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GLADIATORI, ESERCITO ROMANO, ATLETICA PESANTE

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Seneca, autore da studiare?!
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Silla

Praefectus





Età: 36
Registrato: 12/03/05 19:25
Messaggi: 830
Silla is offline 

Località: Tergeste




MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2008 12:46 pm    Oggetto:  Seneca, autore da studiare?!
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Amici del forum, vi propongo una questione...interessante! Very Happy

Riporta Aulo Gellio, in Notti Attiche, XII, 2 (lo posto in traduzione dall'Edizione Utet 2007):

"Leggerezza e futilità critica di Anneo Seneca a proposito di Quinto Ennio e di Marco Tullio.

[1] Di Anneo Seneca c'è chi sostiene che sia uno scrittore assai poco significativo, che non vale la pena aprirne i libri perchè il suo stile risulta pedestre e banale, la materia e i concetti sono o di un'enfasi inopportuna e vuota o di una sottigliezza frivola e quasi beffarda, l'erudizione poi è provinciale e plebea, incapace di ritenere dalle opere degli antichi un minimo di grazia e nobiltà. Altri invece, pur non negando la scarsa eleganza del suo dettato, ammettono che non gli manca scienza e dottrina della materia che espone e serietà e profindità non prive di garbo nel riprendere i vizi morali. [2] Non è affatto il caso da parte mia di esprimere un giudizio e una critica complessiva delle sue capacità intellettuali e delle sue opere; sottoporremo però al vaglio la qualità degli apprezzamenti da lui espressi su Marco Cicerone, Quinto Ennio e Publio Virgilio.

[3] Nel libro ventiduesimo delle "Epistole Morali", da lui indirizzate a Lucilio, egli definisce ridicoli i seguenti versi composti da Quinto Ennio su Cetego, personaggio dell'antichità:

Fu detto dai suoi concittadini un tempo,
dagli uomini che allora vivevano e trascorrevano la loro età,
scelto fiore del popolo e midollo della Persuasione


[4] Sempre su questi versi così egli si esprime in seguito: "Strano che persone di grande eloquenza e innamorate di Ennio abbiano esaltato queste ridicolaggini. Cicerone di sicuro mette anche questi tra i suoi versi pregevoli". [5] E a proposito di Cicerone: "Non mi soprende che si sia potuto scrivere questi versi, visto che si è potuto lodarli; a meno che Cicerone, da quel grande oratore che era, perorasse in realtà la causa propria volendo far passare per belli questi versi". [6] Poi rincarava la dose con questa freddura: " In Cicerone stesso, inoltre, troverai anche dei brani in prosa che lasciano capire come egli non spese invano il suo tempo a leggere Ennio". [7] Cita quindi dei passi di Cicerone e li critica come enniani, per avere scritto nei libri "Sullo Stato": " Come il lacone Menelao ebbe una sua dolciloquente (suaviloquens) amabilità", e altrove: " Coltivi egli nel parlare la breviloquenza (breviloquentia)". E a questo punto il nostro parabolano assolve Cicerone dai suoi errori: "La colpa non era di Cicerone ma dei tempi: con siffatte letture si finiva per forza a parlare così". [9] Poi aggiunge che Cicerone intercalò frasi simili per evitare la taccia d'uno stile troppo lezioso e azzimato

[10] Nel medesimo luogo egli tira in ballo anche Virgilio: " Il nostro Virgilio, amche lui, ogni tanto ha dei versi duri, fuori norma, traboccanti dalla misura, e ciò non per altro che per far assaporare alle moltitudini enniane un po' d'antico nella poesia moderna".

[11] E per quanto stufo ormai di far parlare Seneca, non voglio lasciare fuori un paio di barzellette di questo personaggio sciocco e balordo: "Esistono pensieri di Quinto Ennio così grandi che, per quanto scritti in mezzo a gente che puzzava di caprone, possono però piacere anche tra gente profumata"; e dopo la critica mossa ai succitati versi per Cetego: "Chi gusta versi di questa fatta, ti sia ben chiaro che apprezza anche la mobilia di Soterico".

[12] Bell'autore davvero questo Seneca, da far leggere e studiare ai giovani, se ha potuto paragonare la dignità e il tono dello stile antico ai mobili di Soterico: a oggetti sgraziati, vale a dire, e ormai fuori uso, di nessun pregio. [13] E tuttavia capita di sentir ricordare e citare una o due frasi ben azzeccate, proprio di Seneca; per esempio questa, a proposito di persona avara, ingorda, assetata di denaro: "Che importanza ha quanto possiedi? è molto di più quello che non possiedi". [14] Ben detto no? Certamente ben detto; però all'indole dei giovani non tanto giova ciò che è detto bene quanto nuoce ciò che è pessimamente detto; tanto più se le frasi cattive sono la maggioranza e se alcune tra esse vengono pronunciate non già per gusto dialettico in un argomento di poco conto ma a titolo di consiglio in una situazione critica"

La domanda è.... Perchè al liceo dobbiamo studiare e tradurre Seneca, un autore di tal fatta???? Laughing Laughing Se già gli antichi avevano una "critica" già molto avanzata?? Laughing Wink


P.S.: scusate la lunghezza della citazione..........

_________________
Silla/Luca Ventura

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"O straniero, riferisci agli Spartani che qui
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Adv



MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2008 12:46 pm    Oggetto: Adv






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Plinius

Princeps Senatus






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Plinius is offline 

Località: Panormus/Balarmuh




MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2008 9:03 pm    Oggetto:  
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In effetti, pur non conoscendo così a fondo la sua produzione, comincio a chiedermelo. Semplice scopo didattico potrebbe essere?
_________________
Plinius/Ettore Argan

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GLADIVS

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MessaggioInviato: Mar Feb 19, 2008 12:14 am    Oggetto:  
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forse queste punzecchiature erano dovute a screzi personali o ad antipatie di sorta?e poi diciamoci la verità...quando mai i critici giudicano in modo imparziale!se non criticano che critici sono? Evil or Very Mad
(ho letto sia le epistole, sia il de brevitate vitae che il de vita beata...)

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