contare che un fondamentale prigioniero non ha la possibilità né di usufruire né di amministrare direttamente tale peculium. Come si risolve il problema?
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Silla

Praefectus





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MessaggioInviato: Mar Ott 30, 2007 7:02 pm    Oggetto:  
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Quale sarebbe il problema?
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Silla/Luca Ventura

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"O straniero, riferisci agli Spartani che qui
noi giacciamo, obbedienti ai loro ordini"
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Vestia

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MessaggioInviato: Mar Ott 30, 2007 7:11 pm    Oggetto:  
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Come sia possibile l'accumulo di un patrimonio da parte di un soggetto che non poteva possedere nulla (almeno direttamente) e che per di più era un vero e proprio carcerato.
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Silla

Praefectus





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MessaggioInviato: Mar Ott 30, 2007 10:28 pm    Oggetto:  
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Gli schiavi domestici (tipo attendenti, segretari etc...) avevano la possibilità di guadagnare per poi usufruirne una volta emancipati, ossia da liberti... Penso che ciò poteva avvenire anche per i gladiatori Wink
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Silla/Luca Ventura

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Vestia

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MessaggioInviato: Mer Ott 31, 2007 9:18 am    Oggetto:  
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Il problema è che un gladiatore non è uno schiavo domestico, il quale godeva almeno di una certa libertà di movimento e, in relazione alla sua importanza all'interno della casa, di alcuni privilegi quale quello di contrarre contubernium.
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Tvllia

sagittarius





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MessaggioInviato: Mer Ott 31, 2007 11:29 am    Oggetto:  
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Faccio un ipotesi, da ignorante in materia azzardo...Wink

Un cittadino romano che rinunciava al proprio status per intraprendere la carriera di gladiatore non diventava "schiavo" nel senso giuridico come era inteso dallo stato Romano.
Posso pensare quindi che era obbligato a seguire le regole della caserma gladiatoria in cui viveva e si allenava, era obbligato a sottostare ai comandi del Lanista per cui "lavorara" ma altresì, non essendo schiavo o prigioniero di guerra (quindi NON abbligato da condanna o dalla legge), poteva guadagnare e quindi accumulare un patrimonio personale.

Valete

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Tvllia/Rita Lotti

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"Non troveremo mai la verità se ci accontentiamo di ciò che è già stato scoperto.
Quelli che hanno scritto prima di noi non sono dei padroni, ma delle guide.
La verità è aperta a tutti e non è stata ancora trovata per intero"
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Dr Domus

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MessaggioInviato: Sab Nov 03, 2007 12:24 am    Oggetto:  
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Dr Domus ha scritto:
... un legionario guadagnava circa 1.500 Denarii all'anno, un singolo combattimento di un gladiatore di 1^ classe apportava (al gladiatore e al Lanista) ben 15.000 Denarii

Anzitutto mi scuso. Non trattasi di denarii bensì di sesterzi (il che cambia non poco).

Il contributo di Vestia apre ad uno dei deficit di conoscenza meno celebrati, eppur così importanti da essere imbarazzanti.
Ciò probabilmente perchè sovente tendiamo ad equiparare il concetto di schiavitù contemporanea (o meglio pre-contemporanea), con il ben più complesso e regolamentato panorama servile dell'antichità greco-romana.
Purtroppo non posso aiutarti più di tanto. Ciononostante la legislazione (soprattutto di epoca imperiale) sullo Status della schiavitù Gladiatoria, suggerisce trattamenti speciali, a partire dalle documentate Leges Gladiatories promulgate da Augusto.
Insomma, similmente ai Cittadini non tutti gli schiavi avevano gli stessi Diritti. Ma tuttavia li avevano: pensa allo Status di Liberto, ex-servus.
Rudiari o Pilleari gladiatori, pur schiavi, godevano di diversi diritti. Gli Auctorati poi... (ex-civium romanorum), ne godevano di altri ancora.
Quale scenario puoi configurarti, tenendo presente che ciò che noi oggi conosciamo risulta una semplice "punta dell'iceberg"?

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Dario Battaglia
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Flavius Stilicho

Consul





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Interessi: Storia Romana, Tardo Romana- Bizantina, Lettura
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MessaggioInviato: Mar Nov 06, 2007 2:59 pm    Oggetto:  
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[quote="Dr Domus"]
Dr Domus ha scritto:
Ciò probabilmente perchè sovente tendiamo ad equiparare il concetto di schiavitù contemporanea (o meglio pre-contemporanea), con il ben più complesso e regolamentato panorama servile dell'antichità greco-romana.


Nella lettera di Seneca riguardo al trattamento degli schiavi domestici possiamo trovare svariate figure di schiavo che lascerebbero intendere comunque una completa sottomissione, Seneca parla addirittura di schiavi addetti al vino che dovevano restare in piedi conciati come donne (talvolta evirati in tenera età) preposti a soddisfare da prima la sete del padrone e poi a "fargli compagnia" in camera da letto.

Ad ogni modo la differenza sostanziale tra il concetto di schiavitù moderna e quella antica si può trovare in due citazioni, rispettivamente di Seneca e di Sepùlveda:

"'Servi sunt.' Immo homines. 'Servi sunt ' Immo contubernales. 'Servi sunt.' Immo humiles amici. 'Servi sunt.' Immo conservi, si cogitaveris tantundem in utrosque licere fortunae."

che tradotto sarebbe:

""Sono schiavi." No, sono uomini. "Sono schiavi". No, sono compagni d’alloggio. "Sono schiavi". No, umili amici. "Sono schiavi." No, compagni di schiavitù, se avrai considerato che uguale cosa è lecita alla fortuna su entrambi."

Mentre Sepùlveda riguardo agli Indios di America (primo di una lunga serie di popoli schiavizzati in età moderna) diceva che essi non erano propriamente uomini ma homuncoli e la prova di questo risiedeva a suo avviso nel fatto che essi "sono così ingavi e timidi... che spesso sono dispersi a migliaia e fuggono come donnette, sbaragliati da un numero così esiguo di Spagnoli che non arriva al centinaio"

Dunque secondo lo scrittore Spagnolo essi erano servi per natura e neanche le evidenti prove della loro capacità di edificare grandi opere di civiltà bastavano a convincerlo in quanto, a suo avviso, "non è prova di una più umana perizia, dal momento che vediamo certi animaletti, come le api e i ragni, costruire opere che nessuna umana attività saprebbe imitare"

Se quindi noi intendiamo la schiavitù come totale privazione di diritti, è perché così era intesa nei tempi più vicini a noi, basandosi sul presupposto errato della "non completà umanità" delle genti schiavizzate.

_________________
Flavius Stilicho

Francesco Bindella

Alme Sol, curru nitido diem qui
promis et celas aliusque et idem
nasceris, possis nihil urbe Roma
visere maius.
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Silla

Praefectus





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Silla is offline 

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MessaggioInviato: Mer Nov 07, 2007 12:27 am    Oggetto:  
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Anche per i greci i barbari non erano propriamente "uomini"... basta pensare a quanto diceva Aristotele Wink

La schiavitù a Roma è un fenomeno molto complesso: vi erano gli schiavi manovali-contadini-minatori-taglia pietre (etc..) che non erano "molto" considerati, gli schiavi pubblici degli abitanti di un municipio o colonia, che addirittura potevano imprimere su oggetti pubblici (come le tubature dell'acqua) il proprio nome, privilegio non indifferente lasciare ai posteri il proprio nome, no? Very Happy ...e gli schiavi domestici di vario tipo, come appunto sottolineato da Flavius Stilicho.
Augusto dovette regolarizzare e tassare le manomissioni degli schiavi per via del numero eccessivo di liberti presente a Roma e provincia.... Wink Inoltre a Roma, come anche in molte città greche, molti schiavi erano ben più ricchi dei padroni stessi.. i quali schiavi una volta manomessi continuavano a lavorare per il proprio ex padrone divenuto patrono oppure aprire una proprietà in proprio evitando, per esempio, di fare concorrenza al proprio patrono..

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Silla/Luca Ventura

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Olivia Meridia

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MessaggioInviato: Mer Nov 18, 2009 1:09 am    Oggetto:  
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In effetti la domanda sollevata da Vestia è un pò la stessa che tormenta anche me. Nonostante abbia letto tutte le ipotesi sopra scritte, la domanda resta... c'erano schiavi e schiavi, indubbiamente... e certo i gladiatori non potevano essere classificati in nessuna delle categorie "domestiche" ... intendo quei gladiatori che venivano condannati, quindi erano prigionieri a tutti gli effetti. Trattati alla stregua di bestie e non di uomini... come facevano a guadagnare tanto? E nel frattempo, chi conservava per loro i soldi guadagnati? I lanisti certo non erano famosi per la loro onestà...
Chiedo scusa per la mia ignoranza in materia ma la curiosità di saperne di più prevale.

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AVE, CAESAR... MORITVRI TE SALVTANT !!
Sacri Antenati, io vi onoro...Cercherò di vivere con la dignità che mi avete insegnato...Tutto il resto è aria e polvere...
FORZA E ONORE.
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