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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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L'unità profonda del mondo mediterraneo
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> La guerra come strategia politico-economica e militare
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Maecenas

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MessaggioInviato: Mer Giu 18, 2008 6:55 pm    Oggetto:  L'unità profonda del mondo mediterraneo
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Un assioma che spesso viene dimenticato parlando delle civiltà che hanno ruotato intorno al Mar Mediterraneo e zone limitrofe è senza dubbio l'unità profonda sociale dei popoli anche a dispetto delle numerose guerre che si sono avute nel corso dei secoli, fino al compimento della romanizzazione.
Celti e galli, greci, afro-egiziani, siriani e romani non avevano grandi diversità nell'impatto umano, poteva variare certamente l'impostazione istituzionale, ma il prodotto finale, quella realtà socio-politica comune di base rimaneva sempre e comunque la stessa, chiunque si fosse succeduto sul controllo del grande Mare e delle sue ampie regioni.
Questo si potrebbe definire, in maniera magari impropria ma comprensibile, un imperialismo di fatto strutturato idealmente nella mentalità di questi popoli, la colonizzazione ne era un esempio, le guerre di conquista per ampliare i territori un altro, tuttavia la cultura "mediterranea" restava di gran lunga il veicolo maggiore per l'ampliamento del potere, una cultura che assorbiva, non negava, cioè non era ricevuta in modo passivo dal conquistato di volta in volta, questo è il senso della durata, del continuum nel mantenimento del potere politico che unito (nel caso di Roma) anche ad una forza militare non indifferente creava sempre nuovi stimoli e bisogni.

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Gli Spartani non chiedono quanti siano i nemici,ma dove sono.....

Enrico Franco Pantalone
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MessaggioInviato: Mer Giu 18, 2008 6:55 pm    Oggetto: Adv






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Silla

Praefectus





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MessaggioInviato: Mer Giu 18, 2008 11:23 pm    Oggetto:  
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Sui Galli, direi che l'unico regno che sono riusciti a creare e forse neanche tanto unitario è stato quello in Anatolia della Galazia.... spina nel fianco per seleucidi, pontici, pergameni e romani - sebbene ottimi alleati di ques'ultimi. Per il resto (e sono consapevole di quanto mi accadrà per ciò che andrò a scrivere Laughing ), i Galli andavano in giro a saccheggiare, depredare senza dare una forma alle lore "conquiste" - come fecero Greci, Cartaginesi, Macedoni, Persiani, Egizi-Macedoni, Romani... Livio afferma, ma anche altri, che i Galli vennero fino a Roma per il buon vino.... E andarono in Grecia distruggendo città fino a Delfi per saccheggiare tesori per poi finire in Asia Minore....
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Silla/Luca Ventura

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"O straniero, riferisci agli Spartani che qui
noi giacciamo, obbedienti ai loro ordini"
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Plinius

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MessaggioInviato: Gio Giu 19, 2008 12:09 pm    Oggetto:  
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Smile prima ascoltiamo; poi vediamo.... Wink
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Plinius/Ettore Argan

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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

Quanto più volgare è l'uomo politico, tanto più stridente è il linguaggio. (P.C. Tacito)
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Maecenas

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MessaggioInviato: Gio Giu 19, 2008 11:07 pm    Oggetto:  
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Sostanzialmente ciò che dici Silla è vero riguardo ai galli, però essi erano diciamo "border-line" rispetto alla cultura del mondo mediterraneo come lo erano anche i persiani.
Non credo possano essere considerati "centrali" relativamente al discorso dell'unità mediterranea o forse lo erano solo quelli dei territori che s'affacciavano a questo mare e che si differenziavano parecchio rispetto ai cugini atlantici.
Lo stesso vale per i persiani che vedevano nel Mediterraneo uno sbocco logico, ma che non ne comprendevano lo spirito socio-economico.
Due erano sostanzialmente le basi di questa unità di fondo comune: i rapporti commerciali e quindi l'economia con il mantenimento di monete in oro stabili a cui riferirsi nelle transazioni ovunque sulle coste e la forza militare che garantiva la sicurezza dei territori.
Roma concluse questa unità legandosi probabilmente a tutte le aristocrazie culturali, quelle politiche o monarchiche, quelle commerciali e terriere delle zone sottomesse, la cultura romana si sviluppa attraverso quella greca, importata però già al tempo dagli sconfitti cartaginesi, per cui non riuscirà mai a romanizzare il Mediterraneo, ma a completare un atto d'integrazione di territori già ampiamente greco-romani.

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Enrico Franco Pantalone
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Plinius

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MessaggioInviato: Ven Giu 20, 2008 12:43 am    Oggetto:  
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Smile Interventi veramente pregevoli.
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Plinius/Ettore Argan

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Ma, se un tiranno usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge? (Alcibiade)

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Maecenas

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MessaggioInviato: Sab Giu 21, 2008 12:56 pm    Oggetto:  
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Spesso nel mondo mediterraneo la guerra o l'arte militare ha assunto i toni di lotta per la vita, il colonialismo aveva le sue esigenze, inutile negarlo, ma proprio per questo le società greche e romane hanno dovuto mutuare l'esigenza militare con quella politica, fatto che non aveva precedenti nella storia dell'essere umano fino a quel momento, cioè il concetto era quello di stabilire dei durevoli rapporti sociali con i popoli conquistati, certo il processo fu lento, magari macchinoso, ma fu rivoluzionario: per quanto Atene e Sparta si combatterono tra loro, per quanto Roma cercasse il "motivo" per appropriarsi d'una regione interessante, per quanto tutte queste città s'impoverissero e si dissanguessero per le contese, esse non si piegarono mai a nessuno (se non temporaneamente) dimostrando una capacità creativa nella società molto interessante e facendo penetrare a fondo la propria civiltà.
L'unione delle due civiltà che noi possiamo chiamare mediterranea ha dato i frutti di cui ancora oggi noi tutti possiamo godere.

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Enrico Franco Pantalone
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